RETROUVAILLE, Il salvagente per i matrimoni che affondano


Nei matrimoni accade, poco alla volta ma accade. Accade che ci si senta freddi, lontani, e che poi ci si smarrisca in fantasie solitarie. A volte sono grida oppure silenzi, a volte sono minacce o botte, a volte è l’infedeltà. Succede così che si smetta di parlare, di far l’amore, persino di sperare. E che a un certo punto la separazione appaia l’unica soluzione possibile.
È questo il momento in cui può capitare di finire in uno dei ritiri di Retrouvaille.


Retrouvaille è un programma per le coppie che sono sul punto di lasciarsi, ma anche per chi è già separato o divorziato. Un fine settimana intenso, cui fanno seguito quindici incontri di verifica più brevi, dove si cerca di ricostruire da capo le basi di un matrimonio ferito: la comunicazione, la comprensione delle proprie ferite, le proprie maschere, le tecniche per l’ascolto, il perdono.
È un’esperienza cristiana, Retrouvaille, nel senso che propone di riscoprire la forza del matrimonio come sacramento e che guarda alla debolezza come a uno strumento di grazia da cui ripartire. E pur essendo di orientamento cattolico, è aperta a tutte le coppie sposate, senza differenza religiosa, sia in chiesa che civilmente, e anche ai semplici conviventi con figli.
“I sentimenti non sono buoni né cattivi”. “Amare è una decisione”. “Dio non produce scarti”. Sono solo alcuni dei punti su cui si regge questo metodo, condotto da coppie guida che grazie al programma hanno saputo trasformare la loro crisi in un’occasione di rinascita. Chi frequenta i gruppi di Darsi pace ritroverà molte cose nelle tecniche di Retrouvaille: l’osservazione della propria psicologia, il raffronto con quella dell’altro, la messa a fuoco sulle ragioni profonde dell’incomunicabilità, la prospettiva di salvezza che passa per la fede.
Sul sito dell’associazione è possibile conoscere meglio il programma e leggere le testimonianze di chi ci è passato: www.retrouvaille.it.

Elia Contini

 

 

Commenti

  1. Rosella dice:

    … nei matrimoni accade, poco alla volta accade…
    E’ vero. Ci siamo sposati in Chiesa, davanti a Dio perchè credavamo in Lui.
    Nella mia somma ingenuità pensavo che dove non fosse arrivata la nostra "buona volontà" sarebbe arrivato Lui.
    Non fu così.
    Quando decisi di voltare Le spalle a Dio fu proprio per permanere nel per-dono verso mio marito.
    Mi pareva più importante "salvare/ restare in famiglia" che credere ancora in Dio, che stava lì assente a guardare il dolore umano. Il dolore impotente. Quello in cui due persone sono incomunicabilità, nonostante tutti gli sforzi che fanno per restare insieme.
    Nonostante la fatica per mantenere il rispetto, la buona volontà nei confronti dell’educazione dei figli e la fedeltà reciproca.
    Una incomunicabilità che giorno dopo giorno ti porta allo svuotamento totale di te, del rapporto, del senso di "che ci sto a fare?" e la fatica diventa disumana. E ti accorgi che qualunque cosa fai ti si corrompe tra le mani… .
    Allora presi una decisione, dissi a Dio "quando avrò da ringraziare ringrazierò. Io la colpa a qualcuno la devo pur dare ed io la do a Te, alla Tua assenza"
    Di fatiche inutili per vivere, non ne farò mai più. E me ne andai da Lui, per restare con Gianni… per non continuare a recriminare.
    Decisi di fare esattamente il contrario di ciò che "sentivo di desiderare".
    Una decisione razionale che sanciva/riconosceva la scissione in cui consistevo.
    Paradossalmente mi ritrovai in pace, sapevo dove stavo… precipitavo lentamente ed inesorabilmente verso il non senso, e non potevo proprio farci nulla.
    Sono ritornata dopo 15/17 anni quando ebbi veramente da ringraziare.
    La verità è che sicuramente tutto ciò ha un senso.
    Un senso storico nella mia vita ed in parte lo riconosco.
    Ma è veramente dura la vita. Talvolta disumana.
    La nostra umanità, la mia umanità ha iniziato a risogere il giorno in cui decisi di seguire il desiderio di essere libera. Finalmente mi concedevo questa possibilità. Mi pareva che l’emancipazione dei figli, me lo consentisse.
    Non conta molto quale sia l’aspetto di dipendenza da cui ci si intende liberare. noi siamo un insieme unico e può accadere qualunque cosa, quando si raccoglie un sasso… che è una pietra, lanciata in uno stagno, che precipita sul fondo… come pare e piace a lei.
    NON BASTA, io penso, sapere tutto, conoscere il problema," necessario è relazionarsi", altrimenti non cambia nulla… SE NON CI SI METTE IN GIOCO INSIEME AD ALTRI.
    Per ora ciao.
    Rosella.
    letta

  2. Di Retrouvaille, avevo già approfondito,
    e provvidenzialmente, il commento di Rossella fa toccare con mano la realtà.

    Nel mio approfondimento Retrouvaille, fa un lavoro di riparazione similare a quella roba per cui ti rimette a posto un alcolizzato, un omosessuale e quant’altro.

    Hai un problema?
    Vieni qua che ti riparo io!!!!

    Il fallimento nella croce in una morte totale, è essenziale nelltattività salvifica di Gesù.

    Salvare un rapporto che aveva conosciuto la profondità dell’amore è importante,
    ma è anche importante affrontare con la maturazione che darà, il fallimento/morte di un affetto/amore/matrimonio.

    Gesù non ci chiama a rapporti che diventano disperanti/distruttivi/annientanti,
    Gesù ci chiama sempre alla vita, alla resurrezione.

    letta

  3. non trovo la vostra mail
    nella riga successiva al nome di getto pensavo andasse la mail,
    ma non era così.
    letta

  4. Rosella dice:

    per non nascondere nulla… e non rischiare di essere troppo fraintesa.
    i miei tentativi di : "proviamo a fare una terapia di coppia" ed altri, non ebbero riscontri: così morii.
    Dissi a Dio, io quello che potevo fare per vivere, per onorare un sì detto davanti a te nel sacramento l’ho fatto, Gianni per come è lui, ce l’ha messa e ce la mette proprio tutta… oppure no?
    Comunque sia, i figli hanno bisogno del loro padre; Gianni ha bisogno di me, tu… tu sei Dio e non consisti in me, ma in te stesso. Tu “Tu non hai bisogno di me e a qualcuno la colpa la devo pure dare, ed IO, la colpa, la dò a te !
    “ tu sei Dio mantieni la promessa perchè il mio sì l’ho pronunciato davanti a te”.
    Io di fatiche inutili non ne faccio più, quando avrò da ringraziare, tornerò a farlo.
    E me ne andai, per 15 o 17 anni… mene andai.
    E MI SBAGLIAVO: il Dio cristiano ha bisogno dell’uomo, non può nulla senza l’amore umano, lui si è messo totalmente nelle nostre mani… ( l’onnipotenza si è fatta impotente, senza l’opera delle nostre mani…)
    Allora non compresi e continuiai a morire ogni giorno un poco.
    Vedere con assoluta chiarezza la tua ombra ed essere impotente è disperazione
    Vedere l’ombra attorno a te, con evidenza, e sentirti/essere impotente è disperazione!
    E cosi PERPETUAI LA SORTE DI UN DIO CHE SI FA UOMO PER S’ OFFRIR LA COLPA al posto nostro…
    Grazie o mio Dio di avermi concesso ancora un cuore umano
    Grazie Franco ( lo psicoterapeuta che mi ha accolta ed aiutata) per quello che tu hai donato: tu hai concesso a Dio di amarmi, senza di te tutto questo non avrebbe potuto essere… e tu lo sai: A ME UN DIO DA SOLO NON SAREBBE BASTATO.
    … ed avevo le mie ragioni per affermarlo, pur non comprendendo ancora quale ragioni fossero, così ragionevoli!
    Quale divinizzazione avesse donato l’UOMO DIO / ALL’ UOMO.
    Dove due o tre si raccoglieranno… Io sarò con loro! (Creatività /Amore/Passione onnipotente)
    ove … uno solo… impotente! ( Crocifissione umana/Amore/Passione s’offre al Padre perdona loro / perdona loro/perdona loro perchè: NON SANNO QUELLO CHE FANNO)

    letta

  5. marcoguzzi dice:

    Ottima iniziativa, credo che il matrimonio sia il luogo cruciale in cui la crisi antropologica in atto si esprima.

    Dovremo in un prossimo futuro comprendere in modo nuovo che cosa sia e che cosa implichi la coniugazione tra gli opposti sessuati.
    E dovremo anche prepararci al matrimonio come alla più grande opera di trasformazione e di realizzazione umana.
    Dovremo cioè comprendere che costruire quella relazione sempre più profonda e vera che ognuno desidera, implica un inesausto lavoro sulle nostre parti immature, che in realtà temono la coniugazione, e la sabotano in mille modi.

    In altri termini il matrimonio potrà rilanciarsi come opera d’arte e vera e propria iniziazione spirituale all’unità interiore e con la vita, solo attraverso una profonda revisione dei nostri punti di vista antropologici dominanti: un lavoro al quale costantemente tentiamo di collaborare.

    letta

  6. Rosella dice:

    desidero rendere più chiara un’affermazione che ho fatto ieri:
    "perpetuai la sorte di un Dio che si fa uomo per s’offrir la colpa".
    Intendo "anche" dire che ho cresciuto i miei figli, all’interno di questi limiti e mi vedo spesso sulla via della croce, quando Cristo dice alle donne. "non piangete su di me ma sui vostri figli"…
    In effetti è un grosso dolore, ma col tempo s’impara a riconoscere tra i chiaroscuri della vita anche la sagoma di una trama di pace, all’interno della quale il famigerato "senso di colpa" non c’è.
    Vi è la colpa ed il per-dono.
    "io mi fido di te/Te"
    In un certo qual modo gioia e dolore coesistono nella pace del cuore.
    Pur con la consapevolezza che anche i miei figli dovranno rimboccarsi le maniche e faticare molto per liberarsi dai lacci con cui li ho ri-stretti… magari lasciandosi agli abbracci nei quali spesso li ho stretti.
    Proprio com’è capitato a ciascuno di noi.
    letta

  7. Antonio dice:

    E’ proprio così come scrive Marco: il matrimonio è davvero un luogo cruciale, in cui tutte le potenzialità i limiti e i paradossi della relazione sessuata giungono a manifestazione. Per questo oggi avremmo bisogno – meno che di enunciazioni ideologiche e manifesti (pseudo) politici a difesa della famiglia, comunque di facciata – di concreti percorsi di educazione e formazione a quel gran cantiere di riconciliazione umana, o all’opposto di dissidi violentissimi e dolorosissimi che è la coppia e la famiglia. Rispetto ai quali purtroppo la separazione si configura spesso come il male minore. Perciò il nostro lavoro dovrebbe essere più "preventivo" che "riparativo". Ben vengano percorsi per le coppie in crisi, se coloro che li intraprendono hanno ancora le forze e le risorse per ricominciare. Meglio però sarebbe che si cominciassero i preparativi per tempo, meglio sarebbe avere un progetto educativo (e quindi necessariamente una antropologia della coniugazione) che, mi pare, in questo momento nelle nostre parrocchie è un tantino carente. Mi ha sempre colpito tanto che la preparazione all’ordine sacro oscilli di diocesi in diocesi tra i 6 e i 7 anni, che l’assunzione dei voti in alcuni ordini religiosi raggiunga gli 11 e talvolta i 15 anni. La preparazione al matrimonio consta di 8, massimo 10 incontri, peraltro spesso piuttosto pallosi. Nessuna pratica, nessun percorso di avvicinamento alla convivenza e alla comunione. Come se fosse scontato, il giorno dopo il matrimonio, anzi la sera stessa, essere "un solo corpo".
    letta

  8. massimo dice:

    letta

  9. Rosella dice:

    Caro Matteo,
    sto cercando di "sentire" quello che hai scritto e mi lascio a ruota libera.
    La cosa più essenziale secondo me nelLA VITA è "SEGUIRLA".
    Se mio marito avesse accettato di fare terapia di coppia l’avrei fatta.
    Abbiamo percorso un tratto insieme finalizzato alla "coppia genitoriale" che ci è servito.
    Ho intrapreso anche altre strade, più individuali, ma si sono in un modo o nell’altro "chiuse".
    Alla fine ho vissuto quello che la vita mi passava.
    Questa però sono io.
    Questa la mia decisione, non la decisione "giusta".
    Così come le affermazioni che faccio, pur assolutamente sincere, non sono la "verità".
    I fatti sono incontestabili, ma le motivazioni sfuggono.
    Mio marito ha fatto tutto quello che poteva per la famiglia ed anche per me.
    Io evidenzio il mio vissuto… di allora.
    Conosco persone che in situazioni analoghe, sono giunte a decisioni differenti.
    Quello che posso dire di tutta questa storia è lo stupore di un fatto.
    Quando i figli sono cresciuti, quando dopo due anni di riposo, ho cominciato a concepire ancora un minimo di possibilità di vita, ed ho fatto un timido passo per vivere, proprio in quel momento la vita mi si è ribaltata.
    C’è qualcosa nella vita di non ancora sufficientemente riconosciuto: HA LE SUE LEGGI

    Se altri non ti concepiscono tu non nasci, non vieni al mondo.
    Se un altro non ti salva, tu non sei salvato.
    E di proposito non scrivo Altro riferito a Cristo, scrivo proprio: "se un altro uomo, non ti salva non sei salvato".
    E’ come se tu affondassi nelle sabbie mobili, certo tocca a te allungare la mano e chiedere aiuto, ma se nessuno raccoglie il tuo grido ne ti tende la mano, continuerai ad affondare.
    Quella frase "IO MI FIDO DI TE", che prima o poi tutti coloro che si affacciano in darsi pace leggeranno con… ( mi astengo. Lascio a voi il terminare la frase), non è una pia intenzione, è una reale possibilità di cambiamento.
    Ora la considero una legge della vita, così come riconosco la legge di gravità. Ne più ne meno.
    Una relazione all’interno della quale tu affidi la tua vita ad un altro uomo, come te… se ti va bene "sei salvo" se ti va male "sei crocifisso".
    A questo punto condivido quello che tu hai scritto, anzi lo sottoscrivo.
    E questo è quanto.
    Nessuna garanzia, e quindi estrema libertà nel seguire la propria "mente RICONOSCENTE il cuore".
    Con affetto
    Rosella
    letta

  10. Rosella dice:

    Gv. 20…. Pace a Voi, come il Padre ha mandato me anch’io mando voi. Dopo aver detto questo alitò su di loro e disse:"Ricevete lo Spirito Santo: A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi"
    Oggi è la Pentecoste e per quello che comprendo io (anche contenuto mi sembra in Yoga e…) l’affermazione "io mi fido di te/TE" è la sostanza, il legame, l’ ESSENZA. di tale dinamica.
    Quando la dinamica non si realizza, la salvezza sta nel " s’offrire ". ma se la dinamica del per-dono, della gratuità, della GRAZIA si concretizza forse emerge il Nascente ed anche Cristo Risorge nell’uomo nuovo.
    Ciao buona domenica a tutti
    letta

  11. crisi matrimoniale molto grave, oserei irrecuperabile.Help.
    Testo del messaggio:
    salve, come avete letto dall’oggetto sono in profonda crisi matrimoniale, per
    me, ma per mio marito il matrimonio non esiste più da tempo. La storia è
    lunga, molto dolorosa come per tutte del resto ma, la mia mi permetterei è
    fuori dai canoni.
    Vi scrivo con la sicurezza che oramai non si può più tornare indietro, ma
    voglio ancora tentare l’ultima carta, e lo voglio fare con voi.
    Qualche giorno fa attraverso, credo, TRBC o forse Radio Maria, ascoltavo una
    trasmissione che dissertava proprio sulla coppia e ascoltandoli mi si è di
    nuovo accesa la lampadina: forse qualcosa da fare c’è ancora!!!!!
    Bhè ho sentito di questo gruppo di recupero per coppie che dicevano, in
    italiano sta per ritrovarsi e vi ho cercato sul web per tentare, come dicevo,
    l’ultima chance.
    La storia è lunga dolorosa per me e tanto e complicata, ma davvero
    credetemi!! Il mio è stato un fidanzamento lungo circa 6 anni,anche qui una
    serie di problemi che vanno dai tradimenti del mio allora fidanzato fin ad
    arrivare ad una vera e propria gravissima calunnia nei miei confronti da
    parte dei suoi. Poi il matrimonio religioso officiato da mio zio sacerdote,
    la nascita dei 2 miei figli e poi altri problemi creati dalla sua famiglia
    che così facendo hanno attentato alla mia psiche, portandomi ad andare in
    depressione. Qui l’aiuto soprannaturale della Madre di Gesù, che mi aiutò,
    con la mia incessante preghiera, ad uscirne fuori, guarita in soli 6 mesi.
    Questo finalmente portò mio marito ad abbandonare quell’abitazione che
    all’epoca era condivisa con la famiglia di suo fratello.
    Ma, ciò non migliorò la situazione. Anche andare ad abitare in un altro
    punto della città non cambiò il nostro rapporto, che si era incrinato per
    il fatto che mio marito si sentiva caricato di debiti per causa mia. Avendo
    pensato bene che era meglio comprare un pezzo di terra e costruire ( è un
    ingegnere ) dopo un po la situazione economica, capite bene, era un attimino
    in difficoltà. Ma ne io ne i nostri figli abbiamo preteso chissà quali
    vacanze o chissà quali tenori di vita.
    Intanto il suo umore era sempre irascibile, e la sera rincasava sempre più
    tardi adducendo il fatto a scuse sempre più banali. Fin che un giorno mio
    figlio scopri che il padre intratteneva delle conversazioni con persone sulle
    chat e lo avvisò di interrompere la cosa. Aveva 16 anni. La cosa però dopo
    qualche mese si ripresentò poichè mio figlio a mia insaputa (ero ancora
    ignara del fatto) aveva messo il padre sotto controllo, e ha fatto questo per
    più di 1 anno, fin quando un giorno esausto e stanco di nascondere tutto
    ciò, me lo raccontò. Potete immaginare la mia immediata reazione, lite
    furibonda e lo cacciai di casa. Il giorno dopo è tornato precisando che
    quella era casa sua….poi mi chiese scusa, e lo perdonai, ma questo si è
    ripetuto per ben 5 volte nell’arco di 4 anni. Fino a quando, visto che la
    fiducia nei suoi confronti era sempre più labile, ancora una volta sempre
    nostro figlio ha scoperto dei messaggi sul cellulare che incautamente aveva
    lasciato libero( aveva inserito un blocco al cell, o altre volte cancellava
    tutte le telefonate sia in ingresso che in uscita ) Mi ha informata ed io a
    quel punto gli ho dato 1 mese di tempo per organizzarsi……lo ha fatto ed
    ora sono 2 anni e mezzo che ha un suo appartamento, ma continua ad avere una
    compagna che a sua volta è sposata e madre di 2 ragazze e vive separata in
    casa. La stessa 1 anno fa all’incirca ha avuto l’ardire di presentarsi nel
    mio ufficio per dirmi che lui le aveva detto di essere separato di vivere da
    solo e che l’amava.
    Immaginate me, ho avuto la forza di essere gentile e di farle notare solo che
    era un bugiardo. Ma non è servito a niente, mio marito ha sempre detto che
    non l’avrei mai perdonato e intanto quando mi vede vede un demonio. Cosa
    posso fare ????

  12. Cara Rita, comprendo la tua sofferenza, e anche il senso di impotenza che ci prende in situazioni simili. Il nostro sito però non è quello dell’Associazione Retrouvaille, ma dei Gruppi Darsi pace. Noi non lavoriamo direttamente sui problemi coniugali, ma cerchiamo di accompagnare le singole persone nei loro cammini di liberazione interiore, che poi ovviamente hanno ricadute su tutte le relazioni.
    Se vuoi potrai approfondire il nostro lavoro su questo stesso sito.
    Auguri, con affetto. Marco Guzzi

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