Albino: Adesso è un nome di Dio

di Giuliana Martina e Rosella Orlandini

Perché non riusciamo a prendere contatto con la vera realtà che siamo, che è già qui, adesso?

Più di settanta persone arrivate ad Albino per partecipare al seminario tenuto da Marco Guzzi hanno cercato di rispondere a questa domanda coinvolgendosi nelle varie proposte di lavoro che le hanno condotte dentro un ascolto profondo e sottile di se stesse per scoprire che la conoscenza cui anelano si dà nella trasformazione e richiede umiltà e fervore nella pratica.

Viviamo dentro un tempo sempre più veloce nel quale la nostra mente, frenetica e accelerata, si proietta nel futuro o resta imbrigliata nel passato.
Per entrare in contatto con la realtà che siamo è necessario cambiare il nostro rapporto con il tempo, comprendere che il tempo è la dimensione dell’anima.
E’necessario attenuare la velocità mentale, riconoscere e spegnere la catena di pensieri che nasce da ricordi e paure del passato oppure da paure originate da proiezioni nel futuro.

La pratica meditativa e l’esercizio di autoconoscimento ci hanno aiutato a riconoscere e attraversare gli strati mentali che ci separano dall’adesso fino a toccare quel punto dentro di noi che è fonte di ogni giudizio ed imparare a spegnerlo.

Abbiamo così compreso che
il mistero del presente è uno stato della nostra coscienza e dell’essere molto più arioso, molto libero;
siamo intrappolati dai pensieri originati dalle nostre strategie difensive e dai giudizi che accompagnano le nostre emozioni;
quel punto, illusorio, dentro noi stessi che ci fa pensare di sapere chi siamo e ci separa è la grande paura di perdere il controllo.

Sperimentare l’adesso è entrare in uno stato di presenza decondizionato, sciolto dai condizionamenti limitativi che ci recludono in noi stessi e possiamo sperimentarlo solo nei modi in cui crediamo che sia sperimentabile.

E’ la fede che struttura l’esperienza spirituale.

Allora decidere in che cosa voglio credere significa decidere quale tipo di uomo e di donna voglio diventare, quale parola voglio determini il mio futuro, su quali convinzioni voglio plasmare la mia identità.

Per chi crede in Cristo, l’adesso è adesione consapevole, libera e responsabile all’orizzonte della sua rivelazione, è vita relazionale dove Padre e Figlio sono uniti dallo Spirito, Padre e Figlio sono distinti senza separazione e sono uniti senza confusione.

Credere a questo significa comprendere che l’autoconoscimento è importante, ma insufficiente per salvarci e che possiamo attraversare la soglia della nostra impotenza e della nostra separazione solo se Dio ci salva.

E’ l’Assoluto che trasfigura il temporale, il Padre attraverso il Figlio ci trasforma e tramite ognuno di noi trasforma la materia del mondo.

Adesso è il momento favorevole, il giorno della salvezza. ( 2Corinti, 6,2 )

Per descrivere l’atmosfera che abbiamo respirato durante il seminario utilizzo le parole di Maria Rosaria C., una partecipante:

“quasi tre giorni magici ad Albino. Tutto ha concorso alla riuscita dell’evento: la bravura di Marco, la simpatia e la disponibilità di Paola, l’accoglienza e l’umorismo dei Padri Dehoniani, il misticismo del posto e non ultime, la sensibilità e l’umanità di un gruppo che è riuscito a stare insieme col cuore..! “

Ci siamo salutati con le mani piene di terra e gli occhi pieni di cielo, più consapevoli di avere la vita vera dentro la nostra vita e di non potere sfuggire alla promessa che ci è data.

Commenti

  1. Grazie !
    Mi commuovo

    Filomena

  2. Grazie Giuliana e Rosella, che bel dono ci avete fatto! è stato come respirare un po’ l’aria di Albino e goderne un po’ i frutti.
    Poiché forse non è immediatamente evidente a tutti voglio dire che cliccando su “pratica meditativa” e “esercizio di autoconoscimento” si rende visibile una condivisione relativa alle due pratiche.
    Un grande abbraccio. giovanna

  3. Carissime Giuliana e Rosella, il vostro racconto degli accadimenti “interiori” sperimentati nei laboriosi giorni bergamaschi mi ha invitato ad aprirmi al Presente, adesso, per respirarne un po’ l’inesauribile vitalità, senza nostalgie o illusioni, libero da pre-occupazioni sterili che ingrassano solo l’io distorto, non pacificato.
    Fluido il vostro racconto e risonanti le condivisioni della pratica meditativa e dell’esercizio autoconoscitivo.
    Un grato abbraccio Corrado

  4. giuseppina francesca Nieddu dice:

    Anch’io, come Filomena, mi com-muovo.
    Come sono belle le mani di Giuliana e Rosella che scrivono come se insieme suonassero uno spartito,comunicandoci all’unisono l’esperienza vissuta che i nostri cuori com-prendono stupiti come per il concerto di Daniela e Silvia!!.
    Come è bello vedere, leggere, respirare l’amicizia gratuita e profonda, non competitiva di queste donne che arricchite dalla testimonianza di una coppia (Paola e Marco) camminano guidate dallo Spirito.!!!
    Il loro saluto “con le mani piene di terra e gli occhi pieni di cielo” è pieno di Grazia , apre il cuore che, fecondato dall’Amico si fa orecchio che ascolta, accoglie, canta, racconta e celebra la Vita.
    ALBINO, piccolo luogo fino ad ieri sconosciuto, piccola alba di nuove bianche fioriture, ADESSO per noi esisti, mi piace dire con Giovanna “sei una banca invisibile”, sei un nome di DIO.
    Grazissime a tutto il piccolo, grande gruppo e a tutti i gruppi DP per il prossimo nuovo inizio.
    Un abbraccio speciale a voi due e a Paola e Marco.
    Giuseppina

  5. giuseppina francesca Nieddu dice:

    PS.
    Ringrazio Giovanna per la sua presenza “dietro le quinte”, sempre preziosa.Ho provato, come ci ricordi nel tuo intervento in questo post a cliccare su “pratica meditativa ed esercizi di autoconoscimento” ma avrei bisogno di ulteriori precisazioni per poter portare a buon fine i miei tentativi.
    Grazissime, sempre.Un abbraccio.Giuseppina

  6. Carissime Giuliana e Rosella , avete espresso in modo pieno, bello e complementare ciò che è stata l’esperienza vissuta ad Albino,un’esperienza che ho fatto fatica a lasciare perchè mi ci sentivo davvero dentro e stavo proprio bene.
    Il clima d’amicizia,gli sguardi e le parole che ci siamo scambiati, non sono mai state chiacchiere,ma un’attenzione all’altro,una voglia di conoscerci profondamente, di guardarci in faccia davvero.
    L’intensivo mi aiuta ogni volta a fare un passo in più nel mio cammino e a non farlo da sola.Questa esperienza del Presente mi porta a vivere pienamente ogni giorno con nuova energia che sento derivare dalla Parola che germoglia in me e ad ampliare la mia capacità di accogliere me stessa, perciò l’altro.
    Un grande grazie e un abbraccio a Marco e a Paola che in armonia riescono a farci sperimentare tutte le parti del lavoro come fossero una sola.
    Un saluto e un abbraccio a tutto il gruppo DP per un nuovo inizio con ” umiltà e fervore”.
    Rosanna

  7. Marco Guzzi dice:

    Care amiche, a volte ho proprio l’impressione che siamo tutti piccoli bambini che stanno imparando una nuova lingua, un nuovo alfabeto relazionale. E non è facile, non è facile rinascere.
    Nei nostri Gruppi perciò andiamo molto lenti, procediamo con delicatezza e gradualità, proprio perché siamo bambini, e siamo anche molto vecchi e stanchi di tante chiacchiere.
    Io sento i nostri Gruppi come Asili, in cui ci aiutiamo a diventare uomini e donne di un’altra specie, e cioè esseri spirituali, e chi sa che cosa significherà?
    Un praticante di Zen avvertirebbe forse in queste parole la densità e la provocazione di un Koan:
    per creare dell’oro c’è bisogno di un pizzico di oro: Albino.
    Un abbraccio. Marco

  8. ringrazio tutti,
    ma ” innanzi a tutti” Corrado, perchè sei proprio tu Corrado? quel Corrado e non quell’altro di Corrado, vero?
    Gli altri non me ne vogliano: per questa volta è così!

    A parete gli scherzi, redigere questo post mi ha commossa e cerco di scrollarmi di dosso l’imbarazzo. Sono emozionata anche perchè l’ho scritto avendo ancora nel cuore la presenza degli amici appena lasciati.

    Non credo di saper rendere l’idea, sono ancora un po’ senza parole, ma ci provo: forse per la prima volta nella vita ho gustato checosa possa significare fare qualcosa” insieme” con un’altra persona, un’amica, ” in modo integro”.

    La richiesta di redigere il post mi è giunta in un momento di stanchezza e nell’immediatezza automatica ho risposto “no”! Anche Giuliana era stanca glielo si vedeva scritto in faccia, allora ho aggiunto: ” a meno che lo facciamo assieme”.

    Poi me ne sono tornata a casa ed il resto è venuto quasi da sè.
    In fondo io ho fatto quello che so fare; e Giuliana è speciale: quando non capisco qualcosa lei me lo chiarisce: ed anche lei ha messo nero su bianco, ciò che sa fare bene (… io manderei un po’ Guzzi a lezione di semplicità da Giuliana, domani dovrò farmi spiegare quello che ha postato qui sopra, mica ho capito proprio tutto…).

    Comunque sia, per la prima volta quando ho visto il lavoro postato nel blog sono stata felice e soddisfatta, mi pareva ben fatto: “e vide che era cosa buona”

    E’ come se, finalmente, il frutto di un lavoro su noi stesse e che condividiamo da qualche anno molto semplicemente, fosse maturato da solo, quasi spontaneamente.

    E sì hai ragione Marco Guzzi, la fioritura è lenta, ma poi quando meno te l’aspetti ti ritrovi, anche solo per un momento con un fiore tra le dita del cuore e commuovi inebriandotene.

    E’ una bella sensazione.

    Ciao a tutti

    Rosella

  9. Come ogni giorno prendo il mio treno che da Bergamo mi porta a Milano dove lavoro. Cosa faccio ? Apro “Yoga e preghiera cristiana”, ma oggi non ho voglia di leggere, mi da fastidio. E allora provo a fare un po’ di autocoscienza, così pian piano rientro nella caverna per sconfiggere il mostro che da un po’ di giorni mi affligge.
    Non ostante l’intensivo di Albino, la gioia infinita di condividere il tempo con persone care e che parlano la tua stessa lingua, qualcosa mi tormenta. Tornano i pensieri alla mia separazione, alle scadenze del lavoro, al tempo che vorrei dedicare al mio cammino di ricerca. Sono il disastro di sempre! Che ne dici tu Priscilla, mia compagna fedele da un anno a questa parte, che mi guardi sempre col tuo musino timido e implorante, che mi fai mille feste ogni volta che mi vedi?
    Questo nostro tempo ci soffoca, ci costringe sempre sulla difensiva, a vivere sempre sulla cresta dell’onda, con la paura di cadere da un momento all’altro.
    In questo stato che vita ci può essere?
    Mentre scrivo, questi pensieri si stemperano e si sbiadiscono fino a svanire, ritrovo me stesso, ritrovo il momento presente, l’Adesso che mi da pace e che mi fa sentire parte di un Tutto.
    Adesso sono pronto a iniziare la giornata.
    Grazie a Marco per le splendide parole che ha saputo donarci, a Paola per la sua dolcezza e la sua sensibilità, a Giuliana e Vanna per aver organizzato al meglio questo splendido incontro, a Rosella e a Gianni e agli amici di Mozzo, a Padre Romano per la bella messa che ha condiviso con noi e grazie a tutte le meravigliose persone che ho avuto il piacere di incontrare.
    Speriamo di reincontrarci presto, un abbraccio. Loris

  10. Anch’io sono uno di quei “puntini” nella foto collettiva! L’intensivo di Albino è stata, anche per me, una bellissima esperienza. Il punto, come sempre quando vivo momenti forti come questo, è quello però di tradurlo poi nel quotidiano vivere. La sfida, per me, rimane quella di stemperare l’intensità di quei giorni nell’andamento ordinario delle mie giornate. Albino, come gli incontri del corso DarsiPace (che io seguo da telematica) sono tempi privilegiati, concentrati, dove la prossimità con persone che compiono lo stesso cammino trasforma la vicinanza in condivisione profonda, in sintonia palpabile: parole misurate e non sprecate, vissuti personali portati nel gruppo con la certezza dell’ascolto attento senza direttive e senza giudizi. Poi però si ritorna nel proprio mondo di tutti i giorni, dove il linguaggio è un altro. Certamente, questa è la vocazione dei nostri gruppi: quella di liberare se stessi per trasformare il mondo. Progetto ambizioso che un po’ mi spaventa e mi sento inadeguata al compito, ma poi mi dico che, se nella delicatezza e nella gradualità che Marco indica riesco, anche soltanto qualche volta, a snidare qualche mascheramento e qualche automatismo, a non reagire in modo immediato ma a respirare ascoltando le emozioni che si agitano in me ricollocandole nella loro genesi, allora forse riuscirò a far respirare un po’ quell’io che cerca di nascere anche dentro di me. E così, spero, accada una piccola ma preziosa conversione energetica attorno a me, a beneficio di tutti.
    Un abbraccio
    iside

    PS per Silvia e Daniela: protesto che non abbiate ripetuto la stessa improvvisata anche ad Albino ;-)! Complimenti ragazze, siete state proprio brave!

  11. Carissima Rosella e carissima Giuliana,
    grazie per la vostra disponibilità a realizzare il post e a renderci nuovamente partecipi del clima vissuto ad Albino. Tre giorni vissuti intensamente, densi di contenuti, di incontri autentici, di nuove esperienze cariche di concentrazione e attenzione. Azioni concentriche dove i contenuti teorici si sono integrati con l’esperienza viva delle meditazioni e dell’esercizio di autoconoscimento per una nuova e sorprendente consapevolezza.

    La consapevolezza di quali pensieri tendono a distrarmi, ciò che impedisce il mio abbandono fiducioso, la consapevolezza di quante e quali paure mi abitano, la chiara visione di voler controllare e dominare la mia vita, la consapevolezza del mio attaccamento a ciò che credo di sapere di me. La consapevolezza che questa “prigionia” mi impedisce di lasciarmi penetrare dalle emozioni “calde” quali la tenerezza, la compassione, la benevolenza.

    Riconoscere che in me c’è un punto profondo sede di ogni giudizio, dove la mia mente giudicante pensa di sapere chi sono e da lì giudica ogni cosa e scoprire che posso spegnere questa pretesa, fare veramente “esperienza” che posso rinunciare a questa estrema illusione.

    Esperienza vera dello stato di presenza non come rappresentazione mentale ma sempre più come realtà. Ciò che io rinuncio non è rinuncia, è abbandono! Un esperienza viva di libertà dove sento di “essere” nell’ Adesso. Adesso è un nome di Dio.

    Adesso è il mio lavoro quotidiano, adesso è la mia ricerca, adesso un nuovo slancio, adesso il coraggio di muovere nuovi passi..
    Grazie Marco! Grazie Paola! Grazie a tutti voi compagni di viaggio!
    Vi abbraccio. Vanna

  12. Carissimi Filomena, Giovanna, Corrado, Giuseppina, Rosanna, Marco, Rosella, Loris, Iside e Vanna, i vostri interventi mi hanno commossa e ve ne sono grata, in particolare ringrazio Corrado e Loris per aver portato anche nel blog la loro presenza.

    Questo post mi sembra la giusta chiusura del seminario e il rilancio del personale lavoro interiore; è venuto da sé, scritto a quattro mani, ma guidato da un Altro.
    Proprio come ad Albino.

    Dove la presenza di Pietro, un cucciolo d’uomo di appena due mesi, mi ha fatto sentire piccola piccola come lui, bisognosa di attenzione e di cura per imparare a pronunciare una brevissima parola “io” dentro la relazione.

    Nel cammino di liberazione interiore e trasformazione del mondo che sto compiendo in dP insieme a tutti voi con lentezza, delicatezza e gradualità, vivo il gruppo come luogo di accoglienza dove imparo a riconoscere le mie negatività senza vergognarmene, a toccare la mia impotenza nella consapevolezza che posso attraversarla senza esserne annientata, imparo a trovare il mio punto, la mia posizione nel cosmo.

    Rinunciando all’illusione di essere al centro, l’ego si riduce e piano piano percepisco di avere, da sempre, un posto ma non più una grandezza.

    Non è facile rinascere, ma quando si è vecchi e stanchi di tante chiacchiere, si comprende che la rigenerazione dalla Sorgente è la sola vera Via da imboccare.

    Signore, fa’ che sperimentiamo sempre più intensamente e integralmente che questo è il momento favorevole,
    proprio questa è l’ora della salvezza.
    Fa’ che viviamo questo adesso per sempre,
    nel grande evento che è la creazione.

    Un abbraccio a tutti. Giuliana

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