Il valore di un sorriso

Qualche anno fa il mio capo (una donna) fece appendere su alcune pareti del mio posto di lavoro dei quadretti che riportavano all’interno la stampa di una poesia intitolata “Il valore di un sorriso”.
Era chiaramente uno stimolo per qualche segretaria non proprio affabile con la clientela; non ricordo le parole ma già il titolo diceva abbastanza.

Credo che il dono del sorriso sia di pochi, penso ad esempio a mia madre, lei è sempre sorridente fa parte del suo modo di porsi, di accogliere chiunque; io non sono proprio come lei ma faccio del mio meglio!

In questo periodo sono spesso priva di sorriso, con lo sguardo cupo, me ne accorgo, questo per problemi di salute che mi assillano da diverso tempo (non importanti, ma fastidiosi). Giorni fa avevo bisogno di leggere qualcosa che potesse rasserenarmi e così ho aperto un libro a cui sono affezionata che parla di angeli. Davvero non ricordavo che in prima pagina fosse riportata una poesia di Christian Morgenstern, leggendola l’ho sentita proprio dedicata a me, un segno….. ed è questa:

“Se tu sapessi come si altera il tuo viso,
quando nello sguardo calmo e puro
che ti lega a me
all’improvviso ti perdi e ti allontani!
Come un paesaggio luminoso che si oscura,
mi escludi da te.
Allora io aspetto. In silenzio attendo,
a volte per lungo tempo.
Se fossi umano, come te,
il mio amore trascurato diventerebbe dolore mortale.
Ma una pazienza infinita mi è stata donata dal Padre
E con fede incrollabile attendo il momento
In cui vorrai ritornare a me.
E questo lieve rimprovero, lo capirai,
non è un rimprovero, ma un messaggio discreto.”

Da quel giorno non dimentico in ogni istante che il mio angelo mi vuole sorridente e questo mi aiuta tantissimo. A volte anche solo sorridere mi fa sentire meglio!
Avete anche voi esperienza di persone sorridenti intorno a voi che vi aiutano e vi donano sollievo? E voi sentite di avere questo dono?

Commenti

  1. rosella dice:

    Sono veramente grata alla Vita di aver incontrato Voi. Ogni cosa che mi accade in mezzo a voi si disvela, come una piccola Resurrezione e quindi non vi libererete tanto presto di me.

    Desidero fare il punto e condividerlo, del mio MA CHI ME LO FA FARE?
    Resto con voi, per apprendere ad Amare. Tutto qui.

    E’ impossibile costruire una città di “vivi sulla terra” da soli. Perchè la città non sia semplicemente un tempio vuoto, è necessario apprendere la “coniugazione della carne” che genera i figli.
    Quella “misura smisurata” che noi non siamo.
    Per la mia sensibilità, questo è il luogo adatto a me.
    Condivido con Guzzi “il desiderio” di una piena felicità personale sulla terra ed anche la sua proposta metodologica.
    Un giorno, nel blog, l’ho invitato a considerare “l’innamoramento” come possibile momento iniziatico della consapevolezza adulta, non tanto o solo in senso teorico scientifico (ferormoni o riduzione psicologica) ma proprio da quello che lui (e non io) sà condensare e distillare in modo unificante. (metterci su il suo cuore della mente insomma) poichè:
    checos’è l’AMORE se non l’incarnazione dello spirito di Cristo?
    Noi sentiamo l’AMORE in quanto s’incarna nei nostri sensi, ma l’Amore non è un sentimento se non in quanto: ESPERIENZA.
    L’amore è quella cosa che Paolo dice: puoi dare la tua vita stessa ma se non hai la carità tutto è vano.

    L’amore è quindi:
    NON PARLO SE PRIMA NON TOCCO LA GIOIA
    non voglio mentire.

    Dopo più di un anno che scrivo nel blog mi torna quasi naturale e piacevole ma, agli inizi, ho dovuto superare non poche difficoltà di carattere personale.
    Una di queste è il sapere d’ interagire con persone “colte” in senso accademico.
    Questo mi ha indotto a “dare per scontate” le persone più vicine a Guzzi.
    Oggi sò che incarnare una misura, significa anche dare a ciascuono il rispetto e l’attenzione come fosse il solo essere umano sulla terra.
    Ma pensa un po’, persino Guzzi potrebbe avere bisogno di ciò? chi può dire? se non Paola… .(su,su, “diccelo” che son femmina… mi manca Michele)
    e per concludere ringrazio Luca per il dono che ci elargisce della sua SAPIENTE calda, misurata attenzione.
    con affetto
    Rosella

  2. Gabriella dice:

    Carissimi, mi è stato chiesto di reinserire un mio post tra quelli che erano andati persi con l’attacco informatico. Ho scelto il volto dell’angelo che sorride, perchè ritengo che possa essere di augurio alla nostra ripresa. Ripresa della vita quotidiana e del nostro lavoro interiore, naturalmente! Con l’occasione saluto tutti con affetto. Gabriella

  3. Gabriella dice:

    Rosella non avevo visto che già c’era il tuo intervento, è inutile dire che si è sentita la tua assenza nei giorni di vacanza. Grazie a te per la gioiosa partecipazione ai nostri post, grazie per considerarmi colta!?. Un abbraccio Gabriella

  4. Cara Gabriella
    il tuo post mi fa venire in mente la galleria di persone che ho incrociato in situazioni spesso ordinarie, noiose, talvolta frustranti, ma che grazie alla capacità del sorriso sapevano rendere speciali.
    Ricordo in particolare un funzionario dell’XIX circoscrizione, negli anni Settanta-Ottanta, era il responsabile dell’ufficio in cui si facevano i certificati e le carte d’identità. Mi è sempre rimasto dentro come un maestro, un uomo buono e mite, ma insieme autorevole, perchè riusciva di fronte alle situazioni più assurde, cariche di sgradevolezza e tensione, a trovare le parole per alleggerire, per mostrarsi disposto ad ascoltare ogni pretesa, per uscire dal recinto degli sportelli e sedersi accanto alle persone scontente e cercare di venir loro incontro. Con un consiglio, un suggerimento, uno strappo alla regola, un gesto di consolazione quando nulla era possibile. Mi piacerebbe sapere dov’è oggi quel funzionario, dirgli che ho imparato tanto da lui, che sapeva stillare la grazia e la bellezza laddove c’erano soltanto rabbia e volti imbruttiti. Ovunque sia, grazie di cuore.
    Un abbraccio
    M.

  5. Mi correggo, la circoscrizione era l’XI, in via delle Sette Chiese, alla Garbatella.

  6. Carissima Rosella, spero che tu non mi voglia insultare, dichiarandomi “colto”….. scherzo ovviamente…

    Certo, come diceva Nietzsche, abbiamo finito per leggere molti libri, se non proprio tutti, alla Mallarmé, ma non è questo che conta.
    A me interessa innanzitutto la misura del coinvolgimento nel processo iniziatico in corso, nella trasmutazione della nostra identità: in che misura le strutture del mio ego sono dissolte? incrinate? portate in giudizio?
    in che misura invece continuo a fare una parte, senza nemmeno accorgermene? a difendere qualcosa? a non guardare bene strati difensivi ulteriori, e così via?

    A me interessa solo il processo iniziatico.
    Solo da lì, dentro quei dolori di partoriente, e le sue grida di gioia, trovo luce e nutrimento.

    Perciò ho creato i Gruppi, come atto poetico fondativo, atto culturale-inaugurale: un luogo relazionale dove le persone si possano incontrare come esseri in trans-mutazione.
    E aiutarsi.
    In cui appunto conti solo questo.

    Perciò nei nostri Gruppi non conta la cultura, se non come strumento iniziatico.
    Altrimenti può diventare addirittura un ostacolo.
    Ti ricordi Paolo?

    Questa misura iniziatica di trans-mutazione mentale, di spiritualizzazione della mente, e quindi di ripresa del Respiro, mi pare ciò che oggi conti.

    E a me sembra che la tua liquidazione proceda bene.
    Sento le tue pietre dure frantumarsi, e le tue paure diminuire giorno dopo giorno.
    Detriti vulcanici evaporano in nuove dolcezze, in nuove forme di unione.
    E la misura del dire si cerca con minore affanno, quasi senza più alcuna rabbia.
    Volevo dirtelo.
    E dirtelo in pubblico.

    Nessuno conosce Nessuno:
    questa frase va letta al positivo.

    I pazzi vedono negli occhi felici dei pazzi il loro cielo.

    Un abbraccio. Marco

  7. Gabriella dice:

    Caro m. era comunque un ufficio pubblico, al servizio del cittadino; dovrebbe costituire una normalità trovare in quel contesto persone gentili e disponibili. Invece non è sempre così!

    Approfitto per dirti che ho letto “Cani neri” (di cui avevi parlato in un tuo post recente), mi è piaciuto molto ed ho trovato interessante anche l’intervista allo scrittore nella parte finale.

    Riflettendo su come sia difficile il rapporto di coppia, nonostante vi sia un amore profondo (come capita ai protagonisti), mi chiedo se non pretendiamo troppo a volte dal nostro amato/a.
    Il rispetto per l’altro impone anche il concedere una libertà di pensiero, una libertà di vivere a proprio modo; il segreto caso mai è sapersi accostare all’altro con curiosità rispetto la diversità che ci distingue.

    A tale proposito ho apprezzato l’intervista, riportata da un giornale, a Julian Shnabel, regista ebreo di New York, sposato felicemente con una ragazza palestinese.
    Alle domande un po’ dubbiose dell’intervistatrice risponde: “Perché non provate a comportarvi come a New York? Tutti parliamo con tutti e conviviamo conservando le proprie identità”!
    Gabry

  8. rosella dice:

    grazie Marco.
    desidero rifletterci un po’ in silenzio, perchè proprio grazie a quello che è accaduto e da ciò che ha postato Massimo, mi sento un po’ ribollire un sacco di cose, che preferirei lasciare sedimentare.
    Anche “nessuno è nessuno!” si può leggere in positivo. Secondo me (e tu sai che io non sò) siamo nella teoria del caos con quella “coincidenza” tra seme e pianta o all’interno di una specie di gioco psicologico di cui mi sfugge il nome funzionale all’ipnosi.
    Ma insomma mi pare che necessiti “darsi una mossa”, quindi desidero rilassarmi.
    ciao notte.
    rosella

  9. Cara Rosella penso che l amato può essere sentito in due modi:come presenza,ed è “l esperienza della gioia”,ma anche come assenza,ed è “l esperienza della nostalgia”.Lo stesso accade con il pane:lo “sperimento”non solo sentendone il sapore mangiandolo,ma anche sentendone la mancanza quando ho fame.Allo stesso modo,posso sperimentare Dio sia come pienezza che come vuoto,sia sotto forma di pienazza che di assenza.Scusami questa mia assenza ma ormai mi sono rassegnato alla mia solitudine spirituale,ti penso sempre con affetto.

  10. caro Michele,
    grazie.
    Vi è un terzo modo di vivere “l’amato” ed è quello del bambino che gioca felicemente anche in assenza della madre, poichè ha nel suo cuore/mente una “certezza buona” l’assenza finirà.
    Non soccombere all’incomprensione, rassegnandoti alla solitudine.
    Ti faccio una proposta, lasciati fare dalle parole poetiche di Guzzi che Paola posta nel blog, e prova a sentire che nuovo senso ti trasmettono, che parola ti comunicano. Poi, se ti va, “facci sapere”.
    Un abbraccio
    Rosella

  11. Luciana P.. dice:

    Un sorriso sincero, non impoverisce chi lo dona, ma arricchisce chi lo riceve! Stare vicino alle persone che hanno questo dono,ha arricchito anche me, che purtroppo a volte lo dono troppo poco. Con la pazienza e un sorriso a volte si risolvono molti problemi, se sono triste vedo solo le mie scarpe sporche, ma se sorrido, alzo gli occhi verso il cielo e vedo che il mondo mi sorride! Vorrei essere capace di avere sempre una scorta di sorrisi da donare a tutti! ( forse è per questo motivo che amo molto i comici e gli spettacoli che fanno ridere!) Ho amato mio marito perché, da giovani, mi faceva fare tante risate! Ora un pò meno, ma che bello e che grande è il valore di chi ti sorride anche se non ti conosce. ” Siamo figli di Dio, figli del Creato, figli di un amore, che tutti ha salvato” dice così un brano cattolico, e aggiungerei che ” a tutti il sorriso va donato” anche se a volte capisco io stessa, quanto mi sia difficile farlo! Questa estate in spiaggia un indiano: Aziz, vendeva collanine e urlava forte “Amoore! belle pischelle, calamaro, Giorgio è arrivato! Sentirlo così allegro, che ci chiamava e ci faceva continue battute, lui che avendo solo un telo con un pò di merce, mi scaldava il cuore, faceva anche ottimi affari, perché tutti compravano qualcosa da lui, lui che pur avendo pochi beni materiali era molto più felice di noi, che ci annoiavamo sui lettini a prendere il sole! Amoore!! Questo sorriso mi porto dall’estate e sono contenta che Gabriella ce lo abbia ricordato! Grazie! Un Sorriso a tutti da Luciana.

  12. Carissimo o Carissima M. , in quegli anni anche io andavo all’XI Circoscrizione in quanto abitavo in quella zona; dalla descrizione della persona mi viene in mente il Sig. Zini , ora non mi sovviene il nome, che se non erro aveva i baffi ed era una brava persona, che , da come sapevo, aveva situazioni non facili nella sua vita, ma che sapeva sorridere e far sorridere. Ora abito in un altro quartiere di Roma e non so piu’ nulla di lui, ma gli mando un Caro abbraccio e ne mando uno a te , nell’Amore di Dio che sempre Ci Conduce.

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