Archivi per aprile 2011

La sfida del corso telematico

Formato audio: Prima Meditazione – Ascolta

Pubblichiamo insieme al video di questa pratica meditativa svolta nel corso fisico-telematico, e che riassume bene i primi passaggi della nostra meditazione, una serie di testi tratti dai commenti dei partecipanti al corso telematico di primo anno.
Questi brevi commenti ci sembra che mettano in luce l’intensità e l’efficacia della partecipazione telematica.
Questa pratica meditativa si può trovare nel testo di M.Guzzi, Darsi Pace, pp. 26-29 e 50-53. E anche nella prima traccia del cd allegato al testo di M.Guzzi, Per Donarsi, Edizioni Paoline.

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La Resurrezione di Piero – Un risveglio.

Esiste la teologia (indagine di Dio) delle immagini. Sicuramente uno dei casi più limpidi è quello del celebre affresco dipinto da Piero della Francesca  tra il 1450 e il 1463 e conservato nel Museo Civico di San Sepolcro (per celebrare il nome stesso di quel Borgo).  Una immagine nota nel mondo – secondo Aldous Huxley “il più bel dipinto del mondo” –  enigmatica e complessa seppure apparentemente elementare nella sua raffigurazione.   La Resurrezione di Piero offre anche a noi – specie in questo tempo Pasquale – molti motivi di riflessione e meditazione.

Innanzitutto in questa che è a tutti gli effetti una icona – cioè espressione grafica del messaggio cristiano affermato nel Vangelo – viene celebrata la Resurrezione di Gesù. Ma come noi sappiamo bene, questa scena, la scena cioè in cui  Gesù si solleva dal sepolcro mortale e lo lascia, è assente nei Vangeli.

In nessuno dei quattro racconti dei Vangeli c’è descritta la scena della Resurrezione, per il semplice fatto che la scena avviene, come si direbbe oggi, senza testimoni.

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La pratica iniziatica del giovedì santo

Maestro perché Servo!

Il senso di minister (servitore, domestico) risalta meglio in opposizione a magi­ster (maestro, capo, guida), così come il derivato ministerium in rapporto a magisterium. Tali termini hanno la loro radice nei comparativi minus – magis,  più piccolo – più grande.

E’ questo vocabolario a rischiarare il mistero iniziatico di Gesù che lava i piedi ai discepoli (Gv 13, 1-20). Lo ascoltiamo dal vangelo del giovedì santo, alla messa “nella cena del Signore” che inaugura le feste pasquali. [Continua a leggere…]

Filomena: una comunità che scioglie il dolore e moltiplica la gioia

Riprendendo le tematiche affrontate da Domenico nel suo recente post sull’educazione, ci possiamo rallegrare che esistano docenti, come Filomena, all’altezza della sfida educativa in atto.
Questa sfida, come sappiamo, deriva dalla crisi e dallo sfaldamento dei modelli tradizionali, delle figure di umanità così come finora tutte le civiltà le hanno più o meno configurate, e dalla difficoltà di fare spazio ad una identità nuova, in grado di proseguire l’avventura umana sul pianeta terra.

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Come vivere in un mondo di menzogne – Nuova visione nel sito di Marco Guzzi

Carissime amiche e carissimi amici,

in queste settimane di guerra umanitaria (?) nel Mediterraneo, di sbarchi continui a Lampedusa, di terrori nucleari crescenti, e di chiacchiere infinite sui soliti temi di casa nostra (giustizia, mister B., etc.), ho sentito più che mai l’assurdità in cui sta sprofondando la nostra società occidentale, la spessissima rete di menzogne in cui siamo sempre più imprigionati, come moscerini imbozzolati dentro la viscida bava di un Ragno Planetario.

Quasi tutti mentono ormai infatti, mentono i politici e gli scienziati, mentono gli economisti e i teologi, mentono i giornalisti, le mamme, i nonnini e le badanti, i profughi e i loro soccorritori, i buoni e i cattivi, mentiamo tutti, e mentiamo specialmente quando siamo convinti di dire la verità.

La menzogna è anzi la sostanza più autentica di quasi tutte le verità oggi proclamate. [Continua a leggere…]

La disperata speranza di Moby Dick.

Nel sottosuolo della letteratura moderna corre una vena aurea, luminosa: è quella dei profeti, di coloro che prima e meglio di tutti hanno intravisto un barlume di Vero nelle profondità dell’uomo e del suo Mistero sulla Terra.

Herman Melville fu un profeta, e Moby Dick rappresenta il suo maggiore testamento. A pagina 589 dell’opera, mentre il Pequod viaggia nel solco azzurro dei mari, sentite come l’autore spalanca una finestra di sapienza, come intuisce la pendolarità della condizione umana, e come descrive in modo incomparabile l’eterno rimpianto e al medesimo tempo l’incurabile struggimento che tutti ci spinge sempre avanti, sempre altrove:

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Educazione e Scuola. La Scommessa.

Accompagni tua figlia a scuola. Fai i compiti con lei. Vedi cosa impara. Come. Parli con lei di cosa succede in classe, quali relazioni nascono tra coetanei, adulti e il mondo esterno. Ripensi al tuo percorso scolastico e umano. Ti domandi chi sei che uomo sei diventato e ti fai le stesse domande mentre vedi lei che cresce.

Lo scenario in cui mi faccio queste domande è lontano anni luce da quello in cui ero bambino.

Le riflessioni (pensiero) e le cose da fare (azione) che guidano il dibattito odierno mi sembrano scollegate dalla quella che dovrebbe essere la prima o comunque quella principale: che uomini e donne vogliamo diventino i nostri figli e come noi (tutti i soggetti) da subito possiamo collaborare alla nostra e loro trasformazione?

Il dibattito è molto interessante e la rete permette di condividere i diversi contributi.

Il video che vi propongo (nella versione doppiata o se volete nella versione sottotitolata) è di Sir Ken Robinson

Ho cercato di capire se ci stiamo muovendo verso quella figura di uomo che dovrebbe essere consapevole della svolta antropologica in atto e partecipe di un progetto molto più grande di quanto possa pensare da solo. Ho cercato di approfondire come potrebbe essere ri-pensata una scuola e il processo di apprendimento.

Ci sto riflettendo ri-vedendo i video e i contributi che vi ho proposto. Non vorrei continuare da solo. Quindi vi coinvolgo non solo per sapere come risuonano dentro di voi queste “parole” ma anche per invitarvi a condividere ulteriori elementi di riflessione… tenendo conto che l’uomo Nascente non può smettere di tran-sformarsi e quindi di approfondire e andare dentro la sostanza delle cose.

Il peccato? Solo un bersaglio fallito. La vera libertà dei dieci comandamenti

“Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me (…) Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo (…) Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dá il Signore, tuo Dio. Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”. Es 20

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Il bello della corsa

«La corsa è la cosa più vicina alla libertà».

Così sentenzia l’ex campione olimpico Niyongabo in un simpatico articolo dedicato ai Runners di Roberto Duiz sul Domenicale del Sole 24 Ore del 27 marzo scorso. E, nel mio piccolo, molto indegnamente, lo sento davvero. E che mio figlio lo abbia condiviso con me correndo la Corsa di Miguel (evento da poco istituito a Roma in memoria di Miguel Sanchez, atleta e poeta argentino che a soli 25 anni divenne uno dei 30 mila desaparecidos dell’Argentina degli anni ‘70) , edizione 2011, (la foto è di noi due all’arrivo allo Stadio P. Rosi,  dopo i 10 km di percorso cittadino, stanchi, ma felici) è la gioia più grande che ne potevo trarre.

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Umanità in coma? Le cifre del risveglio

L’umanità sembra immersa in uno stato di coma profondo, affetta da gravissima miopia, nei suoi maldestri tentativi di frenare l’onda anomala dello tsunami umano senza interrogarsi sul senso.

Eppure basterebbe un’attenta lettura dei dati statistici per svegliarsi dal sonno, uscire da una visione miope legata alla cronaca ed acquisire la visione ampia della storia.

I dati statistici sulla situazione della popolazione mondiale oggi e le proiezioni per i prossimi decenni sono rivelativi: è possibile leggervi i segni dei tempi e il compito evolutivo chiesto all’umanità.

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