Ascoltando “Dentro la sera”: Testimonianza di Giulia Basili

immagine di stanza
La dimensione sonora e vocale del parlare mi ha sempre attratto e affascinato e spesso nell’ascoltare unicamente la voce di persone di cui non era visibile il corpo (alla radio o al telefono), mi accorgevo di fantasticare sul loro aspetto fisico, sul loro modo di sentire e di essere.

Calvino diceva, con grande sensibilità, che “la voce manifesta la persona a chi sa ascoltare, a chi sa cogliere quello che ella rivela, quello che la persona ha di più nascosto e di più vero”.

Ora con la maturità, ho scelto di intraprendere un percorso di conoscenza e di relazione d’aiuto proprio attraverso la mediazione della voce.
Ho capito, che nell’ascoltare chi parla (così come nell’ascoltare la voce di Marco Guzzi alla radio) stando in una condizione interna centrata e ricettiva, si aprono paesaggi e dimensioni dell’essere che vanno oltre il solo contenuto semantico delle parole stesse.

La ricerca di un contatto sempre più intenso e autentico con se stessi porta anche ad una liberazione della propria voce, che diventa così un canale di energia e di nutrimento sia per la persona che parla che per chi le sta intorno.

Ritrovo questa dimensione così privilegiata ogni volta che alla radio tornano trasmissioni che parlano dell’uomo e degli strati più profondi del suo essere (così come la trasmissione Percorsi condotta da Marco Guzzi) tenendo sempre conto che una voce purificata e liberata può, nel suo comunicare la verità e la sapienza, operare delle grandi trasformazioni interiori.

Ricordo con grande piacere e anche commozione quelle serate, senza televisione, in cui con mio marito (allora non ancora sposati) aspettavamo con curiosità le nove, per ascoltare la trasmissione Dentro la Sera condotta da Marco Guzzi.

La sua voce calda e accogliente ci faceva entrare in quella ‘casa’ silenziosa e tranquilla dove, oltre ai commenti musicali così intensi, si parlava di cose profonde e immense: dell’essere umano e della sua complessità, dei suoi dolori e di quelle sconfinate domande sugli enigmi dell’universo e della sua esistenza sulla terra.

Mio marito ed io attingevamo spunti di riflessione incredibile e trovavamo tante affinità con ‘quella’ persona, che non vedevamo, ma ci accorgevamo come stesse lentamente riempiendo il nostro cuore e i nostri pensieri e dilatando ancora di più la nostra visione delle cose terrene.

A quel tempo (e tuttora, ma in modo più consapevole e mirato) eravamo molto appassionati e impegnati nell’ambito della conoscenza dell’antroposofia di Rudolf Steiner e nell’ascoltare le parole di Marco risuonavano non pochi riferimenti e corrispondenze con il nostro percorso interiore.

E dunque quella voce, divenuta così familiare e necessaria, che ci parlava dalla radio, testimoniava, anche dall’esterno (in questo caso dalla radio) ciò in cui credevamo e sperimentavamo con così grande intensità.

Sempre più si manifestava il desiderio di dare anche un ‘corpo’ a quella voce notturna, di condividere in modo più diretto sentimenti e pensieri comuni, in somma di conoscere personalmente o comunque avere un contatto con Marco Guzzi.

Così mio marito Alessandro decise di scrivergli una lettera affettuosa e di stima, e la cosa per noi ‘sorprendente’ (non molti personaggi della radio o tv rispondono in modo personale agli ascoltatori) fu che rispose con la stessa stima e calorosità confermando la corrispondenza tra il ruolo di conduttore radiofonico pubblico e quello della persona in privato.

Era tutto vero: una persona profondamente spirituale, attenta, coltivata nell’anima e nella mente, ci parlava in modo diretto e amichevole da un’emittente nazionale! Che fortuna!

Da lì è cominciato il contatto, poi la conoscenza, lo scambio e finalmente la partecipazione assidua ai gruppi di crescita personale e al lavoro di scavo e di conoscenza dei meccanismi di difesa inevitabili, ma limitanti, delle modalità ricorrenti di conformarsi a ruoli e situazioni, che mettono in luce paure e automatismi emotivi.

È stato ed è tuttora un mettersi continuamente a nudo, cercando lentamente di intaccare la scorza dura dell’ego.
Ogni passaggio seppur doloroso e lucido, se non avesse avuto il supporto di un conforto spirituale cristiano, portato dalla lettura e commento delle Scritture, sarebbe stato devastante e scoraggiante, e ciò mi ha ulteriormente confermato la necessaria integrazione tra lavoro psicologico e lavoro spirituale, senza cui ogni lavoro di scavo interiore, anche il più accurato, rimane fine a se stesso.

Ormai sono passati nove anni da quando ho cominciato con i gruppi di trasformazione interiore (oggi divenuti Associazione Darsi Pace) e molti cambiamenti sono avvenuti in me e anche nel mio modo di scegliere e di valutare persone ed eventi della vita.

Guardandomi indietro credo di aver sfoltito molte ‘erbacce’ e, malgrado continui ad essere spesso confusa e insicura, so che posso contare su strumenti di consapevolezza che solo un lavoro meticoloso e accurato, svolto in tanti anni, mi ha saputo dare e continuerà a darmi.

 

 


 

Commenti

  1. Mariapia Porta dice:

    Cara Giulia, grazie per la tua testimonianza!
    C’è qualcosa di simile nel tuo e nel mio cammino. Anch’io ascoltavo Marco alla radio, con piacere e coinvolgimento. Poi ho trovato in libreria un suo libro e l’ho letto con grande interesse, quindi l’ho conosciuto personalmente in un corso intensivo. da allora ho iniziato un lavoro consapevole di demolizione dell’io e una energica cura spirituala basata sullo studio della Bibbia.
    letta

  2. Per chi vuole riascoltare Marco Guzzi in Percorsi di Radio 3 ecco dove scaricare i file audio:
    http://www.radio.rai.it/radio3/podcast/lista.cfm?id=3110

    E’ possibile anche ascoltare il suo intervento sulla crisi economica nella puntata di Radio Europa Magazine di domenica scorsa:
    http://www.radio.rai.it/radio1/radioeuropa/view.cfm?Q_EV_ID=277132.

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  3. Da piccola, quando andavo a catechismo, le maestre mi dicevano di ascoltare la voce dentro di me per scoprire la mia vocazione. Nonostante tutta la mia buona volontà non riuscivo a sentire quella voce, ma il loro insegnamento mi ha aiutato ad ascoltare e a darmi voce. Una voce spesso arrabbiata e lamentosa, da giovane; addolorata e carica di lacrime in particolari momenti della mia esistenza e col tempo una voce desiderosa di sintonizzarsi con altre voci, più attenta al ritmo, al tempo, alle pause del canto. Ora sto imparando ad apprezzare la voce del silenzio.

    Anche per me è stata una fortuna incontrare Marco e tutti voi attraverso lui.
    La sua voce mi guida nella meditazione, la sento quando leggo le sue poesie o i suoi libri, mi dona calma, forza e speranza.

    Nei corsi di meditazione ed ora nel blog scopro una varietà di percorsi esistenziali che convergono in uno stesso obiettivo: quello di essere uomini e di condividere lo sforzo di dare voce alla nostra umanità.
    Mi piace immaginare la vostra voce mentre leggo le vostre parole, ma soprattutto è bello sentirne l’anelito.
    Grazie, Giuliana

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  4. Sono stata (r)accolta da Marco Guzzi quindici anni fa, ormai.
    In un momento particolarmente confuso sul piano spirituale, con una salute fragile che mi aveva costretta a sospendere per un periodo gli studi universitari, mi aggiravo sulle frequenze radiofoniche nel tentativo di trovare un po’ di sollievo. Al pomeriggio ascoltavo il contenitore di RadioDue e poi una sera mi imbattei in Dentro la Sera. Così la mia affezione per quel conduttore particolarmente attento e sensibile continuò e lo seguii anche quando traslocò nelle mattinate del 3131. Crebbe però in me il grande desiderio di incontrare una persona così speciale e, con una spregiudicatezza che non mi riconoscevo, decisi di scrivergli la mia ammirazione e il mio apprezzamento. Rispose! Poi ci incontrammo e ci tenemmo in contatto. E così scoprii che speciale lo era veramente, insieme a sua moglie. Tutto sommato non è difficile trovare persone che “parlano bene”, molto di più è invece trovare persone che vivano ciò in cui credono.
    Dalle esperienze qui raccontate, mi viene da pensare che in fondo sembra che la tecnologia certo ci dia dei mezzi favorenti la comunicazione, l’incontro, lo scambio, ma che la magia e la ricchezza di un incontro personale non siano ancora stati ricreati. Credo che il telefono e il web siano ottime possibilità di tenere il legame tra amici, ma che poi l’incontro vis-à-vis sia ancora insostituibile. Personalmente, leggendo queste pagine e i messaggi scritti da persone a me sconosciute e tuttavia con cui condivido un po’ del mio percorso, mi viene una gran voglia di conoscervi, fisicamente intendo. Nel mio caso specifico, certo, gli ostacoli sono molti, dalla distanza alla salute. Tuttavia, vi invidio un po’ pensando che almeno alcuni di voi hanno la possibilità di incontrarsi.
    In ogni caso, meglio poco di niente, avrebbe detto mia nonna, e perciò sono contenta di quanto mi è donato.
    Un saluto affettuoso a tutti voi
    iside
    letta

  5. Grazie, cara Iside, della tua vicinanza. Anche se siamo lontane fisicamente, il web rappresenta effettivamente un contatto nuovo e comunque positivo, perché consente di approfondire la nostra conoscenza e condividere pensieri, idee, emozioni.
    Un abbraccio, con molto affetto
    letta

  6. Non so se i mio commento può essere utile a qualcuno, ma lo scrivo lo stesso. Dovete sapere che io sono molto critica e rigorosa anche con me stessa e mi chiedo sempre iol perché delle cose. Certo se si ascolta la voce di qualcuno é per un motivo preciso che può essere di lavoro, di studio, di passatempo etc… E allora la piacevolezza della voce o le cose che la voce dice possono essere più o meno gradite perchè associate alla funzione che in quel momento la persona sta svolgendo.
    La mia voce, per fare un esempio sperimentato, non é gradevole di per sè come altre voci sono…calde…dolci…sensuali, etc… ma giurer4ei che moltissime persone non se ne sono mai accorte perché attente alle parole e ai discorsi e non alla voce.
    Se si dovesse sentire solo il calore di una voce perdendo ciò che la voce dice allora , sì che ci sarebbe da preoccuparsi…Vorrebbe dire che si é talmente confusi da non dare più valore alle paole…..Potrei continuare…La voce, per me é solo un aspetto di un rapporto molto più complesso d quanto si possa prefigurare semplcisticamente…
    Con affetto da
    letta

  7. Condivido molto quanto è stato scritto e visto l’argomento trattato desidero unirmi anch’io a questi commenti raccontando qualche cosa della mia storia Nel 1989 Marco conduceva “Il teatro della realtà”. Fu in questa occasione che iniziai a conoscerlo. Compresi da subito quanto questa persona poteva essere di grande aiuto nella tremenda situazione in cui mi ero venuto a trovare. Avevo 25 anni e l’anno precedente la mia vita subì un durissimo colpo, una brusca frenata: una rara malattia genetica aveva causato la perdita della vista in entrambi gli occhi. Quindi, dopo aver abbandonato improvvisamente il lavoro, mi ero chiuso in casa isolandomi da tutto, senza riuscire a intravedere alcuna prospettiva di futuro e con tutto l’oscuramento-annebbiamento quasi totale del campo visivo. Tenevo sempre con me il walkmen sintonizzandomi preferibilmente solo su radio RAI. Seguivo con particolare interesse l’attualità e le trasmissioni di dialogo con il pubblico. Dopo i primi mesi della fase acuta l’atrofia ottica si stabilizzò. Ci fù un certo recupero e quindi la situazione visiva si bloccò in una riduzione notevole della vista che, trascorso il primo anno, resta a tutt’oggi inalterata.
    In tutto quello che ascoltavo alla radio ciò che apprezzavo maggiormente era proprio la capacità di dialogo e di conduzione che possedeva Marco Guzzi: una voce calda e pacata, e la sua parola giusta e buona
    Pareva che un’energia più grande delle nostre menti razionali, umane, colte e preparate, intervenisse per essere tradotta con tutta la faticosa ricerca di parole guida, di orientamento e pacificazione, nelle quali proprio il conduttore se ne faceva tramite divenendone in tal modo il catalizzatore.
    E anche se, lentamente, col sovrapporsi degli anni la malattia si manifestò anche alle gambe procurandomi una sempre più faticosa difficoltà a deambulare rimasi in contatto, e lo sono ancora, con tutte le parole che Guzzi aveva espresso nei vari dialoghi radiofonici con tante e diverse persone .
    Registravo le trasmissioni in cassetta, trascrivevo e memorizzavo i passaggi che più mi toccavano o in qualche modo mi colpivano. Tante volte le ho riascoltate. Con piacere posso notare che, pur a distanza di tanti anni, continua ad emergere ancora la percezione di una loro forte attualità e a chi le impresto e ne parlo ricevo sempre tanta gratitudine
    In tutta questa storia non rimasi mai solo. I famigliari, la fidanzata, la sua famiglia, alcuni amici mi sostenevano. Trovai un lavoro, acquistai una casa e mi sposai. Mia moglie mi affiancava in questo itinerario seguendo insieme il percorso di ricerca personale e di approfondimento iniziato proprio con l’appassionato ascolto di “Dentro la sera”.
    Restava in me però il grande desiderio di conoscere personalmente questo splendido conduttore radiofonico e magari riuscire a scambiare insieme qualche parola. Desideravo ringraziarlo e volevo dirgli quanto mi aveva aiutato a crescere a migliorarmi e ad affrontare con maggior fiducia le paure i problemi e le difficoltà
    E allora anch’io, come Alessandro, quando trovai la sua mail gli scrissi; la sua risposta non fu altro che una conferma di quanto la sua persona: fosse davvero una rara e davvero speciale figura di umanità
    Inoltre, tre anni fa trovai il coraggio di iscrivermi a un seminario di approfondimento. Fu una bellissima esperienza. Da allora insieme a mia moglie partecipo ai gruppi di “auto-trasformazione” e pacificazione interiore da lui diretti rendendomi sempre più conto di quanto sia importante, nei nostri percorsi e nelle tribolazioni quotidiane, per un procedere sensato, mantenere uno spirito limpido sincero e soprattutto con il cuore nella pace.
    Ringrazio quindi che ci sia una persona come Marco, un grande dono per tutti, sono proprio contento d’averlo incontrato, di mantenere i rapporti e mi sento spiritualmente molto vicino a lui e alla sua storia.
    Fabio F.
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  8. Caro Fabio, che gioia averti tra noi!!!
    Spero di rivedervi presto.
    Un grande abbraccio a te e a Paola.
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  9. marco g. dice:

    Carissimo Fabio, tu sai quanto il nostro incontro sia stato e sia importante per me.
    A volte l’orecchio di chi ascolta diviene più vasto della parola ascoltata.
    A volte tramite i nostri piccoli strumenti (anche vocali e cardiaci) passa Altro, e noi tutti possiamo solo ringraziare.

    Grazie di cuore a Giulia, Maria Pia, Giuliana, e Iside, per le quali vale lo stesso pensiero.

    Spero di vederti presto con tua moglie.
    letta

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