Essere ricordati per…………

Il Ministro per le Minoranze Religiose del Pakistan Shahbaz Bhatti è stato ucciso il 2 marzo 2011 a Islamabad con 35 colpi di arma da fuoco.

La causa dell’agguato che gli è costato la vita riguarda il suo impegno a tutela delle minoranze religiose e che, da ultimo, l’aveva visto in prima fila per la liberazione di Asia Bibi, la donna condannata a morte per blasfemia.

Quasi come se prevedesse il suo destino aveva scritto un testamento spirituale in cui si legge:

“Voglio che la mia vita dica che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora – in questo mio sforzo per aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan – Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita”.

“Mi sono state proposte alte cariche al governo e mi è stato chiesto di abbandonare la mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita”.

“Non voglio posizioni di potere, voglio solo un posto ai piedi di Gesù, voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo!”

Il vangelo di ieri riportava nel brano di Matteo (4,1 – 11) le tentazioni di Gesù da parte del Diavolo nel deserto; una diceva:” Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».

Nella sua fragilità di uomo, anche Shahbaz Bhatti, come Gesù, non obbedisce alle leggi del mondo ma  a quelle del Regno di Dio che sono solo dettate dall’amore.

Di fronte a questo esempio di “amore” e di coraggio, ho riflettuto molto pensando per cosa vorrei essere ricordata nella mia vita. Non certo per atti eroici come questi, anche perché fortunatamente viviamo in un paese libero non oppresso e comunque non credo ne sarei mai capace!

Mi basterebbe aver dato affetto, fiducia, comprensione, insegnamenti, esempio di lealtà e di coerenza.

La mia partecipazione ai gruppi di “Darsi pace” fu causata anni fa da un malessere intenso per cui non mi sentivo adeguata al mio essere cristiana e non attribuivo alcun senso alla mia vita tranquilla e ordinaria.

Poi ho capito… anche nel mio piccolo avrei potuto vedere un senso, bastava cambiare angolazione! Per esempio ora mi capita di interpretare un consenso non come una  avanzata del mio prestigio personale ma come un dono fatto all’altro che ha acquistato la fiducia nella mia persona. Così la mia vita è cambiata!

Fratel Michael Davide dice nella sua riflessione sul vangelo di ieri: “…..Lasciamoci toccare dalla fiducia e possibilmente cerchiamo di contagiare con la fiducia il mondo in cui siamo chiamati a muoverci e a vivere, senza mai desiderare di essere più di quello che siamo, senza voler valicare i limiti in cui la natura e la storia ci hanno confinato,…..”

Il cammino è arduo, ma ne vale la pena…..e forse lasceremo il ricordo voluto!

Gabriella

Commenti

  1. michele dice:

    Questo è il vero volto dell islam,,oltre a Shahbaz Bhatti,vorrei ricordare il massacro dei cristiani copti in Egitto……possiamo dare da mangiare al coccodrillo sperando che ci mangi per ultimo!Ci mangerà comunque!I copti cristiani erano il vero cuore dell Egitto,il 90% degli Egiziani erano cristiani,ma furono asserviti all islam,e non rimane che una piccola minoranza perseguitata.

  2. rosella dice:

    Grazie Gabriella
    per l’omaggio reso a Shahbaz Bhatti, che onoro con un devoto silenzio, riconoscente.
    Segnalo, a chi ancora non lo avesse visto, il film “Uomini di Dio” di Xavier Beauvois Gran premio della Giuria di Cannes 2010. Ambientato in Algeria nel 1996.
    Può aiutare a comprendere, come nelle piccole cose ordinarie:la regola, la cura dell’orto o dei malati tutti, senza distinzione; come sia proprio in questa quotidianità, che si nutre la Santità. Come la natura umana, con tutte le sue paure, trasfiguri configurando l’eroismo dei martiri per amore, dell’umanità in Cristo.
    Ciao a tutti
    Rosella

  3. michele dice:

    Nel suo libro “La rabbia e l orgoglio”,la Fallaci dimostra direi quasi scientificamente,l inevitabile fine del nostro povero nichilista occidente,e il fatto che così poche persone abbiano avuto il coraggio e la forza di fare sentire queste opinioni spiega il suo successo.

  4. Gabriella dice:

    Caro Michele ho letto il libro della Fallaci e proprio oggi pensavo al tuo commento; sono convinta che è una minoranza islamica che decide con la violenza di far morire chi non è dalla stessa parte. Quindi non si può condannare un popolo per una minoranza integralista, però pensavo proprio al “nichilismo” di cui parli. Già, la notizia della morte di Shahbaz Bhatti non è stata menzionata da tutti i media, su internet se ne parla pochissimo; forse i fatti della Libia hanno posto in secondo piano il sacrificio di un uomo!
    Ma se tu per nichilismo intendi che i cristiani non ripagano con la stessa moneta, mi dispiace ma non ti seguo. Gesù non l’ha fatto infatti è morto ma ha lasciato il suo insegnamento che per me è vitale!
    Rosella non credo di aver visto il film di cui parli, comunque grazie per le tue parole sagge.
    Un abbraccio Gabriella

  5. Corrado dice:

    Cara Gabriella, non so dire per che cosa vorrei essere ricordato…
    E poi mi domando anche: ricordato da chi? perché? per quanto tempo?
    Il verbo ricordare mi ha fatto pensare al buon ladrone: “Ricordati di me nel tuo regno”.
    E ancora il monito quaresimale: “Ricordati che sei polvere…”
    Adesso mi piace pregare così:
    “Ricordati di noi, Signore!
    Ricordati dell’opera delle tue mani!”

  6. Mariapia dice:

    Io vorrei essere ricordata soprattutto come facitrice, creatrice di pace tra le persone del mio ambiente. Così mi pare sia giusto ricordare anche Shabbaz Bhatthi: martire del dialogo tra religioni diverse.Se, come Michele, continueremo a vedere solo le colpe , gli errori dell’Islam, non vedremo e non correggeremo i nostri e non contribuiremo alla pace e tradiremo Cristo che ci ha insegnato ad amare anche i nostri nemici. Mariapia

  7. michele dice:

    Io credo che tradire Gesù,sia quello di non difendere i diritti umani,che vengono prima di ogni cultura.Di fronte alle richieste dei musulmani,in occidente si sceglie la rinuncia ad affermare i diritti umani,in nome della cultura,della pazienza,del buonismo,e mi domando quante donne ancora dovranno essere lapidate,per questa rinuncia di scontrarsi sui valori.Siamo dei testimoni colpevoli per dirla alla Merton,se rinunciamo al primato della verità e del coraggio cosa che non ha fatto Shabbaz Bhatti.

  8. Filomena dice:

    “Lasciamoci toccare dalla fiducia e possibilmente cerchiamo di contagiare con la fiducia il mondo in cui siamo chiamati a muoverci e a vivere, senza mai desiderare di essere più di quello che siamo, senza voler valicare i limiti in cui la natura e la storia ci hanno confinato”

    grazie, cara Gabriella, per avere dedicato un ricordo a questo testimone di Cristo e per queste splendide parole con cui hai concluso il tuo post che segnano ciò che ciascuno può fare, in concreto,al di là delle parole, nella sua scelta di cristiano
    resistere nella fiducia e testimoniare con la propria vita

    un abbraccio
    Filomena

  9. marco f. dice:

    Grazie cara Gabriella per questo intervento così bello ed intenso, e davvero in sintonia con il lavoro dei Gruppi.

    In particolare perché mi da la possibilità di riflettere su due aspetti molto importanti del nostro continuo lavoro interiore:
    una vita dedicata a Gesù, ed il senso di una vita.

    E’impressionante il sacrificio di amore di questo testimone di Cristo, che io non conoscevo.
    Sorprende poter constatare ancora oggi la forza del martirio, e del sacrificio supremo di figure così dense di umanità. Io che mi arrabatto come un principiante cercando miseramente, tentando indegnamente di seguire solo le orme di Gesù…

    Poi sì, che bello domandarsi per che cosa vorrei essere ricordato… beh io ci ho pensato a lungo e ho risolto che mi piacerebbe essere ricordato per uno che ha saputo amare e donare amore.
    E’ molto difficile e il cammino che ho intrapreso a volte diventa impervio, impossibile ma io non desisto e continuo.
    Ecco, sarebbe proprio bello, penso, che qualcuno quando non sarò più qui, non so, i miei figli penso, mi ricordi così :
    un ordinario uomo che è riuscito ad amare e a dare amore.
    Marco F.

  10. rosella dice:

    Qualche tempo fa… IN VERITA’ NON MOLTO, passando a caso davanti alla TV in un programma pomeridiano PER I BAMBINI, una donna mascherata ha enunciato in modo lapidario questa frase:
    CI VUOLE UNA DONNA MOLTO STUPIDA PER FARE UNA COSA MOLTO BUONA
    Io sono rimasta esterefatta… .
    Passando oltre, questa frase ha lavorato in me in modo paradossale e mi sta aiutando a comprendere checosa possa mai essere l’UMILTA’.
    Amare, come dare la vita per gli altri, fa dire al mondo che sei “proprio stupida”.
    Io sarò presto dimenticata come tutti, nessuno escluso; ma, per quel poco che potrò essere ricordata IN SENSO MONDANO, desidererei proprio esserlo come: “donna molto stupida”.
    ciao a tutti.
    Rosella

  11. Gabriella dice:

    Grazie compagni di viaggio per le vostre riflessioni, il commento di Michele ultimo mi lascia comunque quel senso di amarezza e di impotenza. Mi chiedo, però, gli islamici non integralisti quelli che hanno davvero fede nel loro credo ma lo interpretano diversamente e non sono violenti, perchè non si ribellano e lasciano che le loro donne vengano lapidate?
    Gabriella

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