Rosanna: decidersi per il lavoro interiore


“Che cosa vi farà cambiare?”: questo titolo di un famoso libro di Krishnamurti pubblicato agli inizi degli anni ottanta riassume bene la questione cruciale dell’essere umano.

Effettivamente il nodo del problema è proprio questo, oltre alle buone intenzioni e alle suggestioni spirituali.

E’ possibile sperimentare una trasformazione, un cambiamento concreto dell’esistenza, oppure tale anelito dell’anima umana è solo un sogno, una chimera, e alla fine prevarranno le voci negative, le lugubri cantilene che spingono allo scoraggiamento?

Per sottrarci all’angoscia, ai conflitti e alle frustrazioni che spesso ci rovinano la vita, l’unica rivoluzione alla nostra portata può cominciare solo con una radicale trasformazione della mente, e non sulla base di teorie e di ideologie astratte.

Le parole della dolcissima Rosanna ci riportano all’umiltà di un percorso graduale e semplice, nel senso di ‘senza pieghe’, senza vaghezze o contorsioni.

Indicano con chiarezza la serietà di un impegno che potrà ripagare se è mantenuto con coraggio e determinazione, senza demordere alle prime difficoltà, e senza cercare scorciatoie illusorie.
Buon ascolto!

Commenti

  1. Grazie Rosanna e grazie Paola: bella testimonianza e splendide riprese!
    un abbraccio. giovanna

  2. Giuliana dice:

    La trasformazione richiede pazienza e perseveranza, avviene attraverso passi graduali e passaggi concreti da lasciare penetrare nella carne per essere ben assimilati.

    Nella testimonianza di Rosanna vedo la determinazione di intraprendere il cammino, l’umiltà di riconoscere in sè ciò che non funziona più e la fiducia in questo processo, impegnativo ma anche piacevole.

    Grazie Rosanna per la tua presenza nel blog e a Mozzo e grazie a Paola non solo per il montaggio sempre più perfezionato delle interviste, ma anche perché attraverso la voce dei compagni di viaggio offri il meglio di te stessa.

    Vi abbraccio.
    Giuliana

  3. Cara Rosanna, la cosa che mi ha colpito di più è forse il concetto di decisione.

    Nel nostro cammino triennale di base ne parliamo ampiamente a metà del 2° anno; ma il tema è centrale dall’inizio alla fine.

    Dobbiamo decidere di cominciare, e decidere ogni giorno di proseguire.
    Non è niente di naturale o che venga da sé, anzi “da sé” viene la pigrizia, il rinvio, la dimenticanza, la paralisi.

    Dobbiamo invece, o forse sarebbe meglio dire: possiamo decidere con forza di impegnarci, di prendere sul serio quello che facciamo.
    Allora la Via ci ripaga.

    E più andiamo avanti, più la decisione deve/può essere potente e integrale, nella misura in cui noi stessi diventiamo integri.

    La Via richiede rilanci, non è possibile una vita spirituale di routine.
    La routine è la morte.
    E dobbiamo appunto decidere il rilancio.

    Giocarci più a fondo, cioè, rischiare, smetterla di servire due o tre o magari quattro padroni.

    Gesù è sempre stato molto chiaro, e spesso anche molto duro su questi punti:
    la tiepidezza è peggio della freddezza.

    Ma ogni decisione è anche una recisione, dobbiamo tagliare, potare, buttare via ciò che in quel momento ostacola il processo.

    La tua testimonianza è in tal senso un esempio di serietà.
    La decisione infatti discende dalla serietà, e ci rende al contempo più seri rispetto alle cose che
    facciamo.

    Un abbraccio. Marco

  4. Grazie Rosanna! Una bellissima testimonianza che stimola all’impegno e rilancia nuovamente la decisione a credere e a perseverare nel cammino intrapreso.

    La tua determinazione, la tua semplicità, la tua calma, la tua serietà, il tuo credere, tutto traspare limpido e vero!
    Un bel dono per tutti noi.

    Un abbraccio. Vanna

  5. La trasformazione interiore nella meditazione e nella preghiera è il mio lavoro più urgente e più vero. Fuori di questa dimensione faccio fatica a cogliere e ad approfondire il significato unitario della mia esistenza, ad affrontarne le sfide e i suoi dolori….Grazie Rosanna, grazie Paola, questa testimonianza mi invita ad essere costante, a rilanciare la mia pratica, a considerarmi veramente e sempre agli inizi.
    Sandro.

  6. Grazie Rosanna, Paola, Marco e tutti voi dei gruppi “Darsi Pace” è vero, per cambiare ci vuole impegno costanza e perseveranza. Anch’io sto provando a diventare una “donna nuova” non sempre mi riesce, ma quando succede, che gioia sento nel cuore. E’ difficile anche “cominciare” mi ricordo la prima volta che andai in montagna e decisi di fare una lunga passeggiata pensando che forse non ce l’avrei fatta, che sarei tornata indietro, invece nonostante le mie paure sono salita fino al ghiacciaio che spettacolo mi sarei persa! Ecco vedo il mio cammino così, piano piano, ma senza fermarmi, mi “disseto” e raccolgo a piene mani dai ns gruppi e le ns discussioni e poi cerco di metterle in pratica nel viaggio della vita. un caro saluto a tutti.

  7. Di questa testimonianza apprezzo molto il realismo. Infatti, Rosanna ha saputo rappresentare bene, senza toni trionfalistici, la soddisfazione di vedere in atto dei cambiamenti nella propria vita di relazione, pur nella difficoltà del quotidiano, nelle cadute che sempre ci accompagnano.
    Questa mattina sentivo una psichiatra inglese che parlava di “failing better”: mi è piaciuto il concetto di fallire meglio, nel senso che pur nell’esperienza del fallimento si possono sperimentare dei miglioramenti, per sbagliare un po’ meno.
    Iside
    PS: ciao Rosanna!

  8. Cara Rosanna,
    ascoltare questa bellissima testimonianza mi porta a considerare come un lavoro iniziatico possa adattarsi a ciascuno di noi, donandoci benessere, pur nelle nostre differenze.Anch’io sono consapevole che è necessario decidere e poi perseverare nel lavoro, ma è quel “semplicemente” cioè “senza pieghe” come lo definisce Paola che proprio non ho la più pallida idea di che trattasi.

    Io sto sempre tra marosi o fiumi in piena, ad esempio il mio decidere di corrispondere nel blog ad ogni post è una lotta durissima con me stessa.
    Proprio il maggior benessere di cui ora godo nei rapporti quotidiani, mi tenta.
    Adessp sto prevalentemente bene, son quasi felice “persino con Gianni” (ma non diteglielo, altrimenti chissà che si crede…), così è come se qualcosa in me dicesse: GODITI QUESTA PACE: “non hai proprio niente altro da fare”; e la tentazione è quella di chiudermi nel mio bozzolo dorato.

    Capisco che non è così che funziona ma intanto non ho la più pallida idea di come pervenire a quella ulteriore decisione di permanere/ritornare nel mondo.
    Nella solitudine sono sopravvissuta e la desidero, è la mia casa da sempre, vi ho goduto una certa tranquillità nei momenti duri della vita. Di quella tranquillità e benessere che ora vivo anche nei rapporti in famiglia e questo cambiamento, tutto sommato mi basta e così mi chiedo: perchè faticare ancora? Vedremo.

    Per ora Grazie per la tua serena determinazione, un abbraccio e a presto.
    Rosella

  9. Ascoltando il racconto del lavoro spirituale di altre persone mi sento sempre incoraggiato a proseguire un po’ di più nel mio lavoro.
    Grazie Rosanna per l’incoraggiamento: le idee si chiariscono facendo!

  10. Grazie Paola per l’amorevolezza delle tue parole che mi hanno fatto
    sentire “a casa”.

    Grazie Marco per la sollecitazione e l’incoraggiamento a perseverare
    nel cammino.

    Grazie a Giovanna,Giuliana, Vanna,Sandro,Luciana,Iside,Rosella,Corrado,
    vecchi e nuovi compagni di viaggio,per la vostra vicinanza e la vostra fraterna accoglienza.
    La molteplicità dei vostri sguardi mi apre ad una visione autentica e meno solitaria che ridona slancio e coraggio al cammino del gruppo DP.

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