Fabio: la storia di un ragazzo (Prima parte)


Ascoltare il testo poetico al termine di questa intervista è una vera sorpresa: si percepisce la realizzazione di un’esperienza che Fabio comunica con forza ed efficacia.

E’ la scoperta salvifica della potenza risanante di alcune parole, che diventano “parole-guida”, segnali capaci di orientarci nel cammino dell’integrazione, e di riconnetterci con una sapienza che trascende le nostre prospettive ordinarie.

Può trattarsi delle parole ispirate della scrittura rivelata, di un salmo, ma anche di alcuni testi poetici capaci di silenziare il nostro ‘io’ monologante e di fare spazio ad un’altra voce.

Il breve racconto della sua vita e della sua amicizia con i gruppi Darsi Pace (che proseguirà in altre due successive interviste di prossima pubblicazione) è la storia della ricerca inesausta di un senso alla propria esistenza, segnata dalla malattia, e la testimonianza di un lavoro instancabile su se stesso, sul proprio carattere, che diventa tanto più urgente e ineliminabile in una situazione di sofferenza, che non consente facili dimenticanze e superficialità.

La sua lezione è grande per tutti noi e si può racchiudere nell’invito a non cadere nell’autocommiserazione, una cosa che ci viene così naturale, e a non dare voce al piagnisteo lamentoso che toglie energia al naturale desiderio di salute e di salvezza.

E’ l’invito “a mantenere uno spirito limpido, chiaro, equilibrato, pacifico, benevolo nei nostri confronti e nei confronti di chi ci sta vicino”, e ad adoperarsi con tutti gli strumenti a disposizione sulla via “per diventare persone migliori”, collaborando attivamente, in qualsiasi situazione ci troviamo, alla trasformazione.

Grazie Fabio, e … alle prossime puntate!

La sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace” (dalla lettera di Giacomo 3, 6)

PAROLE GUIDA

 

Non si finisce mai di cominciare:

Inaugurale è il giorno

Ogni mattina.

E la sapienza

Culmina in un bacio

Per la buona notte.

 

Lo spirito più dolce è il più severo,

Il più sagace: un calcio

In culo e vivi

Senza troppe storie.

 

Il resto mancia:

La vita t’è donata in sovrappiù.

 

26.4.94

9.8.96

Marco Guzzi, Preparativi alla vita terrena, 2002

Commenti

  1. rosella dice:

    Caro Fabio,
    riascoltarti per me oggi è come , riscoprire ancora una volta il mistero della bellezza.
    Mi pare di condividere tutto ciò che dici, godendomelo in ogni fibra.
    Il sorriso che illumina ed espande il mio cuore è dato proprio dalla differente esperienza da cui partiamo per essere condotti nel medesimo luogo.
    La percezione di maggior affinità la sento quando tu condividi la tua esperienza di ascolto; ma, forse, è più consono dire “incarnazione e trasfigurazione poetica”:

    NON HO MAI IDENTIFICATO UN TESTO POETICO DI MARCO CON IL POETA

    Mi allarghi il cuore.
    Un abbraccio
    Rosella

  2. rosella dice:

    “nuova visione”

    “nessuno capisce nessuno”
    NESSUNO E’ NESSUNO

  3. Il prossimo autunno, in una scuola elementare, 40 bambini inizieranno a frequentare il loro primo anno di scuola.

    21 dei quali appartengono a nove (9) etnie diverse

  4. 27 agosto 2010 –

    Che significa scegliere liberamente di diventare migliore?

    Scegliendo di SCEGLIERE DI NON SCEGLIERE ma di aderire al suo CONTINGENTE MISERO PRESENTE, accogliendo il dono della sua stessa vita, cosi come essa è e

    MENDICANDO UN CUORE NUOVO

    La coincidenza è la radice dell’unificazione!!! (?)

    Forse “la mia superficialità ha radici profonde” e consente di dialogare con “il diverso” in un ambito nel quale non si parla con chi si comprende e conosce ma con IL SUO SCONOSCIUTO.
    E’ così possibile da questo luogo parlare con gli sconosciuti? che incontriamo per strada?
    Sospendendo il giudizio si può dialogare con lo sconosciuto dell’altro e RI-CONOSCERE ed evolvere SE’ STESSI ?

    26 Agosto

    Quindi la verità è che sto percorrendo una strada personale all’interno della quale cerco di ri-conoscere la vita con gratitudine e nella gioia.

  5. Caro Fabio,
    grazie per la tua intensa testimonianza. Sono stata proprio contenta di ascoltarla quando ho di nuovo visitato il sito di darsi pace, dopo la vacanza estiva senza P.C.
    Le tue parole mi hanno rimessa in cammino, oggi è veramente per me un “ ricominciamento”.
    Anch’io ho conosciuto Marco attraverso la radio e mi chiedevo chi fosse quella persona che sapeva sondare la profondità di ogni argomento, anche di quello più consueto, o all’apparenza banale e ascoltare l suoi ascoltatori con tale intensità. Anch’io ho provato molto dispiacere quando la sua voce alla radio si è spenta. Con grande piacere ho poi trovato per caso, in libreria, il suo libro “ Darsi pace “ ; l’ho letto con interesse e ho subito deciso di iscrivermi al corso di Eupilio. Poi sono seguiti altri intensivi e ogni volta la decisione ferma di continuare il cammino intrapreso.
    La mia vita non ha conosciuto le dure prove della tua, ma ugualmente non sono mancati e non mancano gli attraversamenti nei mari tempestosi dell’angoscia e disperazione per i forti sensi di colpa, gli scoraggiamenti, le autopunizioni, gli assalti del nichilismo, la tentazione di abbandonarmi all’insignificanza. Tutta robaccia, di cui spesso debbo tornare a fare pulizia, per ritrovare me stessa, la mia vera identità.
    Ora, come hai fatto tu e altri, sono impegnata a trovare le mie parole guida e una fonte stanno diventando anche per me le poesie di Marco, che in un primo tempo mi sembravano ostiche o insignificanti. Anche attraverso la mediazione della tua lettura espressiva, perché molto sincera, sto continuando a capire, a disseppellire anche per me tesori di luce. Sì, la sua voce è in ascolto di un’Altra Voce che noi ,gravati spesso da preoccupazioni egoiche ,non sappiamo ascoltare. Ma le sue poesie ci sturano a poco a poco le orecchie.
    Grazie ancora ed auguri! Aspetto con ansia il seguito della tua testimonianza, Mariapia

  6. Care Rosella e Maria Pia,
    grazie dei vostri positivi riscontri a questa bella testimonianza. Metterò presto mano a quella lunga intervista che Fabio ci ha concesso ad Eupilio 2009, arricchita dalle riprese fatte a Campello 2010, per estrarne altre perle.
    Vi posso anticipare il testo di una poesia letta magistralmente dal nostro amico e tratta dal libro di Marco “Preparativi alla vita terrena”.

    L’ORA DELLA RICREAZIONE

    C’è un orizzonte più ampio del cuore.
    Più ampio perfino del mondo.
    Si apre a un passo da te, molto vicino.
    Non appena ci posi l’occhio.
    Se lo vedi ha i colori della terra.
    Profuma d’abeti o di scoglio.
    Tra le foglie d’un olivo si dilata
    Come la fragranza d’un sorriso.

    O ci stai dentro oppure scompare.
    O lo conosci oppure non esiste.
    Chi ci abita sa leggere i quadri
    Del mondo come nobili
    Leggende illustrate.
    Non c’è fondo
    Al passero o alla rana.
    Tutta la trama è un unico rigoglio
    Senza strappi e senza cuciture.

    E io stesso non sono una figura
    Finita, ma un corso
    Della vita, un suo discorso
    Che nelle pause del sonno mi continua
    A parlare di te.

    “ Da questo punto
    Di vista ti ho creato
    Perché guardando coi miei occhi procreassi
    Questo momento di perfetta ricreazione”.

    Tanti auguri a tutti di una vita ricca di queste pause in cui ascoltare una buona notizia.
    Paola

  7. Paola grazie per aver scritto che ho letto magistralmente la poesia “l’ora della ricreazione” mi lusinga non me l’aspettavo. La mia è una recitazione davvero intrinseca forse proprio un’incarnazione del testo. Un testo di una bellezza e luminosità incredibili che consiglio a tutti di leggere memorizzare e meditare, e per chi volesse comprenderlo nel dettaglio può trovare un ottima e approfondita spiegazione nel libro di mg perdonarsi.

    Mariapia grazie per il sentito apprezzamento e la tua vicinanza nel nostro cammino. Si le poesie di marco possono essere davvero terapeutiche con un enorme potere trasformativo della nostra interiorità, divenendo così in tante situazioni una salvezza: l’input necessario all’azione per un ricominciamento.

    Rosella le tue parole di condivisione m’incoraggiano ed è per me un grande piacere sentirmi dire che posso far riscoprir e il “mistero della bellezza”. Grazie

    Un saluto affettuosissimo.
    Fabio

  8. Carissimo Fabio, sono felice di rileggerti, e colgo l’occasione per qualche breve riflessione sull’uso di questo blog.

    Vorrei ricordare che questo blog nasce come continuazione e ampliamento del lavoro dei nostri Gruppi: esso è cioè, per chi partecipa al nostro lavoro interiore, un altro strumento di questo stesso lavoro.

    Dinanzi a questo sito si ripropongono tutte le nostre problematiche: pigrizia, senso di inutilità, mascheramenti vari, senso di inferiorità o di superiorità, apatia, risentimenti, ostilità, conflittualità, ritiri infantili del tipo: non gioco più, e così via.

    Tutto ciò è materiale del nostro lavoro.
    Materiale su cui lavorare molto seriamente con l’esercizio a 9 punti, e con profonde meditazioni.
    Farsi vincere da questi stati infatti vuol dire solo uscire dal lavoro, e insediarsi in qualche sottile difesa egoica.

    Invito perciò innanzitutto chi lavora ai Gruppi a imparare ad usare il sito come una parte del proprio corpo, una estensione del proprio essere relazionale in formazione.

    L’io nuovo è infatti relazionale, e si esprime solo attraverso la comunicazione intensa e profonda, autentica e non difesa.
    Non sussiste un io relazionale che non comunichi in tutti i modi, non si costruisce una società/gruppo/famiglia relazionale, se non ci si dedica col cuore e a lungo, quotidianamente, alla comunicazione concreta e personale.

    Questo, tra l’altro, mi sembra che dovrà comprendere la Chiesa, se vuole per davvero rinnovarsi….

    Il terreno telematico può diventare uno straordinario strumento di questa interrelazione sostanziale tra le persone, una sua sperimentazione concreta e quotidiana.

    Indaghiamo bene perciò le nostre resistenze a intervenire, come faremmo con qualsiasi altra forma di chisura egoistica, e tentiamo di fluidificare, di rendere leggeri, aerei, o addirittura ignei i nostri interventi, e quindi la sostanza della nostra anima.

    Per chi invece non partecipa ai nostri Gruppi questo sito può essere un ottimo mezzo per entrare dentro una particolare esperienza di ricerca interiore, per conoscerla, per interagire con noi e arricchire la dilatazione relazionale della nosra rete spirituale.

    E allora, carissimo Fabio, anche tu cerca,se puoi, di interagire con i nostri post, di usare questo mezzo come uno strumento vivo della tua stessa ricerca, per esprimere le tue emozioni, i tuoi dubbi, le tue domande.
    Facciamo di questo luogo uno spazio caldo e vivo, con la presenza in esso di persone realmente relazionali.

    Con affetto. Marco

  9. luca noya dice:

    ho voglia di ringraziare tutti coloro che partecipano al sito ; qui respiro ciò che cerco : dolcezza , bontà , buona volontà e tanto tanto altro. Sapeste quante volte ho “ricominciato” anche io la giornata con voi…. Un oasi

  10. Questo post mi ha subito riportato alla memoria la poesia di Marco: “L’ora della ricreazione”, soprattutto questi versi:
    ” E io stesso non sono una figura
    Finita, ma un corso
    Della vita, un suo discorso
    Che nelle pause del sonno mi continua
    A parlare di te.”
    Oggi avverto si essere così, mi sento in divenire verso la perfezione ( ancora molto lontana), ma meta di ogni essere vivente. Grazie, Mariapia

  11. Scusate, amici: il commento precedente doveva essere per il post ” Facciamo l’uomo” Mariapia

  12. Carissima Mariapia, sentirci un discorso in corso, e non una datità fissata alla sua data di scadenza, significa percepire a tratti il mistero della creatività: con questo pensiero stiamo adesso creando qualcosa di nuovo, il nostro pensare è cioè operativo, non si adatta ad una realtà già data e bloccata, ma la co-crea, adesso.

    Questo mistero è la nostra libertà, la nostra essenza divina.

    Ciao. Marco

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