Chi è Dio per voi?

Mi rifaccio ad un passo del testo di Denis Gira La scelta che non esclude.

Alla domanda postagli dai suoi interlocutori buddisti Chi è Dio per voi?, Gira, non senza avvertire una certa difficoltà, afferma che Dio è “mistero”, comprensibile per noi attraverso una esperienza di ordine “relazionale e dinamico”, come del resto, dice, avviene nei riguardi dei nostri simili, che non riusciamo mai a definire, ma riusciamo tuttavia a conoscere attraverso, appunto, una relazione.

Ma cosa vuol dire tutto questo?

Dire che Dio è mistero e che tuttavia è possibile instaurare una relazione con lui suscita non poche perplessità e interrogativi nel nostro immaginario.

Cosa vuol dire tutto questo e come è possibile?

Essere in relazione vuol dire per noi fare esperienza, ma che esperienza di Dio possiamo fare noi qui, ora?

Le nostre relazioni e le nostre esperienze sono legate alla nostra fisicità… il nostro essere in relazione, il nostro sperimentare è contrassegnato da emozioni, gioie, sofferenze… da un interloquire, da un incontrarsi e scontrarsi con il quotidiano…ma Dio è al di fuori e al di sopra di tutto questo.

Tuttavia è vero che anche le esperienze spirituali, la preghiera, il bisogno di orientare il nostro potenziale d’amore verso Qualcuno che lo accolga e lo ricambi in pienezza, sono esperienze che ci segnano anche fisicamente, ma instaurare con Dio una relazione che ci porti a una reale conoscenza di Lui …

Non esistono, da parte nostra, espedienti, intelligenti alchimie, tecniche propiziatorie…. Egli è e rimane per noi il mistero che ci attrae e coinvolge in profondità e che, umilmente, ogni giorno affrontiamo, pena una inspiegabile solitudine che niente e nessuno riesce a colmare.

Gira conclude affermando che “siamo chiamati a vivere una relazione con Lui e, grazie a questa relazione a scoprirlo un po’ di più ogni giorno, sapendo che non arriveremo mai al punto in cui possiamo dire di comprendere tutto . Questo significa che siamo invitati a una vera avventura spirituale.”

Commenti

  1. Grazie del tuo bellissimo post, cara Mirella!
    quante le risposte possibili per la tua domanda?

    Dio per me è come la Poesia, un ineffabile mistero che non si può però fare a meno di provare e riprovare a pronunciare
    a volte sembra quasi di poterne cogliere un barlume e tutto si illumina dentro
    a volte si va a tentoni nel buio, senza parole
    ma mai si può stare senza cercarlo

    una buona settimana di Pace
    Filomena

  2. Dio è un vento leggero che soffia dentro la vita, sempre ma non sempre udito.

  3. Dio è per me l’essenza del tutto, ed è relazione.

  4. … totalmente d’accordo con Anonimo, solamente un poco più prolissa. 😆

    Cara Mirella,

    il tuo post m’induce a sorridere, poichè ricordo con emozione ed affetto Irene (la pace) che chiede a Domenico, ma: ” allora chi è la fidanzata di Dio?”.
    Per conoscere Dio è necessario, io penso, fidanzarsi con Lui.

    Il mistero di chi è Dio per me “abitante nel corpo” corrisponde all’indicazione fatta da Cristo stesso: “chi conosce me conosce il Padre”.

    Conoscere il “corpo di Cristo oggi” , e tu Mirella me lo testimoni, significa, tentare d’incarnare lo Spirito d’Amore “il Consolatore NELLE OPERE” che la Chiesa da sempre definisce: SPIRITUALI E CORPORALI, assecondando il nostro stato.

    La porta nel cuore, aperta sull’infinito, è il luogo della nostra MENDICANZA.
    Di quell’esperienza personale nell’amore da cui siamo nutriti.

    Considero la solitudine dell’uomo, dopo la caduta, una condizione GENETICA.

    La mia individualità adulta gemma nella solitudine.
    Nulla può colmare LA SOLITUDINE UMANA se non l’evoluzione personale nell’amore.
    La solitudine come “pietra d’inciampo” è la condizione necessaria per poter entrare liberamente in una RELAZIONE DI COMUNIONE con altro da sè; che nella sua attuale incompiutezza è “comunque sia” sperimentabile ORA!

    Grazie e ciao.
    Un cordiale abbraccio a tutti
    Rosella

  5. giuliana dice:

    Credo si possano dare tante definizioni di Dio senza mai definirlo e che si debba fare attenzione a non cadere nell’idolatria identificando Dio a parole o immagini.

    Dio è mistero dal quale continuo a sentirmi attratta nel suo s-velarsi e ri-velarsi.

    Ripensando la mia vita, gli eventi che l’hanno connotata, le trasformazioni che sono avvenute in me, definisco Dio come Dinamicità della Relazione che ora non vivo con l’irruenza del torrente impetuoso, ma nel procedere lento del fiume (riprendo il paragone utilizzato ieri da Marco G) e che mi chiama sempre più a rispondere della speranza che mi offre.

    Un abbraccio
    Giuliana

  6. Enrico Macioci dice:

    Se Dio è il Fiume e noi siamo, ad es., le pietre nel fiume, non si instaura un intreccio profondo fra noi e Lui ma solo un contatto superficiale; così pure se siamo alghe, o pesci; non si verifica un’incarnazione ma un contrasto, uno slittare, un’incomunicabilità o al massimo una comunicazione di comodo (sto a galla ma non parlo col Fiume, non sono tutt’uno col Fiume).
    Dunque mi piacerebbe affermare che noi siamo le gocce d’acqua che compongono il Fiume ma ciò implicherebbe un Fiume corrotto, data la nostra almeno parziale corruzione.
    Forse ci troviamo allora sulla sponda del Fiume, in attesa di poterci gettare, in attesa che l’acqua si faccia chiara ai nostri occhi e il fondo si palesi come un infinito rassicurante, e non come un naufragare leopardiano.
    Così almeno vivo io, di primo acchito, un possibile rapporto con Dio partendo dall’immagine fluviale evocata da Giuliana. Devo dire che mi è venuto naturale avvalermi di simboli e metafore per affrontare un discorso tanto grande e complesso.
    Un abbraccio a tutti.
    Enrico

  7. Verrebbe da chiedersi: che tipo di relazione hanno le molecole del fiume con il fiume?

    Che tipo di relazione può avere l’essere umano con l’Assoluto?
    Già: ma che cosa intendiamo per “essere umano”?

    Lo sguardo oggettivante dell’io ego-centrato non può che immaginare un Dio-Oggetto, magari Sommo Ente, con cui stabilire relazioni a partire da una scissione già data e confermata nell’atto stesso del conoscere oggettivante.

    Nel nostro stato di io in relazione, invece, che si apre come un fiore sulla tomba dell’ego oggettivante, la relazione sostanziale è Com-Unione nello stesso Spirito:
    la relazione Uomo-Dio è Essere Uno stesso Spirito, senza confusione e senza separazione.

    Che relazione c’è tra l’Essere e il suo Essere qui?
    Tra l’Essere e la sua autocoscienza?
    Tra l’Essere e l’Io che ne pronuncia tutti i nomi?

    Chi sono io in Cristo?
    Che relazione ho in Cristo con Dio?

    Vedo soltanto un Fuoco, una Creazione continua, uno Spirito che cerca la sua piena rivelazione nel mio pensarlo, impersonarlo, farlo corpo umano….

    E la via non ha fine, la gioia non ha termine, la scoperta è sempre nuova, perché Dio non finisce mai di sorprendermi, facendomi sempre più divino.

    E così ci divertiamo UN MONDO….

    Ciao, Mirella, un abbraccio. Marco

  8. Penso ad Heidegger: l’Uomo è il poema cui l’Essere dà Inizio.
    Ma l’Uomo compiuto è Cristo, il Figlio dell’uomo. Allora, penso, che ho un compito, una decisione da pendere: dar voce al Figlio dell’uomo.

    Chi sono io, per Dio? La sua immagine. Certo non voglio esserlo, troppo spesso. Mi frappongo. Mi rigiro. Mi astraggo.

    Chi sono io, per Dio? La sua voce. Ma mi nascondo nel rumore, mi chiudo in me stesso, sterile, incapace di mettere al Mondo il Figlio dell’uomo…

    A volte – capita – incontro un volto sorridente, uno sguardo innamorato, e sento che forse sono stato per un attimo padre.

    Dio è quel Canto in cui, a volte, rimango in-cantato. E sorrido, libero come un ragazzino. Allora “giochiamo”, e mio figlio mi sorride come si sorride al proprio padre. E mi dice che niente si è perduto, mai. Tutto ciò che cade rimbalza nelle Sue mani pronte a raccoglierlo e custodirlo in eterno. Tutto ciò che cade è là, in quel diamante luminoso dalle infinite sfaccetature…

    Buona notte e grazie di cuore…

    Renato

  9. Carissimi,
    per dire chi è Dio per me richiamo la definizione della fede data dal nostro Marco come conclusione del recente discorso inaugurale dei corsi di D.P.: “ La fede è seguire un intuito che ha il sapore della vita, piuttosto che rimanere in un luogo oscuro, sicuramente morto”.
    Queste parole per me valgono molto e me le ripeto: Dio è la Vita che mi chiama incessantemente, che parla attraverso le vicende e le persone della mia vita, se voglio essere viva, e viva per sempre e generare vita, sono invitata a seguire questa voce!
    Auguriamoci di essere tutti dei veri viventi! Mariapia

  10. Dio è quella persona che si affianca lungo il cammino della nostra vita a cui diciamo “Tu solo sei così straniero da non sapere…” e quando lo riconosciamo e vorremmo farlo nostro, puf… scompare dalla nostra vista per aiutarci a non farne un idolo, ed averne continua nostalgia. Per rincontrarlo poi in una persona a cui diciamo “Tu solo sei così straniero da non sapere”…

  11. Domenico Parlavecchio dice:

    Un lungo, faticoso, entusiasmante percorso verso Domenico

  12. Fabrizio F. dice:

    Per me Dio è il Padre.

    f.

  13. Credo che per dire chi è Dio?Bisognerebbe avere l umiltà di riprendere,in mano l Antico Testamento,Dio non si rivela e non dice chi è,”Io sono colui che sono”,a Mosè gli rivela che non si può vedere Dio e non morire,infatti si fa vedere solo di spalle,anche nella tradizione cristiana San Giovanni della Croce dice che Dio è oscuro,è una notte senza stelle,questo lo dico molto polemicamente contro coloro che mediaticamente,costruiscono delle verità a tavolino ingannando la gente con tutto ciò che sa di miracolismo, e di apparizioni.

  14. In realtà, Michele, secondo la traduzione ebraica, Dio non è “Io sono colui che è”, “Ma io sono colui che sarà”. Non un Dio statico, immutabile. Ma un Dio che ha bisogno di Mosè, e di tutti noi, per realizzare se stesso nel divenire. Un Dio che costruisce se stesso ogni giorno, nella relazione intima con la nostra anima. Un Dio che ha bisogno di noi, come noi di Lui. E che ci invita dolcemente a invitarlo nello spazio silenzioso della preghiera vera, quella che scaturisce da un io pacificato, come quando si medita, come quando si è innamorati.

  15. nell’ “Essere”  Lo SPIRITO D’AMORE è la relazione che s’impone:nel nome del Padre e del Figlio.
    Nel tempo “infinito dell’ Essere”  la maternità generante.
    Nell’ IO SONO COLUI CHE SONO Dio è Madre?

  16. Io credo che nessuno, qui, abbia avuto l’intenzione di rinchiudere Dio in qualche misero schema o figura concettuale. Anche “ridurre” Dio al Mistero misteriosissimo significa incatenarlo in qualche parola “troppo umana”. Dio è l’Esperienza che siamo disposti a farne, facendo esperienza di noi stessi, nel buoi come nella luce (fioca, spesso).

    @ Rosella: carissima, in questi ultimi tempi mi rendo sempre più conto che Dio è più “figlio” che padre o madre… Però non so!

    Un ringraziamento a tutti voi.
    Renato

  17. Ahi, errore di battitura: al posto di “nel BUOI” si legga BUIO ( 😳 )

  18. @ Renato – penso tu abbia ragione.

    Tanto per fare illazioni:
    nell’ETERNO in cui siamo “contemporaneamente” relazione d’amore “creatività”; quale immagine che rimanda ad ALTRO, migliore di una cellula uovo fecondata, nella quale anche il padre inabita, generando, il Figlio.
    Grazie e ciao.
    Notte a tutti
    Rosella

  19. Grazie a tutti voi per le preziose riflessioni: Incalzati dal quotidiano e dalle cronache bianche, nere, rosa e grigie raramente siamo disposti a “perdere tempo” in colloqui di questo tipo.
    In una ulteriore riflessione trovo che, l'”affanno” non è solo dell’uomo ma anche di Dio: non solo noi cerchiamo Lui, ma Egli ci incalza ininterrottamente. Nicola Cabasilas (cf.La vita in Cristo)afferma che Cristo è l’oggetto di ogni nostro desiderio, ma anche noi siamo cercati…Dio è costretto da se stesso, mosso dal di dentro…dal proprio amore.
    Torna sempre comunque da parte nostra l’interrogativo:”Che fare?”
    Prezioso l’orientamento che ci viene dalla lettera inviatcai da Marco:”Essere creativi…”
    Marco orienta verso l’ascolto e la mariana ricezione. In Maria l’ascolto e la ricezione hanno prodotto l’impensabile prodigio: sotto il raggio dello Spirito ha accolto in sè conosciuto e partorito il Divino, perchè NULLA E’ IMPOSSIBILE A DIO.
    Un caloroso abbraccio

  20. Giuseppina dice:

    Grazie,cari postini.Come è bello leggere e meditare la vostra posta-commento ai post.Anche per me Dio è l’eterna poesia che si incarna nel Poema Uomo.E’ Padre,Madre,Figlio.
    L’icona vivente che mi fa andare incontro verso me stesso e verso gli altri è Gesù Cristo.
    Forse il dipinto del Padre Misericordioso di REMBRANDT è l’immagine della relazione divina-umana che mi commuove più profondamente.In quell’abbraccio mi colpisce la LUCE e le mani di DIO, dipinte la dx come mano maschile e la sn come mano femminile e il Figlio che rinasce ritrovando sè stesso poggiando la testa nel cuore del PADRE.
    Grazie, cara Giuliana,anch’io ripensando la mia vita mi ritrovo in profonda sintonia con quanto dici.Mi sento acqua che scorre nel procedere lento del fiume,acqua che talvolta gela per il freddo ma che riscorre al primo tepore.
    Mi fa piacere condividere con voi alcuni miei versi,i primi sono nati diversi anni fa, gli ultimi stamani all’alba ,rimeditando i preziosi interventi di questo post,anche il mi diverto un MONDO di Marco Guzzi.

    NENIA AMICA

    Vivi il tuo sogno
    abbraccio con le mie sponde
    il tuo peso leggero
    spinto da lieve tocco
    ti cullo come di onde il gioco.
    Non aver paura
    con me vai sicura
    di te ho dolce cura,
    scorre la vita lieve
    fiume senza ansa
    estuario d’infinito
    porto di mare aperto.

    Nessuno conosce nessuno
    gioco con te
    a mosca cieca
    nella fiducia ti tocco e riconosco
    con riso fragrante di sorpresa.

    Buon divertimento a tutti,in particolare ad Antonella Rosella, Giuliana,ad Enrico e al suo bimbo,a Marco e Paola.
    Grazie ancora a tutti Giuseppina

  21. Giuseppina
    se non ci fossi bisognerebbe proprio inventarti.
    “Limpida” il cielo (folata di vento).
    Un grande abbraccio.
    Rosella

  22. Giuseppina dice:

    Stamane all’alba,durante la meditazione, nella mansarda illuminata dalla luna,gli ultimi versi postati ieri sera si sono… illuminati

    Nessuno conosce nessuno
    gioco con te a mosca cieca
    nella fiducia ti tocco
    in un attimo ti abbraccio
    ti accolgo e ti colgo
    in fragrante stupita risata
    fragorosa cascata che illumina
    il MONDO.

    Mi piace condividerli con voi come un panino fresco fresco,appena sfornato.
    Caro Enrico,la luna di leopardiana memoria può fare di questi scherzi e… anche tu lo sai.
    Stamani vado per 3 gg a Camaldoli per il convegno Oggi la Parola,parto e vi porto tutti nel cuore.Un forte abbraccio
    Giuseppina

  23. buono il panino, fresco e caldo…paradossale mente…
    un abbraccio. Marco

  24. Carissima Mirella,ho cercato tanto una risposta soddisfacente alla domanda “chi è Dio” e la risposta teorica non l’ho mai trovata…poi,visto che rivolgendomi direttamente a Dio con forza l’ho pregato, nei momenti di sofferenza di manifestarsi,ho deciso di accogliere con semplicità la parola di Cristo e custodirla come il mio bene più prezioso..e Dio mi ha dato delle risposte concrete,nella vita di tutti i giorni,mi ha dato una famiglia cristiana,mi ha dato la gioia,mi ha dato di aprirmi alla vita e ora ,come lei sa, la nostra vita è piena di “vita”con i nostri 4 figli.
    Ha permesso che la mia croce non fosse più insostenibile e dolorosa,ma l’ha resa gloriosa.Per questi motivi mi sento di definire Dio un padre concreto e amorevole.Un abbraccio …Giada

  25. antonella dice:

    caldo…il panino
    fresco , qundo sarò consapevole….della croce..gioiosa.ciao.

  26. “croce gloriosa e non gioiosa”.Non voglio scandalizzare nessuno,ho solo parlato un pò di me,e quando ho accettato la mia croce,trovandone un senso ,e infine riconciliandomi con la mia storia..ecco che quella croce incomprensibile mi ha avvicinato a Dio che l’ha resa leggera e perchè no…gloriosa per i frutti che ha dato…

  27. Per me Dio è tutto. Sta dentro di me, anche se a volte non lo ascolto, sta nelle vostre parole che mi scaldano il cuore, sta nella foto di quell’angioletto che ha messo Mirella prima del post. Se noi siamo le parti di un unico corpo di Dio, come possiamo non sentirci uniti, aver bisogno l’uno dell’altra/o?
    Un abbraccio affettuoso a tutti voi. Luciana.

  28. Che bello sentirsi come Luciana : un tutt’uno con Dio…è il regalo che riceve chi si abbandona proprio come fanno i bambini. Quanto a Giada, conoscendola, devo dire che ha fatto un cammino sorprendente la sua esistenza si è trasformata: ora tutto quello che tocca diventa vita
    Che i Santi che ricordiamo domani ci donino la Fede che ha li ha bruciati.
    E’ la festa di tutti no?

  29. antonella dice:

    gloria a dio.

  30. Kundalini dice:

    Hello, this weekend is nice in support of me, because this time i am reading this great
    educational post here at my residence.

  31. Domenico P dice:

    Hi Kundalini and thx for your comment!
    … You wrote in english but you read in Italian .. great 🙂

    Where is your residence?
    Have a nice day

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