La viola d’amore

Quadri di A. Guzzi – Poesia di M. Guzzi

Lo sguardo incantato è quello dell’anima aperta all’ascolto, capace di reale abbandono al mistero abissale che la abita.

Questo mistero si sgrana nei quadri di Alessandro, che narrano le fasi del cammino iniziatico, alla ricerca di quell’integrità che nasce dall’intimità progressiva con parti di noi che languivano dimenticate nelle profondità dell’inconscio.

Il ritrovamento dell’anello d’oro caduto nelle acque del lago è pegno di nuovi tesori, e promessa di nuovi miracoli.

Il mondo si riempie di presenze che assecondano l’anelito interiore e accompagnano, vegliando, lo svelarsi della vita che zampilla sorgiva dalle pieghe del sogno.

Il miracolo accade sempre in un momento determinato: avviene ad una certa ora di un giorno preciso, in un mese, in un anno della mia concreta storia umana.

Il tempo si concentra in questo istante e, nonostante tutti i limiti che sperimento, sento irrompere in esso un raggio di eternità: si apre uno spiraglio di salvezza.

Mi aggrappo, mi appoggio a qualcosa, ad una musica da fuori, che mi solleva dalla cappa mortale che mi stringe.

E’ la mia unica libertà: affidare tutta l’angoscia e la disperazione alla cura di un’armonia rivelata che non posso produrre da sola.

Tu vieni a liberarmi.

La tua presenza è la mia gioia: così mi risani, sussurrando parole di tenerezza e promettendo di musicare la mia vita per accordi sempre più sottili.

LA VIOLA D’AMORE

Ore 18 e 20. Domenica

Ventisei luglio 1992. In casa

Trenta gradi. In testa

Un chiodo. Vige

La cappa in cielo. L’afa

Aggrava la terra.

Ascolto Bach:

Le sonate per liuto, e la mia gioia

Sei tu, presente.

Tu sei la mia cantata, ti musicherò

A due, a tre

Voci, ti strumenterò

Per il pensiero

Più vibrato, oh mia dolcissima

Viola”.

Marco Guzzi, Preparativi alla vita terrena, 2002

Commenti

  1. rosella dice:

    cara Paola,
    questa poesia ogni volta rinnova in me il “contorcersi delle viscere”; ma, in fondo, è solo l’anima mia, che s’incarna sorridendo 😉 .
    Quel che desidererei veramente oggi è leggere una parola di Fabio… .
    Buone vacanze e buona giornata a tutti
    Rosella

  2. Cara Rosella,
    sono contenta che questa ‘replica’ rallegri la tua anima. Anche a me piace molto la sintesi tra immagini, parole e musica.
    Un abbraccio e buon proseguimento di vacanze a tutti i visitatori di darsipace.
    Paola

  3. È sempre un grande piacere riascoltare una poesia di Marco che diventa così come ha scritto Paola una sintesi di: voce-parole-colori-suoni, davvero incantevole.
    Sì, la nostra liberazione viene sempre da fuori. È necessario restare in ascolto ricettivi, aperti perché all’anima basta un attimo, un momento preciso come questo per il miracolo.
    E mi viene in mente un altro testo che è l’ARTISTA DEL GIORNO. Siamo noi in fondo gli artisti delle nostre giornate in sempre speranzosa attesa di attimi come la “viola d’amore”.
    E infatti alcuni versi del testo “L’artista del giorno”dicono:

    “La sua speranza è il lampo
    Che si ripete, il padiglione
    Dell’ orecchio svuotato, una verginità
    Che ad ogni parto
    Torna più pura”.

    Un affettuosissimo saluto
    Fabio

  4. rosella dice:

    grazie Fabio
    I versi “viola” stanno ancora lavorando in me, ad essi si sono aggiunti quelli postati da te:
    “… una verginità
    che ad ogni parto
    torna più pura”

    e forse non solo ascolto: “dell’ orecchio svuotato… ”
    come augurio per la giornata e linea meditativa nel mio “lasciamo che accada” posto dalla Pace nel cuore di Frere Roger di Taizè la piccola meditazione del giorno
    ” Un giorno, nove secoli prima di Cristo, una donna del villaggio di Sarepta, in piena carestia, vede entrare a casa sua Elia, l’uomo di Dio. Nelle sue provviste restavano un poco di farina e di olio. Per accogliere Elia, questa vedova non esita a fare tre pani con tutto ciò che le resta. Ed avviene l’inatteso…farina ed olio non mancheranno più.
    Non è forse una parabola anche per la nostra vita? Non c’è quasi più nulla di riserva e, con quel poco, inesauribilmente si vive l’insperato.”

    ciao
    Rosella

  5. TUTTO SENZA CONDIZIONI è la condizione.

    La condizione che condiziona la nostra intera esistenza ponendola NELLA LIBERTA’.
    La porta stretta
    Quell’attraversamento, del nostro spirito che RINASCE dopo aver lasciato tutte le nostre miserie all’onnipotenza del SUO AMORE dopo la meditazione nella preghiera profonda.

    La “viola” per me è un fiore ed un colore.

    Ogni NUOVO anno Gianni mi porta le prime tre viole, io sono “cosi turbata” nel non saper accogliere questo DONO DI LUI, dal confondermi tra viole e cilcamini.

    Il mio cervello come il mio cuore non distingue questi colori se non ponendoli vicini. L’uno accantoall’altro.
    Questa la via stretta che ogni primavera, in piena Quaresima, mi è chiesto ripercorrere.

    Tentare di far la fatica di distinguere viole e ciclamini, senza dividerli: tenerli separati per non confonderli, ma non divisi. FARNE UN MAZZO ponendosi mano nella mano.

    … i tre ciclamini mi son donati solo più tardi, quando nel sottobosco estivo, il piede preme terreni più ambrati e soffici ed anche i profumi sono diversi.
    Ma, prima che tutto questo accada, ancora in primavera, nella primavera che s’inoltra, sui prati vicino a casa fioriscono centinaia di viole: VIOLE BIANCHE come fossero una “Resurrezione nel creato”.
    Difficile per me è aderire a questo:
    “tutto è FATTO” un fatto
    “tutto è DONO” un dono.
    “Dare tutto senza condizioni” è la libertà di vibrare.

    Ma come, come si accoglie un dono?
    … come “una viola d’amore” ?
    … e tutto, proprio TUTTO E’ UNO…

    ciao buona settimana
    Rosella

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