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	<title>Comments on: Economia della Felicità</title>
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	<description>Liberazione Interiore -&#62; Trasformazione del Mondo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 18:02:04 +0000</lastBuildDate>
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		<item>
		<title>By: Domenico Parlavecchio</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/02/economia-della-felicita-2/comment-page-1/#comment-1366</link>
		<dc:creator>Domenico Parlavecchio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 21:22:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=521#comment-1366</guid>
		<description>Vi consiglio una lettura del giornalista Luca De Biase: Economia della felicità. Dalla blogosfera al valore del dono e oltre

http://www.ibs.it/code/9788807171420/de-biase-luca/economia-della-felicita.html

e di seguire la nascita del libro utilizzando gli strumenti wiki e blog dove gli utentiin rete hanno contribuito alla redazione e suggerire spunti e quant&#039;altro.

http://blog.debiase.com/stories/2005/07/21/economiaCrescitaFelicitaEB.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi consiglio una lettura del giornalista Luca De Biase: Economia della felicità. Dalla blogosfera al valore del dono e oltre</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788807171420/de-biase-luca/economia-della-felicita.html" rel="nofollow">http://www.ibs.it/code/9788807171420/de-biase-luca/economia-della-felicita.html</a></p>
<p>e di seguire la nascita del libro utilizzando gli strumenti wiki e blog dove gli utentiin rete hanno contribuito alla redazione e suggerire spunti e quant&#8217;altro.</p>
<p><a href="http://blog.debiase.com/stories/2005/07/21/economiaCrescitaFelicitaEB.html" rel="nofollow">http://blog.debiase.com/stories/2005/07/21/economiaCrescitaFelicitaEB.html</a></p>
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	<item>
		<title>By: Xavier</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/02/economia-della-felicita-2/comment-page-1/#comment-1336</link>
		<dc:creator>Xavier</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 06:54:43 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Antonio,
ho letto il tuo post con attenzione e l&#039;ho trovato molto interessante. Poiché non sono un esperto della materia (mi occupo di comunicazione), non posso commentare i tuoi argomenti. 
Tuttavia ho notato un passaggio molto vicino al tema della comunicazione: &quot; ... Là abbiamo meccanicismo e necessità, mentre lo spirito reclama libertà e gratuità ...&quot;. Infatti internet ha come genitori la libertà di espressione e la gratuità nella pubblicazione (e non la guerra come troppe volte è stato detto).
Mi sembra che &quot;La riscoperta della natura civile delle dottrine economiche ...&quot; è aiutata in qualche modo dal fenomeno della partecipazione e della condivisione in rete, fenomeno proprio dell&#039;internet di oggi. Un caro saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Antonio,<br />
ho letto il tuo post con attenzione e l&#8217;ho trovato molto interessante. Poiché non sono un esperto della materia (mi occupo di comunicazione), non posso commentare i tuoi argomenti.<br />
Tuttavia ho notato un passaggio molto vicino al tema della comunicazione: &#8221; &#8230; Là abbiamo meccanicismo e necessità, mentre lo spirito reclama libertà e gratuità &#8230;&#8221;. Infatti internet ha come genitori la libertà di espressione e la gratuità nella pubblicazione (e non la guerra come troppe volte è stato detto).<br />
Mi sembra che &#8220;La riscoperta della natura civile delle dottrine economiche &#8230;&#8221; è aiutata in qualche modo dal fenomeno della partecipazione e della condivisione in rete, fenomeno proprio dell&#8217;internet di oggi. Un caro saluto</p>
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	<item>
		<title>By: Marco Guzzi</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/02/economia-della-felicita-2/comment-page-1/#comment-1321</link>
		<dc:creator>Marco Guzzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 16:17:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=521#comment-1321</guid>
		<description>Carissima Rosella, la domanda che poni credo che non abbia una risposta &quot;logica&quot;, quanto piuttosto iniziatica: vivendo cioè la nostra trasformazione comprenderemo che l&#039;unione nello stesso Spirito non è confusione, ma individuazione assoluta.

La tradizione buddhista teorizza la dottrina del non-sé: ogni cosa non è che un processo di processi: senza sé, impermanente, e anche ciò che chiamiamo io è solo un&#039;illusione ottica, il fissare qualcosa che in realtà è flusso, inconsistente in sé, puro vuoto.

La nostra spiritualità cristiana ci dice però che l&#039;Assoluto stesso è Relazione tra Persone, che cioè l&#039;elemento personale ultimo non è l&#039;ego illusorio, ma un sè comunque reale e relazionale.
Questo schema trinitario della realtà relazionale assoluta della persona può farci intuire un nostro essere al contempo Relazione e Sé: un IO cioè infinita-mente aperto alla propria trasformazione nella relazione; ma pur sempre un IO.
Non una cosa fissata, non un oggetto, ma un soggetto legato alla processualità stessa della rivelazione dell&#039;essere, della sua Creazione.

Questo è il paradosso di Gesù: Egli fa risuonare l&#039;IO nell&#039;Assoluto: un IO che resta dopo che ogni ego illusorio si è dissolto: prima che Abramo fosse Io Sono.

Un abbraccio. Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissima Rosella, la domanda che poni credo che non abbia una risposta &#8220;logica&#8221;, quanto piuttosto iniziatica: vivendo cioè la nostra trasformazione comprenderemo che l&#8217;unione nello stesso Spirito non è confusione, ma individuazione assoluta.</p>
<p>La tradizione buddhista teorizza la dottrina del non-sé: ogni cosa non è che un processo di processi: senza sé, impermanente, e anche ciò che chiamiamo io è solo un&#8217;illusione ottica, il fissare qualcosa che in realtà è flusso, inconsistente in sé, puro vuoto.</p>
<p>La nostra spiritualità cristiana ci dice però che l&#8217;Assoluto stesso è Relazione tra Persone, che cioè l&#8217;elemento personale ultimo non è l&#8217;ego illusorio, ma un sè comunque reale e relazionale.<br />
Questo schema trinitario della realtà relazionale assoluta della persona può farci intuire un nostro essere al contempo Relazione e Sé: un IO cioè infinita-mente aperto alla propria trasformazione nella relazione; ma pur sempre un IO.<br />
Non una cosa fissata, non un oggetto, ma un soggetto legato alla processualità stessa della rivelazione dell&#8217;essere, della sua Creazione.</p>
<p>Questo è il paradosso di Gesù: Egli fa risuonare l&#8217;IO nell&#8217;Assoluto: un IO che resta dopo che ogni ego illusorio si è dissolto: prima che Abramo fosse Io Sono.</p>
<p>Un abbraccio. Marco</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: rosella</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/02/economia-della-felicita-2/comment-page-1/#comment-1319</link>
		<dc:creator>rosella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 08:43:29 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;...il fatto cioè che l’io umano è relazione in sé e sostanzialmente, e che quindi l’io realizza se stesso aprendosi all’infinità degli altri con cui è appunto cotessuto fin dal principio.&quot;

Marco ti ringrazio molto per aver posto &quot;nero su bianco&quot; questo concetto; mi fa bene vederlo &quot;proprio scritto&quot; lì davanti. 
Quel che mi chiedo è:  ma come non confondersi, fondendosi? mantenendo una relazione  nella reciprocità e nell&#039;infinità?
Certo la mia è da un certo punto di vista una domanda fuori tema, con una sua particolare &quot;prospettiva economica&quot;  ma in me è quel &quot;contessuto fin dal principio&quot; che spesso emerge come limite, nel senso di perdita del limite nella con-fusione.

Non credo di aspettarmi una risposta, quel che mi è veramente necessario è porre la domanda, per continuare a riflettere &quot;insieme a voi&quot; e non da sola.
ciao
Rosella</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;il fatto cioè che l’io umano è relazione in sé e sostanzialmente, e che quindi l’io realizza se stesso aprendosi all’infinità degli altri con cui è appunto cotessuto fin dal principio.&#8221;</p>
<p>Marco ti ringrazio molto per aver posto &#8220;nero su bianco&#8221; questo concetto; mi fa bene vederlo &#8220;proprio scritto&#8221; lì davanti.<br />
Quel che mi chiedo è:  ma come non confondersi, fondendosi? mantenendo una relazione  nella reciprocità e nell&#8217;infinità?<br />
Certo la mia è da un certo punto di vista una domanda fuori tema, con una sua particolare &#8220;prospettiva economica&#8221;  ma in me è quel &#8220;contessuto fin dal principio&#8221; che spesso emerge come limite, nel senso di perdita del limite nella con-fusione.</p>
<p>Non credo di aspettarmi una risposta, quel che mi è veramente necessario è porre la domanda, per continuare a riflettere &#8220;insieme a voi&#8221; e non da sola.<br />
ciao<br />
Rosella</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>By: Marco Guzzi</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/02/economia-della-felicita-2/comment-page-1/#comment-1310</link>
		<dc:creator>Marco Guzzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 07:44:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=521#comment-1310</guid>
		<description>Straordinario Guzzanti che imita Bertinotti, che delira le sue &quot;cazzate&quot; economicistiche, pantomima finale del tragico errore del marxismo di concepire il livello economico come fondativo, &quot;strutturale&quot;, e quindi genetico rispetto ad ogni altra espressione dell&#039;umano, dall&#039;arte alla religione.

E straordinaria la tua sintesi, Antonio, delle nuove prospettive di un&#039;ecomomia che invece si concepisce come integrata nella complessità umana, e nel suo desiderio infinito di realizzazione e di felicità.

Grazie, perché, come dice anche Massimo, il lavoro dei Gruppi Darsipace si basa sulla convinzione che liberazione interiore e trasformazione del mondo siano ormai indissociabili.

Un mondo nuovo, ripensato anche nelle sue dinamiche economiche, non è altro infatti che la rete delle relazioni che una umanità nuova, meno egoista e cieca, saprà creare.
In tal senso Benedetto XVI, nell&#039;ultima Enciclica &quot;Caritas in veritate&quot;, sostiene che oggi più che mai dobbiamo riscoprire la natura relazionale dell&#039;humanum, il fatto cioè che l&#039;io umano è relazione in sé e sostanzialmente, e che quindi l&#039;io realizza se stesso aprendosi all&#039;infinità degli altri con cui è appunto cotessuto fin dal principio.

Un abbraccio. Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Straordinario Guzzanti che imita Bertinotti, che delira le sue &#8220;cazzate&#8221; economicistiche, pantomima finale del tragico errore del marxismo di concepire il livello economico come fondativo, &#8220;strutturale&#8221;, e quindi genetico rispetto ad ogni altra espressione dell&#8217;umano, dall&#8217;arte alla religione.</p>
<p>E straordinaria la tua sintesi, Antonio, delle nuove prospettive di un&#8217;ecomomia che invece si concepisce come integrata nella complessità umana, e nel suo desiderio infinito di realizzazione e di felicità.</p>
<p>Grazie, perché, come dice anche Massimo, il lavoro dei Gruppi Darsipace si basa sulla convinzione che liberazione interiore e trasformazione del mondo siano ormai indissociabili.</p>
<p>Un mondo nuovo, ripensato anche nelle sue dinamiche economiche, non è altro infatti che la rete delle relazioni che una umanità nuova, meno egoista e cieca, saprà creare.<br />
In tal senso Benedetto XVI, nell&#8217;ultima Enciclica &#8220;Caritas in veritate&#8221;, sostiene che oggi più che mai dobbiamo riscoprire la natura relazionale dell&#8217;humanum, il fatto cioè che l&#8217;io umano è relazione in sé e sostanzialmente, e che quindi l&#8217;io realizza se stesso aprendosi all&#8217;infinità degli altri con cui è appunto cotessuto fin dal principio.</p>
<p>Un abbraccio. Marco</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: m</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/02/economia-della-felicita-2/comment-page-1/#comment-1307</link>
		<dc:creator>m</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 09:56:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=521#comment-1307</guid>
		<description>Caro Antonio
grazie per questo interessantissimo post. Ci ricorda come il lavoro che facciamo nei gruppi non si limiti agli esercizi di indagine psicologica e alle pratiche meditative, ma implica la lettura della storio secondo chiavi nuove. Quelle dell&#039;umanità nuova, appunto. 
L&#039;anno scorso alla radio ho fatto un programma di dieci minuti con due degli economisti che tu citi (Bruni e Zamagni, oltre al nostro Marcone Guzzi). Anche in questa occasione tracciavano linee poco sentite sui giornali di come trasformare la crisi finanziaria  in opportunità di crescita personale. Per chi volesse ascoltare, il link è qui sotto. Un abbraccio.
M.
http://www.radio.rai.it/radio1/radioeuropa/view.cfm?Q_EV_ID=277132</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Antonio<br />
grazie per questo interessantissimo post. Ci ricorda come il lavoro che facciamo nei gruppi non si limiti agli esercizi di indagine psicologica e alle pratiche meditative, ma implica la lettura della storio secondo chiavi nuove. Quelle dell&#8217;umanità nuova, appunto.<br />
L&#8217;anno scorso alla radio ho fatto un programma di dieci minuti con due degli economisti che tu citi (Bruni e Zamagni, oltre al nostro Marcone Guzzi). Anche in questa occasione tracciavano linee poco sentite sui giornali di come trasformare la crisi finanziaria  in opportunità di crescita personale. Per chi volesse ascoltare, il link è qui sotto. Un abbraccio.<br />
M.<br />
<a href="http://www.radio.rai.it/radio1/radioeuropa/view.cfm?Q_EV_ID=277132" rel="nofollow">http://www.radio.rai.it/radio1/radioeuropa/view.cfm?Q_EV_ID=277132</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: michele</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/02/economia-della-felicita-2/comment-page-1/#comment-1303</link>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 07:21:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=521#comment-1303</guid>
		<description>&quot;Saggio sul principio della popolazione&quot;è un libro del teologo cristiano ed economista Malthus,scritto nel 1799,dove fallisce Marx e la cultura cattolica,Malthus individua in maniera inoppugnabile e non con fumosi ragionamenti,ma con pensiero chiaro e semplice,basato sui dati,i problemi economici che affliggono l umanità,la popolazione umana tende e cresce in una progressione geometrica,mentre i mezzi di sussistenza crescono in progressione aritimetica:ogni 25 anni l arco di una generazione la popolazione tende a raddoppiare,mentre i mezzi di sussistenza aumentano con un ritmo molto più lento,ogni qual volta l incremento demografico oltrepassa una data soglia,la popolazione piomba nella miseria,perchè le risorse non sono sufficienti a sfamare tutti.Questo bisognerebbe dire con tremanda onestà intelletuale,se no si rimane a livello di rimozione dei problemi,cadendo nella peggiore forma di demagogia quella di promettere a tutti sapendo che ciò è impossibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Saggio sul principio della popolazione&#8221;è un libro del teologo cristiano ed economista Malthus,scritto nel 1799,dove fallisce Marx e la cultura cattolica,Malthus individua in maniera inoppugnabile e non con fumosi ragionamenti,ma con pensiero chiaro e semplice,basato sui dati,i problemi economici che affliggono l umanità,la popolazione umana tende e cresce in una progressione geometrica,mentre i mezzi di sussistenza crescono in progressione aritimetica:ogni 25 anni l arco di una generazione la popolazione tende a raddoppiare,mentre i mezzi di sussistenza aumentano con un ritmo molto più lento,ogni qual volta l incremento demografico oltrepassa una data soglia,la popolazione piomba nella miseria,perchè le risorse non sono sufficienti a sfamare tutti.Questo bisognerebbe dire con tremanda onestà intelletuale,se no si rimane a livello di rimozione dei problemi,cadendo nella peggiore forma di demagogia quella di promettere a tutti sapendo che ciò è impossibile.</p>
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