Il manifesto di Darsi Pace

 “Sappiate in ogni  momento rendere ragione

 della speranza che è in voi” (1Pt 3,15)

 

Darsi Pace – Gruppi di liberazione interiore, Paoline 2011, 24 pagine, € 3

 

E’ finalmente stato pubblicato, presso le Edizioni Paoline, l’opuscolo dedicato ai Gruppi Darsi Pace.

Si tratta di una sintesi esplicativa del lavoro che da 12 anni viene svolto all’interno di questa singolare esperienza, che pone tra i suoi scopi la “liberazione interiore” e la “trasformazione del mondo”.

 

Il primo strumento per realizzare un programma così ambizioso è, paradossalmente, un gesto molto umile: aprire uno spazio di condivisione in cui sia possibile prendersi cura di una vita divenuta ormai insostenibile, accettando di condividere con altre persone le difficoltà e i travagli dell’esistenza umana, in una fase storica particolarmente critica e densa di incognite.

 

Altro pilastro del lavoro dei gruppi è l’attitudine, che viene favorita, a guardare innanzitutto la trave nel proprio occhio, “il marciume che è dentro di noi”, per dirla con Etty Hillesum, smettendo di proiettare il male all’esterno, sul nemico di turno.

 

Il filo rosso che guida il cammino trasformativo proposto in “Darsi Pace” è comunque costituito dalla coscienza di vivere alle soglie di una svolta antropologica:

“Il passaggio da una figura di umanità sostanzialmente bellica ad un’altra più pacificata e capace di relazioni pacifiche si sta manifestando come l’unica possibilità evolutiva per l’intero genere umano..….L’io ego-centrico infatti si mostra di decennio in decennio come un principio incapace di governare la vita umana su questa terra, e anzi orientato alla sua distruzione……..I processi della globalizzazione stanno rivelando apocalittica-mente, e cioè in modo del tutto evidente, in diretta mondiale, l’insostenibilità di un governo egoico del pianeta, e la necessità di un capovolgimento innanzitutto interiore”.

 

Tutte le menti più illuminate hanno sostenuto l’urgenza di tale passaggio, sia nella cultura laica sia nelle grandi tradizioni spirituali: è importante perciò imparare a utilizzare gli immensi patrimoni di sapienza e di conoscenza con la libertà  e lo spirito di sperimentazione e di ricerca propri dell’epoca moderna:

“I cristiani possono dialogare in forma nuova con i non credenti e con chi segua diverse fedi, offrendo la chiave cristiana di interpretazione del passaggio antropologico in atto, e cioè che esso rilancia ad un nuovo livello il mistero della Nuova Umanità, postbellica appunto e relazionale, inaugurata da Gesù Cristo”

 

La fede cristiana viene quindi rilanciata nei Gruppi Darsi Pace “come esperienza concreta e costante di nuova nascita: scioglimento del nostro vecchio io ego-centrato, dominato dalla paura e dall’odio, ed emersione di un nuovo io spirituale, più libero e più felice”.

Questo dinamismo trasformativo può sgorgare solo da una “centralità contemplativa”, dallo sperimentare concretamente stati di progressiva pacificazione interiore, realizzando piccoli, ma efficaci, esperimenti di rinascita spirituale.

 

Molti dei partecipanti ai gruppi hanno spesso lamentato la difficoltà di spiegare, di raccontare cosa si fa nel lavoro dei gruppi: questo agile libretto faciliterà il compito, rendendo sempre più evidenti le basi teoriche, i nessi, gli snodi problematici, e consentirà di raggiungere, oltre la complessità oggettiva dei temi affrontati, quella “semplicità di secondo grado” che deriva dal costante esercizio di incarnazione della parola, e cioè dalla capacità di sintonizzarsi e di esprimere la voce dello Spirito che sempre comunica vita ai cuori in ascolto.

 

Chi desiderasse conoscere meglio i Gruppi Darsi Pace, può intervenire alla conferenza pubblica che avrà luogo a Roma, il 15 ottobre 2011, alle ore 18, presso il Complesso Storico dei Domenicani, a Piazza della Minerva 42.

Per informazioni sui corsi, si può scrivere a: marcoguzzi@surf.it

 

Comments

  1. cara Paola,
    ti ringrazio e ti faccio i complimenti per come hai saputo cesellare in un post, l’opuscolo redatto da Marco.
    Desidero soffermarmi meditativamente su di un punto che mi coinvolge, toccandomi da vicino, poichè ha a che vedere con il mio personale ricominciare a Mozzo.

    “Il primo strumento per realizzare un programma così ambizioso è, paradossalmente, un gesto molto umile: aprire uno spazio di condivisione in cui sia possibile prendersi cura di una vita divenuta ormai insostenibile, accettando di condividere con altre persone le difficoltà e i travagli dell’esistenza umana, in una fase storica particolarmente critica e densa di incognita”

    La cosa più difficile per me è proprio questo GESTO MOLTO UMILE, come l’accettare di condividere con altri la mia interiorità.
    Eppure riconosco nella mia storia, come in quella di altri, che la ferita originaria nasce proprio da una separazione e ciò che necessita maggiormente è ESERCITARE LA FIDUCIA, iniziando da un luogo tendenzialmente protetto. (per me, con i dovuti distinguo lo è stato anche questo blog). Luogo in cui i partecipanti siano favoriti a mettersi in gioco personalmente alla ricerca di questa dimensione pacificante nelle relazioni umane.
    Una dimensione, quella della fiducia reciproca, quasi andata direi; e comunque discretamente minata dall’esterno anche se in modo politicamente corretto (… vi sono mille più una buone ragioni per non fidarsi degli altri, oppure no?).
    Riconoscere che è il cambiamento del mio cuore(mente) che aiuta il gruppo ad unificarsi. Approfondire faticosamente questo gesto umile, di cura di me stessa, e condividerne la trasformazione con altri: senza avanzare pretese. Ecco, tutto ciò è faticoso, richiede una certa energia, per mantenere la rotta, anche se ti migliora il gusto della vita.
    Sarà per questo che la Chiesa indica nell’umiltà una virtù.
    Un abbraccio a te ed a tutti i ri-comincianti, augurandoci che gli spiriti buoni ci assistano nel cammino.
    Rosella

  2. Giuliana says:

    Alle Paoline di Brescia l’opuscolo sarà reperibile la prossima settimana, spero prima dell’incontro a Mozzo così cominceremo a diffonderlo tra Brescia e Bergamo.

    GRAZIE!
    Giuliana

  3. Grazie a voi, amiche del nord, per la vostra costante vicinanza.
    Cara Rosella, le tue difficoltà sono le mie e, credo, quelle di molti/e di noi.
    Nei gruppi stiamo effettivamente imparando a offrire e condividere con altri le perle della nostra interiorità (e per ‘perle’ intendo anche le difficoltà, i lati d’ombra, le negatività), consapevoli che i primi ‘porci’ cui non offrire queste perle siamo spesso proprio noi, quando ci tradiamo e non stiamo dalla parte migliore di noi stesse.
    Un bacio e buona giornata

  4. patrizia c. says:

    Rosella, un po’ di anni fa, a un intensivo di MG a S.Marinella mi si è parato davanti un esercizio che mi ha generato uno “scciopon”… e sai come sono immediati questi svlgimenti…ti trovi davanti una persona e con “quella” devi fare l’esercizio. E poichè ho preso la determinazione che fare l’intensivo significa che mi assumo tutto il pacchetto che il Cielo mi manda: mi metto in gioco. La mia dirimpettaia, che dovevo guardare negli occhi, da vicino, e parlarle come se parlassi a me stessa era un’antipaticona del tipo che ti sorvolano con lo sguardo…proprio lei! Rosella la pittrice??? …la butto là!!!:):):)
    Così quando scrivi che “vi sono mille e più buone ragioni per non fidarsi degli altri, oppure no?” ti rispondo di no. Rispondo: che paura hai? Davanti allo sguardo di Rosetta l’unica mia via di uscita amorevole pacifica, logica e di riguardo per me stessa è stata guardarla con infinita tenerezza.Lanciarmi cercando tutto il tremulo coraggio, nel “gioco”. Il semplicissimo modo di dire “siamo sulla stessa barca” ci riunisce evangelicamente; non possiamo seguire la corrente del modo “politicamente corretto di relazionarsi” bisogna che nasca uno sforzo di uscire dalle quotidiane ipocrisie degli uomini…che non sono niente di terribile, anzi, viste dall’altra sponda sono tenere, anche commoventi …uscirne con un colpo di reni e osare essere veri..cribbiolina.
    Il lavoro umile mi pare anche una quotidiana attenzione delle relazioni; uno scarto fuori della mia risposta “solita”, anche un silenzio. Quanto a me, starmene un po’ buona :)E questa novità che nasce è così ben nutrita dall’Alto.!!..e io dico GRAZIE

  5. ciao Patrizia,
    concordo su tutta la linea; ma qali resistenze ho, mentre sto sulla barca remando. Tutti gli elementi celesti mi si abbattono contro, come se, mantenere la rotta fosse qualcosa di sovrumano.
    E lo è!…cribbiolina
    Ora son di corsa .
    Augurandoti buona settimana, ti ringrazio ed abbraccio con affetto
    rosella

  6. Patrizia,
    scusami la sinteticità lapidaria di ieri; ma, anche oggi ti rimando al post di Ale, per approfondire il nostro dialogo sulla fiducia.
    In quanto al resto: no non sono Rosella la pittrice, anche se mi piacerebbe.
    Magari avremo modo all’Immacolata di condividere insieme un qualche nuovo esercizio.
    Speriamo che accada.
    Ti abbraccio
    Rosella

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