La capacità di amare

Colpito dal senso del frammento di un breve messaggio televisivo captato di sfuggita mentre stavo andando a cena, mi sono riproposto di acquistare il libro di Massimo Gramellini “L’ultima riga delle favole” (Ed. Longanesi), perché sentivo che c’era il seme di qualcosa di importante. Così ho fatto appena potuto. Ho preso il libro, l’ho letto in meno di una settimana e mi sono sentito profondamente grato all’autore perché attraverso un bel racconto suggestivo equilibrato e geniale, è riuscito a parlare così bene e semplicemente delle nostre capacità o incapacità di amare ed essere amati….
Nel leggi tutto che segue riporto alcuni specifici riferimenti alla trama del racconto, dunque per chi non vuole rovinarsi la sorpresa invito soltanto a questa stimolante ed intelligente lettura che in una ambientazione molto singolare … le Terme dell’Anima … , suggerisce preziose testimonianze del lavoro interiore che ostinatamente cerchiamo passo dopo passo di sviluppare nei gruppi Darsi Pace.

L’autore Massimo Gramellini è vicedirettore del quotidiano La Stampa, ed intrattiene, nell’edizione in onda di sabato, il pubblico televisivo della trasmissione di F. Fazio Che tempo che fa su Raitre con una rubrica giornalistica che ripercorre i fatti salienti della settimana con arguto spirito critico.
Il protagonista del racconto è invece Tomàs un insegnante un po’ imbranato, con non molta fiducia in se stesso, disertore sentimentale, che da ripetizioni di greco a tempo perso, e che in frangenti emotivamente tesi, come l’avvio di uno stabile legame d’amore, dirompe in un effluvio di starnuti che di fatto gli impediscono ogni ulteriore coinvolgimento.
Finisce di notte, sul molo del suo ufficio dei sogni, e per un curioso scherzo del destino (?) coinvolto in una colluttazione, …. cade nel buio mare freddo quanto basta per essere fuori stagione e … inizia la sua avventura, il suo percorso dell’anima.
Non credo sia affatto un caso che mi sia capitato per le mani questo libro mentre si preparava la visione dell’ultima puntata della serie televisiva Lost di cui lungamente ancora si discute nel post di Fabrizio del 29 maggio scorso.
Fatto sta che l’anima inizia anche qui un suo percorso fatto di prove ed incontri.., in quel limbo che ormai viene ufficialmente chiamato NDE (Near Death Experiences), e attraverso le strane sale delle Terme evolve fino a risanare le antiche ferite, scoprire il senso della propria esistenza ed imparare ad amare e a lasciarsi amare…. attraverso favole antiche, poesie rac-cantate dagli strani personaggi in cui si imbatte il povero Tomàs, e la Voce interiore che sgorga nel suo intimo e gli parla. Scopre così il protagonista di non essere solo nella sua avventura, che la vita a volte ci ha nascosto dei lati che hanno duramente influenzato la nostra crescita, scopre il senso del dolore e la natura e la bellezza dell’amore. Scopre la vera natura del proprio se incorrotto per approdare alla conoscenza dello scopo e del fine che ognuno di noi ha su questa terra.
Il libro è bello e si lascia leggere con grande piacere e fluidità, contiene ottimi spunti di riflessione, oltre ad emblematiche suggestioni e sorprendenti visioni simboliche della nostra ordinaria quotidianità; ci trasporta, come in una favola ed utilizzando la simbologia delle favole, in un mondo diverso, lontano dal presente ma molto, molto vicino a noi…
Non giova a molto dire di più… anche perché ognuno avrà sempre qualcosa da svelare….
… e per chi vuole…., buona lettura!
Marco Falconi

Commenti

  1. Grazie grande Marco per questo post, il libro l’ho letto anch’io ed è molto interessante, specie da un giornalista che è vicedirettore della Stampa e che immagini solo alle prese con notizie sulla crisi economica e su Berlusconi. Allego una bella intervista all’autore, che – come noi dei gruppi di Darsi Pace – ha una sua personale ricerca interiore.
    http://librisulibri.it/2010/05/13/lultima-riga-delle-favole-in-una-intervista-allautore/

  2. Grazie, carissimo, sarebbe bello se questo vicedirettore coniugasse un po’ di più le due dimensioni: il giornalismo e la visione interiore.

    Finché questi due livelli restano separati purtroppo continueremo ad avere un giornalismo senza respiro e una letteratura senza capacità di incidere nella storia…

    Speriamo in un nuovo tempo di coniugazioni un po’ più elettriche…e lavoriamo, ovviamente, per questo.

    Un abbraccio.
    Marco

  3. GABRIELLA dice:

    Non ho ancora letto il libro ma stimo molto Gramellini, interessanti i suoi interventi nella trasmissione di Fazio (rai 3). Per ogni fatto della settimana che citava spesso ne denunciava l’aspetto deprimente o l’ingiustizia, che a parere suo, ne derivava. E purtroppo ne ho condiviso quasi sempre l’amarezza! Gabriella

  4. Fabrizio F dice:

    Grazie, Marco per questa segnalazione, davvero.

    Gramellini mi sembra da parecchio tempo una delle anime più lucide (e vere) che fa questo lavoro di scrivere sui giornali.
    Un abbraccio

    f.

  5. Corrado dice:

    Mi incuriosisce, Marco, la segnalazione che hai ben illustrato, ponendola nel contesto del lavoro che impariamo a fare nei gruppi darsi pace.
    Interessante anche l’intervista all’autore indicata da Massimo.

    Ci sarà tempo di leggere il romanzo.
    Intanto mi ha colpito la copertina: un cuore in gabbia e una mano pronta a liberarlo.
    Mi sono venuti in mente i versi iniziali de “L’uomo di Alcatraz” di Marco Guzzi:
    Ad Alcatraz alleva canarini.
    I pensierini in gabbia.

    Ed ho risentito la potenza dei versi conclusivi de “L’incoronazione”, recentemente offerti all’ascolto nel Trittico Mariano:
    Tu sei l’arca
    Della mia alleanza.
    E questa gabbia
    Per te
    Non c’è mai stata.

    Maria è amore e libertà, perfettamente coniugati dalla mano dell’Altissimo.
    L’Io mariano è libertà di amare e amore della libertà…

    Buona domenica! Corrado

  6. Filomena dice:

    Grazie Marco per questa segnalazione e soprattutto per le tue parole che l’accompagnano, così piene di entusiasmo!
    Mi ha colpito in particolare la tua conclusione

    “ci trasporta, come in una favola ed utilizzando la simbologia delle favole, in un mondo diverso, lontano dal presente ma molto, molto vicino a noi…”

    che voglio commentare così, pensando anche alla difficoltà di amare che avvolgeva il protagonista, all’inizio

    Evidenza

    l’amore
    non s’arrende
    nemmeno
    all’evidenza del reale
    ha occhi grandi
    per guardare
    nell’infinito altrove

    perchè penso che quell’altrove delle favole sia molto più reale del presunto reale

    Buona Domenica
    Filomena

  7. Filomena dice:

    Corrado, ma che magnifiche le tue impressioni-riflessioni! aprono mondi

    ciao
    Filomena

  8. Marco F. dice:

    Debbo ringraziarvi proprio di cuore ragazzi, non mi aspettavo una tale partecipazione! Il libro è veramente bello e consona molto con il lavoro dei nostri gruppi, ve lo assicuro. In partcolare Max grazie, il video intervista dell’auotore me lo sono proprio goduto. Filo che dirti riesci sempre a poetare così in sintonia con le nostre immagini che mi lasci senza parole. Grazie Corrado ti assicuro che non ten ne pentirai se riesci a trovare un po di tempo per leggerlo, poi quando capiterà ne riparleremo… è vero la copertina aveva colpito anche me, è unimmagine molto singolare e molto calzano le rime che hai riportato.
    Volevo ancora poi essere grato a Marco Guzzi, Fabrizio e Gabriella che ugualmente hanno partecipato la riflessione..
    E poi volevo aggiungere che quello che mi aveva di più attratto verso questo libro era proprio una dichiarazione dell’autore che all’intervista di F. Fazio rispondeva più o meno così : …”quando ho perso mia madre mi sono detto sì puo capitare a tutti, ma perchè proprio a me? Non riuscivo a capacitarmi che mi avesse lasciato…” In effetti è stato esattamente così anche per me che ugualmente mi sentivo piccolo e tanto innamorato di mia madre che, come all’autore con la lettura delle favole, a me con il suo sguardo e i suoi occhi, sapeva donare quella dolcezza e quell’amore incondizionati che nessuno ha più raggiunto e sono tanto difficili da saper dare …
    Un abbraccio riconoscente e un caro saluto a tutti.
    Marco F.

  9. Filomena dice:

    Abbraccio

    come madre
    t’abbraccio
    per sentire nella pelle
    il tuo respiro

    buona settimana di pace
    Filomena

  10. Mariapia dice:

    Leggerò anch’io il libro di Gramellini; la presentazione di quest’opera mi ha ricordato un altro libro facile, piacevole e utile della collana Crocevia: MASSIMO DIANA, La saggezza delle fiabe, Mariapia

  11. Marco F. dice:

    Grazie cara Filomena sei vera-mente un balsamo dell’anima…
    Mariapia, grazie, sono sicuro che non ti pentirai di averlo letto… poi mi dirai, anch’io ho in programma La Saggezza delle Fiabe che mi è stato regalato da poco da un caro amico.
    Ancora un forte abbraccio con affetto a tutti.
    Marco F.

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