Un pensiero, preciso, chiaro, illuminato, che si incarna in un’azione semplice, limpida, presente, sensata. Questa è la sinapsi tra l’eterno-l’infinito e il presente-spazio-tempo, questa è l’incarnazione nella sua purezza. L’eterno che si fa presente. Questa è la potenza divina che si trasforma in potenza umana. Questa è la fede.
Ma quanto è difficile questo, quanto è difficile uscire dal nostro limbo spazio temporale, dal nostro inferno, per far spazio a questo pensiero creativo. E poi essere presenti, rimanere sul sentiero, sulla Via tracciata, mantenere il nostro essere nella sua Verità. Subito le nebbie ci assalgono, e perdiamo la lucidità, il senso, la presenza. Perdiamo le coordinate spazio-temporali e la sinapsi tra eterno-infinito e presente. Si ripiomba nel non-essere, nel niente, nel non-senso.
Si è difficile, ma, grazie al cielo, è possibile.
Carissimo Andrea GRAZIE!!!!
Sono incantata, completamente affascinata da questo racconto. Bellissimo!
Desidero rimanerci dentro, nel silenzio, e farlo risuonare in me, farlo crescere in me, tra le mie rovine, nella mia terra arida, come quegli alberi!
Grazie Andrea di questo meraviglioso regalo!
Un grande abbraccio. giovanna
“Un uomo solo è bastato a far uscire dal deserto un’intera popolazione, ma quanta costanza nella grandezza d’animo, quanto accanimento nella generosità”: si prova davvero non solo il rispetto per chi porta a buon fine un’opera degna di Dio, ma la meraviglia, lo stupore, il fascino contagioso.
Grazie Andrea, per questo stimolante invito a crescere nella fede!
Così bello da sentire il bisogno di leggere il libro per fermare le parole che mi hanno colpito e che desidero condividere con voi.
“Il vento soffiava con brutalità insopportabile.”
“L’uomo era rasato di fresco…i suoi vestiti erano rammendati con la cura minuziosa che rende i rammendi invisibili.”
“Si mise ad esaminarle con grande attenzione…gli proposi di aiutarlo. Mi rispose che era affar suo.”
“La società di quell’uomo dava pace.”
“Non s’era per nulla curato della guerra.”
“Gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione.”
“Non bisogna dimenticare che operava in una solitudine totale.”
“Restammo qualche ora nella muta contemplazione del paesaggio.”
“Il lavoro calmo e regolare, l’aria viva d’altura, la frugalità e soprattutto la serenità dell’anima avevano conferito a quel vecchio una salute quasi solenne. Era un atleta di Dio.”
“Era ormai un posto dove si aveva voglia di abitare.”
“Lazzaro era ormai uscito dalla tomba.”
Mi accorgo che sono tante…questo mi dice che ho ancora molta strada da percorrere.
GRAZIE!
Giuliana
questo spirito creatore, questo Amore, in genere giace oppresso e soffocato dalla confusione della mente e dall’aridità del cuore
ascoltando questo bel racconto ho percepito anche dentro di me la presenza del generoso e tenace piantatore di alberi, e l’ho visto all’opera in piccole cose che salvano la mia anima dal deserto e dalle tempeste
grazie!
Grazie Andrea per questo invito a vedere l’invisibile, a credere all’incredibile. La VITA supera tutte le logiche di morte!
Mi sono lasciata afferrare da questo racconto e dilatare il mio orizzonte che rischia di restare inprigionato in visioni miopi, vacillanti, di corto respiro.
Quante volte nella mia vita continuo a vedere solo rocce brulle, aride e deserte senza riuscire ad osare di sognare la foresta e il gorgoglio dell’acqua. Guardando più al fondo, tuttavia, scopro in me anche la presenza, ancora timida, del piantatori d’alberi
Mi unisco alla commozione espressa da Giovanna e dagli altri che hanno postato I loro commenti.
Mi auguro di cuore che questo racconto possa essere in qualche modo metafora della crescita silenziosa ma inesorabile del movimento dP: un uomo, con la sua accanita determinazione a voler cambiare, se stesso e il mondo in cui vive, per essere felice, pianta semi del cui destino si fa responsabile creando le condizioni adeguate al loro sviluppo. Ma il germogliare è inevitabile e, con la pazienza che i contadini apprendono sul campo, impossibile da forzare, gli alberi iniziano a crescere, a creare un nuovo mondo intorno a loro, ad attirare acqua in superficie, a sciogliere le rabbie, le paure, le brutture e a portare gocce di felicità.
Auguro a ciascuno di noi di essere uno di quei semi, che custodisce in sé la speranza del contadino che lo ha piantato, la sua determinazione per la vita, nonostante l’arido che si può percepire tutto intorno e dentro di noi.
Buon germogliare a tutti!
iside
uno straordinario e toccante racconto … grazie di cuore a chi ce lo ha donato ed a tutti i partecipanti
antonio
questa storia, raccontata ed illustrata così bene, è un sostegno, per la nostra speranza! Mariapia
Grazie di cuore anche da parte mia x questo splendido racconto, capace di trasportarci in una dimensione così sognante nella sua semplicità e bellezza.. Se ne ricava una sensazione di pace e di senso che ci aiuta in questo momento di difficoltà e va a nutrire il nostro bisogno di speranza e di cambiamento.. La pace sia con noi
moltoooooooooooooo bello io da questo video mi sono resa conto che un singolo albero pio cambiare il mondo