Lo Sapevi? – Did You Know?

Photo credit: linh.ngan

Alcuni degli ultimi post hanno avuto come argomento la Rete.  Se ne è parlato come luogo dove l’identità di ciascuno tende a trovare un nuovo equilibrio, quasi a conoscersi meglio oppure come luogo dove il dono sembra ritrovare una dimensione nuova. Tutto questo appartiene ad una dimensione “qualitativa” dell’esperienza.

Per capire meglio quello di cui abbiamo parlato è importante conoscere anche un’altra dimensione, quella “quantitativa“. Insomma parlarne con un pò di numeri alla mano.

Diversi anni fa ad opera di alcuni studiosi americani si pensò di rendere disponibile la dimensione numerica dei fenomeni più evidenti che accadevano in Rete anno per anno.  Non solo ma si chiedeva di tradurre il video in tutte le lingue.

Per poterlo fare avevi bisogno del video originale e la base scientifica dei dati pubblicati. Tutto questo è a vostra disposizione (se conoscete l’inglese…)

Oggi vi propongo il video della versione 2010 sottotitolato in italiano. Sono a vostra disposizione anche i video degli scorsi anni e anche se sono in inglese, sono facilmente comprensibili. Infatti l’altro pregio è che i numeri se ben presentati hanno valore altrimenti .. annoiano soprattutto in rete dove si hanno gli strumenti per facilitarne la comprensione.

Visto il video (eventualmente anche gli altri) vi chiedo di segnalare il”numero” che più lo ha colpito … e perchè.

Buona visione

Photo credit: linh.ngan

Commenti

  1. Scusate l’ o.t., ma ci tenevo a dirvi, anche se vengo raramente a farvi visita, che sono profondamente contenta che abbiate ripristinato i contenuti del sito e del blog.
    Buona vita a tutti! 😀

  2. Carissima Franca, vieni più spesso, noi amiamo chi ci visita, anche solo per un saluto.

    Carissimo Domenico, davvero sorprendente, e direi che la domanda finale è quella su cui vale la pena concentrarci.
    I dati infatti sembrano indicare un’accelerazione verso qualcosa di nuovo, verso un salto quantico della coscienza.
    L’uomo “vecchio” non credo che sia in grado di vivere a questa velocità, né tantomeno di servirsene.
    Ci vuole una coscienza molto più dilatata e veloce, in altri termini una coscienza spirituale, mistica e tecnica al contempo, per giocare a questo gioco…ma mi pare che la cultura dominante si occupi ancora ben poco del salto mortale che è in atto.

    Noi lavoriamo anche per viverlo in modo umano, anzi più umano che mai, umano come mai finora l’essere umano ha pensato di poter essere.

    Ciao. Marco

  3. rosella dice:

    Caro Domenico,
    io non sono una gran teorica, solitamento ri-conosco il mio vissuto e “giudicandolo”(ora) magnanimamente, amorevolmente, lascio che emerga un cartello indicatore della via da seguire.
    Ho sprecato tanto di quel tempo a cercare di separare il bene dal male, a fare la cosa giusta.
    Anni di fatiche inutili, sino a che ho compreso che l’unica cosa necessaria era vivere, lasciandolo emergere, UN CLIMA AMOREVOLE NELLE RELAZIONI.
    Non è la cosa più semplice della terra, ma per me l’unica necessaria.
    Non si creano luoghi vivibili con la volontà,, ma solo ri-conoscendoli in sè stessi come “già dati” già esistenti e lasciandoli scorrere liberamente… liberare la sorgente infestata dalle erbacce; questo il lavoro quotidiano.
    Riprendo un mio passaggio scritto nel blog precedente:
    “…la domanda fondamentale che emerge in me è: ma come si può preparare/educare un uomo a vivere ciò che non conosce? preparalo per un lavoro che non esiste, per risolvere problemi che non abbiamo ancora?”
    Se la meraviglia della vita è LO STUPORE, se la vita è GODIBILE/fruibile, sperimentata come dono, allora L’iniziazione è un clima emotivo: QUELLO DELLA PRIMA VOLTA.”.

    “La fiducia ha l’essenza del cuore dei tuoi figli la prima volta che li hai presi in braccio ed il suo frutto è la pace.   Pace e gioia commossa.  Emozione che si effonde come un effluvio dal figlio al padre, e dal padre al figlio intessuto dal corpo della madre,  li  nel luogo in cui la Vita è creativamente  testimone in sè stessa di se stessa; nel luogo in cui essa è senso, senso e dono ; e lo Spirito di Dio non delude la fiducia riposta nell’uomo, e l’uomo può ancora così sperare che il desiderio del cuore sia colmato.”

    Bene! è qualcosa che riemerge dal passato CONTEMPORANEAMENTE alla nascita: la mia, quella dei figli, quella dei nipoti… un’ IMMAGINE TRINITARIA creativa IL NUOVO.
    ciao.
    Buona vita a tutti
    Rosella

  4. Mariapia dice:

    Il video allegato a questo post mi ha fatto vivere una crisi di panico breve, ma intensa, come non provavo da tempo. Ho provato un senso di vertigine, come se precipitassi in un baratro ignoto. L’enormità della realtà tecnologica, telematica attuale mi venuta addosso, mi ha schiacciato con tutta la mia incapacità di non poterla controllare. Mi sono chiesta: come posso mettere in relazione con queste smodate dimensioni le mie esperienze quotidiane di piccolo cabotaggio? Io, piccolissima, di fronte a grandezze e crescite che l’immaginazione ( almeno la mia) non riesce a cogliere? Forse riuscirò, dopo questa scossa a controllare di meno tutto, ad abbandonarmi di più alle sorprese della vita? Sono sì debole e precaria, ma nell’immenso c’è posto per tutto, anche per un Dio che sia veramente al di là delle nostre modeste proiezioni!
    Il dato che forse mi ha sconvolto di più è che chi studia oggi discipline tecnologiche vedrà le sue cognizioni superate nel giro, mi pare, di due anni. Non avevo neppure focalizzato prima la crescita vertiginosa della popolazione indiana e il fatto che il numero dei bambini di questo continente, con intelligenza superiore, saranno superiore al numero totale dei bambini degli Stati Uniti d’America. Spero che la millenaria saggezza indiana dia i suoi buoni frutti…Grazie e un abbraccio a tutti, Mariapia

  5. rosella dice:

    cari amici,
    ultimamente penso di risultare più incomprensibile del solito e troppo superficialmente tacciabile di intimismo, di sentimenti naturali in una neo nonna.
    Desidero chiarie:
    l’aspetto del post che mi è piaciuto maggiormente è quello che sembra riconoscere “nella velocità esponenziale della rete” un mutamento (anche antropologico? Guzzi è corretto?). Di fatto io rilevo che questa accelerazione fa emergere dei dati di REALTA’ DI OGNI TEMPO, di ogni essere umano. Pare che questo “salto quantico” sia NEL TUTTO da sempre, solo non da noi ri-conosciuto.
    Ogni essere che nasce va iniziato a uno “sconosciuto” ( per lui) ad un qualcosa che “non esiste” e che di fatto non è mai esistito neanche PER NOI PERSONALMENTE, (così come ritenevano i nostri genitori che “potesse essere”).
    Allora il punto è: quale modo nuovo d’iniziare/essere iniziati alla vita?

    Come si trasmette il sapere?

    Perchè non per SCIENZA INFUSA?

    E perchè no?
    … se al Q.I. ha fatto seguito l’intelligenza emotiva ora perchè non ri-conoscere le doti d’intelligenza intuitiva che corrono sulle ali “emotivamente coinvolgenti dell’abbraccio iniziale” (alla nascita come nell’innamoramento)come relazione tipicamente umana con altro da sè?
    A me piace l’idea, a voi no?
    Credete che questo sia solo “immaginario”? da un certo punto di vista lo è da un altro punto di vista è solo ri-conoscenza. Gratitudine per questo POSSIBILE RITORNO alle origini NEL PARADISO TERRESTRE.
    ciao
    Rosella

    Avrei dei distinguo su molte cose. Sintetizzo così:
    ” faccio proprio il tifo per gli indiani dell’India: “gran popolo”!
    Hanno saputo, nel loro LASCIARSI FARE essere sintesi di una ricerca interiore che ha prodotto Gandhi, come risposta al colonialismo (integrazione?) occidentale.
    Gran popolo, purchè non diventi proprio ora “più realista del re”.

    Che senso dare a questo Q.I.?
    E’ un dato” all’americana” che ri-conosce?
    In un metodo scientifico risalente ormai a qualche decennio fa?
    … e dove si va rilevando e seguendo schemi già obsoleti e cosificati?
    Speriamo che quel popolo sappia ancora CAMMINARE MEMORE del suo incedere pacifico, guardando l’altro negli occhi FACCIA A FACCIA.

  6. Domenico Parlavecchio dice:

    Riflettevo sul post “In Rete come Uno, Nessuno o Centomila? Il Professore Ne Parla Con Gli Studenti.”

    http://www.darsipace.it/2010/03/15/in-rete-come-uno-nessuno-o-centomila-il-professore-ne-parla-con-gli-studenti/

    In quell’occasione ho avuto la sensazione che ci mancasse una visione d’insieme.
    La velocità con la quale tutto sebra procedere è la stessa che usiamo per recuperare “un” tempo (quale?).
    Stranamente succede che ci si concentra in “un” piccolo perdendo di vista .. il paesaggio e quindi opportunità 🙂

    Questo post è solo per condividervi l’invito che mi faccio spesso per non perdere mai la bussola
    (dove siamo, come ci stiamo muovendo e con chi):
    recuperare quel momento di presenza per non perdere l’opportunità ad aprirsi o riuscire a leggere/vedere qualcosa/qualcuno di nuovo ..
    altrimenti rimaniamo quello che siamo anzi cominciamo una veloce decadenza che chiamo “desertificazione culturale”
    con ripercussione sull’anima.

    un sereno we

  7. rosella dice:

    caro Domenico,
    tu poni sempre questioni fondamentali: “esileranti sfide” …
    … che mi piacciono un sacco! (come dimenticare quel: “chi è la fidanzata di Dio?”).
    Dato che intuisco di non comprendere razionalmente esattamente ciò che intendi comunicare, mi lascio liberamente all’emozione.
    Il tuo post è come il sasso che cala nel profondo, lasciando sulla superficie dell’acqua cerchi concentrici sino a quando tutto torna tranquillo.
    Io sono l’acqua che s’increspa mentre vive il suo presente e: l’emozione si fa parola.
    Non importa se risuona coerente con la domanda (che non mi do troppa pena di comprendere): ciò che importa è che la superficie calma e tranquilla è “la stessa eppur diversa”: solo apparentemente uguale, poichè mi son lasciata all’ “io sono tu che mi fai”.
    Ciao Buon fine settimana anche a te ed a tutti i tuoi cari (magari al sole di Santa Marinella. Buon lavoro a tutti. Godetevela anche per noi: “poveri tapini”)
    un abbraccio
    Rosella

  8. Domenico Parlavecchio dice:

    Leggere che il tempo che viviamo è ESPONENZIALE (ossia che in poco tempo succedono tante cose .. ma tante tante) fu una delle prime cose che mi colpirono perchè subito dopo mi sono domandato: ma cosa è successo alle abitudini delle persone?

    Sapere che negli USA su 8 coppie sposate 1 si è conosciuta online non mi sembra poco…

    Che per raggiungere un pubblico di 50 milioni bastano 4 anni tramite internet, 2 anni tramite Facebook (contro i 13 della TV), che senso ha parlare di censura?

    Il mondo si è rimpiccolito in un tempo esponenziale… ma non so chi se ne sia accorto veramente per coglierne l’oppurtunità di un cambiamento umnano.
    Tutti andiamo più veloci ma chi l’ha detto che deve essere così?
    Si parla dell’elogio della lentezza. Si parla di slow food.

    Il mondo si configura contraddittorio. Ma qual è la linea guida quì dentro passato lo stupore?

  9. rosella dice:

    Caro Domenico,
    re-agisco a caldo, ripetendomi.
    Il tempo non esiste veramente.
    Tutto ma proprio tutto è “contemporaneamente”. Necessario è “lasciare che accada” e ri-conoscere…
    Ri-conoscere nel senso di dare credito alle proprie emozioni intuitive ed agirle. Inizialmente è come gettarsi dalla rupe, senza neppure possedere “ali di cera” ma poi fai esperienza di una conoscenza che ti cambia, quasi senza “sapere ragionevolmente” come… come quando abbiamo mosso i primi passi nel cammino della vita.
    Era un’esperienza di “scienza infusa” magari dal sorriso aperto delle braccia che ci stavano accogliendo.
    buona giornata
    Rosella

  10. rosella dice:

    la linea guida, passato lo stupore, tra gli opposti non è più la ricerca volontaria di un possibile equilibrio, ma nel “lasciare che accada” (proprio come sperimenti nella meditazione) LA FUSIONE. (se non diventerete come bambini… andando sempre più in profondità)
    Riconoscere un risultato che si produce quasi da sè. Tu sei lo strumento che vibra e vibrando evolve.
    Ciò che conta è LA RELAZIONE D’AMORE (Lo Spirito dolcino) che è CONTEMPORANEAMENTE lo Spirito di Vita (Santo) e lo spirito umano (santificato). Una presenza reale operante… considera la relazione come fosse UNA PERSONA/PRESENTE e che agisce. E considera la persona come il risultato relazionale dei singoli individui… meditando magari ancora un poco il “mistero trinitario”
    ciao

  11. Domenico Parlavecchio dice:

    In un mondo dai tempi esponenziali, come lo racconti lo Spirito atemporale? 😆

    Quale esperienza proporre ad un giovane/figlio/adulto?

    Dovrei essere esponenzialmente creativo 🙂

    Chissà se c’è qualche “studente” ancora in linea che vuole esprimere il suo pensiero. Ci sono professori creativi?

    Renato, cosa dicono i giovani a scuola?

  12. rosella dice:

    lo Spirito Signore e Creatore (atemporale) non è “raccontabile” è un’esperienza ri-conoscibile. Com-mossa gratitudine (ri-conoscenza).
    Della serie ciò che nasce di nuovo, al nuovo è nuovamente “logos” che si fa carne… nell’impotenza umana l’onnipotenza.
    E con questo passo e chiudo.
    ciao
    p.s. ovviamente questo è il mio personalissimo pensiero, niente altro che questo.

Lascia un commento