<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Comments on: La gioia piena</title>
	<atom:link href="http://www.darsipace.it/2010/07/06/la-gioia-piena/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.darsipace.it/2010/07/06/la-gioia-piena/</link>
	<description>Liberazione Interiore -&#62; Trasformazione del Mondo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 18:02:04 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>By: Giuliana</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/06/la-gioia-piena/comment-page-1/#comment-1338</link>
		<dc:creator>Giuliana</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 11:40:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=533#comment-1338</guid>
		<description>Carissima Rosanna, è bello sentirti anche nel blog, grazie!

Mi colpisce quando dici la profondità di discesa dentro te stessa, dove non sapevi di esistere e dove è possibile il contatto con Dio.

Il lavoro di autoconoscimento e la meditazione mi hanno aiutato a modificare idee sbagliate su di me, sugli altri, sul mondo e anche su Dio. Il Dio che sento ora è un Dio-Relazione, un Dio che mi fa, che si lascia fare da ogni uomo e che si fa nella Storia. Per dirla con le parole di Rosella “IO SONO TU CHE MI FAI”. 
Penso che questi cambiamenti  abbiano lasciato risuonare in me la meditazione di padre Antonio, molto più rispetto agli anni precedenti

Durante il corso, Marco ha definito la relazione come un ente in sé, una realtà che si nutre del pensiero e delle emozioni delle persone che entrano in essa e che la nuova identità dell’io che sta emergendo è relazionale. Vale a dire: io non posso realizzarmi, salvarmi da sola, posso operare come polo di una relazione potenzialmente infinita. A me queste parole danno un grande respiro.  E’ dentro questo respiro che vivo il percorso che stiamo compiendo a Bergamo e a Brescia e che spero avvenga il nostro incontro a settembre quando ridefiniremo il lavoro da compiere.

Ti abbraccio.

Giuliana</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissima Rosanna, è bello sentirti anche nel blog, grazie!</p>
<p>Mi colpisce quando dici la profondità di discesa dentro te stessa, dove non sapevi di esistere e dove è possibile il contatto con Dio.</p>
<p>Il lavoro di autoconoscimento e la meditazione mi hanno aiutato a modificare idee sbagliate su di me, sugli altri, sul mondo e anche su Dio. Il Dio che sento ora è un Dio-Relazione, un Dio che mi fa, che si lascia fare da ogni uomo e che si fa nella Storia. Per dirla con le parole di Rosella “IO SONO TU CHE MI FAI”.<br />
Penso che questi cambiamenti  abbiano lasciato risuonare in me la meditazione di padre Antonio, molto più rispetto agli anni precedenti</p>
<p>Durante il corso, Marco ha definito la relazione come un ente in sé, una realtà che si nutre del pensiero e delle emozioni delle persone che entrano in essa e che la nuova identità dell’io che sta emergendo è relazionale. Vale a dire: io non posso realizzarmi, salvarmi da sola, posso operare come polo di una relazione potenzialmente infinita. A me queste parole danno un grande respiro.  E’ dentro questo respiro che vivo il percorso che stiamo compiendo a Bergamo e a Brescia e che spero avvenga il nostro incontro a settembre quando ridefiniremo il lavoro da compiere.</p>
<p>Ti abbraccio.</p>
<p>Giuliana</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Rosanna</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/06/la-gioia-piena/comment-page-1/#comment-1337</link>
		<dc:creator>Rosanna</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 07:38:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=533#comment-1337</guid>
		<description>...Siediti sul bordo del silenzio,Dio ti parlerà....
Questa melodia risuona in me concedendomi di sentire quell&#039;armonia e quella pace che mi sono portata nel cuore da Campello dove ho sperimentato una relazione vera,profonda,che vorrei vivere in ogni luogo.Ringrazio tutti i miei compagni di viaggio con i quali mi sono sentita in un clima di accoglienza e di condivisione.Un grazie particolare va a Marco per avermi guidato a scendere talmente profondamente dove non sapevo di esistere,per il dono del rinnovamento che mi fa intravedere e capire in una dimensione di vita e di fede che inizio a percepire come possibilità reale di essere me stessa e per avermi fatto considerare il contatto con Dio come uno &quot;stato&quot; raggiungibile dentro di me e non &quot;lontanissimo nel cielo&quot;.
Certo i condizionamenti dell&#039;ego sono tanti,così come le paure sono terrorizzanti e mi mettono a volte immobile nel mio loculo,ma adesso sento mia la strada per uscirne perchè ho compreso profondamente che la paura di perdere le difese è infondata perché solo perdendole potrò raggiungere la gioia piena ,che altro non è se non la vita vera.
In questo percorso confido nel sostegno dei gruppi di Bergamo e di Brescia che vivo come un incontro arricchente,spero vogliano continuare questo percorso superando le difficoltà che un lavoro di questo tipo pone. Anche il corso telematico è una risorsa imperdibile per capire e confrontarmi seppure a distanza.In questa prospettiva di rinnovamento stringo tutti in un grande abbraccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;Siediti sul bordo del silenzio,Dio ti parlerà&#8230;.<br />
Questa melodia risuona in me concedendomi di sentire quell&#8217;armonia e quella pace che mi sono portata nel cuore da Campello dove ho sperimentato una relazione vera,profonda,che vorrei vivere in ogni luogo.Ringrazio tutti i miei compagni di viaggio con i quali mi sono sentita in un clima di accoglienza e di condivisione.Un grazie particolare va a Marco per avermi guidato a scendere talmente profondamente dove non sapevo di esistere,per il dono del rinnovamento che mi fa intravedere e capire in una dimensione di vita e di fede che inizio a percepire come possibilità reale di essere me stessa e per avermi fatto considerare il contatto con Dio come uno &#8220;stato&#8221; raggiungibile dentro di me e non &#8220;lontanissimo nel cielo&#8221;.<br />
Certo i condizionamenti dell&#8217;ego sono tanti,così come le paure sono terrorizzanti e mi mettono a volte immobile nel mio loculo,ma adesso sento mia la strada per uscirne perchè ho compreso profondamente che la paura di perdere le difese è infondata perché solo perdendole potrò raggiungere la gioia piena ,che altro non è se non la vita vera.<br />
In questo percorso confido nel sostegno dei gruppi di Bergamo e di Brescia che vivo come un incontro arricchente,spero vogliano continuare questo percorso superando le difficoltà che un lavoro di questo tipo pone. Anche il corso telematico è una risorsa imperdibile per capire e confrontarmi seppure a distanza.In questa prospettiva di rinnovamento stringo tutti in un grande abbraccio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marco Guzzi</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/06/la-gioia-piena/comment-page-1/#comment-1332</link>
		<dc:creator>Marco Guzzi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 15:07:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=533#comment-1332</guid>
		<description>Carissima Rosella, fai proprio bene ad utilizzare questo blog spudorata-mente, e cioè con mente libera, liberata da troppi falsi pudori, remore, impicci e impacci...

Così si fa....il mondo nuovo.

E&#039; chiaro che c&#039;è un certo divario tra gli stati che raggiungiamo nelle pratiche meditative e contemplative e l&#039;oscillazione degli umori delle nostre giornate, in cui scattano gli automatismi più arcaici.

Il lavoro è lungo: si tratta di lasciare filtrare goccio dopo goccio le acque disciolte durante le pratiche dentro i deserti concreti della vita, del corpo, delle relazioni.

In fondo è un ghiacciaio intero da sciogliere, non un cubetto di ghiaccio nel bicchiere di aranciata....

Un abbraccio telematico, eppure caldo.
Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissima Rosella, fai proprio bene ad utilizzare questo blog spudorata-mente, e cioè con mente libera, liberata da troppi falsi pudori, remore, impicci e impacci&#8230;</p>
<p>Così si fa&#8230;.il mondo nuovo.</p>
<p>E&#8217; chiaro che c&#8217;è un certo divario tra gli stati che raggiungiamo nelle pratiche meditative e contemplative e l&#8217;oscillazione degli umori delle nostre giornate, in cui scattano gli automatismi più arcaici.</p>
<p>Il lavoro è lungo: si tratta di lasciare filtrare goccio dopo goccio le acque disciolte durante le pratiche dentro i deserti concreti della vita, del corpo, delle relazioni.</p>
<p>In fondo è un ghiacciaio intero da sciogliere, non un cubetto di ghiaccio nel bicchiere di aranciata&#8230;.</p>
<p>Un abbraccio telematico, eppure caldo.<br />
Marco</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: rosella</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/06/la-gioia-piena/comment-page-1/#comment-1330</link>
		<dc:creator>rosella</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 09:42:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=533#comment-1330</guid>
		<description>caro Davide, 
spero di rivederti a Roma (dovrebbe esserci anche Gianni) per parlare &quot;proprio con te&quot;, senza l&#039;imbarazzo dell&#039;anno precedente. Le tue sculture sono state illuminanti.
In questo momento m&#039;infilo tra  &quot;i folli&quot; e ti propongo questo:
LASCIAQUALUNQUE ASPETTATIVA ... ED ASPETTA... continuando a fare esattamente quello che stai facendo, mentre ti poni umilmente in ascolto della tua interiorità.
Sembra facile! Non lo è! è come dire a sè stessi: &quot;adesso muori!&quot;. 
Quando Marco accenna al buddismo, come in &quot;economia della felicità&quot;, io non capisco se non intuitivamente, quello che intende. Eppure, quello che ti ho appena detto mi pare possa essere una &quot;massima comune&quot; anche se estrapolata dall&#039; esperienza personale. 
Vorrei continuare qui il discorso che ho iniziato ieri con Marco, aggiungendo questo:
Quando dopo il lavoro conoscitivo profondo, giungo all&#039;impotenza totale offerta allo Spirito in un GRIDO  mi sento risanata. La pace e la gioia mi fanno sentire IO: un io benedetto, gioioso, grato e NON confuso.  E&#039; nel quotidiano che talora mi rendo conto di non saper porre &quot;limiti&quot;; di perdere i confini con-fondendomi: Sono conscia che la sola psicologia non può bastarmi,  che solo la meditazione e la preghiera &quot;dialogica&quot; mi conducono a questo ESSERE CIO&#039; CHE SONO, in questo &quot;io sono tu che mi fai&quot;, eppure capisco che non posso prescindere dal lavoro autoconoscitivo psicologico quotidiano, è come se si pretendesse di salvarmi &quot;senza il corpo&quot; della mente.
Toccare la trasformazione interiore,  questa VERITA DI SE&#039; è la cosa più stupefacente che si possa sperimentare... (stupefacente si!!!) uno desidererebbe restarci per sempre; poi invece si ritrova a chiedersi ma io mi dissolvo/confondendomi?  Che danno! dannazione? No! E&#039;  LA FOLLIA DI DIO che ci dona la gioia vera.: Ci con-fonde IL CUORE DELLA MENTE  (così sì che è proprio, proprio: O.K.). Grazie di tutto.
Coraggio, andiamo avanti... Davide, approfitta del blog!!! 
io lo faccio in modo assolutamente &quot;spudorato&quot; da tempo e ne traggo una grande gioia di cambiamento... è una palestra insostituibile.
Ti abbraccio con affetto
Rosella</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Davide,<br />
spero di rivederti a Roma (dovrebbe esserci anche Gianni) per parlare &#8220;proprio con te&#8221;, senza l&#8217;imbarazzo dell&#8217;anno precedente. Le tue sculture sono state illuminanti.<br />
In questo momento m&#8217;infilo tra  &#8220;i folli&#8221; e ti propongo questo:<br />
LASCIAQUALUNQUE ASPETTATIVA &#8230; ED ASPETTA&#8230; continuando a fare esattamente quello che stai facendo, mentre ti poni umilmente in ascolto della tua interiorità.<br />
Sembra facile! Non lo è! è come dire a sè stessi: &#8220;adesso muori!&#8221;.<br />
Quando Marco accenna al buddismo, come in &#8220;economia della felicità&#8221;, io non capisco se non intuitivamente, quello che intende. Eppure, quello che ti ho appena detto mi pare possa essere una &#8220;massima comune&#8221; anche se estrapolata dall&#8217; esperienza personale.<br />
Vorrei continuare qui il discorso che ho iniziato ieri con Marco, aggiungendo questo:<br />
Quando dopo il lavoro conoscitivo profondo, giungo all&#8217;impotenza totale offerta allo Spirito in un GRIDO  mi sento risanata. La pace e la gioia mi fanno sentire IO: un io benedetto, gioioso, grato e NON confuso.  E&#8217; nel quotidiano che talora mi rendo conto di non saper porre &#8220;limiti&#8221;; di perdere i confini con-fondendomi: Sono conscia che la sola psicologia non può bastarmi,  che solo la meditazione e la preghiera &#8220;dialogica&#8221; mi conducono a questo ESSERE CIO&#8217; CHE SONO, in questo &#8220;io sono tu che mi fai&#8221;, eppure capisco che non posso prescindere dal lavoro autoconoscitivo psicologico quotidiano, è come se si pretendesse di salvarmi &#8220;senza il corpo&#8221; della mente.<br />
Toccare la trasformazione interiore,  questa VERITA DI SE&#8217; è la cosa più stupefacente che si possa sperimentare&#8230; (stupefacente si!!!) uno desidererebbe restarci per sempre; poi invece si ritrova a chiedersi ma io mi dissolvo/confondendomi?  Che danno! dannazione? No! E&#8217;  LA FOLLIA DI DIO che ci dona la gioia vera.: Ci con-fonde IL CUORE DELLA MENTE  (così sì che è proprio, proprio: O.K.). Grazie di tutto.<br />
Coraggio, andiamo avanti&#8230; Davide, approfitta del blog!!!<br />
io lo faccio in modo assolutamente &#8220;spudorato&#8221; da tempo e ne traggo una grande gioia di cambiamento&#8230; è una palestra insostituibile.<br />
Ti abbraccio con affetto<br />
Rosella</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marco Guzzi</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/06/la-gioia-piena/comment-page-1/#comment-1328</link>
		<dc:creator>Marco Guzzi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 07:38:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=533#comment-1328</guid>
		<description>Carissimo Davide, come dice Giuliana, per noi tutto è materia di lavoro.

&quot;Sentirsi lasciati un po&#039; soli&quot; è forse un&#039;esperienza con cui sei chiamato a fare i conti più profondamente, qualcosa che ti ha segnato e ti segna ancora.

In ogni luogo di trasformazione riemergono i nostri antichi conflitti, le nostre relazioni con le autorità parentali, più o meno ferite.
E tutto ciò può essere elaborato e sciolto.

I nostri Gruppi non pretendono di risolvere tutti i problemi delle persone...ci mancherebbe...
Se ne abbiamo bisogno, possiamo affiancare al nostro lavoro una relazione terapeutica, una direzione spirituale, un corso yogico o qualsiasi altra cosa.
Tutto finisce per integrarsi e per nutrirsi vicendevolmente, se la direzione di liberazione è chiara.

Alla fine siamo noi i registi della nostra vita.
Non possiamo delegare le nostre responsabilità.
E se abbiamo bisogno di più aiuto, chiediamolo, cerchiamolo.
L&#039;aiuto c&#039;è.

Pensavo a Gesù, che passa di villaggio in villaggio, o ai suoi discepoli, quante volte le persone si saranno sentite lasciate sole, dopo un incontro, l&#039;ascolto della sua parola travolgente, la partecipazione ad eventi straordinari... o dopo la sua morte.
In fondo Gesù lo ha detto con chiarezza: uno solo è il Maestro, ed è Lui stesso, il suo Spirito parlante ed agente in noi.
Ogni insegnamento umano non serve ad altro che ad aiutarci a metterci in contatto col Maestro Interiore, e cioè, in definitiva, a fare di ognuno di noi un suo rappresentante, un canale magistrale, un magistero vivente.

Un abbraccio. Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Davide, come dice Giuliana, per noi tutto è materia di lavoro.</p>
<p>&#8220;Sentirsi lasciati un po&#8217; soli&#8221; è forse un&#8217;esperienza con cui sei chiamato a fare i conti più profondamente, qualcosa che ti ha segnato e ti segna ancora.</p>
<p>In ogni luogo di trasformazione riemergono i nostri antichi conflitti, le nostre relazioni con le autorità parentali, più o meno ferite.<br />
E tutto ciò può essere elaborato e sciolto.</p>
<p>I nostri Gruppi non pretendono di risolvere tutti i problemi delle persone&#8230;ci mancherebbe&#8230;<br />
Se ne abbiamo bisogno, possiamo affiancare al nostro lavoro una relazione terapeutica, una direzione spirituale, un corso yogico o qualsiasi altra cosa.<br />
Tutto finisce per integrarsi e per nutrirsi vicendevolmente, se la direzione di liberazione è chiara.</p>
<p>Alla fine siamo noi i registi della nostra vita.<br />
Non possiamo delegare le nostre responsabilità.<br />
E se abbiamo bisogno di più aiuto, chiediamolo, cerchiamolo.<br />
L&#8217;aiuto c&#8217;è.</p>
<p>Pensavo a Gesù, che passa di villaggio in villaggio, o ai suoi discepoli, quante volte le persone si saranno sentite lasciate sole, dopo un incontro, l&#8217;ascolto della sua parola travolgente, la partecipazione ad eventi straordinari&#8230; o dopo la sua morte.<br />
In fondo Gesù lo ha detto con chiarezza: uno solo è il Maestro, ed è Lui stesso, il suo Spirito parlante ed agente in noi.<br />
Ogni insegnamento umano non serve ad altro che ad aiutarci a metterci in contatto col Maestro Interiore, e cioè, in definitiva, a fare di ognuno di noi un suo rappresentante, un canale magistrale, un magistero vivente.</p>
<p>Un abbraccio. Marco</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Giuliana</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/06/la-gioia-piena/comment-page-1/#comment-1327</link>
		<dc:creator>Giuliana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 06:24:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=533#comment-1327</guid>
		<description>Carissimi Corrado, Giovanna, Enrico, Fabio e Paola, Rosella, Marco e Paola, e Davide,
rispecchiarmi nelle vostre parole mi aiuta, francamente non credevo che la comunicazione telematica potesse essere umana, profonda e riuscisse a scaldare le relazioni.

Vedo sempre più possibile ciò che sperimento nei corsi intensivi: nel clima tranquillo, disteso, pacifico i conflitti restano, ma diventano materia di lavoro per la trasformazione.

Caro Davide, grazie per esserti detto. La rabbia è, anche per me, una compagna di viaggio. A lungo l’ho contrastata, poi l’ho guardata con benevolenza e mi è diventata amica. Ho scoperto che quando si pulisce della sua negatività, si trasforma in energia vitale e ci rende più forti. Ora, a volte, quando vivo un’emozione intensa, mi viene da piangere, lascio che il pianto avvenga senza vergognarmene, anche se mi trovo insieme ad altre persone, perché in quelle lacrime sento che la rabbia si scioglie e lascia posto ad un senso di calma e di gioia.
Dobbiamo essere tenaci e perseveranti nel lavoro umile e paziente di estrazione e disostruzione delle nostre distorsioni difensive e nella pratica meditativa, allora fioriranno, inaspettate, qualità che già ci abitano.
La bellezza e la dolcezza che metti nelle tue sculture sono già dentro di te.

Un grazie particolare a Marco che in ogni corso intensivo rende nuovo e vibrante il messaggio che da duemila anni viene offerto ad ogni uomo.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI!

Giuliana</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi Corrado, Giovanna, Enrico, Fabio e Paola, Rosella, Marco e Paola, e Davide,<br />
rispecchiarmi nelle vostre parole mi aiuta, francamente non credevo che la comunicazione telematica potesse essere umana, profonda e riuscisse a scaldare le relazioni.</p>
<p>Vedo sempre più possibile ciò che sperimento nei corsi intensivi: nel clima tranquillo, disteso, pacifico i conflitti restano, ma diventano materia di lavoro per la trasformazione.</p>
<p>Caro Davide, grazie per esserti detto. La rabbia è, anche per me, una compagna di viaggio. A lungo l’ho contrastata, poi l’ho guardata con benevolenza e mi è diventata amica. Ho scoperto che quando si pulisce della sua negatività, si trasforma in energia vitale e ci rende più forti. Ora, a volte, quando vivo un’emozione intensa, mi viene da piangere, lascio che il pianto avvenga senza vergognarmene, anche se mi trovo insieme ad altre persone, perché in quelle lacrime sento che la rabbia si scioglie e lascia posto ad un senso di calma e di gioia.<br />
Dobbiamo essere tenaci e perseveranti nel lavoro umile e paziente di estrazione e disostruzione delle nostre distorsioni difensive e nella pratica meditativa, allora fioriranno, inaspettate, qualità che già ci abitano.<br />
La bellezza e la dolcezza che metti nelle tue sculture sono già dentro di te.</p>
<p>Un grazie particolare a Marco che in ogni corso intensivo rende nuovo e vibrante il messaggio che da duemila anni viene offerto ad ogni uomo.</p>
<p>GRAZIE DI CUORE A TUTTI!</p>
<p>Giuliana</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: davide calandrini</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/06/la-gioia-piena/comment-page-1/#comment-1325</link>
		<dc:creator>davide calandrini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 23:10:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=533#comment-1325</guid>
		<description>Grazie per lo scambio.In fondo la mia vuole ed è una semplice constatazione su cosa è cambiato nella mia vita in 4-5 anni di seminari.E devo dire che c&#039;è ben poco.Caro Marco sai quanto bene ti voglio;sei l&#039;uomo più &quot;folle&quot; che abbia mai conosciuto.Capisco anche la difficoltà nel tracciare le linee di questo &quot;Sentiero&quot;, ma le modalità nel proporlo diventano molto importanti.
Il sito,la collana di libri,i video tutto ok!Ma le relazioni che sono tanto fondanti per la nostra felicità io non sò coltivarle(ne tantomeno crearle in tre giorni di seminario).Propio a Campello  hai ribadito che le relazioni che ci stazionano in uno stato di vittime sono da lasciar andare.Ebbene le mie relazioni sono quasi tutte di questo tipo.Insomma i seminari hanno svelato queste ferite ma poi ci si sente un pò lasciati a se stessi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per lo scambio.In fondo la mia vuole ed è una semplice constatazione su cosa è cambiato nella mia vita in 4-5 anni di seminari.E devo dire che c&#8217;è ben poco.Caro Marco sai quanto bene ti voglio;sei l&#8217;uomo più &#8220;folle&#8221; che abbia mai conosciuto.Capisco anche la difficoltà nel tracciare le linee di questo &#8220;Sentiero&#8221;, ma le modalità nel proporlo diventano molto importanti.<br />
Il sito,la collana di libri,i video tutto ok!Ma le relazioni che sono tanto fondanti per la nostra felicità io non sò coltivarle(ne tantomeno crearle in tre giorni di seminario).Propio a Campello  hai ribadito che le relazioni che ci stazionano in uno stato di vittime sono da lasciar andare.Ebbene le mie relazioni sono quasi tutte di questo tipo.Insomma i seminari hanno svelato queste ferite ma poi ci si sente un pò lasciati a se stessi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Enrico Macioci</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/06/la-gioia-piena/comment-page-1/#comment-1324</link>
		<dc:creator>Enrico Macioci</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 21:24:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=533#comment-1324</guid>
		<description>Davide,
se ti può consolare anch&#039;io trovo parecchie difficoltà quando dal piano intellettuale/culturale si passa a quello pratico/spirituale. Ho però la sensazione che il problema sia più mio che del metodo; sono infatti sempre più convinto (benché non riesca a meditare né a dare un minimo di continuità &quot;fisica&quot; al lavoro) che un passaggio dalla mente al corpo debba avvenire. Ricordo qui il finale di quel grande poema del mio poeta prediletto, Rimbaud: mi sarà lecito possedere la verità in un&#039;anima e un corpo. Quando prima leggevo questa frase non la capivo o la sottovalutavo; adesso invece la capisco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Davide,<br />
se ti può consolare anch&#8217;io trovo parecchie difficoltà quando dal piano intellettuale/culturale si passa a quello pratico/spirituale. Ho però la sensazione che il problema sia più mio che del metodo; sono infatti sempre più convinto (benché non riesca a meditare né a dare un minimo di continuità &#8220;fisica&#8221; al lavoro) che un passaggio dalla mente al corpo debba avvenire. Ricordo qui il finale di quel grande poema del mio poeta prediletto, Rimbaud: mi sarà lecito possedere la verità in un&#8217;anima e un corpo. Quando prima leggevo questa frase non la capivo o la sottovalutavo; adesso invece la capisco.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Paola</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/06/la-gioia-piena/comment-page-1/#comment-1323</link>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 17:16:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=533#comment-1323</guid>
		<description>Caro Davide, la tua rabbia è un motore che ti fa andare ad un sacco di giri....
All&#039;intensivo, mentre qualcuno si faceva la pennica pomeridiana, tu hai stupito molti con le tue analisi spirituali-astrologiche. Hai molte energie che ti scavano dentro e forse la lenta cura consiste nell&#039;imparare ad integrarle, a scaricarle a terra, come già fai con il tuo lavoro d&#039;artista e con la vita in famiglia, nonostante le fasi di &#039;scartavetramento&#039; che ogni &#039;coniunctio&#039; comporta.
C&#039;è bisogno di una disciplina che nasca dalla fiducia, dal crederci. Dallo sperimentare che, se mi abbandono, si trova una stradina, una via d&#039;uscita dalla galera quotidiana. Questo lo dico soprattutto a me stessa: nonostante il quotidiano contatto con una fonte piuttosto ricca di linfa spirituale, spesso mi ritrovo raggelata nella mia povertà, nella sfiducia, nello sconforto.
Sappiamo che questi stati traggono origine dalle ferite dell&#039;infanzia, dalle conclusioni errate e dalle difese che abbiamo costruito da bambini per salvare la pelle. Ora non ne abbiamo più bisogno. Possiamo cambiare il gioco.
Il sito ci consente una vicinanza, un&#039;unione particolare, e possiamo crescere ed aiutarci un po&#039; anche per via telematica.
Grazie della tua presenza nei gruppi.
Spero di vederti, con Roberta e i ragazzi, all&#039;incontro di Fognano. 
Paola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Davide, la tua rabbia è un motore che ti fa andare ad un sacco di giri&#8230;.<br />
All&#8217;intensivo, mentre qualcuno si faceva la pennica pomeridiana, tu hai stupito molti con le tue analisi spirituali-astrologiche. Hai molte energie che ti scavano dentro e forse la lenta cura consiste nell&#8217;imparare ad integrarle, a scaricarle a terra, come già fai con il tuo lavoro d&#8217;artista e con la vita in famiglia, nonostante le fasi di &#8216;scartavetramento&#8217; che ogni &#8216;coniunctio&#8217; comporta.<br />
C&#8217;è bisogno di una disciplina che nasca dalla fiducia, dal crederci. Dallo sperimentare che, se mi abbandono, si trova una stradina, una via d&#8217;uscita dalla galera quotidiana. Questo lo dico soprattutto a me stessa: nonostante il quotidiano contatto con una fonte piuttosto ricca di linfa spirituale, spesso mi ritrovo raggelata nella mia povertà, nella sfiducia, nello sconforto.<br />
Sappiamo che questi stati traggono origine dalle ferite dell&#8217;infanzia, dalle conclusioni errate e dalle difese che abbiamo costruito da bambini per salvare la pelle. Ora non ne abbiamo più bisogno. Possiamo cambiare il gioco.<br />
Il sito ci consente una vicinanza, un&#8217;unione particolare, e possiamo crescere ed aiutarci un po&#8217; anche per via telematica.<br />
Grazie della tua presenza nei gruppi.<br />
Spero di vederti, con Roberta e i ragazzi, all&#8217;incontro di Fognano.<br />
Paola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marco Guzzi</title>
		<link>http://www.darsipace.it/2010/07/06/la-gioia-piena/comment-page-1/#comment-1322</link>
		<dc:creator>Marco Guzzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 16:45:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.darsipace.it/?p=533#comment-1322</guid>
		<description>Carissimo Davide, la tua rabbia è comprensibile, denuncia un divario che senti sempre più doloroso tra qualcosa, forse un cammino, che intuisci possibile e affascinante ed una vita quotidiana troppo differente.

Questo problema, sia pure in forme diverse, ci colpisce un po&#039; tutti, ed è stato vissuto in ogni tempo: essere nel mondo ma non del mondo non è infatti mai stato semplice.

Certo, oggi le cose sono più radicali, la vita sociale dominante sta raggiungendo livelli altissimi di scissione, di lacerazione, di follia, insomma.

Che fare?
Eh già, carissimo, tu lo sai, è proprio per provare a rispondere a questa domanda che sono nati i nostri Gruppi, e, credimi, nonostante tutti i loro limiti, continuo a vederli come una specie di miracolo...

Noi procediamo con realismo, e quindi con veloce lentezza, ponderando i nostri passi in base alle nostre possibilità concrete, fisiche, direi.
Per ora offriamo i Corsi Regolari a Roma, e due intensivi aperti a tutti.
Offriamo questo sito per mantenere i contatti.
Offriamo una collana di libri.
Offriamo la nostra amicizia, la possibilità di fare incontri personali, fisici o telefonici.
Offriremo in autunno un corso telematico, se Dio vuole.

E&#039; poco, lo so; ma per ora è quanto siamo in grado di fare.
Credo comunque che stia venendo un tempo nuovo, il tempo della responsabilità personale. Perciò abbiamo avviato un corso per formatori.
E&#039; tempo che ognuno di noi si senta corresponsabile di questa avventura, e dell&#039;avventura umana sulla terra.
Proviamo a pensarci promotori noi stessi.
Proviamo a pensarci apostoli, inviati.
Proviamo a impostare la nostra esistenza in questa prospettiva: prepariamoci, e forse in due o tre anni potremmo essere noi ad avviare una qualche esperienza a Cesena o a Genova, a Milano o a Palermo.

Non ci sono altre vie.
Se questa avventura ha senso, saremo noi a diffonderla dove non c&#039;è ancora, e ad intensificarne le possibilità di diffusione.
Ognuno di noi.

Sta scadendo il tempo degli eterni discepoli.
Lungo i sentieri interiori si incomincia ad imparare per davvero quando ci prendiamo la responsabilità di insegnare, di trasmettere, di metterci la faccia in prima persona.

Carissimo Davide, questo che ti mando è un grande augurio, è un vero rilancio, è un abbraccio alla tua rabbia, al senso di impotenza che attanaglia le nostre parti infantili, che non vogliono ancora prendere il timone e puntare al largo.

Vedrai, molto orizzonte si sta già aprendo dinanzi a noi...

Marco Guzzi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Davide, la tua rabbia è comprensibile, denuncia un divario che senti sempre più doloroso tra qualcosa, forse un cammino, che intuisci possibile e affascinante ed una vita quotidiana troppo differente.</p>
<p>Questo problema, sia pure in forme diverse, ci colpisce un po&#8217; tutti, ed è stato vissuto in ogni tempo: essere nel mondo ma non del mondo non è infatti mai stato semplice.</p>
<p>Certo, oggi le cose sono più radicali, la vita sociale dominante sta raggiungendo livelli altissimi di scissione, di lacerazione, di follia, insomma.</p>
<p>Che fare?<br />
Eh già, carissimo, tu lo sai, è proprio per provare a rispondere a questa domanda che sono nati i nostri Gruppi, e, credimi, nonostante tutti i loro limiti, continuo a vederli come una specie di miracolo&#8230;</p>
<p>Noi procediamo con realismo, e quindi con veloce lentezza, ponderando i nostri passi in base alle nostre possibilità concrete, fisiche, direi.<br />
Per ora offriamo i Corsi Regolari a Roma, e due intensivi aperti a tutti.<br />
Offriamo questo sito per mantenere i contatti.<br />
Offriamo una collana di libri.<br />
Offriamo la nostra amicizia, la possibilità di fare incontri personali, fisici o telefonici.<br />
Offriremo in autunno un corso telematico, se Dio vuole.</p>
<p>E&#8217; poco, lo so; ma per ora è quanto siamo in grado di fare.<br />
Credo comunque che stia venendo un tempo nuovo, il tempo della responsabilità personale. Perciò abbiamo avviato un corso per formatori.<br />
E&#8217; tempo che ognuno di noi si senta corresponsabile di questa avventura, e dell&#8217;avventura umana sulla terra.<br />
Proviamo a pensarci promotori noi stessi.<br />
Proviamo a pensarci apostoli, inviati.<br />
Proviamo a impostare la nostra esistenza in questa prospettiva: prepariamoci, e forse in due o tre anni potremmo essere noi ad avviare una qualche esperienza a Cesena o a Genova, a Milano o a Palermo.</p>
<p>Non ci sono altre vie.<br />
Se questa avventura ha senso, saremo noi a diffonderla dove non c&#8217;è ancora, e ad intensificarne le possibilità di diffusione.<br />
Ognuno di noi.</p>
<p>Sta scadendo il tempo degli eterni discepoli.<br />
Lungo i sentieri interiori si incomincia ad imparare per davvero quando ci prendiamo la responsabilità di insegnare, di trasmettere, di metterci la faccia in prima persona.</p>
<p>Carissimo Davide, questo che ti mando è un grande augurio, è un vero rilancio, è un abbraccio alla tua rabbia, al senso di impotenza che attanaglia le nostre parti infantili, che non vogliono ancora prendere il timone e puntare al largo.</p>
<p>Vedrai, molto orizzonte si sta già aprendo dinanzi a noi&#8230;</p>
<p>Marco Guzzi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

