Il tempo di Maria

Cari figli, sono accanto a voi perché desidero aiutarvi a superare le prove che questo tempo di purificazione mette davanti a voi. Figli miei, una di esse è il non perdonare e il non chiedere perdono. Ogni peccato offende l’amore e vi allontana da esso – l’amore è mio Figlio! Perciò, figli miei, se desiderate camminare con me verso la pace dell’amore di Dio dovete imparare a perdonare ed a chiedere perdono. Vi ringrazio. (messaggio del 2 settembre 2010)

Al rientro da un pellegrinaggio a Medjugorje desidero condividere a caldo alcune riflessioni.

Premetto che non ho mai amato i pellegrinaggi: li ritenevo una forma di fede devozionale che non mi apparteneva. Ma…………mai dire mai!

Quest’anno ho desiderato mettermi in cammino con le gambe e con il cuore. Proprio il lavoro fatto con Marco nei gruppi Darsi Pace ha fatto maturare in me questo desiderio.

A gennaio mi sono recata in Terrasanta per ripercorrere i luoghi storici della mia fede. A fine agosto mi sono recata a Medjugorje.

Di Medjugorje sapevo poco: solo che da molti anni si verificavano apparizioni della Madonna che dava messaggi ad alcuni veggenti; più volte avevo trovato nelle chiese questi messaggi, semplici, ripetitivi. Il mio atteggiamento nel leggerli era di sufficienza: non dicevano nulla di nuovo, altri dicevano cose più interessanti!

Quttro anni fa avevo incontrato una delle veggenti, ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma, e mi aveva colpito il suo viso luminosissimo, che sprizzava gioia e pace.

L’esperienza di Medjugorje

La prima sensazione è stata di familiarità: in questo piccolo borgo dell’Erzegovina che ruota intorno alla parrocchia mi sono sentita subito a mio agio, a casa, e respiravo pace.

A Medjugorje la pace è nell’aria che si respira; si respira pace perchè si vive di preghiera: la preghiera sale continua giorno e notte. Non ci sono attrazioni turistiche, si viene qui da ogni parte del mondo solo per pregare. E la preghiera compie il miracolo: trasforma i cuori, ne scioglie la durezza, apre alla riconciliazione.

Un albero si riconosce dai frutti e a Medjugorje questo albero produce frutti buoni: conversioni, vocazioni religiose, guarigioni miracolose, ed anche numerose opere sociali (ad esempio la Comunità Cenacolo che cura i tossicodipendenti attraverso una pratica di preghiera e lavoro). Medjugorje è soprattutto un luogo di guarigioni del cuore, di ri-cominciamento.

“Se a Medjugorje confluiscono milioni di pellegrini ogni anno e molti di loro cambiano vita -dice il cardinal Tonini- è del tutto palese che vi opera lo Spirito Santo. Che la Chiesa sia cauta è giusto e normale, ma ciò non cambia il forte carisma di Medjugorje. D’altro canto la santità non ha bisogno di certificati. Il Vangelo incoraggia alla conversione, e se questo frutto nasce e matura a Medjugorje perché non apprezzarlo?”.

Vedendo i frutti maturati in questi anni sento di poter dare credibilità ai veggenti indipendentemente da tutto ciò che ruota intorno, principalmente la mercificazione del sacro: il mercato del sacro è ininterrotto, fino a sera tardi e non conosce sosta domenicale. Anche qui, come è accaduto altrove, le apparizioni sono diventate un affare. L’affluenza dei pellegrini, inoltre, sta favorendo lo scempio di questo piccolo paese della Bosnia in cui le strade non hanno nome: chi ha una casa sopraeleva, chi ha un terreno costruisce senza rispettare la distanza minima, in modo disordinato e con una velocità impressionante.

Ma veniamo alle apparizioni

Io vi porto la pace, io sono la vostra Madre e la Regina della Pace.

Sono con voi per istruirvi e condurvi verso una vita nuova

Il mondo vive in mezzo a forti tensioni e cammina sull’orlo di una catastrofe può essere salvato solo se troverà la pace. Ma la pace potrà averla solo ritornando a Dio”.

Pace, pace, pace! Soltanto pace! Riconciliatevi con Dio e tra di voi; fatevi fratelli. La pace deve regnare tra Dio e gli uomini e in mezzo agli uomini”.

Già il secondo giorno delle apparizioni la parola ‘pace’ è stata centrale.

Maria si presenta come Madre e come Regina della pace. La pace che porta non è la pace come la da il mondo, è la pace attraverso la fede: Pregate Dio affinchè vi doni la vera pace”.

Lo stato di separazione da Dio, l’esclusione di Dio dalla vita, genera uno stato di progressiva alienazione dell’uomo che crea un mondo a sua immagine, sempre più alienato, folle, omicida. Lo verifichiamo ogni giorno.

La Regina della Pace chiama alla con-versione, a ritornare a Dio, a riconciliarsi con Lui per trovare la pace. La conversione è un cammino di trasformazione del cuore, di guarigione delle ferite che hanno portato il cuore a chiudersi, a divenire duro, di pietra: cammino reso agevole dalla guida amorosa di Maria.

Cari figli! desidero condurvi tutti sulla via della conversione. Vi prego, date al Signore tutto il vostro passato, tutto il male che si è accumulato nei vostri cuori. Desidero che ognuno di voi sia felice, ma con il peccato nessuno può esserlo. Perciò, cari figli, pregate e nella preghiera conoscerete la nuova via della gioia. La gioia si manifesterà nei vostri cuori e così potrete essere testimoni gioiosi di ciò che io e mio Figlio desideriamo da ognuno di voi”.

Maria ci dona i mezzi per convertire il cuore e trovare la gioia, la pace: preghiera del cuore e digiuno.

Pregate e digiunate affinchè Dio vi dia la pace”.

Con la preghiera e il digiuno anche le guerre possono essere fermate”.

Invita a far diventare la vita preghiera. Invita al digiuno non solo come pratica ascetica di dominio di sé ma anche come esperienza di condivisione per ridurre il divario tra ricchi e poveri: non ci potrà essere infatti pace nel mondo senza giustizia.

Dai messaggi della Madonna si evince che la pace è il bene più prezioso e la fede, la conversione, la preghiera e il digiuno, le condizioni per poterla ottenere. Questo il programma pastorale che la Madonna intende realizzare: una vera scuola della pace, scuola di santità, ma di una santità semplice, umile, del quotidiano.

Comprendo ora il senso della devozione a Maria, del “Totus tuus” di Giovanni Paolo II.

La devozione mariana ha il senso di portare ad imitare Maria, di stabilizzare in noi l’Io mariano, un Io che è essenzialmente Io-in-Relazione.

La Nuova Umanità che instaurerà la Nuova Era di pace passa per Maria (stato mariano), ed è per questo che Maria sta così a lungo con noi: ci sta trasformando, traghettando tutti (simbolicamente si chiama Regina della pace la nave che traghetta i pellegrini verso la costa croata) verso il mondo nuovo dove regna la vera pace.

Maria sceglie una parrocchia per realizzare la sua scuola della pace.

Io ho appositamente scelto questa parrocchia e intendo guidarla. Tornate alla parrocchia, questo è il mio desiderio. Così che possano farlo anche tutti coloro che vengono quì”.

Vi prego, tutti voi che appartenete a questa parrocchia, vivete i miei messaggi”.

Scelta davvero significativa: in un tempo in cui da molti si ritiene superata l’istituzione parrocchiale, in cui le chiese sono sempre più deserte e le parrocchie, impegnate in frenetiche attività, vivono divisioni e discordie, la Madonna sceglie una parrocchia per la sua scuola della pace.

Pregate, pregate, pregate” è il costante invito della Madonna: la parrocchia deve essere soprattutto una scuola di preghiera e un laboratorio di relazioni (luogo dove apprendere a sviluppare l’Io mariano, un Io-in-Relazione), una casa aperta all’accoglienza, all’ascolto, alla condivisione, immagine della dimora di Dio tra gli uomini,

Interessante la pedagogia di Maria che sceglie sei ragazzi di uno sperduto villaggio dell’ex Iugoslavia per avviare la sua scuola della pace.

Maria non sceglie i ‘sapienti e gli intelligenti’; non si rivolge a teologi, vescovi, preti; non sceglie una parrocchia superimpegnata; sceglie ragazzi poveri di una piccola parrocchia di campagna; sceglie i piccoli, insignificanti per il mondo, per iscriverli alla sua scuola della pace.

“I ragazzi non sono migliori degli altri, sono difettosi e soggetti a peccare”: così li descrive il loro parroco. I carismi infatti sono dati per gli altri, non per l’individuo, e non sono un segno di santità raggiunta. Nelle loro testimonianze i veggenti ripetono tutti la stessa cosa: non siamo santi, siamo come tutti voi, ci sforziamo di camminare sulla via della santità.

La vita dei veggenti non è facile: la scelta di vivere nel mondo e non al riparo di un convento li espone a molti rschi e molte prove! Ma questa scelta ha anch’essa un significato preciso: la santità oggi si è chiamati a viverla nel mondo, le famiglie principalmente sono chiamate ad essere scuole di pace, sportelli periferici della Trinità, per usare una felice espressione di Ton Tonino Bello.

I messaggi della Madonna sono semplici, elementari perchè la via della pace/santità è per tutti, non solo per i dotti, anzi questi, più di altri, hanno bisogno di ritornare alla scuola elementare di Maria (“ti ringrazio Padre perchè hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli”); e arrivano al nocciolo del messaggio cristiano.

Maria mostra una infinita pazienza nel suo compito di alfabetizzazione riguardo alla pace: ripete continuamente l’invito alla preghiera, alla conversione e al perdono; ripete, ripete, esattamente come fanno le madri con i figli distratti, ma con dolcezza, assicurando sempre del suo amore, ringraziando.

Con un così lungo tempo di apparizioni Maria ci fa capire cosa significhi ‘Emmanuel, il Dio con noi’: anche Maria, in quanto Madre dell’Emmanuel e Madre nostra, è sempre presente tra noi.

Nonostante le discussioni dei dotti che vogliono decidere cosa sia meglio che la Madonna faccia o dica Lei continua ad apparire, a parlare, e a raggiungerci di sorpresa parlando direttamente al nostro cuore. D’altronde è sposa dello Spirito Santo ed ha la fantasia creativa dello Spirito.

Questi sono i tempi dello Spirito e di Maria, insieme stanno guidando l’umanità verso la Nuova Era di Pace.


Mi colpisce l’esatta corrispondenza tra la scuola della pace di Maria e il lavoro portato avanti da Marco nei gruppi Darsi Pace: la formazione a tre livelli (culturale, psicologico e spirituale) mi appare una realizzazione concreta del programma pastorale di Maria.

Quando Marco ci parla dei vari stati dell’Io (Io ego-centrato/bellico, Io in conversione, Io in relazione/Io mariano, Io Vero/Io in Cristo) e ce ne fa fare esperienza, in realtà ci guida concretamente in un cammino iniziatico verso la vera pace.

Invito gli amici che ho avuto la gioia di incontrare in questo pellegrinaggio ma anche tutti quelli che hanno avuto esperienza di Medjugorje a condividere testimonianze, riflessioni, interrogativi, poesie.

Commenti

  1. Prima di tutto devo dire che sono un profondo mariano,ma a Medjugorie non credo o meglio non ci crede la Chiesa che si è espressa con i due Vescovi cui dipende la diocesi,papa BenedettoXVI ha sospeso a divinis padre Tomislav Vlasic il primo padre spirituale dei ragazzi quello da cui è nato tutto, e anche un eminente esorcista mons.Gemma in una intervista su Petrus giornale del Vaticano vede tutto come un colossale imbroglio,troppi interessi economici per i veggenti ed evidenti errori teologici.A Medjugorie si assiste a una setta millenarista,che parla dei famosi 10 segreti,di cui fino ad ora non si è visto nulla,si assiste purtroppo a una Chiesa parallela in opposizione alla Chiesa vera( i Vescovi)la bibbia non dice che per essere salvati bisogna credere alle rivelazioni private”state bene in guardia perchè non vi corrompiate e non vi facciate di Dio una immagine scolpita come un idolo,la figura di maschio o femmina(Deut.4-15).”Perchè non vedeste alcuna figura quando il Signore vi parlò sull Oreb dal fuoco”(Deut.4-16).Capisco il dolore delle persone e anchio soffro e unisco la mia sofferenza a quella degli altri,però prima di tutto la verità,non illudiamo le persone disposte a tutto pur di credere.La Madonna ha parlato in altri modi e in altri posti,e senza errori teologici,non scambiamo la vera religione con le telenovelas.

  2. Cara Giovanna,
    anch’io come te non sono immediatamente in sintonia con questo tipo di linguaggio umile e popolare.(poichè ancora non partecipo all’essere popolo e l’umiltà è un lasciarci distillare: goccia a goccia)
    Non sono mai stata a Medjugorje ma ho una vicina che ha avuto una vera e propria conversione e la si vede nel sorriso degli occhi.
    Lei mi ha condotto a degli incontri promossi da Radio Maria, così con questo strumento ora prego anch’io durante il giorno.
    Nella mia vita, il tempo Mariano, è stato molto significativo. Lourdes mi ha indotto a “cambiare stato” (mi sono sposata), ha portato alla conversione una delle mie figlie, mentre gli altri assaggiano e saggiano la loro ricerca spirituale con la comunità ecumenica di Taizè o il dogjo.
    Che dirti, perchè non cogliere ogni aspetto positivo della realtà che ci circonda e farne alimento per la nostra gioia nel cuore?.
    Grazie per questa ricchezza che ci doni.
    Ti abbraccio
    Rosella

  3. Sabrina Viti dice:

    Pellegrinaggio a Medugorje Agosto 2010.
    Questo viaggio è stato un anticipo del Paradiso. L’amore effuso sopra di noi e ricambiato tra di noi.
    La Mamma Celeste ci ama di un amore immenso, indefinibile, incontenibile. Ci ama, mi ama così come sono, nei miei pregi e nei miei difetti, nelle mie perplessità e domande, nel mio essere, proprio così come il Padre Celeste lo ha voluto e creato.
    Non ho potuto vederla con gli occhi ma ho potuto percepire il Suo arrivo, tradito da una raggio che la Luna emanava nel cielo, ho potuto parlarLe nel silenzio e sentire il dolce rumore del suo Manto quando andava via……………
    Lei mi ha amato talmente tanto quando è apparsa, che mi ha fatto piangere accoratamente e a lungo. “ Se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia!” Lei ha detto tempo fa………….allora Mamma, tu mi devi amare proprio tanto se mi fai piangere così !!!….
    Lei è nostra Madre, la Madre che tiene ai suoi figli e che protegge uno ad uno, li ama tutti allo stesso modo e controlla che tutti abbiano il necessario durante la loro vita….
    Lei sa che in ognuno di noi è nascosto un Tesoro….
    Non fa preferenze, non fa differenze, lei ci ama tutti perché il cordone ombelicale che ci lega a Lei è uno solo. Lei ci ha partoriti tutti con lo stesso Amore ed è questo Amore di Madre che ci riempie della Sua pace e della Sua gioia quando torniamo a casa.
    Lei si preoccupa di noi, dei nostri bisogni.
    Come le nostre nonne hanno impastato con le loro mani e con il sudore della loro fronte il PANE affinchè potessero spezzarlo e darlo da mangiare ai loro figli, così la nostra Mamma Celeste ha fatto sì che nel suo ventre venisse generato quel PANE che per Amore lasciò spezzare sulla Croce affinché tutti i suoi figli, la CHIESA, noi, potessimo mangiarne.
    Ci segue dovunque andiamo…..”Io sono sempre con voi….” e con noi è venuta a Kravica, dove ha vegliato su tutti noi dall’alto delle Cascate come ad indicare il punto al quale attingere per dissetarsi: la Fonte, cioè Gesu’, cioè l’Eucaristia. “Chiunque beve quest’acqua avrà di nuovo sete. Ma chi beve l’acqua che Io gli darò, non avrà mai più sete, anzi l’acqua che Io gli darò sgorgherà in lui come una sorgente d’acqua che entra nella vita eterna.” (Giovanni 4,14)
    Gesù diventa la sorgente da cui scaturisce l’acqua dello Spirito, cioè l’amore di Dio riversato nei nostri cuori già nel giorno del battesimo. E’ questo amore che ci ha purificati e generati a vita nuova in questi giorni di pellegrinaggio ed il cammino fiducioso sul Krizevac con Maria per guida nella fedeltà al Padre ci ha fatto raggiungere la meta della trasfigurazione gloriosa: la Croce Bianca.
    Quando si crea una vera amicizia con Dio attraverso la preghiera filiale nessuna tempesta o terremoto può distruggerla.
    I nostri volti, trasfigurati e avvolti dalla luce del volto di Cristo, ora irradiano ciò che abbiamo ricevuto.
    Allora è proprio questo il momento in cui, come la Samaritana, bisogna raccontare ai fratelli ciò che Dio ha compiuto in noi.
    Ai fratelli che hanno sete di verità, di giustizia, di libertà, di amore, di condivisione e di pace dobbiamo irradiare con la nostra vita l’amore che abbiamo ricevuto.
    Ed ecco che il dono ricevuto diventa compito di annuncio e di testimonianza: quell’Amore che ha spinto Davide, il Cireneo di Colle S.Pietro, e voi che eravate con me, ad aiutare Patrizia a portare la sua Croce sul Podbrdo.
    Ma la nostra Croce, quella che abbiamo lasciato in Occidente quando ci siamo imbarcati per Spalato, ora ci attende. “Non abbiate piu’ paura” ci ha detto G.Paolo II, allora spalanchiamo la porta a Cristo Risorto e quell’anticipo di Paradiso che abbiamo gustato in questi nove giorni a Medugorje diventeranno una sorprendente Realtà.
    “GRAZIE per aver risposto alla Chiamata della Gospa, la nostra potente Avvocata”. Sabrina, guida

  4. Nelle apparizioni precedenti,in chi ha avuto la grazia di vedere la Madonna si è fatto religioso,questo da Melanie a Bernadette da Caterina Labourè a Lucia Do Santos,cosa che non si assiste in queste apparizioni, dove nessuno si è fatto religioso,ma assistiamo ai veggenti che curano molto bene i loro interessi viaggiano in tutto il mondo,e in qualsiasi posto a comando hanno le apparizioni,tra l altro rispetto a Fatima Lucia oltre a essere diventata suora a dato i segreti,all autorità ecclesiastica,cosa che non è successa qui,i segreti sono tenuti dai veggenti,per questo parlo di Chiesa parallela,la Chiesa subisce per paura di una scissione ed in questo momento è troppo debole,e la gente crede in ciò che vuole,senza nessun discernimento,Medjugorie sta portando troppe divisioni tra i fedeli e all interno della Chiesa,quindi dove non c è pace non può esserci Dio.

  5. Nessuno è obbligato a credere alle apparizioni private, nemmeno a quella di Lourdes o di Fatima. Ma nessuno può giudicare a cuor leggero l’esperienza spirituale di milioni di persone.
    Sarà il tempo a verificare questo fenomeno, che la Chiesa non giudica, in quanto non può valutare un fenomeno tuttora in corso.

    E’ indiscutibile che milioni di persone hanno ritrovato la fede a Medjugorie o il gusto della preghiera e il senso dei grandi misteri.

    Anche l’esperienza dei nostri Gruppi possiede un misterioso legame con quel luogo. Per vie davvero sconcertanti e per la prima volta nella mia vita sentii il desiderio di un pellegrinaggio, e di andare precisamente a Medjugorie, portandovi per giunta tutta la mia famiglia, per festeggiare il capodanno del 2000.
    Era l’autunno del 1999 e contemporaneamente, con una sincronicità che mi appare sempre meno casuale, era iniziata l’avventura dei Gruppi, che poi si chiamarono Darsi pace, perché è la pace messianica il cuore delle nostre speranze, ed è la Pace il cuore dei messaggi mariani.

    Che la pace regni in noi e cresca così tra di noi e su tutta la terra.
    Marco Guzzi

  6. Luciana P.. dice:

    Se non credessi in Dio, Gesù e Maria, sua madre, se non avessi la Fede, che ne farei della mia vita? E’ vero a volte certi sacerdoti, anche qualcuno della mia parrocchia, a volte ti farebbero perdere questo Dono, che con i corsi di Marco Guzzi riesco a rinnovare ogni volta.E’ solo guardando gli occhi di Maria che riesco a pregare, a meditare a chiedere e ringraziare, Lei era una donna come noi, ma è riuscita con la sua vita,col suo consenso ad accettare il Cristo nel suo grembo,a diventare la ” prediletta” di
    Dio. E’ Lei che come una mamma buona intercede presso di Lui, ed è sempre Lei che con le sue apparizioni cerca di convertirci. Grazie Giovanna di questa tua testimonianza. Luciana.

  7. Continua a discutere sulle apparizioni mariane su Darsi Pace su Facebook.
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  8. Ringrazio tutti quelli che sono intervenuti con i loro commenti e chi ha voluto condividere un’esperienza e dare testimonianza: Michele, Rosella, Sabrina, Marco G, Luciana.
    Maria riesce a parlare al cuore di ciascuno di noi con quella tenerezza di Madre che solo Lei sa comunicare. E quando si viene toccati profondamente si piange.

    @Sabrina: Cara Sabrina, è ancora forte in me l’emozione di quella sera sul Podbrdo, il tuo pianto dirotto, incontenibile, alla fine dell’apparizione del 27 agosto. Una sera indimenticabile, con i sei ‘angeli’ che hanno portato sulla ‘sedia papale’ l’amica Patrizia fin sulla montagna, cantando e fischiettando come si trattasse di una passeggiata! Chi ha dato loro tanta forza e coraggio? Chi ha dato loro ‘piedi di cerva’ per arrampicarsi su per la montagna con tanta leggerezza, nonostante il peso e le difficoltà del percorso al buio?
    Grazie, cara Sabrina, per aver risposto alla chiamata ed aver chiamato tutti noi!

    @Marco Guzzi: Grazie, Marco, della tua testimonianza. L’ho sentito forte proprio a Medjugorje che l’idea dei gruppi Darsi Pace aveva uno stretto legame con i messaggi della Madonna: era il percorso formativo richiesto per la loro concreta realizzazione.
    La Madonna invita alla conversione, ma come si fa a convertirsi, cioè a traformare il cuore di pietra in un cuore di carne? Chi aiuta/accompagna in questo lavoro dolorosissimo? chi da gli strumenti? verifichiamo nei gruppi che si tratta di fare i conti con ferite antiche, con strutture difensive che ci tengono prigionieri di maschere che ormai fanno parte di noi, difficilissime da riconoscere senza l’aiuto di una guida spirituale esperta, cioè che abbia vissuto sulla propria pelle il processo trasformativo richiesto. Grazie Marco per aver risposto alla chiamata di Maria, per esserti fatto suo prezioso collaboratore nel traghettamento verso la Nuova Umanità di pace.

    @ Michele: Caro Michele, metti da parte Medjugorje se non credi a queste apparizioni (non sono una verità di fede!) e condividi con noi, se vuoi, la tua personale ‘veggenza’ di questa Madre, dato che sei ‘un profondo mariano’ . Credo infatti che ciascuno di noi, a suo modo, è veggente, nella misura in cui fa esperienza di un rapporto intimo, confidenziale, filiale, con questa Madre tenerissima.

    @darsi pace su facebook: anche a te chiedo, come a Michele, di condividere la tua esperienza, la tua relazione con questa Madre. Facciamo riferimento a noi, alla nostra personale esperienza, e su questo tema lasciamo da parte le dissertazioni e le curiosità giornalistiche che servono a distrarci/difenderci dall’esperienza. Con semplicità, umilmente, facciamoci dono reciproco delle nostre esperienze.

    Grazie ancora a tutti. Un abbraccio. giovanna

  9. Confesso che le testimonianze delle esperienze di apparizione mi suscitano sentimenti contrastanti. Da un lato mi commuovono perché sento la profondità del coinvolgimento di chi va con cuore puro a queste esperienze; dall’altro mi inquietano perché, dato che personalmente non ho una fede mariana, tendo a vederne soprattutto i rischi.
    Il mio tentativo di vivere la fede cristiana è quello di centrarmi il più possibile sul Vangelo e su Gesù come rivelazione adeguata e definitiva di Dio. Gesù continuamente rimanda al Padre come referente ultimo della fede, innanzitutto la sua e poi di conseguenza la nostra mediante la sua testimonianza Dai Vangeli, Maria risulta una figura sobria e discreta, di poche parole, letteralmente. A me pare però che stia proprio qui la sua grandezza. Le sue poche parole infatti sono di alto profilo e rimandano a Gesù: “fate quello che vi dirà” (ci) esorta a Cana. Credo che questo sia il più grande messaggio che Maria ci ha lasciato: la testimonianza di una fede incrollabile nel Figlio, sapendo che è lui “la via, la verità e la vita”. I Vangeli sono la testimonianza, disponibile per tutti, che ci indica la via da seguire per quella metanoia indispensabile per vivere. A me pare che le apparizioni, in quanto esperienze personali, siano certamente esperienza di fede ma solo di qualcuno e non di tutti, nel senso che non tutti abbiamo apparizioni, mentre tutti possiamo leggere il Vangelo, ascoltarlo, trovando lì tutto ciò che è fondamentale per sostenere la nostra fede.
    Mi sta costando molta fatica il percorso di conversione ad un Dio Padre affidabile ed incondizionatamente buono, sempre dalla parte dell’uomo cioè dalla mia parte, ad un Dio che sceglie di morire in croce per mostrarci che mai alzerebbe la sua mano contro qualcuno di noi, per quanto colpevole e peccatore, ad un Dio che non si è sottratto al Getsemani e non è sceso dalla croce perché la salvezza inizia su questo lato della vita ma il suo compimento è metastorico. Se Gesù è morto in croce anche per me, è davvero quell’avvocato presso il Padre di cui ci dice Giovanni nella sua seconda lettera.
    Scusate l’espressione un po’ forte, ma temo il pericolo che le apparizioni rischino di scivolare silenziosamente verso una concessione alla poca fede a cui Gesù così tante volte rimanda apostrofando i suoi/noi.
    Sarò presuntuosa (o forse soltanto sulla via della conversione cioè non ancora convertita) ma più che mai desidero la compagnia del mio Signore e di nessun altro, perché so che soltanto da lui potrò avere quella vita piena a cui anelo.
    iside

  10. Carissima Iside, condivido interamente quello che dici, e le tue difficoltà sono state (e in parte sono ancora) le mie.
    La scoperta di Maria nella mia vita, di una relazione con Maria, la scoperta cioè che Maria è parte di me, è la mia anima immacolata, totalmente perdonata, riconciliata (Io mariano), è recentissima e mi attende ancora un lunghissimo cammino per stabilizzare in me quell’Io-in-Relazione cui tutto il mio essere tende.

    Ritengo che possiamo anche leggere le apparizioni come l’emergere/apparire della coscienza profonda dell’umanità che tende alla sua piena realizzazione umana. Il tempo è ormai maturo per questo.

    Maria è l’anima umana riallineata con il proprio Principio, l’anima immacolata che non procrea più nello stato egoico di separazione/scissione (nella carne corruttibile come Eva), ma nello stato della piena integrità e unione con Dio, attraverso la fede.

    Nessuno più di Maria conosce cosa significhi aver fede, questa apertura fiduciosa, totale, incondizionata a Dio.
    Nessuno più di Maria può accompagnarci in questo passaggio epocale richiesto all’umanità: da uno stato di separazione/scissione ad uno di riconciliazione/integrità.

    Dallo stato mariano dell’io prende l’avvio una nuova storia dell’umanità: e l’Uomo Nuovo, Cristo, che preme per nascere in ognuno di noi, può finalmente venire alla luce e instaurare il suo regno di pace.

    Cara Iside, anch’io desidero centrarmi interamente su Gesù, piena rivelazione del Padre, ma proprio per arrivare a questo sento il bisogno di una relazione personale con Maria, che mi aiuta a diventare sempre di più ‘cristiana’, a partorire Gesù in me, per arrivare a dire come S. Paolo “non sono più io che vivo ma Cristo vive in me”.

    Come Marco ci fa sperimentare nel lavoro dei gruppi, non si può arrivare ad ‘essere in Cristo’, baipassando Maria, cioè lo stato mariano dell’Io.

    Suggerisco di leggere quanto Marco ha scritto nel Quinto Passaggio del libro Darsi Pace: Tornare Immacolati, pag.141-163)

    Un abbraccio. giovanna

  11. Anche su facebook prosegue la discussione su Mediugorie. Puoi far conoscere questo articolo di Darsi pace ai tuoi amici, semplicemente cliccando qui sotto e condividendo l’intervento di Giovanna.
    Un saluto a tutti.

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  12. Prima di tutto grazie a Giovanna per la sua bella testimonianza. Premesso che non sono mai stato a Medjugorje (ma sono abbastanza informato delle apparizioni) volevo condividere il contenuto di una mia recente conversazione con un amico che verteva proprio su un aspetto che traspare anche da un paio di punti della testimonianza di Giovanna: i contenuto die messaggi che la Madonna affiderebbe il 25 di ogni mese ai veggenti.
    Sosteneva questo mio amico (e confesso qui pubblicamente di essere trovato immediatamente d’accordo con lui) che si tratta di messaggi eccessivamente “disincarnati” per ravvisarvi elementi di soprannaturalità. E attenzione: non si mette assolutamente in discussione la loro semplicità (che gioca anzi a loro favore) il disincarnato fa riferimento al fatto che si tratta di messaggi che avrebbero potuti essere stati scritti 50 o 100 anni fa e potranno essere scritti tra 100 anni. Non c’è mai nessun riferimento all’*oggi*, al qui ed ora, a degli avvenimenti che scuotono la vita del mondo e della chiesa.
    Come mai, per esempio, la Madonna non chiede mai di pregare perchè le religioni si incontrino sempre di più, imparino a conosci e amarsi in maggior misura? Eppure è un tema attualissimo. Come lai ma Madonna non chiede mai di pregare per il grave scandalo che sta attraversando la chiesa (e mi riferisco alla pedofilia)?
    E’ un po’ come per le intenzioni proposte dall’Apostolato della Preghiera ai suoi membri: vengono scritte un anno o due prima e infatti anche loro sono sempre alquanto generiche e avulse da qualsiasi riferimento all’attualità. Però la preghiera si nutre anche di presente, questo ci insegnano i grandi maestri dello spirito.
    Erano solo alcuni pensieri, mi scuso per la lunghezza ma ci tenevo a condividere queste cose.

  13. La mia esperienza a Med è stata molto particolare, ero partita piena di aspettative e con il cuore allegro .Mi sono invece molto spaventata perchè mi sono ritrovata in un gruppo molto integralista e non ho sperimentato nè conversione nè pace nel cuore .
    Anzi …….. sono stata colpita dagli aspetti di merchandising e di folla che guardava il sole (mettendo a rischio le proprie retine )e di questa specie di competizione fra pellegrini a chi c’ era stato piu’ volte a chi pregava di piu’ .a chi aveva avuto piu’ grazie .Mi sono sentita inadeguata e insofferente!
    Non ho provato niente di tutto questo anzi ho provato un certo fastidio perchè non riuscivo a riconoscermi in alcuni aspetti della religiosità (tipo la statua che essuda etc.)ai quali non riesco a credere e che non mi piacciono .
    Solo due esperienze mi hanno veramente commosso e dato pace , Le testimonianze degli ex tossicodipendenti trasformati , anzi direi trasfigurati dalla fede e dall’amore .Non avevo mai visto delle persone cosi’ felici, e l’incontro con un padre malato accompagnato da un figlio amoroso
    La mia delusione comunque è stata durissima ,……. mi sono pure ammalata al ritorno di una malattia non grave ma abbastanza noiosa
    Grazie a questa malattia dalla quale sono guarita perfettamente ho potuto pero’ stare a casa un mese ad aiutare mia figlia che doveva preparare la Maturità Classica e mi sono goduta un sacco quel periodo .!!!!!Dopo alcuni mesi sento che sono tornata con un tesoro ,ho imparato il Rosario e recitare questa preghiera ,antica nel mio cuore ,per i ricordi di nonna e di una mia zietta molto molto speciale ,mi da’ tanta forza e tanta commozione.
    Dopo alcuni mesi sento che il giudizio in prima istanza negativo e l’incapacità a perdonarsi lasciano spazio ad una pace piu’ ampia ,dilatata e non so’ perche’ ma provo un grande senso di gratitudine e di affetto per Maria ,che prima non provavo .. Non saprei se consigliarvi un Viaggio a Med. comunque sento che ” le Sue vie non sono le nostre vie” ma ci portano sempre ad una Profonda pace ed integrazione .
    Baci a tutti Chiara

  14. Inserisco la testimonianza che mi ha inviato Emma, una dei partecipanti al pellegrinaggio.

    Carisima Giovanna,
    è stata una gioia il tuo messaggio e per un attimo ho chiuso gli occhi e ho ripercorso il nostro pellegrinaggio a Medjugorje. Sono stati giorni meravigliosi e sembrava quasi di essere sul monte Tabor. Quanta pace, quanto amore, quanta semplicità in quei luoghi! Ci siamo arrampicati sui monti con passi incerti, a volte un pò stanchi, ma sicuri che una volta raggiunta la cima la nostra Mamma Celeste avrebbe reso più spedito e meno pesante il nostro cammino attraverso la vita in compagnia delle persone che abbiamo accanto e che incontreremo giorno dopo giorno.
    Sono certa che Maria viene ogni giorno con noi sul nostro Krizevac per aiutarci a giungere alla salvezza e quindi dobbiamo imparare a “Darci Pace”, a fidarci ed offrire le nostre sofferenze, le nostre amarezze, ma anche la speranza e la gioia e sono certa che così facendo, Dio sarà con noi e Maria SS. seguirà attentamente i nostri passi.
    Un grazie anche a Sabrina che è stato uno strumento bellissimo nelle mani di Maria. Con la sua semplicità e la sua gioia penso sia riuscita a trasmettere a tutti noi il suo grande amore per la Mamma Celeste. E’ stato veramente un dono che Maria ha messo sulla nostra strada.
    Madonnina cara grazie per ciò che abbiamo vissuto in quei giorni, ci hai tenuto in braccio ed è stato bellissimo, ma ora che ci hai fatto ridiscendere fa che possiamo sempre camminare mano nella mano con te.
    Un abbraccio forte Emma

  15. Caro donMo
    e se fosse “l’occhio che guarda” a non cogliere il disegno di Maria?
    A me pare che la vostra obiezione possa essere rovesciata totalmente proprio a partire da un diverso approccio.
    Quello del tuo amico ( che tu condividi), parte dal presupposto che l’aspettativa umana sia “il disegno di Dio e di Maria” … che loro DEBBANO CORRISPONDERE al nostro RAGIONEVOLE VOLERE.
    Un presupposto alquanto discutibile a me pare ed un poco presuntuoso anche.
    E se Maria intendesse guidare attraverso, l’umile preghiera, la libera condivisione della fame nel digiuno alla sorgente della gioia nel cuore?
    Quell’unico luogo attraverso il quale (come nel metodo di darsi) le risposte necessarie all’Oggi sono appannaggio del lavoro dell’uomo? Nella sua REGALE LIBERAZIONE? Scaturite risorgendo da un cuore/mente, redente, che godano della gioia dal Salvatore del mondo e della storia?
    Ciao, un abbraccio
    Rosella

  16. Ero anch’io con Chiara a Mediugorie. E anch’io ho provato le stesse sensazioni ambivalenti: da una parte delusione per l’impressionante macchina spennaturisti (per la prima volta mi trovo su questo in perfetta sintonia con Michele), diffidenza per le attese messianiche cariche di frasi che mi apparivano un po’ superficiali (“la Madonna mi ha fatto tante grazie oggi”, è il ritornello più ripetuto in ognuno dei luogi del pellegrinaggio) e per la presenza massiccia di un integralismo poco evangelico (nel nostro gruppo, sul pullman, era un continuo monito contro la psicologia e la meditazione, si inneggiava ai Legionari di Cristo e a un moralismo che mi ha lasciato perplesso); dall’altra, come scrive Marco, stupore e ammirazione per un fenomeno che contiene elementi di mistero, di oggettiva conversione, di esperienze interessanti (la comunità di tossicodipendenti di Mediugorie è una delle cose più commuoventi che ho mai vissuto), di riflessioni condivisibili (le lectio della veggente sono piene di idee che potrebbero essere sottoscritte nei gruppi di Darsi Pace, assai lontane dal fanatismo di molti fedeli che ho incontrato).
    Sospendo il giudizio. E aspetto con fiducia l’azione salvifica della Grande Madre a cui, come tutti i pellegrini di Mediugorie, affido ogni giorno la mia giornata.
    Grazie, Giovanna per questo tuo post che ci invita a riflettere su un tema molto conflittuale, e dunque molto vero.
    Un abbraccio
    M.

  17. Grazie donMo per il tuo intervento. Le perplessità tue e del tuo amico sono anche le mie. Anch’io mi sono fatta tante domande: perchè la Madonna non fa riferimento a quello che accade? Mi aveva stupito ad esempio la mancanza di riferimenti al Grande Giubileo del 2000, solo un piccolo accenno alla fine nel messaggio del 25 ottobre 2000!
    “In questo anno giubilare tanti cuori si sono aperti a me e la Chiesa si sta rinovando nello Spirito”.

    Poco, troppo poco, rispetto alle tante, infinite domande, ai problemi in cui si dibatte la Chiesa ed il mondo intero! La Madonna sembra deludere ogni nostra aspettativa! Non non ci da indicazioni pastorali concrete, risposte ai problemi.

    Ma forse è proprio questo il senso: chi vive nell’Eterno dice cose valide in ogni tempo ed indica l’unica via da seguire: Cristo, lo stesso ieri, oggi, sempre. E’ compito di chi vive nel tempo tradurre nel tempo i messaggi, incarnarli. Maria ha già vissuto la sua incarnazione lasciandosi fecondare dallo Spirito. Ora il difficile compito di incarnare Cristo, la Parola, è nostro, seguendo il suo esempio, lasciandoci anche noi fecondare dallo Spirito. L’incarnazione è opera dello Spirito.

    Penso che questo silenzio faccia parte della pedagogia di Maria e sia una grazia! Che succederebbe se cominciasse ad entrare nel merito delle questioni?

    Lo so, sarebbe una grande consolazione se la Madonna ci desse risposte chiare ai tanti problemi che affliggono il mondo e la Chiesa in particolare. Ma Maria non lo fa e questo è un segno.

    Credo che Maria, sposa dello Spirito, voglia farsi vedere/sentire da ognuno di noi, voglia avere, come con i veggenti, un rapporto personale con ognuno di noi, voglia anche a noi rivelare segreti, cose nascoste, aprire i nostri occhi su ciò che ancora non riescono a vedere, su ciò che è nascosto alla nostra comprensione.

    Occorre solo abbandonarsi con fiducia, entrare nello stato in cui non sappiamo più nulla di noi e lasciarci fecondare dallo Spirito, come Maria, lasciare che l’Altissimo ci copra con la sua Ombra.

    Un caro saluto. giovanna

  18. Carissimi Chiara e Massimo grazie per la vostra testimonianza! Anch’io ho provato un certo disagio per alcune forme di devozione, fastidio soprattutto per certi rosari gridati, quasi che alzare la voce rendesse più forte la preghiera! Anche a me ha irritato il mercato del sacro!
    Siamo però noi pellegrini che stiamo trasformando Medjugorje in un luogo di consumo: consumo di oggetti, consumo di fede!

    Certi atteggiamenti integralisti, che tendono a demonizzare tutto cò che non rientra nel proprio campo di esperienza, sono difficili da tollerare, specie se si condivide un lungo viaggio, ma sappiamo da dove nascono, e che lavoro interiore richiederebbero!

    Per fortuna il nostro gruppo era ben assortito e abbiamo fatto una bella esperienza di comunione!

    Dicono che si va a Medjugorje perchè chiamati: comincio a credere che sia così e che gli effetti di questo pellegrinaggio si vedano nel tempo.

    Lo testimoni bene tu, cara Chiara, con quello che ci hai raccontato! sei riucita a trasformare un evento negativo, una malattia, in un tempo di grazia, di una pace più ampia, grazie al nuovo rapporto che hai instaurato con Maria!

    Grazie anche a te, cara Rosella. Adesso però chiudo perchè lo stomaco bussa.

    Vi abbraccio con affetto. giovanna

  19. Le preghiere nelle quali mi sento più autentica sono quelle allo Spirito santo. Cerco di crescere nella spiritualità mariana con il Magnificat. Per me la grandezza di Maria si rivela soprattutto in questo cantico; se lo sapessi pregare e vivere fino in fondo, sarei più felice e completa. La Madonna che sento vicina, soprattutto nei momenti di sofferenza è quella che segue in silenzio Gesù lungo il calvario ed esulta con gli apostoli quando appare loro risorto.
    Sono sempre stata piuttosto diffidente nei riguardi delle rivelazioni private e delle apparizioni, non solo di quelle di Medjugorje. , dove non sono mai stata, ma ascolto con interesse le esperienze degli altri . Constato, anche attraverso i racconti degli amici pellegrini ,che gli esiti sono diversi. Conosco per esempio una ragazza che ci va tutti gli anni e la ritrovo molto maturata; un’altra persona, molto problematica, dopo l’entusiasmo iniziale, non ha perseverato nella preghiera ed caduta nella disperazione a lei più abituale. Apprezzo molto Giovanna perché ci ha relazionato con obiettività sul suo pellegrinaggio e sul suo rapporto con Maria, mettendolo anche in relazione al lavoro del Darsi pace. Constato ancora una volta che le vie del Signore sono infinite! Ed è bello scoprirsi diversi.
    Mariapia

  20. Cara Giovanna, ti ringrazio di cuore per la tua risposta. Ci tengo però a precisare che il mio intervento non andava inteso nel senso che Maria dovrebbe darci più risposte, ma casomai aiutarci a porre più domande!
    Sono perfettamente d’accordo che non dovrebbe (e infatti non lo fa) entrare nel merito delle questioni, ma sarebbe bello (o almeno a me aiuterebbe molto) se i messaggi di Med potessero legare l’eterno ed il tempo nel senso almeno in cui lo intendeva Karl Barth: che cioè il cristiano prega con la Bibbia in una mano e il giornale in un’altra. Personalmente non trovo nei messaggi questo aiuto, anche se mi auguro che altri possano trovarcelo.
    E’ la bellezza della diversità.

  21. Cara Giovanna vorrei chiederti molto umilmente se puoi rispondere a uno dei miei tanti dubbi riguardo a Medjugorie,i veggenti dicono che Maria prega con loro Il Padre nostro e il gloria al Padre,come può Maria Santissima dire “prega per noi peccatori”lei che è L Immacolata Concezione,non ti sembra già questo un grave errore teologico?

  22. Caro Michele,
    ma a quale vantaggio, spaccare il capello in quattro?
    Io a Medjugorje non penso di andare (non si sa mai); le persone che ci sono state e che ne hanno tratto una pace nel cuore, una gioia nello spirito ed il desiderio di pregare ed essere migliori, che vantaggio potranno mai trarne ancora? nel sapere se Maria recita con loro “prega per noi peccatori” ed in quale modo o cuore lo pronunci?
    E tu Michele, quale dolcezza nel cuore, in più avrai, nell’ottenere questa IMPROBABILE risposta ESAUSTIVA?
    La vita non è giusta Michele. Nel transito terrestre, ciò che conta è amare; e per tentare di farlo è necessario lasciarsi alla gioia nel cuore. Al possibile stupore della vita, alla sua magnanimità che ci accoglie tutti con un sorriso ed in un eterno abbraccio.
    Con affetto
    Buona Domenica
    Rosella

  23. Michele… potrei persino decidermi ad andare a Medjugorje, con te, per gustare e vedere con i nostri stessi occhi le meraviglie del Signore.
    ciao
    Ro

  24. @Rosella, no, mi spiace ma vedo che non ci siamo capiti e quando qualcuno non capisce, la colpa è di chi si è spiegato, quindi mia in questo caso. Allora.
    Io non sostengo affatto che Maria dovrebbe dare delle risposte alle nostre domande a partire dalle nostre aspettative. Qui non saremmo più nel campo bella religione, bensì della magia. Sostengo semplicemente che i messaggi di Med. non hanno mai riferimenti alla vita del mondo e della chiesa, un po’ come le intenzioni di preghiera nei foglietti che troviamo nelle chiese la domenica, per capirci, tutto qua.
    Tanto ci sono: l’obiezione di Michele (come può la Madonna “prega per noi peccatori” non è affatto infondata e non si può liquidarla in quattro e quattr’otto). Ricordiamo che quando Gesù insegna il Padre Nostro ai suoi discepoli dice: “Quando pregate *dite*”, e si tratta di una preghiera che lui avrebbe potuto benissimo recitare insieme ai suoi discepoli, ma non lo fa.
    Buona domenica a tutti!

  25. O.K. grazie ciao
    Rosella

  26. Caro donMo, grazie della tua partecipazione, del tuo contributo ad approfondire l’evento Medjugorje. La bellezza della diversità: è proprio questa l’esperienza che facciamo dialogando in questo sito!
    Anche per me sarebbe di grande aiuto se i messaggi facessero riferimento alla vita del mondo e della chiesa, ma non lo fanno e allora capisco che questo compito è lasciato a me: leggere i messaggi, interpretare i segni che li accompagnano, legare l’eterno e il tempo è compito nostro, anzi dello Spirito in noi.
    I messaggi sono per tutti ma non ugualmente comprensibili a tutti. Solo nell’ascolto docile dello Spirito la Parola acquista senso concreto nella storia, nella nostra storia (il giornale).

    Caro Michele, mi fai una domanda a cui non so rispondere, e alla quale non voglio neanche cercare di rispondere.
    So che quando si parla di apparizioni si parla di qualcosa che va al di là di ciò che posso comprendere con la mia ragione, di qualcosa che appartiene al mistero; e il mistero resta inaccessibile a chi cerca di penetrarlo con le proprie forze/capacità.
    Più mi sforzo di volere comprendere tutto, più il mistero si rende inaccessibile, impenetrabile.
    Mi rendo conto che per comprendere, paradossalmente, devo rinunciare a comprendere, devo silenziare/svuotare la mia mente e aprirmi, facendo un atto di totale fiducia, devo ripetere quell’“Io mi fido di te” che ci ricorda spesso Rosella, e attendere il dono della risposta.
    Al mistero posso solo aprirmi/abbandonarmi.
    Oggi ho trascorso una bellissima giornata con il gruppo del pellegrinaggio: tutte persone diverse, provenienti da luoghi diversi, eppure riunite in una grande comunione. Come spiegare la comunione che si è creata tra noi? E le esperienze mistiche che molti hanno fatto? E’ solo la fede, quell’Io mi fido di te! che apre le porte alla comprensione/visione.
    Solo quando la mente diventa mariana, cioè umile, vuota, puro contenitore, quando accetta di non capire e di fidarsi, la comprensione viene donata, nel cuore! E’ un’esperienza e l’esperienza non si può trasmettere, si può solo fare!
    Ti auguro caro Michele che la risposta ai tuoi tanti dubbi ti venga donata: tu prepara solo il contenitore, una mente vuota, capace di attesa amorosa.

    Un abbraccio affettuoso. giovanna

  27. Carissima Giovanna, ti volevo ringraziare per questo post, per come hai saputo presentare il fenomeno di Medjugorje con equilibrio e intensità.

    Quel luogo continua a correlarsi con i nostri Gruppi.
    Qualche anno fa, per vie davvero sorprendenti, mi sono trovato tre responsabili della Comunità Mariana Oasi della Pace a casa mia, per fare con loro un cammino in base al metodo di Darsi pace.

    Un’esperienza molto bella, durata due anni, in cui visioni e pratiche apparentemente distanti, tipo il Rosario e alcuni esercizi fisici di origine yogica, per fare un solo esempio, hanno potuto trovare punti di connessione e di fecondazione reciproca insperati: Robert, James, e Luca, due neozelandesi e un italiano, restano nel mio cuore.

    Dal 30 ottobre farò 4 incontri a Passo Corese, presso la Casa Madre di questa Congregazione nata proprio a Medjugorje, e proveremo a leggere i segni del nostro tempo in dialogo con la visione che Maria offre nei suoi messaggi.

    Potrebbe essere una buona occasione per avvicinarsi a questa esperienza mariana senza dover andare direttamente a Medjugorje…

    Anche qui una coniunctio.
    Ma Gesù non è la coniugazione di tutti gli opposti: Dio e Uomo, Sangue e Spirito, Eterno e Tempo?
    E allora è solo coniugando gli opposti che facciamo un’esperienza reale dell’integrtà nuova che il Cristo viene a donarci.

    Un abbraccio. Marco

  28. cara Giovanna,
    desidero ringraziarti anch’io per questo post.
    In modo assolutamente inaspettato, tutte le parole immesse da NOI mi hanno condotto in un luogo in cui si son sciolti antichi dolori che mi separavano da mia madre, ed una nuova dolcezza nei confronti di Maria.
    Io ho sempre nutrito forti difficoltà ad accettare Maria la madre ed anche Suo Figlio.
    Come per Mariapia, anch’io mi lascio più facilmente a quel “tutto è relazione” che è Lo Spirito d’amore, Lo Spirito Santo.
    Mi rendo conto che continuando a meditare sui post che proponete anche i miei orizzonti spirituali si abitano di altre PRESENZE.
    Come se dal passato di due mila anni fa, emergesse il mio passato, quello della mia infanzia ed infine la visione di un futuro coincidente: da ogni luogo ci raduni in unità.
    Grazie di cuore.
    Rosella

  29. Carissimo Marco, grazie di questa testimonianza: c’è davvero un misterioso filo che lega tutto il tuo lavoro con i gruppi e Medjugorje. Attraverso il percorso iniziatico dei gruppi tu stai portando a vivere i messaggi di Maria, a farne esperienza. Perchè Medjugorje è un’esperienza e si può conoscere non parlandone in astratto ma solo facendone esperienza, analogamente alla resurrezione di Cristo. Non potrò mai avere prove oggettive, “scientifiche”, della sua resurrezione ma solo fare esperienza di resurrezione nella mia vita. Allora crederò indipendentemente da tutte le argomentazioni scientifiche che negano il fatto. Così è anche per Medjugorje!
    Grazie Marco per aver risposto alla chiamata di Maria, per esserti reso strumento docile.

    Carissima Rosella, grazie della tua presenza, del dono che ci fai rendendoci partecipi del tuo quotidiano processo di trasfomazione.
    Maria ci sta sta chiamando uno ad uno a questo rapporto personale con lei, e misteriosamente quando apriamo anche un piccolissimo spiraglio, antichi nodi e antichi dolori cominciano a sciogliersi e una dolcezza nuova inizia ad invaderci.
    Un forte abbraccio. giovanna

  30. Giovanna carissima,
    ho letto il tuo post mentre ero in partenza per Loreto, dove dal 17 al 19 settembre, si sono svolte le annuali Giornate di spiritualità mariana organizzate dai Missionari Monfortani, sul tema “Il profumo mariano dell’Eucaristia”: eravamo in 270 persone (solo una decina di preti), provenienti da varie parti d’Italia, accomunati dalla spiritualità di san Luigi da Montfort, spiritualità animata dalla consacrazione a Gesù Cristo per mezzo di Maria.

    Per coincidenze che non elenco, tra cui anche il tuo post (riletto oggi con i commenti), in vario modo mi è rimbalzato in incontri, nell’ultimo mese, l’interesse per quanti passando da Medjugorje hanno una storia vissuta da raccontare.
    Sono d’accordo con quanto hai scritto: molto bello il tuo commento del 17 settembre ore 1.41 pm.
    Ecco la mia re-azione: questa spiritualità “mariana”, così cristocentrica!, è vecchia come la Chiesa e la innerva dalle origini, almeno dall’ora della Pentecoste giacché lo Spirito è effuso sugli apostoli oranti “con Maria”. Non esiste perciò spiritualità cristiano-ecclesiale dalla quale è assente Maria.
    Cito ad es. sant’Ambrogio che così scrive (alla luce del vangelo di Luca e non di apparizioni mariane): “Sia in ciascuno l’anima di Maria per magnificare il Signore; sia in ciascuno lo spirito di Maria per esultare in Dio. Se c’è una sola madre di Cristo secondo la carne, secondo la fede, invece, Cristo è il frutto di tutti, poiché ogni anima riceve il Verbo di Dio, purché, immacolata e immune da vizi”.
    In due millenni di storia cristiana, sarebbero molti gli autori mariani da ricordare, dal Santo di Montfort (da cui Giovanni Paolo II ha preso il celebre “totus tuus”) fino alla citata proposta di Marco Guzzi riassunta nell’Io mariano, grembo in cui può davvero nascere ancora oggi, di Spirito Santo, Colui che fa nuove tutte le cose, il Nascente appunto!.
    Pertanto Medjugorje mi “appare” anzitutto e semplicemente come uno tra i tanti aiuti che provocano a risvegliare nei cuori la spiritualità “cristiana”, antica e sempre nuova, che passa per Maria. Oggi c’è anche questo luogo particolare a ricordarcela. Provo un po’ di disagio quando si assolutizza Medjugorje (con il suo vocabolario, talvolta ingenuo – magari anche fruttuosamente ingenuo – e perciò anche motivo di re-azioni diverse e contrarie), dimenticando (non tutti lo fanno ovvio) che la sostanza dell’esperienza di Medjugorje coincide con ogni serio cammino di spiritualità “cristiana”.

    In breve, mi colpisce il fatto che lì si fa “esperienza”: non basta parlare o sentir parlare di Maria, occorre “praticare” la via mariana (che è poi la via santa percorsa dall’Altissimo per venirci incontro). E Medjugorje la offre. Ma, subito mi viene da aggiungere, che lo stesso, da più o meno secoli, è offerto dai Santi, da scuole spirituali, da luoghi come Lourdes, Montserrat, Czestochowa, Guadalupe, La Vang, Loreto, Fatima ecc. E le prodigiose icone della Madre di Dio venerate da generazioni di credenti, dal sec. V, in Oriente e Occidente, non hanno lo stesso scopo?

    Ben venga – da qualsiasi parte venga – la spiritualità mariana che non concentra lo sguardo solo sulla “Benedetta fra le donne” (e lì si ferma, generando perciò rigetto e chiusura), ma su di lei per concentrarlo sul “Frutto benedetto del suo grembo” che tutta la rischiara, anima e corpo, dal primo istante di vita all’assunzione in cielo da questa terra di morte. Così l’esperienza unica di Maria diventa imitabile, può diventare anche la nostra, di ciascuno e di tutti i discepoli di Cristo.

    Un abbraccio. Corrado

  31. Carissimo Corrado, grazie del tuo prezioso contributo che condivido pienamente!
    La sostanza dell’esperienza di Medjugorje coincide con ogni serio cammino di spiritualità “cristiana”.
    Ti abbraccio. giovanna

  32. Per smuovere ‘da dentro’ lo spirito mariano che vive in ciascuna persona in cammino, vi ripropongo l’ascolto del Trittico mariano pubblicato qualche mese fa.
    Una buona giornata. Paola

    http://www.darsipace.it/2010/05/31/trittico-mariano/#comments

  33. Ascoltare e leggere i vostri commenti è sicuramente un arricchimento. Mi incuriosisce avere notizie più approfondite sulle giornate mariane tenutesi a Loreto la scorsa settimana a cui fa riferimento Corrado.
    Sono disponibili sussidi e/o relazioni tenutesi in quell’occasione?
    Grazie a tutti e buona giornata alla scuola di Maria

  34. A Santy: circa le giornate di spiritualità mariana alla scuola del Montfort svoltesi a Loreto vedi al seguente link

    http://www.monfortani.it/loreto_2010.html

    A Paola: ho riascoltato con frutto il Trittico Mariano, mi ha colpito di nuovo la frase che lo introduceva, ho riletto i commenti… Grazie.

  35. I commenti sono già molti ed esitavo ad aggiungermi. Tuttavia forse le parole di san Luigi de Monfort possono essere di aiuto a chi esita ad aprire il suo cuore a Maria. Il Santo dice:”Se tu pensi a Maria, Maria pensa per te a Dio. Ogni volta che tu dai lode e gloria a Maria,Maria loda e glorifica il Signore per te. Maria è TUTTA RELATIVA A DIO.Mi piace tanto chiamarla la pura relatività a Dio,che non esiste se non in rapporto a Dio. Mi piace chiamarla l’eco di Dio.SE DICI MARIA,MARIA RIPETE DIO”
    Buon cammino a tutti

  36. Bella questa “pura relatività a Dio”.
    Ricorda quello stato che chiamiamo io in relazione, in cui sperimentiamo che il nostro io non sussiste se non in una relazione con l’Assoluto.
    Questo stato è appunto l’io mariano, quel modo di essere che Maria incarna ed E’.
    Con lei e in lei, nel suo stato, diventiamo anche noi madri dell’Uomo Nuovo.
    Marco

  37. Ringrazio di cuore per la segnalazione del link sul Monfort.
    E’ davvero un valido contributo per chiunque volesse approfondire la conoscenza di questa figura e di tutto il movimento che è nata da decenni intorno ad essa.
    Invito tutti a prenderne visione……..
    Buona giornata santy

  38. SILIO VALENTI de Wiederschaun dice:

    La bufala della Madonna di Medjugorie è smentita solo dal fatto che nelle sue ‘rivelazioni’ non è minimo cenno all’imminente crollo del Comunismo. Eppure quella Madonna era di casa in un paese comunista. I più, cristiani o no, avevano avvertito più l’odore di bottega che di santità. Il Vaticano dapprima stette zitto, poi si mostrò benevolo, quindi prudente incoraggiando comunque i creduloni a credere e a pagare, infine, a chiusura di cassa, ha dato una pugnalata alla schiena del frate promotore della bufala che ‘manipolava le coscienze’ e ‘compiva anche azioni contrra sexum’.
    Sta di fatto che il cristianesimo vaticano continua a rinnovarsi restando sempre quello che è: idem et alius. Avevano demonizzato i ‘Iudaei Deicidae’ e poi li hanno scagionati, avevano terrorizzato i fedeli con il Fuoco Eterno e ora non ne parlano più, avevano condannato la Democrazia e poi l’hanno assimilata, avevano approvato il Fascismo e il Nazismo e poi li hanno scaricati, avevano condannato il Comunismo ( mi fu negata l’Eucaristia per aver seguito su “l’Unità’ lo scandalo democristiano Montesi) e poi col Papa ‘Buono’ l’hanno depenalizzato. Hanno invertito l’Altare, istituito la Messa in volgare (addirittura in dialetto: “Creo tel Creador ch’ à crià todis lis robis che si viodin e che no si viodin”, ma che bèl el Dio furlàn, osti Madòna!), gettate via le tonache per le braghe e via cambiando tutto, salvo l’assiduo bussare a danari.
    San Paolo che invitava il seguace di Cristo alla coerenza e alla chiarezza (“Dite Sì-Sì, dite No-No”) si meraviglierà che i residui preti, di condotta poco esemplare, non siano ancora spariti del tutto.
    La Chiesa Mater et Magistra non ha più nulla da insegnare ai suoi figli e ha tutto da imparare, a partire dal precetto laico: “La miglior furberia è quella di non fare i furbi’ Silio Valenti de Wiederschaun. silvalentauser@hotmail.it

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