Comunicazione & Eventi

Così come già avvenuto all’intensivo di Santa Marinella il 25-26-27 Maggio, al quale erano presenti più di 70 persone, eccoci ad informarvi della nuova realtà che si sta sviluppando in DarsiPace.

Si è formato un piccolo gruppo, Comunicazione & Eventi, nel quale, assieme a Paola e Marco, alcuni si stanno impegnando per dare maggiore visibilità alla utile ed affascinante realtà dei nostri Gruppi.
Riteniamo giunto il momento di essere più attivi nell’informare chiunque possa essere o in sintonia o potenzialmente interessato a dP.

Per questo abbiamo aggiunto all’opuscolo esplicativo “Darsi pace – Gruppi di liberazione interiore” Ed. Paoline 2011, che riesce a spiegare in modo efficace identità, presupposti, finalità, metodo e struttura dei Gruppi, anche altri materiali più leggeri che possono svolgere un utilissimo ruolo di primo approccio, e cioè locandine, volantini e bigliettini da visita.

Chi di noi non incontra persone o associazioni o altro che potrebbero giovarsi dell’esperienza dP?

Non rispondete di getto, rifletteteci bene e vedrete che capitano spesso situazioni tali dove avere un bigliettino sarebbe utile, oppure distribuire un po’ di volantini potrebbe aiutare qualcuno che non aspettava altro ( come tutti noi ), o ancora piazzare una locandina in un luogo che posso controllare e che me lo permette ( negoziante amico, edicola, biblioteca . . . . . . . . ), può informare i più attenti.

Tutti questi materiali sono a disposizione, gli opuscoli sono in vendita a 3 euro in librerie cattoliche, ma sono veramente un bel regalo da fare a chi voglio bene, mentre le locandine, i volantini ed i bigliettini sono disponibili gratuitamente, o, se volete, vi mandiamo il file per la stampa in autonomia.

Ovviamente questa è solo una piccola parte del progetto COM&EVE che si occupa anche di contattare riviste, quotidiani, settimanali, giornalisti, scrittori, associazioni, movimenti, istituzioni, radio, tv, web e quant’altro, seguendo il principio di informare in modo semplice ma il più completo possibile della esistenza di questa realtà ormai tredicenne.

Per le parrocchie l’approccio va curato in modo particolare, ci stiamo lavorando e presto saremo pronti, intanto sarebbe utile essere presenti ed attivi in modo da avere un buon canale di comunicazione già operativo.

Eccoci così giunti allo scopo di questo post, il quale, oltre ad informare tutti voi che già partecipate a dP attivamente e voi che seguite il blog, vuole pungolarvi chiedendo la vostra adesione non solo morale.

Tutti possiamo attivarci con questo intento, alcuni già lo fanno, ma sicuramente molti potrebbero farlo nel loro piccolo.

I materiali sono a disposizione serve solo la decisione di diffonderli, e quella sta in noi.

COM&EVE è a disposizione per chiunque avesse idee, iniziative, suggerimenti o difficoltà, l’importante è che ciò che vorremmo fare sia realizzabile a partire da chi lo propone in prima persona.

Siamo in attesa dei vostri contributi, scriveteci a comunicazione@darsipace.it

FORZA! E’ IL MOMENTO DI FARCI SENTIRE

Comments

  1. Giuliana says:

    Ho cominciato a partecipare fisicamente ai Gruppi di dP al loro dodicesimo anno di vita: fine di un percorso, inizio di nuova definizione.

    Mia madre mi mise al mondo a 41 anni, oggi non meraviglia questo dato, ma 58 anni fa non era come oggi.

    Essere sul limite connota la mia esistenza.

    L’esperienza che vivo in dP mi fa sentire a casa: il mistero si fa presente.

    Allora il desiderio è allargarlo, condividerlo con altri.

    Lascio che il Vento gonfi la vela.

    Giuliana

  2. Alessandro Ciarella says:

    Ciao Giuliana, posso dire che la tua è proprio una vela che da piacere agli occhi così gonfia e ben impostata.

    Esserti compagno di navigata anche se da distante da coraggio.

    C’è tanto da fare in e out ma la buona compagnia alleggerisce l’impegno, grazie e buon viaggio.

    Ale

  3. Caro Ale,
    In linea di massima sono completamente d’accordo con te e di fatto sino al Dicembre scorso, ho agito spontaneamente , come ora viene indicato.
    In questo momento però ho molte resistenze a permanere in tale atteggiamento.
    Queste resistenze probabilmente nascono in me proprio nell’approfondirsi del lavoro che smuove blocchi e richiede una maturazione ulteriore nella gratuità.
    In sintesi, più il lavoro va a fondo e maggiormente scompare in me il senso di appartenenza al gruppo e quindi la motivazione primaria alla sua diffusione.
    Ho cercato di condividere nel telematico questa mia difficoltà che comunque sia ancora permane.
    Per le persone come me, non frequentanti il gruppo fisico, l’uso del mezzo telematico è parte integrante del metodo e andrebbe osservato meglio anche in senso evolutivo/ trasformativo tale “mezzo” senza dare per acquisito checosa possa o meno, dare o favorire, trasformativamente nell’evoluzione dell’umano. … forse non solo dipendenza; e neppure semplice penetrazione dell’informazione nella globalità mondiale.
    Non interpreto nè giudico il silenzio, anzi ho proprio voluto provare a sospendere la sperimentazione su di me della condivisione tramite il dialogo nel blog (in questo blog) e non mi pare di aver notato alcun giovamento, ne personale ne che il blog stesso sia decisamente migliorato.
    Pur ritenendo che quello che viene proposto nel lavoro dei gruppi dP, tramite le tre pratiche, sia assolutamente valido e quindi che sia fuori discussione: “meglio seguire il corso, come fosse una lezione frontale, lavorando su di sè in solitudine, che non farlo”; resto della mia opinione: il silenzio, la non condivisione del lavoro che stiamo facendo, pur costituito più da opere che da parole, non favorisce il senso di appartenenza al gruppo stesso, ma forse mi sbaglio.
    Non avrei postato questo riscontro se non avessi letto le ultime parole di Lorenzo sulla graticola, postate da Paola.
    Ciao, a presto
    Rosella

  4. Alessandro Ciarella says:

    Ciao Ro, in tutti noi dp promuove delle reazioni in profondità ma non tutti siamo (come te) abituati a dargli voce ed io sono tra coloro che spesso non ci riescono.
    Una cosa però vorrei chiarirla meglio, io non vivo una appartenenza ad un gruppo anche se ne faccio parte attiva, assieme ad altri mi sento di vivere un cammino vero di liberazione profonda e questo è affascinante, necessario, rivitalizzante ma anche faticoso, doloroso e lento.
    Detto questo però mi rendo conto di quanto bene può fare a tanti e sento dentro di me una forte spinta a comunicarlo a tutti anche se capita di veder girare lo sguardo altrove.
    Per questo ritengo importante il gruppo per iniziare un cammino che però porta oltre . . . . . . . molto oltre.
    Quando mi capita di poter parlare di dp io non parlo dei gruppi ma degli effetti che il lavoro produce e quasi sempre si aprono dei varchi di vera e profonda comunicazione con l’altro che forse per la prima volta può sapere della nostra esistenza, questo è importante, far sapere che ci siamo e accogliamo tutti ma proprio tutti.
    Baci Ale

  5. caro Ale,
    questione per me complessa (in me complessa) sostenere e acquisire un senso di appartenenza CONSAPEVOLE.
    Un essere umano appena concepito e non ancora nato appartiene comunque sia al genere umano; ma, a seguire, nella vita di ogni giorno quel “fare”, che nel suo attivismo può distruggerci, nella sua integrità informa “il mio essere vivo” nella città dell’uomo, quelle braccia che sollevano il figlio.
    Ciò che intendo (ancora) sottolineare è che, tutto è buono nel lavoro interiore ma NOI CRESCIAMO NELLA CONDIVISIONE, poichè condividiamo una sorte comune: siamo spiriti immortali incarnati in una carne per ora mortale.
    Fare l’esperienza della nostra trasformazione, sperimentando una piccola resurrezione:” sono la stessa eppure diversa” cambia i miei rapporti con la vita reale, il mio rapporto di coppia e con coloro che incontro, in uno sguardo o con una stretta di mano… ma qui?
    Questo luogo telematico, che accomuna l’esperienza di tante persone che frequentano il lavoro dei gruppi da lontano, ha una sua specifica modalità d’incarnare la nostra trasformazione, oppure no?
    Perchè qui diamo per scontata la difficoltà? e non facciamo la nostra fatica quotidiana di una ricerca seria e di una osservazione puntuale.
    Io sono praticamente una analfabeta in tutto ma so, per grazia ancora, riconoscere un desiderio e non mi rassegno a metterlo da parte nè tanto meno ridurlo a bisogno.
    Questo per me è dare senso alla Vita, la mia e quella di altri ed insisto perchè ritengo che la rete sia importante nel nostro lavoro.
    In quanto a me il punto in cui sto (nonostante una estate piacevole e ventilata, qui al lago è così!) sono vicino alla graticola di San Lorenzo, come consapevolezza nell’appartenenza; ma ho tante di quelle resistenze: non mi piace, proprio non mi piace… neanche un po’!
    Continua ad essere dura, ma mi pare di venirne lentamente fuori.
    E lavoro sai? ci lavoro proprio!
    Ti abbraccio, ti ringrazio per tutto quello che fai. Sono lieta che tu sia un punto di riferimento sereno e stabile (quindi molto affidabile) per tutti noi e auguro a te ed alla tua famiglia buone vacanze.
    ciao
    Rosella

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