Darsi pace: testimonianza Luciana

 

foto di gruppo

Accolgo con piacere l’invito a condividere l’esperienza fatta al Seminario Per-Donarsi tenuto a Roma l’aprile scorso. Sento ancora il senso di quiete-silenzio e di entusiasmo-energia che mi avete trasmesso. Non c’è contraddizione in questi stati d’animo, anzi: li sento molto in equilibrio.


In 30 anni di “ricerca” a volte ho vissuto esperienze esaltanti e coinvolgenti che, però, si dissolvevano presto; a volte, al contrario, me ne venivo via sentendomi “estranea”, non appartenente a quella linea di pensiero in modo fideistico come vedevo fare ai partecipanti. Questa volta è stato un po’ di tutto, difficile da definire.

Faccio una necessaria premessa che spiega un po’ il mio vissuto di questi giorni.
Finchè “dovetti” frequentare la chiesa cattolica (i miei erano e sono praticanti) la sentivo stretta, fatta di rituali vuoti e senza un senso chiaro per me. Esperienze molto negative con elementi del clero mi hanno non solo fatto allontanare, ma anche provare ostilità verso quel mondo e, come spesso accade, sotto l’ostilità c’era la paura.

Poi iniziai a seguire percorsi di meditazione, conoscendo, praticando e vivendo esperienze di comunità legate a maestri indiani. Sempre alla ricerca, ritrovandomi a pezzetti un po’ qua un po’ là. Tutto mi ha arricchito, nutrito (anche le scelte sbagliate), ma ancora una sorta di diffidenza mi prende ogniqualvolta si affacciamo termini cristiani, odori cattolici.

Ma re-incontrare Marco ed il suo linguaggio (che esprime un essere al mondo reale, nuovo, fresco), leggendolo su internet, mi ha fatto “correre il rischio” di riavvicinarmi a quel mondo dell’infanzia e adolescenza fatto di suore cattive all’asilo e di preti ipocriti e violenti poi.
E’ stato come fidarmi di chi, già 15 anni fa, mi aveva parlato ogni sera direttamente al cuore con semplicità e profonda conoscenza.

Ho veramente sentito che questa prospettiva da cui Marco ed il suo gruppo guardano al mondo non è nuova per me, in fondo è sempre stata lì, come aspirazione dell’anima, ma… senza riuscire a trovare le parole per dirlo.

Quello che mi catturava nell’ascoltare Marco era questo passaggio diretto, senza filtri mentali, che arrivava proprio là dove già c’era qualcosa di pronto per accogliere questo messaggio, questo invito ad “esserci”. Esserci con quello che sono oggi, semplicemente, senza chiedere di cambiare per uniformarmi ad una ideologia, ad una linea già tracciata. Dolcemente posso far scivolare questi input dentro il fiume della mia vita, lasciando che le diverse acque si mescolino.

Ancora devo vincere alcune resistenze, ma vorrò lasciarmi aiutare a mollare il mio orgoglio che, da vecchio protettore, dice “mi avete fatto male? Allora non avete nulla da insegnarmi, vado altrove a cercare la Verità”.
E devo dire che già la spontanea simpatia e sintonia reciproche (non so in nome di che cosa!) con alcune suore del gruppo mi ha presa in contropiede! La maschera continua a dire “stai alla larga”, ma il cuore è andato là, senza permessi né divieti, come un bimbo fiducioso… e questa volta è stato accolto! Sono commossa e ancora incredula.

Grazie a te Marco e alle persone con le quali ho condiviso una camminata dopo pranzo, un problema o anche solo l’essere lì, tutti con lo stesso anelito di pace, di perdono.
Per me è stato importante incontrarvi. Siamo in molti i cani sciolti, desiderosi di confronto, di punti di riferimento liberi (che non imbriglino in religioni, sette, ideologie), desiderosi di dialogo schietto e di confronto.

 

 

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