Un’esperienza pilota Il Gruppo Darsi Pace di Mozzo Dorotina

Dopo il seminario intensivo tenutosi ad Eupilio nel dicembre 2007, il gruppo bergamasco che vi aveva partecipato decise di dare continuità alla proposta di Marco Guzzi incontrandosi regolarmente (ogni 30-40 giorni) per condividere la lettura del manuale “Darsi pace”, il lavoro autoconoscitivo e la meditazione.

Per un anno il gruppo è stato itinerante, poi si è stabilito nella parrocchia di Mozzo Dorotina ed ha definito l’attività aderendo al metodo integrato, in collegamento con le lezioni del corso telematico.

L’esperienza è solo all’inizio, è il tentativo di portare dentro le nostre realtà la fatica e la gioia della trasformazione.

Sabato 18 Giugno u.s., durante la riunione di fine anno, abbiamo condiviso le riflessioni sull’esperienza vissuta quest’anno. Ora cercherò di comunicarvela così molto semplicemente.

La parte in grassetto è la mia condivisione come coordinatrice, all’interno della quale ho ritenuto opportuno inserire significativamente stralci dei pensieri degli altri componenti il gruppo stesso.

Mi corre l’obbligo, l’onere e l’onore gaudioso di trasmettere a Paola e Marco Guzzi i molteplici apprezzamenti ed i relativi ringraziamenti,  scaturiti dal cuore del gruppo.

Nella fotografia non siamo tutti presenti, ma, unita-mente vi auguriamo buona lettura.

Svolgere il ruolo di coordinatrice, mi ha fatto necessariamente mutare lo sguardo d’insieme ed ho dovuto fare i conti, di volta in volta, con le mie difese e i miei desideri di fuga; decidendomi così a lavorare seriamente su me stessa,  sia personalmente che in coppia. Ho preso di petto la mia immobilità, che oppone resistenza ai cambiamenti e alla fatica necessaria a produrre un lavoro da proporre ad altri, nonostante la consapevolezza di non averlo ancora assimilato io stessa.

@ Se non sei abituato a godere la vita, incomincia da ora.. . Ascoltare la paura è un buon metodo per tirare fuori il meglio di noi, di appropriarci della libertà di scegliere, di decidere.

@ Ogni incontro è stato una occasione per ribadire le motivazioni della mia presenza sentendomi accanto compagni di viaggio che condividevano con me intenti e finalità.

@ Tre erano gli obiettivi che mi ero proposta… uno di questi era  assicurare la mia presenza al gruppo. In questo sono riuscita anche perchè sentivo la necessità di ritrovarmi in questo appuntamento che mi trasmetteva tanta gioia ed energia.

@ Vivo l’impegno e la disciplina del lavoro spirituale  non come forzatura, ma come cura che dolcemente offro a me stessa, ma anche agli altri…

Il mio tentativo costante è stato quello di mantenermi in apertura verso il gruppo, in modo da consentire a tutti noi di sperimentare la possibilità di costruire un luogo di fiducia reciproca ed a tratti di comunione. Senza per questo dare nulla per scontato,  ma, riconoscendo anche  la concretezza,  talvolta faticosa, del percorso proposto, che richiede  a ciascuno una libera adesione personale.

@ Gli incontri con il gruppo mi hanno permesso di mantenere desta e attiva la motivazione per proseguire.

@… strada facendo si è fatta in me la consapevolezza che ho proprio  desiderato incontrarvi, ho sentito  il piacere di stare insieme a voi e condividere , con voi, il lavoro …

@ A parte rari momenti di difficoltà che ho provato nel vivere situazioni di disagio nel gruppo, posso dire che l’entusiasmo e la volontà di proseguire questo cammino è forte, perchè sento che è molto importante per me, per il gruppo e per il bene comune

@ anche se la mia partecipazione al gruppo quest’anno è stata frammentaria, ho sentito dentro di me questo legame ed il desiderio di tornare.

Da quando ho cominciato questo cammino la mia pace interiore è aumentata e percepisco l’importanza della relazione. Ciascuno di noi ha delle potenzialità che possono essere dono per gli altri. Siamo come raggi che scaturiscono dallo stesso centro di luce.

@ Rompere l’isolamento, affidarsi al gruppo, raccontarsi, condividere e capire quanto è importante dare voce al dolore… . C’è qualcuno che ascolta, che accoglie le nostre fragilità… si riaccende la luce. Insieme si alimenta la speranza, si costruisce la consapevolezza, si elabora la capacità di guardarsi dentro, s’impara ad accettarsi per quello che siamo, con i nostri limiti e le nostre umane paure.

@  Con la difficoltà d’intraprendere la seconda parte del cammino quella sull’analisi familiare, quando ci siamo fermati  per approfondire il metodo e le sue pratiche, mi sono fermato anch’io. Da allora non ho più fatto autoconoscimenti né  personali né  da condividere  in coppia. E sono fermo tuttora.

@ Anche se non potevo essere sempre presente, mi sentivo parte del gruppo. Soprattutto durante i momenti meditativi personali avvertivo la vostra energia, e questa vicinanza mi è stata di grande sostegno quando ho attraversato il dolore,  nella mia vita.

Ho cercato di coagulare operativamente questo obiettivo attorno alle lezioni di Guzzi nel primo corso telematico, così da poter assimilare meglio la tecnica delle tre pratiche che definiscono il lavoro proprio dei gruppi “darsi pace”.

@ per me è importantissimo il lavoro di trascrizione degli incontri, quando lo leggo mi dona  almeno 48 ore di benessere…

@ ... riesco ancora a fare spesso la meditazione che il più delle volte mi rasserena e mi dà un senso di pace interiore.

@ Uno  dei miei obiettivi era Non mancare all’appuntamento con la meditazione ogni giorno. In questo ho mancato spesso. Non ho  ancora capito fino in fondo l’importanza di questi momenti.

Dare maggior spazio alla preghiera. Posso dire che questo impegno non è stato disatteso.  So cogliere nella preghiera momenti di grande quiete, oserei dire di profonda meditazione.

@ Le parole che ho fatto risuonare in me attraverso le condivisioni, sono state la parte che mi ha toccato più in profondità, anche se penso che dobbiamo lavorare ancora molto sull’empatia e il silenzio.

@ Nel concreto l’esperienza di quest’anno, ritengo che rappresenti solo l’inizio del  lavoro, una definizione più chiara del metodo da seguire e degli strumenti da utilizzare…

Al termine di questo anno e dopo l’intensivo di Santa Marinella, che mi ha donato un’ energia ed una chiarezza di decisione inattese, cresce in me il desiderio di aderire in modo sempre più pieno e consapevole a questo lavoro, complesso ma bello.

@ Al termine di questo anno d’incontri mensili confermo che credo nell’importanza di questo cammino esperienziale di autoconoscimento e trasformazione personale. Il percorso mi ha aiutata a prendere un contatto vivo, reale e costruttivo, anche se non sempre facile, con la mia interiorità

@ Le mie armi ora sono: la meditazione e la ricerca del mio ego.

“Ora, coraggio vai avanti non sei sola” Lui ti potrà aiutare anche quando dovrai camminare da sola. E questo è solo l’inizio. Avanti coraggio con pazienza e amore. Tra alti e bassi ma ce la puoi fare. Nessuno è perfetto, accetta anche le tue imperfezioni.”Signore, fammi dimenticare tutte le cattiverie passate (fatte e ricevute). Fai che il mio cuore indurito senta la Tua voce che mi perdona. Fammi sentire che mi aiuti a vivere la vita di tutti i giorni, con gioia pace e amore”.

Ho scoperto inoltre una cosa importantissima che all’inizio mi metteva in crisi e agitazione. Avevo paura del silenzio.  Nel gruppo ho imparato con la meditazione, mai fatta prima, l’importanza del silenzio.

Io non so se sono o meno adatta al ruolo di cui sono stata investita, però sono contenta che me lo abbiate accordato donandomi l’opportunità di maturare e crescere.  Spesso ho fatto esperienza della vostra sollecitudine che veniva in soccorso del mio limite: era come intravedere lo Spirito della vita che costruisce il regno, così “come Gli pare “, trasfigurando l’insieme.

@ Grazie mille, sei sempre gentile come al solito…

@ Affrontare i momenti di impasse senza Marco ha scatenato in me tanta paura,  è stato  un ulteriore lavoro  guardarla in faccia, scoprire di poterla attraversare senza perdermi  e  osservare quanto la presenza degli altri mi è stata di aiuto.

@ Penso che questa vocazione ci appartenga  e che tutti noi abbiamo contribuito a mettere in gioco le nostre esperienze di vita per  leggere, con maggior consapevolezza,  la nostra storia  personale, incarnata  da emozioni,  sensibilità, sentimenti : paura,  rabbia,  dolore, sofferenza,   ma con il  grande desiderio di superare la nostra personale sofferenza e andare oltre ..  per  trovare  la fonte della Vera vita!  … in quanto alla scelta verso te , non ho dubbi, hai svolto il tuo compito per ciò che  è richiesto in questa ora. In questa tua storia, nella nostra storia di gruppo.

Ogni componente del gruppo rappresenta una parte di noi. Nell’insieme ogni persona è una parte dell’altro… E’ ciò che ho voluto esprimere nella condivisione. Siamo un io in relazione In comune-unione, questo secondo me è lo stato dell’io pacificato che non separa, non giudica, non condanna; ma riconosce come funziona l’io quando non è in con-versione e lo accoglie per andare oltre ponendosi in una relazione autenticamente libera. Questo, in brevissima sintesi, è il lavoro che possiamo fare attraverso la via trasformativa.

Sul come proseguire per RICOMINCIARE decideremo insieme a Settembre, dopo l’intensivo di Albino, ascoltando lo Spirito che ci parlerà, anche, tramite Marco.

@ Penso che potremmo unire le nostre risorse sia nell’organizzazione che nella gestione degli incontri, ma anche nel collegamento con il lavoro della redazione di Roma.

@ Negli ultimi due incontri ho avvertito anche un disagio di presenza, unico maschio silenzioso in mezzo a donne che sanno parlare. Che dire? farò fatica ma spero tanto di restare con voi anche il prossimo anno.

@… auguro un’estate felice, ci rivedremo a Settembre, un abbraccio e

Buone vacanze a tutti.

Sevi, Carla, Irene, Rosella, Arianna, Gianni, Maria Grazia, Rosanna, Claudia.

Vanna, Ileana, Roberto, Rosa Maria e Giuliana

Comments

  1. Brave e bravi! Vi auguro davvero di continuare nell’impegno di costruire, vicino alle vostre sedi,” un luogo di fiducia e di comunione”. Spero che il vostro esempio sia seguito da altri! Io desidero che prosegua nel suo cammino, appena iniziato, anche un gruppo ligure-piemontese ; rinnovo perciò l’appello di Iside: se ci sono persone interessate , si facciano avanti! Mariapia

  2. Renato C. says:

    Ma che bellissima esperienza cara Rosella. Siete forti e coraggiosi. Auguri.

    Renato C.

  3. Grazie a voi, carissimi, ciò che ci offrite è un vero dono. Possiamo infatti constatare, grazie a questo vostro impegno, che il metodo che stiamo elaborando possiede una sua forza intrinseca, e che può quindi essere applicato da qualsiasi gruppo.

    Credo che il collegamento col Corso Telematico possa essere stato utile per avere una mappa, una traccia vivente da seguire.
    Quanti di voi seguono il C.T.?

    Comunque sono felice di leggervi, perché sento nelle vostre riflessioni lo spirito dei nostri Gruppi, quell’aria fresca e leggera, quella libertà e quella fiducia, che ci hanno sempre confortato in questi 12 anni di lavoro comune.

    Speriamo che lo Spirito continui a soffiare nei nostri cuori, e a guidarci verso la pienezza della vita.

    Un abbraccio a tutte/i. Marco

  4. marco f. says:

    Cara Rosella,
    davvero mi sembra un’ottime e molto promettente esperienza pilota.
    Complimenti ed auguri di cuore per il vostro lavoro, che attraverso tutti gli interventi elencati hai saputo così bene delineare nei passaggi e negli stati emotivi dei vari partecipanti. Fa gran piacere ritrovare così tante consonanze con i passi dei nostri percorsi.
    Un caro saluto ed un fraterno abbraccio.
    Buona estate a voi tutti.
    Marco F.

  5. Giuliana says:

    Cinque persone del gruppo hanno seguito il corso telematico che è stato una grandissima opportunità anche per il lavoro a Mozzo.

    Il corso telematico è stato un luogo protetto di condivisione più intima e profonda rispetto al blog e ha consentito a chi vi ha preso parte di utilizzare gli strumenti di lavoro con maggior consapevolezza e di stare in apertura verso le persone che stavano imparando ad utilizzarli.
    Sarebbe bello, il prossimo anno, che anche altri partecipanti al gruppo si iscrivessero al telematico.

    Giuliana

  6. Bella proposta Giuliana! Sento che potremmo trarne grande beneficio nel lavoro in comune,arrivando ognuno a possedere alcuni strumenti base del metodo di Marco.
    Penso che le difficoltà incontrate potrebbero essere meglio affrontate e il rigore e la disciplina necessari sosterrebbero i nostri percorsi che talvolta procedono a slanci.
    La bellezza e l’intensità delle condivisioni risuonerebbero sempre di più.

    Il corso telematico non solo
    mi ha guidato nella ricerca,ma mi ha “fatto ritrovare” prima ancora farmi sentire liberata e rinnovata nella mia vita spirituale.
    Rosanna

  7. Grazie a tutti
    per la prima volta mi ritrovo un po’ senza parole.

    In questi ultimi tempi, mi sto rendendo conto di una cosa nuova: che gli altri vedono meglio di noi anche il valore delle cose che compiamo e non solo i nostri errori, limiti o difetti che dir si voglia

    Scusatemi se, per ora, non rispondo personalmente a ciascuno di voi, ma sono stanca ed ho sonno.

    Buona notte a tutti.
    Rosella.

  8. Mi pare determinante questo uso misurato dello strumento telematico: seguire il C. T. per mettere a fuoco il lavoro negli incontri fisici.
    Credo che questo sistema potrà essere ripetuto sia in altri ambiti nazionali, con gruppi regionali o di singole città, sia in prospettiva internazionale.
    Credo che inoltre sia importante che ogni gruppo scelga una o due persone, magari a turno, che guidino i lavori.
    Penso infine che le trascrizioni degli incontri telematici che avete fatto offrano un materiale davvero prezioso.
    Un abbraccio. Marco

  9. L’incontro fisico con il gruppo mi ha permesso di sperimentare una nuova dimensione della relazione: sentire vivamente la “presenza” dell’altro come parte integrante di un insieme, non separato da me, percependo in ogni persona del gruppo una parte di me. questa nuova visione mi ha dato la possibilità di riconoscere e osservare quelle parti, ancora nascoste, che sono dentro ad ognuno di noi..sono parte.. sono di tutti, la risonanza o la corrispondenza mi ha permesso di “lavorare” su di me per una ricerca più affinata.

    La ricchezza dell’esperienza è stata la nostra diversità e la libertà dell’ essere autenticamente “se stessI” per così esprimere la nostra capacità, il nostro carisma, per donarci e farci dono…in vera relazione costruttiva.

    Percepirci “DONO” potrà aiutarci ad assumere respons -abilmente e con maggior serenità, il compito di guidare il gruppo, come ci indica Marco,magari a turno..argomento aperto al confronto dopo l’appuntamento di settembre ad Albino.

    Con tanta gratitudine,abbraccio tutti.vanna

  10. giovanna says:

    Carissime/i Rosella, Giuliana, Vanna, Rosanna, Claudia, Sevi, Carla, Irene, Ileana, Arianna, Maria Grazia, Rosa Maria, Gianni e Roberto, un GRAZIEEEEE di cuore a ciascuno di voi.

    Grazie per la vostra testimonianza!
    Grazie per il vostro entusiasmo, il vostro coraggio, la vostra determinazione!
    Grazie per la fede nel lavoro che vi fa affrontare con leggerezza le fatiche (penso in particolare a Giuliana pendolare tra Bergamo e Roma per seguire il corso di Marco!).

    Siete un grande esempio e di incoraggiamento per noi romani che avendo Marco tra noi forse ce la prendiamo un po’ comoda, e stentiamo ancora a fare un salto di qualità, ad assumerci la responsabilità di una diffusione dei gruppi aprendoci ad una sperimentazione.

    La sofferenza di tante anime mi fa capire che non c’è più tempo per paure e timidezze, per dire “non sono all’altezza, non sono capace”: non ci è dato uno Spirito di timidezza ma di forza.
    “Abbiamo un tesoro contenuto in vasi di creta perché appaia che la potenza straordinaria viene da Dio e non da noi”. (2 Cor)
    In prima persona devo comprendere che solo la docilità allo Spirito mi darà la forza e mi renderà capace, nonostante i miei limiti, le mie debolezze e fragilità.
    Devo imprimere bene dentro di me le parole di Paolo: “non mi vanterò fuorché delle mie debolezze…..quando sono debole è allora che sono forte”.

    Questo voi state testimoniando. Grazie per la docilità con la quale vi lasciate guidare dallo Spirito in una sperimentazione che indica forse la futura modalità di espansione dei gruppi Darsi Pace!

    Ancora grazie a tutti e in particolare a Rosella per il prezioso lavoro svolto nel suo ruolo di coordinatrice.
    Un grande abbraccio. Giovanna

  11. Ho letto attentamente ciò che avete corrisposto e vi ringrazio a nome di TUTTO IL GRUPPO.

    @ Renato – la nostra esperienza ha in sè qualcosa di peculiare: E’ UNA MULTICLASSE in cui si svolge l’identico programma e come coordinatrice c’è l’ultima arrivata.

    @ Vanna – “La ricchezza dell’esperienza è stata la nostra diversità e la libertà dell’ essere autenticamente “se stessI” per così esprimere la nostra capacità, il nostro carisma”
    Condivido appieno, ma quello che continua a stupirmi è come le nostre differenze si compensino in modo così efficace; e se penso a tanti piccoli particolari mi vien ANCHE DA RIDERE, magari per confondere la commozione che mi prende..

    @ Giovanna – Concordo con te: è la necessità che aguzza l’ingegno. Sta di fatto che il lavoro precedente ha tracciato un filo di speranza nella trasformazione del gruppo e nella nostra di vita, che ora “desidera di più”: AGIRE la necessità TRASFIDURA IL BISOGNO rendendolo desiderabile.
    .
    @ MariaPia – Quel che mi sento di dire è che SI COMINCIA DA QUEL CHE C’E’, continuando a chiedere ma anche andando per la propria strada. Progredire insieme è fare quel che si può IN PACE. (avercela !!!)

    @ Marco F – Ti ringrazio molto per le tue parole, anche nel post precedente hai sollecitato in me una riflessione che mi ha fatto compiere un passo in avanti (ho nel cuore il desiderio di trovare una modalità di dialogo con ciò che non si conosce dell’altro). In questo contesto invece sappi che l’unica cura che ho prestato al gruppo è stata quella di cercare di accogliere i tempi di ognuno.
    Anche se sono d’indole impaziente credo che questo lavoro sia possibile SOLO NELLA LIBERTA’.
    E’ molto faticoso impegnarsi seriamente a realizzare sè stessi. Quindi ho cercato di mantere desto il desiderio di continuare a farlo. Grazie di tutto e ciao

    @Giuliana – sottoscrivo l’invito a frequentare il telematico, poichè a prescindere dalla nostra FOLLE esperienza (tra noi alcuni non usano ancora internet e comunque mediamente siam tecnicamente dei principianti), ritengo inizialmente più fisiologica la costituzione di gruppi fisico/telematici come quello ligure/piemontese desiderato da Iside ed ora in embrione.
    Noi siamo proprio una bella sfida, che solo la docilità allo Spirito di Vita, può condurre in porto.

    @ Rosanna – “La bellezza e l’intensità delle condivisioni risuonerebbero sempre di più.” Penso che proprio in questo ORA si giochi la svolta del gruppo. (ma sai com’è io prendo di quelle cantonate!).

    @ Marco Guzzi. siamoi molto grati a te e a Paola per il vostro lavoro.. Alcuni di noi hanno deciso che “la coppia Guzzi” vada valorizzata. Per cui cerchiamo di rapportarci a voi come ad un INSIEME.
    Desidero dirvi questo: il nostro percorso pieno di dislivelli ritengo che possa evolversi se noi UMILMENTE decidiamo di seguire le indicazioni del metodo integrato così come ci vengono proposte.
    In sostanza, al momento COMPRENDERE BENE il valore del COME CONDIVIDERE ci aiuterebbe a procedere più speditamente.
    Quando sono emerse dolorosamente dal passato familiare, le nostre parti bambine ferite, l’assenza di un punto di riferimento (“loro però hanno Marco Guzzi!”)ci ha indotti alla prudenza.
    Se nella condivisione personale fossimo capaci di accogliere nel silenzio empatico, l’altro che si affida a noi, donandosi. Sperimenteremmo l’apertura di quella porta in cui si vela IL SUO MISTERO, senza interferire con l’azione dello Spirito.
    Se è possibile “facci capire”, facci sperimentare… !!!
    Un abbraccio a tutti e ciao

    Rosella

  12. Mi piacerebbe conoscere la storia del vostro gruppo: come è iniziata questa avventura? quali sono stati i primi passi? come si sono svolti i primi incontri? come si è sviluppata nel tempo?

    C’è qualcuno che vuol raccontare?

    Buona domenica! giovanna

  13. Cara Rosella, effettivamente la condivisione personale degli esercizi di autoconoscimento è la parte più delicata del lavoro.
    I Formatori, per questo, si limitano ad aiutare il praticante a eseguire correttamente l’esercizio, così come è indicato nel Manuale.
    Pochi o nessun commento, pochissime interpretazioni: solo seguire l’esercizio punto per punto in un ascolto empatico, che aiuti ad ascoltarsi e ad esprimersi, senza divagare, senza uscire dal tracciato, senza pretendere di risolvere tutto e subito, etc….
    Ci vuole in questo ambito grande disciplina da parte di chi guidi il lavoro e di tutti i partecipanti, perché una parola detta male può fare molto male.
    In tal senso, in futuro sarebbe molto opportuno che una o due persone, che accomoagnano un Gruppo, seguisse il Corso per Formatori.
    Voi intanto sperimentate con questo spirito umile e sereno, che vi guida. Lo Spirito infatti si dona, come sapete, a chiunque lo invochi con docilità infantile e fiducia.
    Un abbraccio. Marco

  14. “Ci vuole in questo ambito grande disciplina da parte di chi guidi il lavoro e di tutti i partecipanti, perché una parola detta male può fare molto male.”
    Caro Marco,
    le troppe parole dette durante le condivisioni (che avvengono ancora nel gruppo AL COMPLETO, poichè la condivisione a tre incontra ostacoli di vario genere) nascono spesso da una profonda conoscenza dell’altro e quindi possono anche aiutare; però impediscono di fatto di terminare gli incontri con una meditazione appropriata.
    Che compia INTEGRAL-MENTE il lavoro.
    E’ come se pensassimo ancora di dover essere noi a risolvere i problemi.
    La ricchezza del nostro gruppo è quella di essere tutti credenti e spiritualmente impegnati, anche se in ambiti differenti.
    Spesso concludiamo l’incontro partecipando alla Messa prefestiva insieme e questo aiuta, sopperisce alla nostra lacuna.
    ci stiamo lavorando.
    Buona Domenica
    Rosella

  15. Cara Rosella e carissime amiche e amici di Mozzo, GRAZIE!!!!!
    Mi associo a tutto ciò che è stato già espresso nei commenti precedenti e condivido la gioia per questo sboccio, per la fioritura di un’esperienza pilota basata sul nostro metodo, ma senza la presenza fisica di Marco.
    La valorizzazione della ‘coppia Guzzi’ cui fai riferimento mi lusinga e mi spaventa: fatico ancora a dire quel ‘noi’ che continuamente Marco pronuncia quando parla dei gruppi (“nei nostri gruppi noi riteniamo, teorizziamo, pratichiamo, etc etc”). Mi viene sempre da ribattere: “Sei tu che ritieni e teorizzi, io no, noi ancora no, non siamo capaci di farlo, e senza la tua guida i gruppi si scioglierebbero dopo poco tempo, per la difficoltà a tenere insieme tanti ego pronti a contrapporsi e a dimenticare qualla dinamica salvifica di morte e rinascita che sola può creare comunione”.
    Che bello sbagliarsi!!!! Che bello sperimentare che i nostri gruppi non sono i gruppi di Marco Guzzi, ma un laboratorio in cui l’unico maestro comune ci chiama a lavorare per migliorarci e per guarire le nostre malattie.
    Ho finito di leggere “Luce del mondo”, l’intervista a Benedetto XVI e vi riporto alcune parole significative: “abbiamo bisogno di isole, nelle quali viva e dalle quali si diffonda la fede in Dio e la profonda semplicità del Cristianesimo; oasi, arche di Noè, nelle quali l’uomo può sempre trovare rifugio. Spazi protetti sono quelli liturgici. Ma la Chiesa si impegna ad offrire difese immunitarie anche con le diverse comunità e movimenti….inoltre sviluppa spazi protetti nei quali, al contrario di ciò che di sfasciato ci circonda, si manifesta la belleza del mondo e la bellezza della vita”.
    Speriamo di poter sempre crescere insieme in questa complessa, difficile, rischiosa, travolgente ma anche entusiasmante vocazione!
    Un saluto con affetto a tutti
    Paola

  16. Provo io a raccontare la storia del gruppo e parto da tre anni fa quando ho cominciato a partecipare.
    Avevo chiesto timidamente a Roberto se potevo unirmi ai bergamaschi perché sentivo il bisogno e il desiderio di continuare il lavoro proposto da Marco insieme ad altri.

    Il primo anno abbiamo lavorato sulla prima parte del manuale “Darsi pace”, iniziavamo l’incontro ascoltando la prima meditazione e poi leggevamo alcune pagine del manuale, le commentavamo e ci davamo il compito per l’incontro successivo.

    Nel corso del tempo, entrando sempre di più nel lavoro, ci siamo detti che potevamo provare ad integrare i tre livelli e quindi svolgere il lavoro auto conoscitivo e collegarlo al momento meditativo e a quello culturale. Il corso telematico ci è stato di grande aiuto in questo nostro tentativo perché ha rappresentato il filo del nostro lavoro.
    Rosella trascriveva le lezioni e le portava al gruppo e ci invitava ad eseguire l’autoconoscimento sollecitandoci a seguire le istruzioni di Marco.
    Il gruppo non sempre lo ha fatto; io credo che nella fase iniziale in cui ci troviamo sia già tanto essere riusciti a capire l’importanza di lavorare sui tre livelli e provare a farlo.
    Penso che sia importante aderire al metodo e parallelamente stare in apertura verso tutti, accogliere i tempi di ciascuno, ma anche continuare con chiarezza e determinazione nel lavoro e le risorse presenti nel gruppo, secondo me, consentono di affrontare anche questo passo.

    E’ una grossa sfida, ma il tempo che viviamo ce la chiede e ritengo già una grande fortuna avere una strada tracciata che ci indica la direzione verso la quale camminare, ciascuno col proprio passo che si accorda al respiro.

    Non so cosa faremo a ottobre, sono fiduciosa che l’intensivo di Albino ci aiuterà a definire ulteriormente il nostro cammino nel quale stiamo imparando a per donare e questo è davvero una cosa meravigliosa.

    Grazie a tutti.

    Giuliana

  17. Cara Paola,
    io son sempre contenta quando LO SPIRITO SOFFIA “dove gli pare” INOLTRANDOSI … .

    La tua risonanza va oltre il nostro semplice grazie.
    Penso che ciascuno di noi, singolarmente e personalmente, debba badare alla propria di crescita; lavorando su sè stesso.
    Il resto VIENE DA SE’, poichè, come spesso ci ricorda Vanna “siamo parte integrante di un insieme” partecipi gli uni degli altri e per badare alla tua realizzazione non puoi prescindere dall’altro…. E poi tu hai pure LA CONIUNCTIO dalla tua (e che sarà mai??? ma? boh?!)

    Comunque sia, per noi tu sei una insostituibile DONNA BIONICA super-tecnica.
    Avercene!!!

    Saluti cari anche da Gianni
    Rosella

  18. Gabriella says:

    Vi sono vicina con tutto il cuore e vi auguro ancora un cammino lungo ricco della Provvidenza divina che sono sicura vi assiste. Un abbraccio Gabriella

  19. Meraviglia gioiosa!
    un giardino della nuova umanità che vuole nascere in noi e, attraverso di noi, nel mondo

    un abbraccio di pace
    Filomena

  20. Siete un gruppo di coraggiose e coraggiosi !!
    Chissà se è l’aria bergamasca…

    Un abbraccio fraterno

  21. Cara Giovanna,
    non so rispondere alla tua domanda sulle origini del gruppo, io ne faccio parte nel 2009/2010, scoprendo solo lì, che il manuale “darsi pace” era quello adatto agli inizi.
    La mia storia personale aveva molte assonanze con esso e mi è stato facile integrarmi.
    Posso dirti che il gruppo è molto eterogeneo, vi sono persone che praticano e seguono gli intensivi con Marco, da più di dieci anni, mentre la nostra ultima compagna di viaggio si è inserita proprio all’inizio di questo di anno.
    Alcuni di noi hanno partecipato ad alcuni intensivi ed altre mai, pur avendo alle spalle molte altre esperienze sia meditative che psicologiche.
    La decisione operativa che abbiamo preso nell’ultimo anno, è stata quella di chiudere il gruppo per poter approfondire i tre livelli: culturale, psicologico e meditativo. Tentando così una esperienza più significativa e coinvolgente.
    Precedentemente le persone venivano inserite di volta in volta con un semplice invito, come se fosse un assaggio del lavoro in atto.
    L’aspetto dell’inserimento di nuove persone è stato dolorosamente sacrificato e permane in noi come un noda da sciogliere.
    Staremo a vedere LASCIAMO CHE ACCADA.
    Ti abbraccio
    Rosella

  22. Gabriella e Filomena
    Grazie per le parole di apprezzamento ed incoraggiamento che ci donate.

    Corrado
    “E sì ! che l’aria delle valli è fine qui”.
    Tu però continua a pregare per noi.: che IL SOFFIO dello Spirito ci guidi sempre con TENERA FERMEZZA amorosa.

    Con affetto, auguro buone vacanze a tutti.
    a nome del gruppo “darsi pace” di Mozzo Dorotina
    Rosella

  23. Domenico Parlavecchio says:

    Finalmente un lancio deciso, fiducioso e di totale abbandono. Senza troppe domande ma solo con un grosso desiderio di trasformazione e di fare esperienza di Io in relazione. Consapevoli che io non sono solo quello che penso di essere ma sono anche altro. Un bellissimo e faticoso viaggio che non fate da soli.

    UN abbraccio di cuore sperando di potervi incontrare.

    Domenico

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