L’armonia della vita

“Non volevo morire senza aver capito perché ero vissuto. O, molto più semplicemente, dovevo trovare dentro di me il seme di una pace che poi avrei potuto far germogliare ovunque”

 

La sofferenza può essere una grande occasione di risveglio.

In questa intervista Terzani ci racconta la sua esperienza e ci indica la ‘via’.


 

Commenti

  1. Domenico Parlavecchio dice:

    Ecco, vorrei arrivare a dire parole come queste. Parole che nascono da una esperienza della vita intensa e non banale.
    Parole che sono un dono della saggezza.

    Approndirò questo "artista" del nostro tempo del quale conosco molto poco.
    Grazie

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  2. Caro Domenico,
    che tu ci creda o no "son un poco senza parole". Anch’io per cose belle ma che mi "godo intimamente".
    Però qualcosa desidero dirti e sintetizzo qui, anche il "video" che precede.

    Sei un tenerissimo padre!
    La tua generazione è gia un passo avanti nella "saggezza" storica di quella che l’ha preceduta … in quanto a tuo figlio Andrea, basta guardarlo:

    "gettato" dal padre suo, VOLA ALTO e nel "ritorno" par che dica, "vedi: mi piego ma non mi spezzo! SON FLESSIBILE sai?."

    Ah l’evoluzione è proprio una gran cosa!!!

    Ciao Buona vita a tutti i nuovi nati, "gettati" dalla/nella fonte che concepisce …

    Un abbraccio a tutti
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  3. Marco F. dice:

    Grazie Giovanna per avermi dato modo di ri-parlare di questo straordinario scrittore, per me un maestro.

    In questo breve filmato, che conosco bene, il grande Tiziano Terzani , dall’alto della sua sconfinata esperienza, ci "rivela" una verità assoluta che anche lui ha compreso e raggiunto, e cioè che il mondo che ci circonda, gli altri, la natura, … l’universo, sono un unico indivisibile, una cosa sola, come il bene e male, uniti e inseparabili.

    Consiglio a tutti di leggere il libro di cui parla : "Un Altro Giro Di Giostra", che mi fu suggerito da una carissima amica, che ci segue sempre con affetto e non smetterò mai di ringraziare per avermi dato la possibilità di conoscere questo uomo (di cui ho letto quasi tutto, scrive in maniera eccezionale!).
    E’ un testo che ci aiuta a vedere la vita e quello che ci accade in modo diverso, più semplice, … più vero.

    Tale è la portata del suo pensiero, delle storie da lui raccontate e delle sue pacifiche riflessioni che penso dovrebbero leggerlo in special modo i ragazzi, a scuola, così come leggono l’Iliade o i Promessi Sposi.

    Porto sempre con me la quiete e l’armonia di Terzani degli ultimi anni, mi danno una grande forza nell’affrontare i rivesci e le avversità quotidiane : sento che lui aveva capito tutto.

    Grazie Tiziano, e grazie Giovanna, per questa ottima opportunità di riflettere sul dono di saper darsi pace.

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  5. alessandro dice:

    Che meraviglia…!
    Grazie Giovanna.
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  6. In passato ho avuto modo di leggere alcuni libri di Terzani e mi sono stati utili.
    Assimilandoli nell’evolvermi, ho corrisposto al loro scopo, penso.
    Anch’io desidero la guarigione, "attraverso la cura", sia dell’anima che del corpo.
    Son partita da questa affermazione:

    "non sono disposta a morire se non quando sarò in grado di: rimpiangere la vita!".

    Questo per me non era affatto scontato.
    Ho lottato contro il desiderio di suicidarmi per anni… decenni!
    Forse la mia spossatezza ed il mio grande desiderio di "fare niente" hanno proprio la loro radice lì: nello sforzo immane che ho sostenuto per "tenermi insieme", esaurendo quasi ogni mia energia.
    Ritengo che per integrarsi (essere integri) NELL’ UNO sia necessario "sentire l’amore"; contattare la gioia che sgorga dalla fonte interiore del nostro essere, dalla radice infinita. e CONTEMPORANEAMENTE di tra le braccia di chi hai a fianco nell’ "io mi fido di te".

    Questa "emozione" ha sempre a che vedere con IL CONCEPIMENTO, e viene da sè, come l’innamoramento…

    Effettivamente noi possiamo solo predisporci a desiderare di sentire la gioia che sgorghi al nostro interno; mentre ci è dato agire nel concreto della nostra vita un gesto di "io mi fido di te". Accompagnato da quella infantile fiducia (che ha basi anche sperimentali) di :"mi aspetto un cambiamento fantastico".
    Questa esperienza io l’ho vissuta molto "nel corpo" incarnata; e niente affatto "per così dire" in modo spirituale, angelico, celestiale…
    Io è qui che: esigo risposte e mi gioco "la pelle".

    Quando sarò morta, allora si vedrà, quello che sarà… sarà.
    Adesso, "non sono delusa" da quello che mi sta accadendo in questi ultimi anni; anzi, finalmente mi pare di gustare " una vita vivibile".
    Ho la percezione che si sia aperto quel varco al mio interno, che consente di sperimentare, conoscere e ri-conoscere, in un modo evolutivo: niente male!!! o per meglio dire in cui anche "il male, il dolore" è possibile lenirlo con l’olio dell’amore, della dolcezza di un abbraccio che accoglie e rassicura contemporaneamente risanando e rendendo grazie (lodando) la vita stessa.
    In questo luogo di meditazione e preghiera:

    "la mendicanza è la cura necessaria, poichè, la guarigione è data da ALTRO DA SE’ "

    con affetto
    Rosella
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  7. Domenico Parlavecchio dice:

    .. tu abbia vinto la tua battaglia e di essere quì.
    Grazie per le parole che mi e ci rivolgi.

    La strada come spesso ci hai condiviso non è facile. Sono convinto che non lo è mai ma questo non significa che non sia bella. E anche su questo mi trovi d’accordissimo.

    Aggiungo che tra le "cose" importanti che la rendono "bella" ci sono le persone che sanno comunicare la speranza e che riescono a proporci un cammino di trasformazione che da soli sarebbe impossibile a volte anche immaginare e avere la costanza di portare avanti.

    Un abbraccio
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  8. Grazie Domenico,
    anche voi tutti sostenete il mio cammino, poichè io sto apprendendo a dare e sostenere fiducia all’altro, nella vita, ed il luogo in cui ancora mi è più difficile è "la mia casa".
    E’ normale che sia così, poichè quello è il luogo in cui, io stessa, ho cresciuto (una volta ho scritto allevato, nella stessa circostanza e rileggendo ho pensato: Si proprio allevato come polli) i figli , con nel cuore sentimenti disperati, che, anche se non agiti direttamente, ho comunque trasmesso loro, segnandoli in modo profondo.
    E’ un dolore sai, la consapevolezza che "in dietro non si torna". Eppure proprio come dici tu anche se la strada non è facile, anche se tocca accogliere degli abissi di dolore che non sò neppure come faccio a contenerli, con la fiducia e la Fede, "messa in giro", fatta circolare torna il gusto di una vita, che in un modo o nell’altro lenisce le ferite del passato, le mie e quelle dei miei figli.
    Parlare con voi mi consente un apprendimento di riflessione che poi applico con le persone a me più care.
    Avevo sempre pensato che fosse l’opposto, ma nella mia storia si rivela essere così.
    un abbraccio
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  9. letta

  10. Domenico Parlavecchio dice:

    …per poter esprimere qualcosa su di noi è il nostro vissuto , il nostro quotidiano, il nostro mondo di relazioni, …
    La nostra felicità la misuriamo su questo non confrontando lo scenario degli altri che in quanto tali sono altri da me e vivono una vita altra.
    Penso sempre ai bamabini quando nopi adulti banalizziamo una loro paura o un loro desiderio. Non pensiamo che nel loro mondo ciò che noi banalizziamo e ciò in cui loro credono, si vogliono sentir confortati.

    Penso che il tempo doni a tutti quelli che cercano un pò più di saggezza, nuove opportunità, .. il bello di viviere 🙂

    Rosella ma una bella pizza e una passeggiata a Roma? Che dici? Dal digitale al reale?

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  11. … te l’ho gia scritto, al ponte dell’Immacolata, io sono una sedentaria cronica credimi, ed è gia un miracolo che "son proprio stata imbarcata da altri, sul volo".
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  12. Gabriella S. dice:

    Risentire questa intervista di Terzani, quando già la sua malattia era in stato avanzato, mi ha dato grande emozione. I suoi libri sono stati per me di grande insegnamento, vedo Terzani come una persona normale che ha avuto la fortuna di vivere in modo molto intenso, grazie anche alla donna che ha avuto accanto.
    La sua curiosità e la sua esperienza gli hanno permesso di ampliare l’orizzonte, di capire appunto che non si può stare nè dalla parte del bianco nè dalla parte del nero, ma si deve vivere contribuendo all’armonia degli opposti.
    Magari si potesse accettare la sofferenza e la fine della vita con tanta saggezza e pace. Soprattutto quando, come dice lui, la vita l’hai vissuta e ti ha dato tanto! Grazie Giovanna per questo post. Un abbraccio Gabriella
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