8 MARZO, UNA FESTA TUTTA AL FEMMINILE

Oggi 8 marzo si festeggia in tutto il mondo la festa delle donne.

Lo sapevate che già nell’antica Grecia si svolgeva  una “Festa riservata a sole donne” le Tesmoforie, festa religiosa in onore della dea Demetra Tesmofora, che durava  diversi giorni ed il cui rituale, appunto, era assolutamente interdetto agli uomini!

Ma la ricorrenza ricorda la citta di New York, nell’ inverno del  1908: le operaie di un’industria tessile, ragazze, madri di famiglia, addirittura bambine, costrette a lavorare più di 60 ore alla settimana, sottopagate, senza assistenza medica né previdenza sociale, diedero vita ad una serie di proteste contro le loro disumane condizioni di lavoro. Le manifestazioni durarono alcuni giorni, fino a quando l’8 marzo il padrone della fabbrica, temendo uno sciopero generale, bloccò le porte, rinchiudendo all’interno le operaie e impedendone l’uscita. Scoppiò un incendio, forse doloso, e le 129 donne imprigionate morirono arse vive.

L’anno scorso il 2011 è stato il centesimo anniversario dell’istituzione della Giornata internazionale delle donne. Correva infatti l’8 marzo 1911 quando, con la partecipazione di circa un milione di donne, si diede vita in Germania, Svizzera, Danimarca e Austria alla prima Giornata internazionale delle donne.

Ma al di là di queste note curiose e delle polemiche che ogni anno accompagnano l’evento – (mimosa si mimosa no?) vorrei, in sintonia con il nostro sito, far parlare solo il cuore.

Pertanto mi limiterò ad esternare una dedica ad alcune donne per me importanti, invitando naturalmente chi legge ad aggiungere la sua.

Oggi dedico un pensiero di amore e di solidarietà

a mia madre che nonostante le sofferenze della vecchiaia e le continue ansie per figli e nipoti ha sempre il sorriso sulle labbra,

a mia figlia Daria, che sta vivendo il suo “primo amore” con la gioia e la pena che ne conseguono,

alle mie nipotine più piccole Francesca e Isabella perché il loro periodo di spensieratezza ed innocenza duri il più a lungo possibile,

alla mia amica vedova Agnese, affranta, perché possa ritrovare un po’ di sorriso,

a Ivana, a cui ho voluto tanto bene, che non è stata per me una suocera ma una seconda mamma,

a zia Maria,

alla signora Maria Grazia, che mi ha dato la possibilità di crescere professionalmente ed ha creduto in me,

alle ragazze pakistane che ogni anno vengono rapite e stuprate da musulmani radicali, costrette alle nozze islamiche, a volte uccise,

a Lea, Maria Concetta, Giuseppina, le tre “donne coraggio”, le tre madri, che hanno avuto il coraggio di dire no alla ‘ndrangheta, due delle quali hanno pagato con la vita questa ribellione,

alla piccola Dyana che non è riuscita a diventare donna, perché inghiottita dalla nave della gioiosa vacanza, all’isola del Giglio….

ad Etty Hillesum, i cui ricchi insegnamenti tratti dal suo Diario scritto in un tragico periodo (1941-1943) mi sono di stimolo e di accompagno in questo periodo quaresimale,

a noi donne di “Darsi pace” a noi donne tutte, perché possiamo coltivare sempre più nella nostra vita terrena le virtù di cui Maria Vergine ci ha dato testimonianza: il silenzio, l’ascolto, l’obbedienza, l’umiltà, il servizio, la purezza di cuore, la misericordia.

Un abbraccio Gabriella

Comments

  1. Luciana Poleggi says:

    Grazie Gabriella! Ricambio gli auguri e condivido quelli che hai fatto. Stamattina è già il 9 marzo, ma ieri sera essendo anch’io come voi”multitasking” sono “crollata a dormire”. Vorrei aggiungere anch’io gli auguri a qualche donna:
    – a mia madre, ipovedente e con una parte del viso semiparalizzata da un tumore, che prega tutti i giorni e ha sempre pregato per la mia conversione…
    – alla bambina Sara, figlia di una mia cugina morta a 40 anni di cancro, affiché possa piano piano ritrovare il sorriso….
    – a mia zia sulla sedia a rotelle che non parla più per un ictus, ma appena mi vede, le si illuminano gli occhi…
    – ad una mia amica Marina, che ha perso il figlio di 20 anni, che possa trovare un po’ di serenità.

    A tutte noi, che Dio non ci ha volute per la guerra ma ha scelto proprio una donna per far nascere Gesù. Baci! 😆

  2. marco f. says:

    Grazie Gabriella per questo bellissimo intervento,
    mi ha toccato molto,
    sento solo di dover aggiungere che credo sia la donna la vera forza dell’umanità
    ….

  3. Cara Gabriella, grazie degli auguri che ricambio con affetto a te, a Daria e a tua mamma. E a tutte le donne evocate da te e da Luciana.
    Vorrei aggiungere qualcosa su “La rabbia delle donne” (è il titolo di un libro scritto dalla psicoterapeuta Monica Morganti, per l’editrice Franco Angeli), perché, come viene spiegato in quel testo, “le donne non sono mai state incoraggiate a riconoscere i sentimenti di collera e a manifestarli apertamente: hanno paura di scottarsi col fuoco della propria rabbia. Collera sommersa che si trasforma in depressione o in attacchi al proprio corpo”.
    Anche nei gruppi Darsi Pace cerchiamo di comprendere le ferite dell’anima che stanno alla base della rabbia, per poter trasformare questa potente energia distruttiva in una preziosa forza creativa in grado di trasformare in meglio la nostra vita. Ascoltare i messaggi del corpo, mettersi in contatto con il proprio fuoco interno è il primo passo per questo cammino di liberazione.
    Provo a continuare questa riflessione nel post di Filomena sulla sincronicità, perché vorrei raccontare un episodio recente che riguarda me e mia madre. My mother, myself. Anche quando ci ribelliamo, siamo legati a doppio filo….
    Un abbraccio e buona giornata. Paola

  4. Anonimo says:

    In sala rossa Pronto Soccorso un piccolino di un anno e mezzo con febbrone ,vicino a lui,una vecchina con piu’ di un guaio.Emozionante ascoltare lo strano e magico coro a due voci: entrambi,all’unisono, agli antipodi del percorso vita,cercavano solo mamma..
    Che mistero ,mamme ….figlie , figli .
    Grazie Gabriella Bellissimo post

  5. A parte le donne fondamentali della mia vita, e cioè Paola e mamma, vorrei ricordare almeno tre donne che mi hanno aiutato:

    Lidia Motta, capostruttura di Radio Due, che mi ha dato una fiducia incredibile, aprendomi da subito la porta di un’avventura radiofonica durata poi 13 anni;
    Maria Luisa Spaziani, che mi ha fatto dirigere il Centro Montale per circa 20 anni, accogliendomi 29enne, e inedito, come un collaboratore a pieno titolo;
    e Nadia Bonaldo, una suora Paolina che nel mezzo della mia crisi del 1998, quando avevo rotto con tutti i miei editori, e mi chiedevo che fine avrei mai fatto, mi telefonò “per caso” proprio in quel momento (sincronicità?) chiedendomi se volevo pubblicare per loro, avviando una storia che continua ancora.

    In realtà nella mia vita sono state quasi sempre le donne ad aiutarmi.
    Grazie allora, e ciao. Marco

  6. Grazie, carissima Gabriella per le tue parole così belle.

    Anche io, curiosamente, come Marco ho notato con il passare del tempo, che nella mia vita sono state quasi sempre le donne ad aiutarmi, a donarmi -gratuitamente – le cose migliori della mia vita.

    Fabrizio

  7. Brunella says:

    Un omaggio a tutte le donne e anche a tutti gli uomini che le amano.
    Grazie carissima Gabriella.
    Un caro abbraaccio.
    Brunella

  8. Filomena says:

    Grazie per il tuo post, cara Gabriella!
    Colgo l’occasione per dire grazie a tutte le donne della mia vita

    donna
    giglio
    rosa tea
    a ricolmar le cose
    d’una materna idea

    Filomena

  9. Gabriella says:

    Carissimi tutti ringrazio chi ha letto e chi è anche intervenuto.

    Non sono riuscita a capire chi è che ha firmato Anonymous forse per sbaglio.

    Condivido gli auguri di Luciana e comprendo il pensiero di “collera sommersa” di cui ha parlato Paola, ne sono spesso anch’io vittima.

    Ringrazio Brunella, Filomena e Marco F. (che ha una grande donna al fianco :lol:).

    Mi hanno colpito le parole scritte da Marco G. e ho riflettuto sul fatto che le donne ricordate lo hanno accolto offrendogli piena libertà di essere se stesso, rispettando la sua natura, le sue idee, la sua particolare personalità. E così per Fabrizio.

    E concludo questo momento di attenzione sulla donna con un augurio rivolto agli uomini:
    perchè possano dar spazio nella propria interiorità al “principio femminile sano” che è pur presente in ognuno di loro ed è quello dell’abbandono e dell’accoglienza.

    Un abbraccio Gabriella

  10. Marco F. ringrazia per la nota, ma lo sa benissimo che grande donna ha al suo fianco, ed è perfettamente convinto che dietro alle gesta più importanti di un uomo c’è sempre la grandezza della donna che gli è accanto. 😉

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