Lourdes

Ho accettato la proposta, andrò a Lourdes, e subito sento uno spostamento dentro di me, in un attimo sono in un’altra dimensione, il desiderio nascosto si rivela, volevo tanto andarci e non lo sapevo, un senso di gioia si affaccia timidamente dal mio cuore.
In pochi minuti il silenzio mi pervade, mi assorbe e mi trascina nella quiete, in un posto custodito dove le priorità cambiano, dove il quotidiano sfuma, perde il contorni definiti e rigidi, tutto si spegne intorno a me, non mi sento smarrita anzi, sperimento che più mi abbandono più mi ritrovo.

Parto con il silenzio nel cuore, sento tutta la mia rigidità, la percepisco come una corazza, un muro che mi opprime.

Parto dal frastornante aeroporto di Fiumicino e arrivo in un piccolo aeroporto silenziosissimo in prossimità di Lourdes a ridosso dei Pirenei.
Guardo dal finestrino del pullman il paesaggio, fin nei minimi particolari, con il desiderio di immergermi in questa nuova realtà, un posto così normale eppure così unico.

Arrivo a Lourdes, cerco con gli occhi di carpire il segreto del posto, di svelare l’inganno.
Gli alberghi, i negozietti di souvenir, i luoghi di ristoro, la gente, tutto è immerso nel silenzio, il parlare produce solo un lieve brusio, tutto è pacato, mi meraviglio di riuscire a custodire il silenzio dentro di me.

Vado alla grotta di Massabielle, sono attenta, vigile, voglio capire il perché di tanta gente e tanta devozione, impossibile, tutto mi disarma, mi arrendo, cedo.

Lourdes  è un  posto  integro, potente, che  rievoca  la  presenza  del trascendente in  ogni  momento,  è oltre il tempo e lo spazio, oltre la materia, oltre il finito.
Ogni  persona  vive  in  maniera  personale  ed  intima  la  chiamata  di  Maria,  si  perché  a  Lourdes  si  va  per  chiamata,  è  un  luogo  riservato  ad  un  incontro  con  il  cielo,  è  una  porta,  da  dove  puoi  parlare  ed  ascoltare,  dove  ti  raggiunge un  messaggio  forte,  preciso,  personale,  diretto  a  te,  che  ti  investe  con  tutta  la  sua  potenza e che  non  puoi  non  sentire.

La consapevolezza della forza nello Spirito è il seme di rigenerazione lasciato nel mio cuore.

Non ho deciso di andare alle piscine, sono andata.
La forza e la potenza dell’Immacolata Concezione mi invade.
Alle piscine, scendo nell’acqua, un’onda di emozione mi colpisce il petto, mi sento come un corpo inanimato che prende vita, chiedo la guarigione del cuore.
E’ un urto, un’onda di energia, mi lascia senza fiato, tremante, stremata, infranta.
E’ successo qualcosa, barcollo, una forza indicibile, potente ha premuto sul mio muro interno all’altezza del cuore.
Esco, piango, piango di un pianto infinito, profondissimo, che mi sfinisce, mi sento sgretolare dentro a quel pianto.
Riemergo dall’abisso e mi sento su una soglia, una soglia che mi chiama, che mi appartiene, una condizione dello Spirito che è la mia vita e che non riesco ancora a raggiungere, ma essere lì, su quella soglia ora, per me è gioia.

Abbandonata all’ascolto, sento: “Adesso lasciati condurre da me”.

Comments

  1. Carissima Patrizia grazie! leggo, ascolto con commozione questa bellissima testimonianza e lascio che mi penetri, che un briciolo di grazia arrivi anche a me e sgretoli la mia corazza.
    un grande abbraccio. giovanna

  2. Giuliana says:

    Ho l’impressione che le parole rompano il silenzio, la quiete del luogo “dove le priorità cambiano, dove il quotidiano sfuma, perde i contorni definiti e rigidi, tutto si spegne “ che offri anche a noi attraverso la tua descrizione.

    Non è ancora tempo per me di visitare i luoghi dove la Madonna è apparsa.
    Sono intensi il desiderio e la lotta per oltrepassare la soglia “una soglia che mi chiama, che mi appartiene, una condizione dello Spirito che è la mia vita”.

    GRAZIE Patrizia e un abbraccio.
    Giuliana

  3. Cara Patrizia, davvero bello il racconto della tua esperienza lourdiana!
    Mi sono tornate in mente le strofe dell’inno medievale “Ave, maris stella”, che narrano da secoli e secoli l’esperienza del passaggio mariano che trasforma l’oscurità in luce, l’oppressione in liberazione.
    Trascrivo le strofe centrali in cui si invoca Maria così:

    Spezza i legami agli oppressi,
    rendi la luce ai ciechi,
    scaccia da noi ogni male,
    chiedi per noi ogni bene.

    Mostrati Madre per tutti,
    offri la nostra preghiera,
    Cristo l’accolga benigno,
    lui che si è fatto tuo Figlio.

    Vergine santa fra tutte,
    dolce regina del cielo,
    rendi innocenti i tuoi figli,
    umili e puri di cuore.

    Donaci giorni di pace,
    veglia su nostro cammino,
    fa’ che vediamo il tuo Figlio
    pieni di gioia nel cielo.

    Proprio adesso mi è tornato in mente quando da piccolo sentivo cantare l’ “Ave Maris stella” nella chiesa del mio paese. Mi rivedo in braccio a mia madre e risento forte e distinta la sua voce e quella delle altre donne vicine, che lo cantavano con voce piena, con vibrante partecipazione interiore: erano parole del tutto senza senso per me (anche per loro un po’ storpiate nel latino) ma riuscivano a trasmettermi l’emozione di un’accorata invocazione che sorgeva dai cuori… attendendo con fiducia, certa di essere esaudita. L’emozione mi diceva già quelle che adesso mi dicono le parole.

  4. Penso che i luoghi in cui è apparsa la Mamma di Gesù e che sono mantenuti come memoria viva, presente ora, dalla fede dei popoli, siano ricchi di un mistero di Vita Nuova che ciascuno di noi riceve nei modi i più differenti e disparati.

    Anch’io sono stata a Lourdes, due volte e in circostanze ed età della mia vita molto diverse. L’impatto emotivo anche era diverso eppure entrambe le volte ho ricevuto il necessario: il desiderio del mio cuore è stato esaudito.

    Grazie Patrizia e ciao
    Rosella

  5. Grazie!!
    Marta

  6. Siate certi che a Lourdes eravate tutti nel mio cuore.
    Ciao e a presto. Patrizia

  7. Giuseppina says:

    “Lourdes e’ un posto integro,potente, e’ oltre il tempo e lo spazio, oltre la materia, oltre il finito….Ogni persona vive in maniera personale ed intima la chiamata di Maria…è una porta”.
    Grazissime a Patrizia e a tutti gli intervenuti( pur avendo qualche riserva sui pellegrinaggi ai luoghi mariani, il mio a Lourdes di tantissimi anni fa è rimasto impresso nel cuore).
    Le vostre condivisioni mi hanno fatto sentire portata sulla soglia della PORTA.
    Come non lasciarsi portare dal mistero di MARIA, mistero a se’ stessa ..(Maria meditava tutte queste cose serbandole nel suo cuore)..Mistero che pur non cessando di parlarci permane infinito e ci invita al silenzio per coltivare la nostra energia femminile che ci lasci liberi di respirare per realizzare una vita piu’ umana , piu’ divina, piu’ M-ARIA.

    Mi piace condividere con voi i versi della mia amica Marica.

    ARIA

    Aria, vorrei essere.
    Dispensatrice di vita, vorrei essere.
    Desiderata.
    Invocata.
    Benedetta.

    Un abbraccio M-ariano
    Giuseppina Francesca

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