Tim Parks – Insegnaci la quiete – … per meditare.

Sarà forse perché non riesco ad ottenere nemmeno lontanamente i risultati sperati pur comprendendone la cruciale importanza, in particolare, ma non solo, come strumento nei Gruppi di Darsi Pace, che mi ritrovo di nuovo a parlare di meditazione.

Come la si fa? Qual è il suo senso? …. erano domande che continuavano a frustrarmi…. ma ora è davvero un piacere poter proporre l’esperienza che mi è capitata perché sento di essere giunto ad un punto di svolta.

Grazie ad un breve trafiletto su uno dei miei settimanali preferiti, sono venuto per caso (?) a conoscenza di un libro dal titolo invitante, Insegnaci La Quiete, sottotitolo : Uno scettico sperimenta le vie della guarigione, di Tim Parks (A. Mondadori editore – pagine 345); sono corso alla mia Feltrinelli preferita, ho dato un’occhiata alle prime pagine e ai risvolti di copertina, l’ho acquistato al volo e letto in meno di una settimana!

Mi sono sempre illuso, dati i personali modesti progressi nella pratica della meditazione, che si trattasse di svelarne il segreto, ebbene grazie a Tim Parks, ho scoperto che non si tratta di alcun segreto, ma semplicemente di … imparare la (nostra) quiete.

Dunque eccomi a voi.


 

Le buone e più stimolanti premesse per invogliarmi alla lettura c’erano tutte : un meticoloso, raffinato e colto diffidente,  alquanto ostico, afflitto da una singolare e dolorosa sindrome progressivamente invalidante …. che guarda caso, almeno nelle manifestazioni più fastidiose, conoscevo assai bene, descrive il suo singolare percorso di guarigione, …  ma poi lo stile e la fluidità di scrittura mi hanno definitivamente conquistato, e l’esito è stato sorprendente.

L’autore, nascita a Manchester e studi a Cambridge e Harvard, ma residente in Italia ormai dal ’81, dove oggi è docente di traduzione letteraria allo Iulm, al superamento della fatidica soglia dei 50 anni comincia ad accusare un progressivo intensificarsi di disturbi nella zona pelvica …. con tutti gli inconvenienti del caso … e nella prima parte del libro descrive con dovizia di particolari e illustrazioni, nonché con diffuso sense of  humor tipicamente british, tutto il conseguente ”calvario”. Si susseguono infatti visite mediche, esami, consulti, ansie, diagnosi,  terapie etc… con scarsi se non nulli risultati ed una sola certezza : nessuna patologia di rilievo. Dunque che fare?

Parks (per alcuni italiani talvolta Pax !)  giunge ad un punto morto : sta benissimo dal punto di vista clinico ma non c’è verso di migliorare, anzi i disturbi si aggravano.

Inizia quindi al capitolo Silenzio, ogni carne, per la presenza del Signore,  la seconda parte del libro che prende spunto da un testo di automedicazione, per la specifica sintomatologia da cui è affetto, scritto da due professori americani dell’università di Stanford, D. Wise e R. Anderson, in cui Parks incappa, durante una delle disperate navigazioni sul web, alla ricerca di soluzioni plausibili ai suoi tormenti … E si apre per lo scrittore un mondo totalmente nuovo … quello del respiro sinoidale e del rilassamento paradossale che i professori americani pongono alla base della loro sperimentata terapia. Assimilando dopo alcuni vani tentativi l’uso di questa tecnica l’autore inizia ad apprezzare da subito notevoli e significativi miglioramenti, seppur brevi e occasionali, con radicale scomparsa dei dolori, ma non si sente del tutto appagato poiché le complementari manipolazioni suggerite dagli autori non possono essere attuate se non … recandosi personalmente in California… decide allora, ascoltando il saggio consiglio della moglie, di surrogare il massaggio prescritto da Wise e Anderson con una serie di sedute di shiatsu. Anche in questo caso la scelta si rivela decisiva tuttavia Parks si rende conto che la “rivoluzione” del curarsi da solo era rimasta incompleta, ed è solo quando durante una seduta il provvidenziale massaggiatore shiatsu Ruggero gli fa notare che «un ritiro di meditazione ti sarebbe di grande giovamento» (per raddrizzare la postura decisamente curva…) che si decide finalmente a partire per il  paesino di Maroggia in Valtellina come “ospite” del ritiro e con L’IMPEGNO A NON LASCIARE IL CENTRO PER TUTTA LA DURATA DEL RITIRO.

Lo scetticismo iniziale (la sola parola meditazione lo irritava) lascia pian piano spazio alle sorprendenti, emozionanti conquiste che colgono lo scrittore all’improvviso, proprio quando magari tutto sembrava compromesso o la meta irraggiungibile. Ed il secondo ritiro completa l’opera evolutiva di Parks a lezione da “un vecchio maestro americano” John Coleman sulle colline Toscane, che ho scoperto poi essere stato ben 17 anni prima in Thailandia la guida iniziatica per la meditazione di un altro scettico scrittore a me particolarmente caro Tiziano Terzani e del quale avevo per caso (?) brevemente encomiato metodo e meriti in un mio precedente post sempre qui su Darsi Pace.

La vera conquista è la quiete interiore.

Si leggono perciò gustose ed avvincenti pagine nelle quali l’autore tra una dedicata citazione letteraria e l’altra, sviluppando profonde riflessioni sulla nostra esistenza, descrive per emozioni e illuminazioni ogni singolo passo della sua esperienza incastonando una  miniera di preziosi indizi tra i quali:

1 – “ …l’unica realtà alla quale abbiamo accesso in ogni istante della nostra vita, è il respiro …

2 – “La vita è troppo bella, mi dicevo. Niente affatto disgustosa. E la meditazione la rendeva ancor più bella, e me la faceva assaporare con più calma.

3 – «L’attaccamento al nostro io» proseguiva Coleman «è talmente forte che non riusciremo mai a liberarcene se non viene sovrastato da una forza superiore, la sofferenza che proviamo dentro di noi»

4 – “Così pure i pensieri: se li lasciavi venire a galla senza giudicarli, né controbatterli in alcun modo, ecco che gradualmente svaporavano.

5 – «E adesso lasciate andare. Non restate aggrappati alla sensazione se vi dà piacere. Non contrastate la sensazione se vi dà dolore. Semplicemente … lasciate … andare»

6 – «Lo sai, certe volte, quando non otteniamo quello che vogliamo, è perché lo desideriamo troppo.»

7 – “C’è qualcosa nel fatto di sedersi immobili, a svuotare la mente da ogni presunzione, e calarsi nella propria carne e nel proprio sangue, c’è qualcosa nel respiro tranquillo e nelle lunghe ore trascorse qui semplicemente ad accettare che sei davvero qui, oggi qui e domani chissà, qualcosa che ti spalanca il cuore.

L’autore ha raggiunto così la guarigione non solo dalla sua dolorosa sindrome ma prima ancora, se non al tempo stesso, dalla sua vita con ritmi, mete e significati distorti, alterati …

Questo libro è per me una sorta di manuale cui ricorrere in ogni frangente e/o dubbio, e dunque lo consiglio a tutti i partecipanti ai Gruppi Darsi Pace come una importante ed utile lettura ma anche come un supporto, un conforto cui ricorrere quando la resistenza e la sfiducia verso la pratica meditativa prendono il sopravvento e diventano una penosa zavorra.

Ho poi avuto modo di scambiare una breve ma intensa corrispondenza con Tim Parks, peraltro dimostratosi gentile e disponibile anche con un fissato come me, dalla quale ho in definitiva assunto:

… che è importante accettare qualunque esperienza che il tempo di meditazione porta. Se si rimane delusi perché non c’è esperienza forte, le cose peggioreranno …

… che la natura del proprio respiro non ha nessuna importanza, il compito, meditando, è di osservare il respiro, non do controllarlo o giudicarlo. Lo si osserva e basta …

… chiedersi come è l’esperienza meditativa degli altri è un approccio che genera confronti ed ansie ed è contrario allo spirito stesso della meditazione … E’ solo attraverso l’esperienza che si comprende la meditazione …

… ed infine ho risolto la decisione ormai irrevocabile di prenotare un ritiro per il prossimo autunno.

Dopo vi saprò dire di più.

Segnalo di seguito il link di un sito molto ben fatto e serio dove è possibile sapere tutto il necessario per i ritiri:

http://www.imcitalia.it/risorse/calendar.htm

A volte diamo per scontata la nostra attitudine o la nostra perizia nella meditazione, ma non è così. Del resto durante gli incontri dei Gruppi non è possibile approfondire più di tanto la tecnica od estenderne la durata … Tuttavia io sento davvero che possiamo e dobbiamo crescere in questa autodisciplina perché è un bene per tutti e solo procedendo con regolarità, imparando veramente a lasciare andare, e riuscendo ad apprezzare ogni seppur piccolo passo avanti si apriranno grandi orizzonti di benessere illimitato nelle vite di ognuno. Sì.

Marco F.

P.S. : Ho concluso questo post nel breve bagno di sole seguito all’Intensivo di S. Marinella, nel

corso del quale all’ultima meditazione proposta da Marco Guzzi ho avuto per la prima volta

da anni una esperienza di totale coinvolgimento, è stata la migliore meditazione che ho fatto:

il tempo si è sospeso ! … Un caso ? … !

Commenti

  1. StefanoC dice:

    Grazie Marco per il consiglio.
    Anche io qualche anno fa ho avuto la fortuna di imbattermi in un testo di un monaco buddista Tailandese (Achaan Chah) che ancora per me è un punto di riferimento .. poichè indica efficacemente (e per un libro non è cosa da poco) la via della semplicità di azione e di pensiero, grande problema che “affligge” noi evoluti e cervellotici occidentali.

  2. Domenico Parlavecchio dice:

    Caro Marco, sottoscrivo quanto hai detto.

    In questo ultimo anno mi sono concentrato molto sulla pratica meditativa e mi rendo conto di conoscere meglio i miei moti interiori e di accorgermi quando si presentano. Penso di essere migliorato nell’ “attenzione”, nella “concentrazione” e nell’ “integrità” nel senso che ne ho una maggiore consapevolezza, le posso descrivere meglio.

    Anche il passaggio alla preghiera si sta modificando è diventato più lento…

  3. Caro Marco
    quest’anno è stato un momento di svolta per molti partecipanti ai corsi. E’ curioso notare come, quasi all’unisono, persone che da tanti anni, anche più di dieci, indugiavano, praticavano con incostanza, per tempi troppo brevi, adesso – all’improvviso, tutti insieme e senza mettersi d’accordo – si trovino tutti immersi in questo viaggio quotidiano, diventato per tutti un momento lungo (anche trenta minuti e oltre, per alcuni), vitale e irrinunciabile della giornata. Mi piace pensare che non sia un caso, ma come una contestuale intuizione di un segnale convenuto da chissà dove. Che ci ha detto a tutti: adesso è il momento di fare sul serio.
    Un abbraccio
    Massimo

  4. Giuliana dice:

    Caro Marco,
    nella mia risposta a Giuseppina e suor Mirella, da poco postata, ho fatto riferimento alla meditazione guidata da Marco a santa Marinella; poi ho letto il tuo post e nel P.S trovo le tue parole:

    “all’ultima meditazione proposta da Marco Guzzi ho avuto per la prima volta da anni una esperienza di totale coinvolgimento, è stata la migliore meditazione che ho fatto:

    il tempo si è sospeso ! … Un caso ? … !”

    Anch’io ho vissuto questo intensivo dentro un tempo sospeso…ed è stato bello!

    Un abbraccio.

    Giuliana

  5. Grazie Marco,
    per queste tue riflessioni sulla meditazione.
    Anch’io che sono però agli inizi, fatico molto a cogliere il senso della meditazione. Ciò nonostante, durante l’intensivo di S. Marinella, nel lavoro che abbiamo praticato al Sabato mattina (che ho condiviso con Gabriella) e nel quale: la pratica yogica, l’aspetto culturale finalizzato al lavoro psicologico ed all’incarnasi nella postura del corpo degli stati emotivi vissuti; sciolti poi nella vocalizzazione corale che si è conclusa meditativamente; qualcosa di misterioso e sorprendente mi è accaduto per la prima volta: un nodo d’angoscia molto tenace e persistente mi si è rivelato in immagini, uguali e contrarie, unificatesi nella consapevole GIOIA DI ESISTERE.
    Penso che sia proprio l’affidarsi con fiducia a ciò che ti viene incontro che apra le porte misteriose in cui la tua vita è risanata.
    Auguri per la tua sessione meditativa autunnale.
    Rosella

  6. Mariapia dice:

    Caro Marco F., ancora più caro ,dopo che ti ho conosciuto personalmente a santa Marinella,
    grazie per la segnalazione del libro dal quale hai tratto indicazioni efficaci per la meditazione. Andrò senz’altro almeno a sfogliarlo in libreria. I tuoi consigli sono sempre preziosi!
    Io sono convinta della necessità della meditazione, per vivere meglio e per prepararci a una morte degna della grandezza di un essere umano, incontro però molte, moltissime difficoltà: vorrei raggiungere il vuoto mentale e pensieri più o meno ansiogeni affollano la mia mente recalcitrante. Quanto impegno ( forse troppo ) nel respingerli! Eppure qualche volta ci riesco, anche se per poco tempo. Ma è già un inizio.
    A santa Marinella la meditazione finale è stata davvero bella! Non mi sono accorta che è stata lunga, e mi sono ritrovata dopo più distesa e conciliata! Un augurio a tutti i meditanti! Mariapia

  7. marco f. dice:

    Volevo intanto ringraziare per i vostri generosi contributi sin qui pervenuti, ed in particolare:
    StefanoC, per le segnalate coincidenze esperienziali e per il libro del monaco buddista che non mancherò di considerare;
    Domenico Parlavecchio, per gli importanti progressi conquistati, e la maggior consapevolezza che si fa strada …;
    M., per la sincronicità sapientemente individuata, … e perché non c’è dubbio, ora è davvero il momento di fare sul serio, che occasione abbiamo!!!;
    Giuliana, per aver condiviso la “sospensione del tempo”, in un intensivo così luminoso, … che bello!;
    Rosella, per la stupenda consapevole GIOIA DI VIVERE, e per gli auguri… ne ho proprio bisogno!;
    Mariapia, è stato un vero piacere incontrarti, … è vero quel che dici e le tue difficoltà sono a volte anche le mie, ma persevera con semplicità e fiducia e sarai ripagata in abbondanza, grazie per apprezzare i miei inviti alla lettura…. e … a presto per il tuo post!;
    Nella speranza di aver dato un piccolo contributo in più per la felicità, un abbraccio grande e sincero a tutti.
    Con affetto,
    Marco F. 🙂

  8. Caro Marco,

    conoscevo Tim Parks ma non conoscevo affatto questo suo lavoro su se stesso prima, che è poi diventato un libro.

    Credo che davvero la meditazione abbia proprietà enormi, in gran parte ancora non esplorate. Anche se per fortuna anche la scienza ufficiale comincia – attraverso studi serissimi recenti, appena pubblicati negli USA – a capire e a confermarne anche le possibilità taumaturgiche, non soltanto psichiche, ma psico-somatiche.

    Grazie per questo bellissimo post, che insegna molto.

    Fabrizio

  9. Gabriella dice:

    I buoni libri e la meditazione sono la nostra medicina quotidiana, ma come ogni medicina devono avere la giusta indicazione, diversa per la necessità di ognuno!
    Sono rimasta sorpresa, Marco, in merito al tuo contatto con l’autore del libro! E’ bellissima questa relazione improvvisata con chi, scrivendo, ti ha regalato così tanto.
    E mi piace tanto quando qualcuno di noi scopre un emozione e vuole condividerla.
    Parlando con gli altri ho scoperto che capita anche a loro quello che capita a me da quando ho intrapreso il percorso; scoprire sempre più parole volute, brani che colpiscono, credo che stiamo sviluppando una maggiore sensibilità all’ascolto nel puro significato della parola, concetto che ho espresso anche a Santa Marinella.

    Allora cosa leggo qualche giorno fa nel libro che attualmente sto leggendo? S’intitola “Memorie di un Esseno- riferimento alla vita di Gesù letta negli Annali della Akasha, ossia nella Memoria del Tempo”, chissà forse un giorno ve ne parlerò, ma per il momento godetevi questo piccolo brano.

    “..in ognuno di voi vi è un lago calmo e segreto, che bisogna raggiungere; è un lago che non è turbato da nessuna onda, e che nessuna tempesta potrà mai agitare. L’anima non potrà mai ferirsi in quel lago, perché non è più incatenata ai propri desideri: anzi li osserva, permette loro di venire in superficie, fintantochè non si spengono”.

    Che ognuno trovi il proprio lago calmo e segreto!

    Un abbraccio e grazie a tutti per l’affetto che mi avete dimostrato a S. Marinella
    Gabriella

  10. alessandra dice:

    negli ultimi tempi, inizio a pensare che l’essere umano ha in sè già tutte le risposte e le soluzioni alle sue domande e ai suoi acciacchi…forse, ho qualche rotella che non gira bene ? 😀
    allo stesso modo di come ci siamo allontanati dal nostro vero essere, ci siamo allontanati dall’ascolto di questo nostro corpo in grado di avere in sè quanto serve per vivere bene…
    e come noi gridiamo e ci arrabbiamo anche il corpo è in grado di farlo a modo suo…
    ….che opera d’arte l’essere umano!!!!….
    mettendolo per iscritto mi rendo conto che sto esprimendo con parole improprie un concetto non ancora ben delineato dentro di me…
    è meglio che continui ad ascoltare quello che mi risuona dentro… 😳
    ciao a tutti.
    alessandra

  11. giovanna dice:

    Caro Marco, il tuo post ha suscitato in me tanto stupore: da tanti anni frequenti i corsi di Marco, leggi i suoi libri, e pare tu non abbia ancora trovato aiuti alla pratica meditativa!

    La cosa mi fa riflettere. Nei 7 “preziosi indizi” che riporti non trovo assolutamente niente di nuovo e diverso da quello che Marco ha sempre insegnato, e così pure nei punti emersi dalla “intensa corrispondenza” con Tim Parks. Davvero non mi riesce di trovare nessuna novità! A cosa è dovuto tanto entusiasmo?

    Mi chiedo: quale domanda è implicita nel tuo post? Dedicare forse più tempo alla pratica meditativa, alle difficoltà che si incontrano nella meditazione?
    Questo Marco lo fa negli incontri extra che tiene a casa sua, dedicati proprio all’approfondimento della pratica meditativa, quest’anno peraltro pochi, ma non per mancanza di disponibilità di Marco.

    Quando c’è la domanda Marco risponde: così per l’Intensivo di Albino, richiesto dal gruppo di Bergamo e dedicato all’approfondimento della pratica meditativa. Perché non cogli questa opportunità?

    Cercare altre vie di meditazione mi sembra una sorta di evasione dal metodo formativo integrato che seguiamo nei gruppi, e proprio nel momento in cui Darsi Pace si sta aprendo ad una internazionalizzazione che richiede un impegno maggiore da parte di ognuno di noi.

    Mi sembra inoltre che la meditazione di tipo Vipassana, che tu desideri sperimentare, sia un tornare a forme di iniziazione precristiane (in Yoga e preghiera cristiana Marco spiega bene la differenza).

    Bene, ho espresso con sincerità, quello che penso.

    Un abbraccio. giovanna

  12. marco f. dice:

    Torno volentieri “in linea” per l’attenzione che avete voluto riservare alla mia riflessione e per ringraziare gli ulteriori interventi che si sono susseguiti, ed ancora in particolare :
    Fabrizio,
    per la notizia degli studi recenti, che in certo qual modo corrobora la visione che mi si è spalancata della meditazione come autentica forma di terapia non solo della psiche ma anche del corpo umano;
    Gabriella,
    per aver così ben compreso la mia voglia di condividere una forte emozione, e per l’incantevole lago calmo in ognuno di noi che ci inviti a trovare;
    Alessandra,
    per le splendide intuizioni che il tuo profondo ed incessante auto-ascolto ti sta regalando;
    Giovanna,
    … ! … sono contento per lo stupore suscitatoti perché vuol dire essere vivi;
    sì, come sai sono il più vecchio frequentatore degli incontri e lettore dei libri di Marco Guzzi e, come evidentemente ritieni anche il più ritardato (sigh !), però stai tranquilla mi vado benissimo così;
    i “7 preziosi indizi”che ho riportato stanno felicemente e semplicemente a far risuonare oltre ogni frequenza quanto, in modi e forme diverse, dice anche Marco Guzzi;
    l’entusiasmo che ho provato è per la bellissima lettura, che raccomando caldamente a tutti, di una straordinaria autentica esperienza di guarigione del corpo attraverso la mente con clamorosi echi del nostro percorso, della quale maldestramente ho cercato di condividere i punti salienti; la prossima volta ti invierò come segretaria di redazione in anteprima il post così potrai cestinarlo direttamente se lo ritieni;
    nel mio post non è implicita alcuna domanda; sulla meditazione ho solo voluto riferire i frutti sorprendenti di esperienze consimili che possono meglio aiutare a superare le piccole o grandi difficoltà che questa pratica comporta come anche diversi partecipanti all’intensivo di S. Marinella mi hanno testimoniato di avere;
    conosco molto bene le possibilità, la disponibilità e le visioni di Marco Guzzi se non colgo “questa opportunità” come sostieni è per un ragionamento che non ti riguarda;
    io non so di quale “metodo formativo integrato” parli, e mi sento una creatura adeguatamente libera, nel percorso che seguo attraverso i Gruppi, di evolvere in modo del tutto naturale, specialmente e fragorosamente nel momento in cui il sito Darsi Pace si presenterà nella sua english-version, mantenendo saldo il mio inglorioso impegno sin qui indegnamente profuso;
    non so se sia esattamente la meditazione Vipassana, ma per me non ha alcuna importanza, sono stimolato solo da tutto ciò che mi fa crescere nel percorso che sto seguendo;
    preciso infine di essere interessato non alle forme di iniziazione precristiane, ma a quelle preebraiche che farei coincidere con la comparsa dell’homo sapiens;
    spero di essermi spiegato bene.
    Chiudo il presente intervento chiarendo in special modo a Giovanna che ben conscio del mio ego (o meglio di quel che ne resta) a qualunque ulteriore sua replica, per amor di non polemica, non corrisponderò alcun nuovo commento.
    Un grande abbraccio con affetto a tutti. 😀
    Marco F.

  13. Davide da Cesena dice:

    Caro Marco
    il libro di Parks l’ho acquistato appena uscito e mi ha colpito subito per la freschezza con cui affrontava il tema della meditazione.Penso che il tuo post giunga al momento giusto.
    Conosco Marco dal 2004 e frequento il primo anno dei gruppi e conoscendo e parlando con i più “anziani”ho notato(ultimamente)un certo disagio.
    Disagio collegato per lo più alla pratica meditativa,nel senso che si ha come l’impressione di non saper meditare veramente.B.(5 anni di corso) mi diceva di non avere mai fatto una pratica collettiva così sentita e poi come hai detto tu e anche M. sembra che non ci sia stata meditazione migliore di quella finale di Santa Marinella.
    Quindi mi sembra che il bisogno personale di approfondire la pratica non vada assolutamente contro quello che ci dice Marco,anzi lo vedo come arricchimento(tenendo presente che rimane un mezzo per arrivare ad Altro).
    Cara Giovanna capisco anche la tua posizione ma mi chiedo come mai mentre Marco da una parte spinge e propone tante nuove aperture dall’altra si sente l’esigenza di approfondire e sentire maggiormente i momenti pacificanti della meditazione.
    Con affetto.
    Davide Calandrini

  14. luciana p. dice:

    Caro Marco, la scorsa estate, proprio dopo aver letto il tuo post, ho acquistato il libro di Tiziano Terzani, ne hanno fatto anche un film che sinceramente non ho visto. Ho letto il libro e mi sono chiesta ma ancora non si è stancato di andare dagli indovini questo? Ognuno gli diceva una cosa diversa e poi lui è morto come nessuno gli aveva “predetto”. Mah! forse sarò ignorante io ma doveva fare tutto quel viaggio per capirlo? Per questo ora mi domando se anche questo libro non sia la stessa cosa, e cioè capire che la meditazione, l’autosuggestione, la malinconia portino le malattie… Scusa se te lo dico, ma queste sono cose che già si sapevano! La vera novità, non sta nel leggere un libro, ma nella consapevolezza che tutto ciò sia vero, ed è anche per questo che frequentiamo i gruppi! Un caro saluto.

  15. luciana p. dice:

    Mi correggo, volevo dire che l’autosuggestione e la malinconia, spesso portano malattie anche psicosomatiche come scriveva Fabrizio, non certo la meditazione che invece ci aiuta a superarle! Ecco,io sono la dimostrazione del post di Giovanna, l’insonnia a volte mi tiene compagnia. Un altro studio fatto in America ” ma studiano solo lì?” dice che se non si dorme a sufficienza si perde qualche “pezzo”! O lo si acquista? Bè per ora buonanotte.

  16. rosella dice:

    … è il pensiero che mi pensa alle 5 del mattino di mercoledì 1 Giugno 2011

    penso che l’attuale travaglio umano si misuri sulla libertà.
    la gioia di vivere è felicità
    la gioia di esistere è sapienza
    ruotare liberamente è danzare nell’azzurro del cielo: l’ io esisto .
    La lode si nutre riconoscenza nella danza che anima il corpo.
    L’esistenza ci rende ciò che siamo: “spiriti liberi di amare incarnandoci”.
    “Il silenzio è il luogo nel quale ci è donata la possibilità di crescere liberamente”
    Così come l’utero è il nostro luogo naturale di formazione e crescita così è il silenzio.
    Il Silenzio di Maria è il luogo nel quale RISUONA SOLO “un sì”
    ” s ” come silenzio, “i “come l’abbandono del corpo all’immensità dei cieli aperti, lì per noi.

  17. rosella dice:

    Cara Gabriella,
    forse non era questo il luogo più adatto nel quale postare la sintesi che mi è pervenuta riflettendo su quanto mi avete detto a Santa Marinella: tu, Davide e Ale.
    La libertà di essere ciò che siamo nel nostro personalissimo punto evolutivo storico, quello in cui ci evolviamo sulla linea del tempo.
    Ciao, buona giornata e alla prossima
    con affetto
    Rosella

  18. O CHE BELLO ! Grazie Marco , ecco una bella occasione per parlare della meditazione mettendo in primo piano le nostre difficoltà.
    Sei in buona compagnia caro Marco, io credo che tutti coloro che si avvicinano alla pratica meditativa passino attraverso diversi stadi di conoscenza che naturalmente evolveranno nel tempo in funzione di quanto di questo gli verrà dedicato.
    E’ dal primo incontro del cammino DARSIPACE che mi cimento con la meditazione così come Marco ce l’ha offerta e devo riconoscere che i risultati arrivano lentamente ed a volte sorprendentemente , del resto già in quell’incontro ci veniva annunciato il nostro stato di appartenenza alla categoria dei PRINCIPIANTI che non avremmo mai perduto nella nostra storia terrena.
    Ci sono dei giorni che mi sembra di aver capito di più , altri dove tutto torna di nuovo in discussione ma una cosa è certa la meditazione è una grande occasione di trovarsi soli con se stessi ( inizialmente ) e già solo questo non capita molto spesso, imparare ad entrare nel silenzio della mente e nella sintonia del corpo sciolto da ogni tensione è già un gran risultato ed ho sperimentato che l’ostacolo maggiore è proprio l’ansia da prestazione.
    Finchè mi sono seduto con l’attesa di valutare cosa sarebbe accaduto sono rimasto deluso , poi frequentando gli incontri supplementari che Marco ci ha sempre offerto , e confrontandomi con gli altri mi sono accorto che era il presupposto errato .
    Ora non mi aspetto più nulla, lo accolgo , con un sorriso perché solo il fatto di essere lì seduto in ricerca della quiete mentale e della sintonia con il corpo e quindi con il tutto (cosa che a S. Marinella Marco ci ha sapientemente illustrato ) è un fatto rivoluzionario per la mia vita .
    Devo riconoscere che un grande effetto in me lo ha avuto la partecipazione al corso formatori, occasione utilissima per farmi riprendere in mano quei testi che ritenevo di aver letto e quindi conoscere ( niente di più errato ! ) nei quali ho ritrovato le risposte già ricevute ma che non ero in grado di assimilare al momento per una mia non applicazione.
    Alla fine mi sono domandato con grande sincerità : “ ma io quanto tempo dedico a questa cosa che penso sia importante per il resto della mia eternità ?”
    Ti lascio immaginare la deprimente risposta
    Grazie Marco , i tuoi pensieri saranno sicuramente uno stimolo per approfondire sempre meglio la pratica e credo che tutto quello che Guzzi ci ha messo e continua a mettere a disposizione sia veramente indispensabile per comprendere che poi in fondo la pratica meditativa non è che un passaggio , necessario ma non indispensabile per giungere nella profondità alla fonte della vita.
    Chiamiamolo come vogliamo ma la’ dove la vita sgorga tutto può essere sanato e perdonato e nella storia umana solo una volta è accaduto che qualcuno abbia detto e mostrato queste cose , sono passati più di 2000 anni ma proprio ora abbiamo l’occasione di mettere in pratica il suo insegnamento .
    Un abbraccio pacificante a tutti Ale

  19. Corrado dice:

    Questo post di Marco F. e i commenti che ha suscitato mi hanno portato a meditare sulla meditazione. Anche il titolo mi ha intrigato: “Insegnaci la quiete”. Ma chi è il destinatario di questa invocazione?
    Ecco qualche eco, carissimi.

    Le tecniche di meditazione sono varie (oriente e occidente; dentro l’oriente e dentro l’occidente), anche se assai simili per certi elementi base; sono diversificate nei percorsi trasformativi che aprono o chiudono, e nei contenuti nutritivi che permettono di assimilare o meno.

    Meditare non è un fine ma un mezzo-via per arrivare ad Altro (lo ribadiva Davide).

    Desiderare di meditare è una cosa diversa dal “meditare”.
    E “meditare” con il cervello (rappresentazione) è cosa diversa dal meditare con tutto se stesso (esperienza)

    Imparare a meditare è diverso dall’imparare a trasformar-si

    “Praticare” (verbo familiare nei Gruppi DP) non è semplicemente meditare ma trasformar-si, lasciando-si trasformare per “grazia” ad immagine … del Vivente.
    Sì, ma Chi è il Vivente? Quale Vivente?
    In “Chi” trasformar-mi, lasciando-mi trasformare in-con-per Lui?
    Non è indifferente l’una o l’altra risposta.

    Dobbiamo avviare processi iniziatici pre-cristiani, pre-ebraici, pre- fino alle origini?
    La proposta di DP – e perciò mi interessa – prende avvio (e prosegue il suo corso) alla luce dell’irruzione storico-trasformativa di Cristo, ordinata a far fare Pasqua al mondo intero. L’abbiamo risentito nell’intensivo di Santa Marinella. Marco G. non omette occasione per dirlo e ri-dirlo, con l’uno o l’altro vocabolario.
    Parlo per me: a che vale imparare tutte le tecniche meditative di questo mondo se non riesco a fare un passo in più nella conoscenza di Cristo e questi crocifisso?
    Risorto perché Crocifisso.
    Avverto sempre meglio che l’iniziazione “cristiana” convoglia in sé, superandola e compiendola, ogni iniziazione umana.

  20. Gloria a Dio nell’Alto dei Cieli..
    e pace in terra agli uomini di buona volontà!
    Carissimo Marco, grazie per averci dato la possibilità di parlare della meditazione, esprimere la nostra esperienza, aprirci al confronto.(ero a S.Marinella non ho avuto il piacere di conoscerti).
    ho letto il tuo post lasciando e riprendendo la lettura con viva attenzione,pratico la meditazione da circa 11 anni e l’argomento , in me, ha suscitato alcune reazioni che voglio esprimerti.
    la prima è lo stupore: “ma Marco non è nel gruppo da tanto tempo? cos’è che ha ostacolato la pratica meditativa?”
    la seconda azione è stata quella di osservare in me il percorso della mia esperienza..sono arrivata a Marco Guzzi dopo otto anni di pratica della meditazione vipassana ho trovato nella sua proposta la sintesi/ essenza di ciò che stavo cercando: la ricerca della “verità” in me. L’integrazione fra l’esperienza di vita (storia personale,ambiente culturale, dimensione psicologica, spirituale)e l’armonizzazione tra gli stati del nostro IO. La relazione con ciò che più è vero in me, facendo vera e sostanziale esperienza dello stato di unione dell’Io in relazione. L’umile pratica meditativa di ogni giorno è stato, ed è, il campo di coltura della mia personale ricerca..
    Oggi Marco, per te, è avvenuto ciò che da tempo “aspettavi”.. non ciò che pensavi fosse la meditazione ma la tua personale comprensione che la meditazione va praticata, incarnata, fatta tua con tutto te stesso, semplice – mente con il tuo respiro..
    Tutto ormai è pronto in te per rispondere, senza resistenze alla “CHIAMATA”..
    è questo, secondo me, il processo della meditazione: farsi accogliere e sentire profondamente “IO ESISTO” “VOGLIO VIVERE” questa è l’esperienza possibile per me è LA VIA, LA VERITA’, LA VITA! tutto è pronto per rifiorire nuova-mente!!
    allora mi sono detta: per Marco, per me, per tutti, ciò che veramente è importante è decidere di “ESSERCI” partecipando alla nostra vita con tutta la buona volontà..
    GLORIA A DIO.. e pace in terra.. fatta pace con la nostra umanità,più veri e in relazione con ciò che è altro da me, accolgo con BENE – VOLENZA ogni possibile relazione perchè mi permette di compiere in pienezza ciò che sono chiamato ad “essere”.
    Questo è il momento propizio non posso più aspettare: “eccomi”
    il gruppo “darsi pace” c’E’ esiste! Grazie a Dio!! grazie a voi,un abbraccio a tutti. vanna

  21. Carissimi, a me pare che l’unica vera (e sempre grande) difficoltà della pratica meditativa consista nel praticarla.
    Se la pratichi funziona, altrimenti no.
    Praticarla sul serio, come diceva Massimo, significa semplicemente praticarla tutti i giorni per tutta la vita.
    Praticarla ogni volta come fosse la prima ma anche l’ultima volta. Praticarla puntando tutto su di essa, la nostra stessa speranza di vita.
    Praticarla cambiando al contempo la nostra vita, perché non puoi essere un orante mondano, un meditante con troppi grilli per la testa, un contemplativo con troppi desideri, brame, asti, attaccamenti, impegni di lavoro, etc.

    E su questo concordano tutte le tradizioni.
    E in ogni scuola seria trovi gli stessi problemi che incontriamo nei nostri Gruppi, sostanzialmente la difficoltà a iniziare a fare sul serio…niente di strano perciò se Marco o altri hanno ancora difficoltà…è sempre e ovunque così.

    Non ci sono miracoli, né effetti immediati.
    La trasformazione è lenta e richiede umiltà infinita, perseveranza sconfinata, determinazione da combattenti, e molto coraggio, perché la meditazione è l’arte di imparare a morire.

    Nei nostri Gruppi noi diamo indicazioni abbastanza precise sulla pratica di concentrazione e di consapevolezza fin dal primo incontro del primo anno, e capita che alcune persone inizino subito una pratica regolare e seria, ottenendo buoni risultati, come ci testimoniano perfino alcuni praticanti del primo anno telematico.

    Data la natura del nostro lavoro e la sua scansione temporale: 12/13 incontri ogni anno, oltre a alcuni intensivi, la pratica meditativa non può essere seguita per molto tempo, viene lasciata all’approfondimento personale e aiutata con molteplici strumenti: incontri personali o di gruppo supplementari,libri, audio, video, etc…

    Il nostro è infatti un metodo integrato, nel quale la meditazione, che dal secondo anno si integra con la preghiera cristiana, è uno dei 3 contenuti, che richiedono ognuno una sua pratica.
    Per noi cioè la pratica dello studio e dell’autoconoscimento non sono scindibili da quella meditativo-contemplativa.

    E comunque lo scopo di tutto il lavoro è la nascita del nostro io spirituale, la rigenerazione dell’IO nello Spirito di Cristo.

    Noi infatti siamo cristiani, e non buddhisti, anche se la meditazione Vipassana o quella Zen o lo Yoga possono servirci come ottime preparazione all’ascolto.
    Lo stato di presenza è cioè l’introduzione all’io in relazione, e cioè alla Fede, e alla sua espressione naturaliter messianica e missionaria.

    In tal senso forse un desiderio di rifluire nella quiete meditativa, per rispondere a Davide, mi pare segnali due possibili moventi: 1) la necessità di realizzare meglio ciò che viene passato nel Triennio di base, e in particolare apprendere una pratica meditativa e contemplativa più seria; 2) la percezione conseguente di paura di fronte alle sfide missionarie che si aprono, e che richiedono un radicamento abbastanza forte nella Nuova Umanità di Cristo, e cioè, ancora una volta, una penetrazione più sostanziale nell’itinerario iniziatico dei nostri Gruppi.
    Una sua maggiore REALIZZAZIONE, come abbiamo detto negli ultimi due anni dell’Approfondimento.

    Tutto bene, comunque, a volte un nuovo libro, come quello propostoci da Marco, può farci comprendere cose che abbiamo magari sentito mille volte, ma che non eravamo ancora disposti ad ascoltare.
    L’importante è lo scopo: approfondire la nostra pratica, praticare la nostra meditazione e la nostra preghiera, la nostra peculiare forma di pratica spirituale, arricchendola di tutto ciò che possa esserci utile per rinascere nella libertà dello Spirito.

    Un abbraccio. Marco

  22. E’ divertente che in 10 minuti Ale, Corrado, Vanna ed io abbiamo scritto praticamente in simultanea inconscia……

    Bellissima sintonia con tutti.
    Davvero lo Spirito è UNO!

    Baci a tutti, e grazie a Marco per questo stimolo tanto fecondo…
    Marco

  23. Grazie a tutti per la ricchezza di queste riflessioni e a Marco F. per averle avviate.
    Il metodo Darsi Pace cerca di integrare i tre livelli (culturale, psicologico e spirituale) in quanto ciascuna dimensione, presa da sola, è terribilmente insufficiente a farci ‘passare di fugura’, a farci stare bene, a renderci felici e pacificati.
    Ora, per esempio, sento che la dinamica conflittuale che si è instaurata tra Marco e Giovanna sul tema della meditazione, chiederebbe un approfondimento. Non solo a loro, ma anche a me, che sto a disagio. Un esercizio a 9 punti, per esempio, che è lo strumento che, già dal secondo anno dei gruppi, ci consente di capire meglio come siamo fatti, le nostre dinamiche di attacco/difesa, le strategie che la nostra maschera indossa per paura e per restare separata dalla vita e dagli altri. Credo che spostare il piano su quella dimensione (magari non nel sito), sarebbe lo scatto davvero proficuo e veritiero. Che contribuirebbe a togliere uno strato di menzogna e quindi di noia.
    Nel mio caso (ma non voglio, né posso tediarvi con una condivisione dell’esercizio) sento che una parte di me vorrebbe fuggire vigliaccamente dalla situazione e lasciare i ‘litiganti’ a loro stessi. Un’altra parte, più ‘buonista’, ma ugualmente distorta, vorrebbe intervenire, ma senza sapere come, anzi temendo di fare peggio. Quando entrambe le alternative creano disagio, vuol dire che siamo in una situazione alienata. Bisogna dislocarsi.
    Scendo nell’abisso delle mia ferita, nell’impotenza: mi sintonizzo con il dolore e la fatica degli altri, con il loro limite, che è anche il mio.
    Chiedo aiuto al Principio della vita, che venga a guarire le nostre ferite e le nostre scissioni.
    L’aiuto viene…..
    Un forte abbraccio a tutti.

  24. Paola carissima, come in altri casi, il tuo agire è sempre spiazzante rispetto allo schema prevedibile dei conflitti (o di qui o di là), e ci riporta tutti a quel giusto e faticoso esercizio che solo nella meditazione trova le risposte precise. Un abbraccio. Massimo

  25. giovanna dice:

    Cara Paola desidero tranquillizzarti: io e Marco non stiamo litigando, non c’è alcuna dinamica conflittuale tra noi, siamo reciprocamente in pace.
    Dopo il tuo intervento ho chiamato Marco per chiedergli se era vero che stavamo litigando, perché io non mi sentivo in lite con lui e anche lui mi ha detto di non sentirsi in lite con me.
    Che bella cosa Darsi Pace! Poter essere ciascuno nella verità di se stesso, accettarsi nella diversità e non sentirla come motivo di opposizione e conflitto, ma come arricchimento, occasione di riflessione e crescita.
    Ciascuno con i propri limiti, riconoscendo i propri limiti e accettando quelli dell’altro con com-passione, come ci ha ricordato oggi Filomena con il suo bellissimo post.
    Tanti abbracci di pace a tutti! giovanna

  26. Gabriella dice:

    In merito al disagio di Paola, che comprendo in quanto lei è molto simile a me nel carattere e nel temperamento, stavolta proprio non ne vedo motivo.
    Nel caso in oggetto Giovanna ha espresso uno stupore e Marco le ha risposto con le parole in cui crede, tutto qui.
    Proprio quest’anno a Santa Marinella notavo, guardando i visi delle persone, quanto siamo diversi. Diversi di età, diversi nel corpo, nel vestire, nel pensare, nel lavoro svolto, nel reagire, nel soffrire.

    E questa per me è la cosa più bella, perché insieme identifichiamo una parte di quel “tutto” di cui ha parlato Marco G. come tema fondamentale dell’intensivo.

    Marco G. credo sia talmente oltre i nostri disagi che non si stupisce! Né tantomeno si aspetta che noi ci concentriamo solo sulle sue parole od i suoi testi. Tanto è vero che per aiutarci in una migliore comprensione (o per convincerci!) è sua abitudine leggerci citazioni di altre persone “illuminate”.
    Spesso capita anche a me di sorprendermi e di gioire leggendo altrove qualcosa che lui ci ha ripetuto all’infinito in questi anni, ma egli credo sia comunque consapevole di aver permesso di sviluppare questa nostra sensibilità arrivando ad un profondità di intenti che forse da soli non avremmo mai raggiunto!

    Sono felice per Rosella perché nel nostro piccolo abbiamo contribuito a farle comprendere meglio la ”libertà” di cui ha bisogno.

    “Vale la pena, comunque, se ciò serve a togliere anche un solo grammo di dolore”
    (frase di Marco G. a Santa Marinella).

  27. marco f. dice:

    Beh che dire?, non mi aspettavo certo tanta abbondanza di contenuti, e vi ringrazio oltre ogni limite.
    Preciso a scanso di equivoci che Giovanna ed io non abbiamo litigato, ce le siamo date letteralmente di santa ragione come nei film di Bud Spencer e Terence Hill (lascio a voi indovinare chi è Bud e chi è Terence …), ma non siamo in lite affatto, ed ho accolto con piacere la sua telefonata stupita di … tanto clamore suscitato dal nostro parlarci senza mediazioni ipocrite.
    Mi corre l’obbligo però (come qualcuno dice in questi casi), e prima di riferirmi singolarmente ad ogni intervento, di premettere con CHIAREZZA quanto segue:
    1. Lo scopo del mio post era : parlare della meditazione perché la ritengo una pratica fondamentale nel percorso iniziatico dei Gruppi Darsi Pace e per il benessere di ognuno;
    2. Il libro che ho letto è una seria testimonianza di un eclatante episodio di guarigione da un grave male fisico attraverso la meditazione e dunque del suo grande potere e di come si può arrivare a comprenderne il valore e praticarla : meglio e con i migliori risultati;
    3. Ho sentito il bisogno di consigliarlo a tutti i partecipanti ai Gruppi Darsi Pace perché penso di non essere il solo a trovare difficoltà nella pratica;
    Ciò esplicitato passo sinteticamente ai singoli commenti che avete generosamente profuso:
    Davide, grazie davvero hai capito e condiviso perfettamente il senso di quel che volevo dire, ti chiedo solo di precisarmi (magari per e-mail) quel testo che avevi, e ho sbirciato, a cena con MG che se non ricordo male è di Tomberg (?) e di farmi sapere se hai sentito le registrazioni …P.S. : grazie per K. Bjornstad, me lo aveva consigliato anche mio fratello ma non gli avevo dato retta…
    Luciana P., nei punti da 1 a 3, credo di averti chiarito il mio intento, mi dispiace per la tua delusione sulle peregrinazioni insulse, come tu dici, di T. Terzani, sono certo che ti troverai più gratificata dagli inviti alle letture di altri come ad esempio Enrico Macioci, molto più esperto di me, io resto convinto che leggere un libro è sempre una novità e se ne trovo uno che ritengo importante per Darsi Pace lo consiglio, grazie comunque;
    Rosella, per l’importanza del silenzio, si,grazie;
    AleCia, grazie davvero, è proprio là dove la vita sgorga che possiamo risanarci e rigenerarci, il tuo richiamo all’esperienza che stai avendo nel corso formatori mi ha fatto molto riflettere e comprendere meglio quanto anche io creda … di aver letto e assimilato i libri di Marco Guzzi;
    Corrado, decisiva e feconda la tua meditazione sulla meditazione, davvero sento che l’iniziazione “cristiana” convoglia in se ogni iniziazione umana, grazie per la tua attenzione;
    Vanna, che dire? Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Spero di avere quanto prima il piacere di conoscerti, una persona dopo otto anni di meditazione vipassana è per me un mito!! Credo di si oggi è avvenuto in me ciò che da tempo “aspettavo” e sento di essere pronto per rispondere alla chiamata, grazie davvero di cuore, e … a presto;
    Marco Guzzi, il mio moto di gratitudine verso di te è come un grande eterno fiume, … come il Nilo, sento di non dover aggiungere molto altro a quello che tu sai già e comprendi di me. Ancora grazie. Le nostre sincronicità sono ormai essenza di un solo Spirito.
    Paola, spero di averti tranquillizzato con quanto detto all’inizio : tra Giovanna e me non c’è lite ma … convergenze parallele … a te che sei l’unica più anziana di me nei Gruppi, al tuo rigore nel metodo, alla tua pratica, alla tua esperienza, alla tua tenacia, alla tua visione, mi inchino devoto come ad un monaco (tale pere me sei ormai … se avessi detto monaca avresti sorriso!), comprendo ancor di più l’importanza cruciale del Corso Formatori, grazie dal cuore.
    Gabriella, molto simile a Paola davvero, ne sono convinto, hai attentamente espresso il senso compiuto delle nostre esperienze nei nostri percorsi attraverso il lavoro dei Gruppi, la tua precisazione mi da ulteriore conforto e risuona nel tema dell’Intensivo da poco trascorso :Io e il Tutto, che grande occasione di crescita ci è stata offerta. Grazie nel cuore.
    Buona meditazione a tutti.
    Auguri pacificati.
    Marco F.

  28. Amen!
    e vabbè, l’esercizio a 9 punto stavolta l’ho fatto solo io.
    Un caro saluto a tutti dalla falsa monaca

  29. Salve,come sempre interessantissimo alternarsi di idee,esperienze,proposte e sensazioni.Volevo partecipare che anch’io da un pò,periodicamente,con un gruppo di persone e condotti da un religioso cerco di praticare la preghiera di meditazione cristiana.Il silenzio alla base di tutto,insieme all’osservazione di tutto ciò che emerge alla porta del cuore,senza caricare di significato lo scorrere di tali sequenze immaginative o di senso,unite ad una respirazione che introduce ad una attesa di quiete.Ciòè attesa dell Spirito che scenda in noi, a pregare, a pregnarsi in noi.Rilassamento,silenzio interiore,respirazione e soprattutto desiderio di ricevere in sè il Veniente aiutano a creare le condizioni per la preghiera e meditazione cristana.Nn sempre ho avuto risultati eccellenti,altre volte è la nn pratica che comporta stanchezza nella lunghezza dei periodi ma spesso il mio spirito si è arricchito,energizzato nella quiete anche esistenziale della Sua Beneamata presenza.ciao,renato

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