TRANS-FIGURARSI CON CRISTO, IN CRISTO

Durante il triennio di base dei gruppi Darsi Pace, apprendiamo la bellezza e la necessità di liberarci da tutto ciò che non appartiene autenticamente a noi, al nostro Io più vero; la bellezza e la necessità di trans-formarci, di trans-figurarci.
Per accostarci e attingere alla Fonte della felicità.

Arduo il cammino della trasformazione, irto di resistenze e strettoie, a volte molto doloroso.
Ma il Maestro ci ha preceduti nella via della trans-figurazione, mostrandocene l’abbagliante effetto, là, sul Tabor

Là, di fronte a loro, Gesù cambiò d’aspetto: i suoi abiti diventarono splendenti e bianchissimi
(Mc 9, 2b)

Così speriamo per noi, per ogni donna, per ogni uomo: diventare simili a Cristo, aderire all’immagine del Figlio.
Solo questo può farci veramente felici.

Vorremo forse dire con S.Paolo
Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me
(Gal 2,20)

Ma quale trasformazione verso il bene può avvenire in noi (dunque nel mondo) senza l’intervento di Dio?
Infatti

Nessuno a questo mondo avrebbe mai potuto farli [i suoi abiti] così bianchi a forza di lavarli.
(Mc 9, 3)

Ed è questo lavacro che voglio chiedere al Signore: fa’ che io diventi, torni ad essere, bianca più della neve, più della farina più fina, quale Tu mi hai plasmato e macinato nella tua mente di Padre buono.

Nella Cena del Signore (Mt 26,26-30; Mc 14,22-26; Lc 22, 15-20), il corpo di Cristo si fa pane, il suo sangue si fa vino, come a testimoniare la bellezza e la necessità della trasformazione perfino per Lui, che da Dio si fa anche Uomo, alimento di vita per l’umanità, ponte lanciato tra cielo e terra come un arcobaleno di Nuova Alleanza.
Per sempre.

La trasformazione più eversiva e radicale che il Vangelo ci testimonia è la Resurrezione di Cristo: con Lui, in Lui, la morte non è la fine, ma diventa vita, nuova e vera.
Nuovo inizio senza fine.
Così speriamo e crediamo, per ogni uomo, per ogni donna.

E così possiamo pregare, insieme se lo volete

Fa’ che
trasfigurata
io stessa diventi
vivente
trasparente
preghiera

Per ricominciare anche quest’anno, ogni giorno di nuovo, il nostro viaggio trasformativo, il 15 ottobre 2011, alle ore 18, presso il Complesso Storico dei Domenicani, in Piazza della Minerva n. 42., a Roma, si terrà la conferenza di presentazione del lavoro dei gruppi.

Vi abbraccio
Filomena

Commenti

  1. Cara Filomena,

    il tuo post è di una così grande bellezza che mi pare d’infrangere un RELIGIOSO SILENZIO.
    Ciò nonostante penso che un blog si misuri sulla nostra fatica trasfigurativa NELLA PAROLA.

    Forse non a caso Pietro voleva piantare tre tende lì sul monte.

    Non era ancora il tempo nel quale la consapevolezza umana riconoscesse nel proprio cuore, LA TENDA DELL’INCONTRO gioioso in un dialogo di trasfigurazione.

    In fondo la dinamica è molto semplice… il ritorno è un ritorno all’origine: riconosciamo l’impotenza umana ed offriamo al Signore della Vita , questo nostro niente: il nulla che siamo… NELLA FIDUCIA.
    Affidandoci al Suo Amore, onnipotente, creativo e ricreativo… siamo rivestiti “già e non ancora” di questa, nostra, luminosa veste.

    In comunione, condividiamo la speranza di essere RISANATI TRASFIGURANDO, noi ed i nostri cari tutti nell’universo
    .
    Grazie.
    Un caro abbraccio, con affetto
    Rosella..

  2. Lo scorso anno, partecipando al corso telematico e al corso di approfondimento, mi sono trovata a vivere l’inizio e la fine di un percorso che comincio a comprendere nella sua dinamica e corposità.

    Strada facendo ho rivisitato alcune tappe della mia vita leggendole nella dinamica trasformativa.

    Credo che il lavoro interiore sia un eterno ricominciamento nel quale il nostro cuore guadagna in integrità.

    La gioia che sgorga è legata alla percezione di ricevere, e di aver ricevuto ancora prima di esserne consapevole, qualcosa di bello e di grande, e la risposta naturale è un semplice grazie che si fa azione gratuita nella gioia.

    L’incontro con Cristo ci cambia, ci trans-figura perché Gesù arriva al cuore, ci rivela il mistero di Dio attraverso il mistero di noi stessi e, come con la samaritana, apre in noi un pozzo, una sorgente che zampilla vita.

    Grazie Filomena, carissima amica mia.
    Con questo bellissimo post, mi aiuti a guardare il ricominciamento nella dinamica battesimale, una rinascita dall’alto in acqua e Spirito.

    Ti abbraccio
    Giuliana

  3. L’io egoico non accetta di morire. Ma non c’è un’altra via di trans-figurazione.
    C’è sempre qualcuno accanto a noi che, mortificando il nostro io egoico, prova a darci una mano in questa difficile opera di trans-figurazione.

    Dovrei essere grato a chi oggi mi ha dato una mano per la trans-figurazione del mio ego. E invece resisto. MI ribello. E poi mi placo. Provo a sorridere e mi abbandono.
    E prego, con te e come te, cara Filomena, il Trans-figurato ritratto dal Beato Angelico:

    Fa’ che
    trasfigurato
    io stesso diventi
    vivente
    trasparente
    preghiera.
    Amen.

  4. La preghiera dei figli di DIo, consegnata da Marco Guzzi durante il seminario di Albino, oggi mi ha accompagnato nella mia meditazione.

    Possiamo fare esperienza trans -sitando dallo stato dell’ego allo stato senza ego in uno stato di pace/vacuità dove nel silenzio e nell’attesa, vuota, povera, umile, DIO mi si manifesta..Parla..

    L’io in conversione transita all’io in relazione: “contempl – azione” per libera scelta posso farne esperienza!

    Oggi trasformata: “liberata da ogni male” sono tornata al mio respiro,
    ricolmata dal mio vuoto,
    offro questo dono alla vita di oggi.

    Grazie Filomena, il tuo post,letto due giorni fa, ha fatto da vettore a questa esperienza.

    Buon proseguimento di lavoro a tutti. vanna

  5. Prolungando il commento di ieri…
    Oggi ho letto queste frasi di Enzo Bianchi che sono risuonate dentro di me, che suonano in piena sintonia con il lavoro spirituale di trans-formazione che impariamo a “fare” nei gruppi DP:

    “Dallo sforzo per superare sempre di nuovo la legge del taglione, cioè la tentazione di rendere il male ricevuto, dobbiamo pervenire a non opporci al malvagio, a contrapporre al male quella passività attivissima che è la nonviolenza, confidando nel Dio unico, Signore e Giudice dei cuori e delle azioni degli uomini.
    Così, diverrai consapevole che il nemico è il nostro più grande maestro, colui che può veramente svelare ciò che ci abita il cuore e che non emerge quando siamo in buoni rapporti con gli altri. Quando, infatti, ti opponi ad altri, puoi accedere alla vera conoscenza di te e giudicare in profondità la qualità del tuo amore: percepirai spiritualmente che il vero nemico è in te e non fuori di te, e che la lotta da condurre non è contro l’altro, ma contro l’ingiustizia del tuo cuore, contro l’assolutizzazione del tuo “io” a spese degli altri. A poco a poco, diverrai così capace di obbedire alle parole del Signore che ci invitano a porgere l’altra guancia, a dare anche la tunica a chi vuole toglierci il mantello…” (Lettere a un amico sulla vita spirituale, Qiqajon, p. 110)

  6. Filomena Bernocco dice:

    Cari amici,
    vi ringrazio delle vostre risposte affettuose e trasparenti!

    Il bello di quando si pubblica un post in questo sito di Darsi Pace è che i commenti che ne discendono sono assai più ricchi e ‘stratificati’ di ciò che si è proposto. Questa è la mia esperienza, almeno.

    Ancora piena delle vostre parole di risonanza e vicinanza vi saluto in un abbraccio
    Filomena

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