Un’esperienza pilota. Il gruppo Darsi Pace di Mozzo Dorotina

Dopo aver partecipato in settembre al seminario di Albino, tema: ” Ricominciare ” che ci ha illuminati, il gruppo Darsi Pace di Mozzo si è riunito ed ha deciso, di comune accordo, di accogliere con gioia nuovi partecipanti. Abbiamo steso il calendario e  il 12 novembre abbiamo iniziato il percorso di quest’anno.

Cosa ci ha spinto ad intraprendere questa esperienza senza la presenza di Marco?

Il desiderio di non interrompere un percorso che facevamo da diversi anni e che aveva suscitato in noi  risultati importanti. La spinta è stata quella di voler rendere partecipi e farne dono a più persone, soprattutto nell’ambito della nostra comunità.

All’inizio eravamo itineranti, con la difficoltà degli spostamenti, da qui la volontà, la caparbietà di trovare una sede fissa che ha dato più compattezza al gruppo.

Nell’ultimo seminario di Marco ad Eupilio, ne abbiamo parlato con altre persone, il gruppo in quel momento si è allargato e consolidato e subito abbiamo scelto la data del 1° incontro a Mozzo, nonostante avessimo ben chiare le difficoltà alle quali saremmo andati incontro, ma l’entusiasmo era grande perchè sentivamo che il progetto di Marco andava sostenuto e irradiato con la certezza che l’aiuto del Signore non ci sarebbe mancato.

Il lavoro è senza dubbio frutto dell’approfondimento del manuale ” Darsi Pace “, con l’integrazione della meditazione che ci porta alla condivisione e all’apertura del cuore.

Siamo a metà del guado ma la volontà di proseguire questo cammino è più forte delle difficoltà che incontriamo.

L’obbiettivo che ci proponiamo di raggiungere è prima di tutto lavorare su di noi affinché le nostre strutture vecchie, attaccate al passato, lascino il posto alla consapevolezza che si può migliorare per essere persone autentiche e finalmente libere.

Avere fede e credere fermamente che il seme darà i suoi frutti è una costante che non ci dovrà mai abbandonare.

Siamo grate a Marco, ai compagni di viaggio, ma prima di tutto al Signore.

Sevi e Claudia

Commenti

  1. Carissime, sono felice che il Gruppo di Mozzo cresca nel numero e nella consapevolezza interiore.
    Credo che la vostra formula potrà diffondersi in vari modi. Già altri Gruppi autonomi si stanno formando, anche perché il Corso Telematico consente di avere un punto di riferimento solido.
    Anche le persone che partecipano fisicamente al lavoro sentono a volte il bisogno di vedersi più spesso, per cui già un primo Gruppo di “romani” si sta organizzando nel corso di 2° anno.
    Tutti noi poi, e specialmente le persone che hanno più anni di pratica, possiamo diffondere la nostra esperienza, inventare forme varie di testimonianza, creare Gruppi nelle parrocchie o nei posti di lavoro, etc.
    Stiamo entrando infatti nella fase 2 della piccola storia di Darsi Pace, e questa seconda fase è appunto un’irradiazione maggiore della nostra proposta, una maggiore comunicazione all’esterno di una pratica interiore di liberazione, che ci sembra quanto mai urgente e necessaria.
    Un abbraccio a tutte/i voi.
    Marco

  2. Ciao, carissimi! una bella testimonianza, una bella esperienza !
    Riconosco nella foto Vanna, Giuliana, Rosella (un angoletto), Gianni … spero che ci sarà l’occasione per conoscerci tutti 🙂

    Vi/Ci auguro un cammino colmo di scoperte e di ricchezze inaspettate nello Spirito
    un abbraccio
    Filomena

  3. Sono molto felice di apprendere questa notizia dal vostro articolo poichè, come membro del gruppo dei romani citato nel post da Marco, sto vivendo assieme ai miei compagni l’emozione di aggiungere una terza dimensione alla ricchissima esperienza DarsiPace che da poco più di un anno stiamo vivendo.

    Frequentiamo infatti regolarmente i corsi “fisici” del secondo anno, ma abbiamo avvertito l’esigenza di completare il percorso iniziatico con una esperienza di condivisione culturale e spirituale che ci consenta di risuonare ulteriormente.
    Sapere quindi che realtà come la vostra si organizzano superando mille difficoltà pur di far germogliare quanto seminato da Marco, ci fa ben sperare sulla riuscita del progetto di individuo e di società che DarsiPace incarna.

    Nella speranza che si possa creare un ponte di dialogo tra le nostre comuni esperienze, non mi resta che augurarvi, a nome mio e del gruppo del Laboratorio di Roma, che lo Spirito vi accompagni sempre.

  4. Cari tutti,

    mi è faticoso essere sincera in questo momento.

    Il cambiamento in atto nel gruppo di Mozzo, questo “ricominciare nuovamente dall’inizio”, anche se in altro modo io non l’ho ancora assimilato.

    Sono ovviamente contenta per l’ampliamento del gruppo ed anche che molte persone abbiano deciso di frequentare il corso telematico. Gli incontri che abbiamo fatto sono andati bene, come anche Rosanna ha riferito nel post precedente; ma, il mio cuore desidera qualcosa di più simile a quanto descritto da Stefano. Anch’io sento l’esigenza di un completamento del percorso che sto facendo:.

    “… con una esperienza di condivisione culturale e spirituale che ci consenta di risuonare ulteriormente”

    prima trovavo in parte questo nutrimento, proprio qui nel blog, ma ora mi sento persa e non è che mi piaccia molto questa sensazione.

    Un abbraccio a tutti ed un caro saluto a Sevi e Claudia, le nostre veterane (loro sì che non vacillano mai)

    Rosella

  5. Paola Balestreri dice:

    Cara Rosella,
    non so se comprendo bene la tua fatica.
    Posso, per consolarti, dirti che dall’incontro del gruppo formatori guidato da Marco e svoltosi qualche giorno fa, alcuni di noi sono usciti con un senso di frustrazione per le difficoltà relazionali sperimentate. Fare di queste frustrazioni e di queste difficoltà materia di lavoro è un po’ la sfida dei gruppi, condividendole magari in darsi pace o nel sito del telematico del 2° anno. Anche in modo da correggere la rotta, se necessario. Mi piace la tua sincerità e credo che la tua insofferenza è il pungolo necessario per slanciarsi sempre più in avanti e migliorarsi.
    Un abbraccio anche a Gianni

  6. Ho cominciato a partecipare al gruppo quando era itinerante e stava scegliendo la stanzialità a Mozzo; negli anni successivi ho sentito il bisogno di condividere non solo la lettura del manuale “Darsi Pace”, ma il metodo integrato e quindi impostare l’incontro realizzando il lavoro nei tre livelli. Arrivare a questo punto ha richiesto ascolto, accoglienza e fiducia che viene sostenuta da ciò che accade oggi.

    Penso che il gruppo possa camminare realmente se ogni persona crede all’importanza del processo trasformativo sperimentandolo su di sé e rimane fedele al metodo integrato.
    La materia da lavorare è davvero tanta e più si approfondisce il lavoro più si intensifica la lotta interiore.

    Quest’anno, dopo il seminario di Albino, abbiamo ricominciato da principianti a metterci nuova-mente in gioco, con umiltà e coraggio.

    Lo schema degli incontri che Marco ci ha messo a disposizione ci indica la direzione, la partecipazione di molte persone del gruppo al corso telematico crea un terreno comune che ci aiuta, gli strumenti a disposizione sono tanti, ora è importante farli sempre più nostri nella pratica individuale e vivere il gruppo come dono che ci viene fatto e che ci facciamo reciproca-mente.

    Il Gruppo Darsi Pace di Mozzo Dorotina vivrà e si espanderà se sapremo collaborare con la grazia, facendoci argilla che si lascia lavorare dalle mani del Signore.

    Un abbraccio a tutti.
    Giuliana

  7. no Paola,
    non sono le difficoltà relazionali. E “desidero che questo sia chiaro!”; anzi, direi che da questo punto di vista il gruppo è più armonico e coeso che mai.
    E’ proprio qualcosa che ha a che vedere con una qualche mia esigenza di fondo a cui ancora non so dare voce.
    Il gruppo fisico di Mozzo è un luogo privilegiato per lavorare su di sè, ti fa da specchio ed è proprio questa la sua ricchezza
    Il lavoro fatto lo scorso anno ha maturato me ed anche gli altri, quindi il seme porta frutto.
    Anche le decisioni attuali di animare a più voci i vari incontri, secondo me rispondono all’esigenza di una crescita comune e globale. Penso che la diversità di carismi messi in gioco saranno una vera ricchezza.
    Però, c’è un però:
    questo è’ il terzo anno in cui ricominciamo da principio il lavoro con l’inserimento di persone nuove, siamo tutti a livelli differenti di crescita ed io non sento di avere una vocazione a formare gli altri in modo particolare.
    Il precedente anno sono state circostanze fortuite che mi hanno posto nel ruolo di coordinatrice.
    Allora: a me manca un respiro più ampio che ancora non so che sia, ma questo mio disagio non mette in discussione la mia appartenenza al gruppo, direi piuttosto che forse m’indurrà ad inventarmi qualcosa di nuovo.
    Un abbraccio e ciao.
    Rosella

  8. Partecipo al gruppo da quando è nata l’esigenza di condividere il cammino Spirituale dopo aver partecipato all’intensivo di Eupilio nel dicembre 2007.Una parte del gruppo già si incontrava a S. Fermo per la “Preghiera silenziosa” ed è nata da loro la proposta di incontri mensili per la lettura e la condivisione del testo”Darsi pace”.Il gruppo ed anche io, sentiva l’esigenza di incontro, di confronto, di conforto nel cammino di trasformazione interiore per uscire dal senso di solitudine che si incontra inevitabilmente.

    La mia presenza allora non è stata sempre costante ma lo scorso anno, dopo l’iscrizione al corso telematico, ho sentito con maggiore forza il desiderio e la necessità di partecipazione e di essere costantemente in contatto con il gruppo. Desiderio di condividere ma anche desiderio di dare supporto e collaborazione al gruppo affinchè si procedesse nella direzione del metodo di lavoro di “darsi pace”.
    La decisione di assumere sempre più consapevolmente il metodo di lavoro ha reso necessariamente una continua revisione e verifica del lavoro che ognuno doveva svolgere. Il confronto con Marco è stato necessario per chiarire ,per correggere la rotta, per assumere la propria decisione di aderire al metodo integrato.
    La parola “metodo” in me ha avuto una forte e significativa risonanza emotiva da cui è nata una determinazione, una forza motrice che mi ha spinto a mettermi nuova-mente in gioco e a prendere seriamente in considerazione il manuale di liberazione interiore – la via della trasformazione interiore.
    Il gruppo ha dato maggiore forza alla mia presa di coscienza, il gruppo mi ha dato la possibilità di mettermi in gioco anche nella responsabilità di conduzione di un incontro. Una possibilità di lavoro su di me, seriamente assunta per poterla comunicare e donarla al gruppo.
    Il gruppo! E’ una grande opportunità relazionale, di crescita,di confronto con le proprie resistenze, di conoscenza dei propri limiti,la scoperta di aspetti oscuri delle tue modalità di difesa..
    la gioia e il dolore della vita vera la trovi nel gruppo che a specchio ti rimanda e ti offre materiale su cui lavorare.
    Il gruppo è una sfida a perseverare e a ben sperare nel lavoro costante, è una grande possibilità di dono reciproco nella correzione fraterna, un possibilità di trasformazione concreta, fatta carne nella nostra carne..

    Una bella sfida vero! Io ci credo!!

    Un dono grande di Marco che ora inizia a dare frutti nella consapevolezza che questa è la vera via, la vera vita a cui siamo chiamati a vivere da uomini in cammino verso la nostra vera realizzazione.

    Grazie a ogni persona del gruppo, insieme e in comunione ci sentiremo più leggeri e confortati. un abbraccio. vanna

  9. Carissime, credo che il ricorrere della parola “metodo” abbia una sua importanza.
    Noi siamo una piccola cosa, ma una cosa precisa.
    Siamo una piccola proposta, ma una proposta precisa. E probabilmente la nostra forza sta tutta in questa precisione, nel fatto che i Gruppi DP posseggono appunto un metodo abbastanza collaudato, sempre perfezionabile ovviamente, ma anche ben strutturato.
    La capacità di assimilare questo metodo è il lavoro del Gruppo Formatori, ma anche di un Gruppo come il vostro, nato ancor prima che avviassimo la formazione.
    La vostra passione e la vostra perseveranza mi pare che stiano precisando sempre meglio la forma del Gruppo, e quindi anche la sua vita: forma e sostanza infatti non sono mai separabili nei corpi viventi.
    Un abbraccio. Marco

  10. “La capacità di assimilare questo metodo è il lavoro del Gruppo Formatori, ma anche di un Gruppo come il vostro, nato ancor prima che avviassimo la formazione”.

    Cara Paola e caro Marco,
    Io, Ro, sono parte di un gruppo “dp” che ha un suo metodo preciso per aiutare le persone come me, (quindi anch’io), a trasformare la propria anima, da una sostanza pesantemente grigia e spenta in una più areata, candida e luminosa.
    In questo travaglio io sono storicamente inserita, nel mio corpo fisico, nella mia famiglia, nel paese in cui abito ed in un gruppo “dp” di cui Mozzo è parte.
    Mozzo è un particolare dell’insieme.
    Gli strumenti offerti da dp a sostegno di questa trasformazione sono vari , ed io sono molto contenta di frequentare il secondo anno del telematico, ma ad esempio non mi è chiaro come poter utilizzare il blog a noi riservato in modo da poter ampliare queste mie competenze da offrire al gruppo fisico di Mozzo.
    Persevero nelle mie condivisioni poichè so che solo l’incarnazione, il porre in atto una azione, un gesto concreto potrà condurmi alla consapevolezza che cerco. Non è certo sottraendomi ad agire il conflitto che giungerò a chiarezza. Non è cessando di vivere che vivrò! (e questo l’ho appreso proprio applicando il metodo proposto).
    Lo scorso anno ho coordinato il gruppo fisico di Mozzo traghettandolo sull’altra sponda, quasi fossi un novello Caronte; ora resta di cominciare la risalita dei vari gironi per giungere al Paradiso.
    Ritengo questa una buona cosa. Sono fiera della mia forza nel resistere al canto delle sirene, senza neppure essere legata ad un palo ed a occhi ben spalancati, e son fiera di tutti i miei compagni di viaggio che non hanno calato a mare le scialuppe ( sopportandomi …anche se io non sono Guzzi) ma anzi: ora si alternano al timone della barca , puntando alla meta.
    Detto questo, proprio perchè l’ho sperimentato, non ritengo di desiderare di fare la formatrice, a me va bene di essere guidata da altri e di permanere in mezzo a loro, condividendo il percorso.
    In senso formativo, l’unico impegno assunto è quello di animare insieme a Gianni il prossimo incontro, cercando di trasmettere ciò che del metodo abbiamo assimilato, rispetto alla seconda lezione del primo anno.
    Ed allora di checosa mi lamento?
    Ho uno sbilanciamento interiore , tutto da purificare intendiamoci, ma non per questo da negare, che a quanto pare poco ha a che vedere con il gruppo di Mozzo; ma è da un po’ di tempo (e di post) che preme in me.
    Avverto nettamente l’esigenza e l’urgenza che questa liberazione interiore che nasce iin noi si faccia parola condivisa, socialmente. Ritengo necessaria una sua ricaduta oltre i confini della nostra interiorità e dei gruppi dp, è necessario prendere in considerazione una ipotesi di una terza forma di blog ( riservato se lo ri ritiene opportuno), all’interno del quale esercitarci a dialogare tra di noi su argomenti d’attualità, i più vari e scabrosi, proprio nel senso di quelli INONDATI DALLA CHIACCHIERA … od ancora, su argomenti difficili come il diritto (presunto???) ad agire la propria morte, in modo assistito, perchè depressi a causa della scomparsa della moglie, ancora amata.
    Come possiamo IMPARARE A DIALOGARE tra di noi, DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA che non sia: il dire la nostra opinione, ma condividendo l’ascolto degli stati d’animo che si agitano in noi, mentre ci confrontiamo su questi temi, consentendone l’emersione e quindi la trasformazione?
    Questo è un aspetto di ciò che mi manca e se interessa a qualcuno possiamo anche riparlarne.
    L’altro lato del pendolo invece posso affrontarlo anche da sola
    Se al momento è necessaria una mortificazione di questa spinta in avanti che sento per me necessaria, posso anche incanalarla verso la meditazione ed il silenzio. Ancora non ho una adeguata esperienza di QUANTO SIA VERO CHE LA PREGHIERA POSSA fare miracoli.
    Il mio può sembrare un O / O, ma non è così, quel che è certo è che non reprimerò, ancora una volta nella vita, questa spinta energetica che preme in me per uscire, anche se la pongo in modo ancora piuttosto maldestro.
    Questo è quanto
    Un abbraccio a tutti
    Rosella

  11. Io sono assolutamente d’accordo con te Rosella e condivido la tua esigenza. Abbiamo fondato il gruppo di Roma per cercare di dare più spazio alle nostre opinioni proprio nella direzione della comunicazione associata all’ascolto ed al rispetto dei sentimenti e delle ferite dei partecipanti. Ma se trovassimo anche una forma per condividere via etere le nostre impressioni su argomenti di attualità io parteciperei certamente ….
    Credo che i partecipanti dovrebbero identificarsi per conoscersi (e così rispettarsi nella libertà di espressione) cosa che non sempre riesce in questo spazio aperto ma potenzialmente anonimo.

    Cmq sappi che sono dalla tua parte, un abbraccio.

  12. … lo avevo intuito Stefano.
    Forse è opportuno che tutti noi continuiamo ad ascoltare le nostre esigenze ed a cominciare a metterle a tema e ad agirle dove possibile. Magari con calma (che non è proprio tutto il mio pane), ma. a modo mio “dormirci sopra ancora un po’” intanto potrei prendermi il tempo per pregare/meditando un po’ di più.
    grazie e ciao
    Rosella

  13. Alessandro Ciarella dice:

    Ciao a tutti,volevo inserirmi in quest’ultimo filone della riflessione che ritengo molto interessante.
    Sono d’accordo con voi Ro e Stefano sul bisogno di dialogare dal profondo condividendo le nostre esperienze e le sensazioni che l’attualità ci muove dentro ma, non capisco, ritenete che questo luogo non sia adatto?
    Il sito nasce proprio con questo scopo,far conoscere l’esperienza DP attraverso il confronto di opinioni in modo costruttivo.
    Forse siamo noi che facciamo gli articoli che non sempre ci riusciamo.
    Però, fatevi coraggio e prendete l’iniziativa, chiunque può fare un articolo,inviarlo alla redazione ed aprire una discussione su un tema che ritiene possa muovere l’interesse sano, di chiacchiere inutili e quindi dannose ne dobbiamo già tutti digerire parecchie.
    Quindi coraggio vi aspettiamo propositivi al più presto. Ale

  14. Sì Ale, hai ragione, ma la questione era solo un’emozione di disagio, che ora va delineandosi meglio. Ci pensavo da tempo al post, ma vedi,:è comunque necessario uno stato di calma e tempo d’ascolto contemplativo (?) per lasciare nascere qualcosa “da sè”, e cercare di non ridurlo ad una programmazione intellettuale, ad una progettazione di tipo egoico, tanto per dirla in modo complicato. Questo disagio si sta facendo ora in me strada come parola iniziale.

    Nel merito, non intendo dire di condividere direttamente le emozioni, ma di dare loro parola, cioè riconoscerle in noi stessi ad esempio quanto possano essere lontane dal nostro pensiero automatico (… io non vorrei proprio essere razzista, però in me vi è una parte così insofferente al qualunquismo da quasi “voler esserlo” per reazione al dilagare di un discoso ideologico e demagocgico) e da li partire: lavorando su di sè meditativamente e decidere di postare ciò che nasce in noi, da questo lavoro, in relazione all’argomento proposto.
    In quanto a questo spazio, io l’ho sempre utilizzato così, e son stupita che così poche persone lo usino per evolversi. Devo però dire che ora mi mancano stimoli, ad esempio per me lo stupore, e l’arricchimento culturale che traevo dai post di Enrico, sono una assenza importante, così come quando Davide condivise con noi le sue sculture, io ne godetti, o i pugni nello stomaco di taglio giornalistico che mi fanno sempre reagire, spegnendo la radio, ebbene mi mancano per poter sciogliere queste reazioni ed imparare ad ascoltare da un altro punto di vista, un poco più accogliente l’altro..
    Insomma, porta un po’ di pazienza che qualcosa nascerà e produrremo questo benedetto post.. forse!
    buona giornata a tutti
    ora son di turno.
    ciao
    Rosella

  15. Carissimi, DP è un campo di eventi, come amo ripetere. Finora questo Campo ha generato preminentemente Gruppi di persone che lavorano sull’interiorità, sul loro cuore, per trasformare le loro relazioni, e quindi il mondo.
    Nella prima fase, di 12 anni, moltissime persone hanno fatto questa esperienza, ed hanno portato nel mondo, nelle loro famiglie, sui posti di lavoro, energie nuove, inedite.
    Quest’anno abbiamo avviato la seconda fase, che si presenta come una maggiore espansione, anche all’esterno, del nostro lavoro. Abbiamo un’identità più chiara, e possiamo creare nuove connessioni con il mondo esterno.
    Non a caso proprio ad ottobre sono andato a Francoforte a presentare DP a varie case editrici straniere. Non a caso abbiamo pubblicato il nostro “Manifesto”, e così via.
    Moltissimo però è ancora da fare, ovviamente: possiamo creare, ripeto, nuove connessioni, aprire nuovi canali comunicativi, portare il nostro contributo in molteplici aree, anche politiche.
    Nella mia vita io personalmente questo l’ho sempre fatto e lo faccio costantemente e quotidianamente, intervengo sulle questioni di attualità con i libri, con conferenze, interviste, programmi radiofonici, convegni, articoli, corsi universitari e così via, negli ambienti più vari.
    Ma ognuno di noi può sentirsi responsabile di questa espansione, e prendere proprie iniziative.
    L’importante è rimanere saldi nel baricentro interiore, nel fuoco della trasformazione, nello Spirito dell’Uomo Nuovo, del Cristo che nasce in noi.
    Ben vengano perciò idee, proposte, e avventure nuove.
    Marco

  16. Non avevo pensato all’opportunità di scrivere un articolo … grazie Ale, se mi verrà in mente qualcosa ve lo sottoporrò …

  17. Ancora un grazie a tutte le amiche e gli amici di Mozzo per la loro coraggiosa esperienza-pilota.
    Cara Rosella, il tema che poni (“come possiamo IMPARARE A DIALOGARE tra di noi, DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA che non sia: il dire la nostra opinione, ma condividendo l’ascolto degli stati d’animo che si agitano in noi, mentre ci confrontiamo su questi temi, consentendone l’emersione e quindi la trasformazione?”) è fondamentale. Non sempre si è capaci di restare nel luogo ‘alchemico’, nel fuoco vivo, dove accadono i reali processi trasformativi (almeno io mi accorgo che spesso sfuggo!). Comunque il lavoro è certamente questo. Abbi pazienza: io confido che qualcosa ti inventerai e ci aiuterai a comprendere meglio come è bello parlare a partire da quel punto sorgivo…..

  18. Manca la firma: sono Paola B.

  19. Ho iniziato il cammino di “Darsi Pace” dopo il seminario a Eupilio nel dicembre 2007 “siate felici!alla ricerca del continente della gioia “.Al ritorno,con gli amici e le amiche del gruppo di preghiera silenziosa di S.Fermo, abbiamo sentito il bisogno di condividere quanto avevamo vissuto a Eupilio .Abbiamo continuato con regolarità mensile gli incontri allora itineranti dai Tralci, alla Roncola per poi approdare a Mozzo.molto importante è stato il supporto del manuale Darsi pace al centro dei nostri incontri mensili.In seguito ho partecipatonel luglio 2010 al seminario a Campello”la gioia piena” che è stata una carica personale e di gruppo come solo i seminari sanno donarti!Gli incontri al gruppo di Mozzo sono stati abbastanza regolari (pur nella difficoltà di riuscire a conciliare altri impegni) e importanti puntelli al lavoro di trasformazione individuale. L’energiadel gruppo ti sostiene, ti stimola, ti motiva e rimotiva ad andare avanti.Lo scorso anno mi sono iscritta al telematicoma per diversi motivi non sono riuscita a seguirlo interamente.Quest’anno si RICOMINCIA! con la carica del seminario di Albino, riprendo il telematico con l’augurio di PERSEVERARE!con gratitudine per la preziosa opportunità un abbraccio IRENE

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