Occhi di cielo

di Luciana Poleggi


Sentire questa ragazza, figlia del noto giornalista Antonio Socci, cantare questo brano e pensare che un anno fa il suo giovane cuore aveva cessato di battere, è come sentire un angelo, qui sulla terra.
E’ stato proprio questo angelo a far accadere cose inimmaginabili.
Sul suo sito, appena accaduto il fatto, Antonio, un padre disperato, chiedeva preghiere ai suoi amici.
Un fiume di persone gli ha risposto: cattolici, atei, comunisti… tutti accomunati dal fatto, come succede oggi anche a me, di sentire Caterina come un’amica che ha bisogno di aiuto.
Io stessa ho sentito il desiderio di pregare per la sua completa guarigione: da poco tempo Caterina è uscita dal coma, ma l’attende una lunga ed incerta fase di riabilitazione.

Caterina, quel giorno, ha avuto su di Lei il manto protettivo della Madonna (a cui il padre l’aveva affidata): tre suoi amici, resisi subito conto della gravità delle sue condizioni, l’avevano soccorsa, seguendo tutte le istruzioni telefoniche degli operatori del 118, in attesa dell’ambulanza arrivata velocemente.
Era arrivato anche un sacerdote, che si trovava vicino all’Università di Firenze dove Lei si sarebbe dovuta laureare in architettura dopo qualche giorno, e Don Andrea si era messo a pregare: ma dopo un’ora e mezza che il cuore della ragazza aveva cessato di battere un medico gli aveva detto che ormai non c’era più nulla da fare. Don Andrea gli aveva risposto di fare il suo lavoro perché lui stava facendo il suo.

Ed è così che avvenne il primo miracolo della vicenda: il cuore di Caterina riprese a battere e fu trasportata in ospedale, in coma, ma con il cuore ritornato in funzione.

Sto leggendo il libro di Antonio che pregando chiede la grazia al Signore: lui, che è “cattivo”, darebbe la sua vita per quella della figlia, il Signore che è Bontà, perché non dovrebbe ascoltare lui e tutti quelli che pregano per la guarigione di Caterina?

I cristiani che dicono che non bisogna pregare Dio per chiedere qualcosa sbagliano, perché è Gesù stesso che chiede al malato nella piscina di Betzaetà: “ vuoi guarire?”, e alla risposta affermativa lo guarisce. Per non parlare dei vari episodi di guarigioni raccontati nel Vangelo in cui l’insistenza nella preghiera e la fede in Lui compiono diversi miracoli.

Un’altra cosa che mi ha colpita leggendo il libro: un Padre Missionario che telefonò ad Antonio dal Brasile dicendo solo:” io sono con te!”. Le parole di Gesù : “ Non abbiate paura, io sarò sempre con voi!”. I bambini della missione sono tutti malati di lebbra e stanno offrendo le loro sofferenze per la guarigione di Caterina.

Ogni volta che leggo qualche capitolo del libro “ Caterina”, scritto da Antonio Socci, mi commuovo, piango e prego per lei, per la sua famiglia, ma è lui che consola me.
Tutte quelle citazioni dal Vangelo, che lui sente sulla sua pelle, mi fanno pensare a quante volte io stessa le ho lette e non le ho fatte mie, come lui che con la sua “ dolce disperazione”, ma anche con la forza che la Fede gli dà, riesce a fartici entrare, fino a farti piangere, perché tu non le senti come Gesù vorrebbe.

Chissà perché proprio a lui è capitata una cosa del genere! Antonio, con la sua devozione, sta facendo un’opera di conversione incredibile: il mondo sta pregando per Caterina.

Quello che per me è più sconvolgente è che Caterina la sento come una cara amica di famiglia e sapere che in tanti, in un abbraccio comune, pregano per lei, mi fa sentire la “grandezza” di Dio!

Ecco, io vorrei invitare anche voi a leggere il libro (l’intero ricavato andrà in beneficenza!).

Preghiamo “insieme” per lei e per la sua famiglia, affinché il percorso riabilitativo della ragazza, sia completo e possa ricantarci “OCCHI DI CIELO” come solo lei sa fare!

Commenti

  1. Grazie Luciana per questo tuo primo post sul sito.
    Il tema che poni alla nostra attenzione è quello, terribile, della ‘sventura’ che coglie quando meno ce lo aspettiamo, con una telefonata, un campanello che suona, con lo sguardo attonito di chi non ha il coraggio di dirti cosa è successo.
    Il terrore di questo ‘ tritacarne’, come talvolta ci appare l’esistenza umana sulla terra, spesso è latente, ci domina nei nostri malumori, nelle nostre depressioni, nella cupezza di certe prospettive….
    E’ utile portare ad espressione questa negatività più o meno cosciente che ci impedisce di essere presenti e di lodare la vita nel suo continuo lambire l’eterno, quell’apertura all’infinito che sperimentiamo nella meditazione.
    Portare ad espressione la negatività per curarla vuol dire, come ci testimonia il libro e anche l’esperienza che ha tratti ci si dona, liberarsi dallo sguardo cieco ed entrare in una dimensione corale in cui tutte le cose acquistano un nuovo spessore. La Vergine è Consolatrice, oltre che Addolorata. Non viene bypassato il dolore, la sofferenza, ma sotto il suo manto si addolciscono e acquistano un senso nuovo, diventano bene-dizioni, aprono squarci di luce e di incredibile gioia.
    Vorrei pregare anche io per Caterina, per tutte le persone che soffrono e non hanno chi preghi per loro, e per tutto il dolore che in questo momento annienta la nostra umanità ferita.
    Affinché crediamo veramente che “anche i capelli del capo sono tutti contati” e che noi valiamo “più di molti passeri” (Luca 12,7). Buona serata a tutti.

  2. rosella dice:

    grazie Luciana,
    aderisco al tuo invito di leggere il libro e di pregare.
    Non ero al corrente di questo fatto, pur avendo stima di Socci.
    Penso che sarò condotta per mano a visitare terre lontane; luoghi di cui noi genitori vorremmo cancellare anche solo “la potenziale” esistenza.
    Grazie ancora
    Rosella

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