Come un girasole


Mio figlio ha quasi 16 anni e la dolce asprezza della sua età adolescente si sente tutta.

 

Come posso affrontare, io madre, questo suo periodo di trans-formazione emotiva, intellettiva, fisica … ?

Cosa sperare per lui?

Come nella pratica meditativa di Darsi Pace, voglio sorridere alla sua vita che sembra sfuggirmi ma per sbocciare alla Vita, e voglio incoraggiarlo nel suo fiorire.

Voglio abbandonare ogni pretesa di nocivo ed egoico controllo, senza che questo significhi abbandonarlo, ricordando che, prima che figlio mio, lui è figlio di Dio.

Sta scritto:

“Può una donna dimenticare il suo bambino o non amare più il piccolo che ha concepito? Anche se ci fosse una tale donna, io non ti dimenticherò mai. Ho disegnato sulle palme delle mie mani la tua immagine.” (Isaia 49,15-16)

Posso dunque affidarlo a chi prima di me lo ha concepito, nella preghiera che venga accompagnato a riconoscere ed attraversare ogni gioia con stupore e riconoscenza, che venga sostenuto per riconoscere ed attraversare con dignità e forza gli inevitabili dolori della vita, senza esserne travolto ed annientato.

Che il suo volto sia sempre rivolto alla Luce nell’incessante ricerca del suo io più vero, originario.

Perchè prima che figlio mio lui è figlio di Dio.

 

Nel sole

figlio,

non temere
di salire la scala
che s’affaccia alla vita

germoglio
rampicante
alla luce piena,
tendi all’infinito
squarcia la linea
gli orizzonti consueti

prego l’Eterno
che ti renda eliotropio

(a Michele,
il mio unico figlio)

Commenti

  1. luciana p. dice:

    che bello quello che hai scritto sui figli adolescenti, mi hai commossa! mio figlio Luca di anni ne ha 17 e anch’io mi trovo a vivere quello che vivi tu, vorrei proteggerlo dalle delusioni e incognite della vita ma so che è il Signore che può farlo! Lo affido a Lui, in fondo,a volte mi sento inadeguata nei suoi confronti, forse non saprei neanche aiutarlo come sarebbe giusto, posso solo amarlo con tutto il cuore! In fondo anche con Simone che di anni ne ha venti e ha superato la fase adolescenziale, quando mi dà un bacio sulla guancia con la sua barba “pizzicante” mi chiedo, ma come è successo? Io ho fatto molto poco per lui e me lo ritrovo già grande che si alza la mattina presto per andare all’Università, non saltando mai una lezione o un esame è già molto responsabile. E qui riescono fuori le mie paure, il Signore mi ha dato questi due grandi doni, sarò in grado di aiutarli, soprattutto in questo periodo di crisi perlomeno economicamente? Lo spero tanto, perché come domenica al ritiro spirituale della mia Parrocchia “fra Alessandro” diceva che se siamo in grado di perdere la vita perlomeno per uno, saremo in grado di amare anche gli altri. Ecco i figli ti insegnano cos’è “l’amore puro e incondizionato”.

  2. Giuseppina dice:

    Anch’io che sono madre di due figli in eta’ non adolescenziale (40 e 34 anni) mi sono commossa leggendo le parole e i versi conclusivi e sopratutto le tue domande:
    Come posso affrontare, io madre, questo suo periodo di trans-formazione emotiva, intelletiva, fisica?
    Cosa sperare per lui?
    In effetti ricordo il tempo dell’adolescenza-giovinezza, quello dell’orientamento e delle scelte importanti della vita, forse come il piu’ duro della mia vita.
    Confesso che ancora oggi, davanti alle pro-vocazioni dei figli, mi sembra di soffrire piu’ che talvoltadi qualche smarrimento e rigurgito adolescenziale… e che la parola “figlio” del primo verso mi riguarda in prima persona, è rivolta per sempre a me e ad ognuno di noi.
    Sono certa che il lavoro di liberazione interiore che ognuno di noi è chiamato a fare in responsabilita’ e insieme a dei compagni di viaggio, mi porta a diventare sempre piu’ pienamente FIGLIA e madre e sposa e sorella e…cittadina del mondo perchè

    Sono nata girasole.
    Nel caos casa e cosmo
    danzano il folle azzurro
    in-contro
    verso
    l’Uni-verso.

    Un bacio a tutti i Figli adolescenti perchè il travaglio del parto sia benedetto e baciato dal SOLE.
    Giuseppina Francesca

  3. Giuseppina dice:

    Anch’io che sono madre di due figli in eta’ non adolescenziale (40 e 34 anni) mi sono commossa leggendo le parole e i versi conclusivi e sopratutto le tue domande:
    Come posso affrontare, io madre, questo suo periodo di trans-formazione emotiva, intellettiva, fisica?
    Cosa sperare per lui?
    In effetti ricordo il tempo dell’adolescenza-giovinezza, quello dell’orientamento e delle scelte importanti della vita, forse come il piu’ duro della mia vita.
    Confesso che ancora oggi, davanti alle pro-vocazioni dei figli, mi sembra di soffrire piu’ che talvoltadi qualche smarrimento e rigurgito adolescenziale… e che la parola “figlio” del primo verso mi riguarda in prima persona, è rivolta per sempre a me e ad ognuno di noi.
    Sono certa che il lavoro di liberazione interiore che ognuno di noi è chiamato a fare in responsabilita’ e insieme a dei compagni di viaggio, mi porta a diventare sempre piu’ pienamente FIGLIA e madre e sposa e sorella e…cittadina del mondo perchè

    Sono nata girasole.
    Nel caos casa e cosmo
    danzano il folle azzurro
    in-contro
    verso
    l’Uni-verso.

    Un bacio a tutti i Figli adolescenti perchè il travaglio del parto sia benedetto e baciato dal SOLE.
    Giuseppina Francesca

  4. Anonimo dice:

    Mi commuove pensare ai miei due figli,gemelli di quindici anni e mezzo,come a dei bellissimi girasoli,come “germogli”che tendono all’nfinito verso la luce piena,adesso che sono dei brutti anatroccoli con un grande bisogno di identità e di autonomia.Anch’io ho lavorato molto sulla mia pretesa di controllare tutto e sono riuscita ad aiutarli solo accogliendoli dentro di me,portandoli lì in quella “cella”, in quel luogo interiore dove ritrovo la mia integrità e sgorga la mia preghiera . “La preghiera dei figli di Dio” che ci ha insegnato Marco,ci fa sentire davvero tutti Figli in un abbraccio con l’Eterno e mi induce a credere in quella nuova umanità che è già in ognuno.
    Grazie Filomena di questa bella riflessione.
    Rosanna

  5. Bella l’immagine del fiore che segue il giro del Sole, e forse nella misura in cui noi stessi, noi padri e madri, giriamo e ci giriamo, convergiamo cioè e ci correggiamo guardando il Sole, anche i nostri figli, che ci guardano moltissimo, possono imparare che seguire il corso della luce è il modo più intelligente e più divertente di vivere…, e così possono imparare anche ad amarci nella libertà, abbandonando piano piano tutti quei vincoli e quelle recriminazioni e risentimenti che, come sappiamo dal nostro lavoro, sono gli inevitabili ostacoli alla sequela del Sole.
    Un abbraccio. Marco

  6. Che bel dono hai fatto a tuo figlio! ed a noi!
    I miei figli sono ancora piccoli, spero di avere anch’io un giorno parole tanto cariche di luce per loro.
    Grazie. Loris

  7. Filomena Bernocco dice:

    Cari Luciana, Giuseppina, Rosanna, Marco, Loris,
    vi ringrazio della vostra partecipazione ed attenzione 🙂

    preghiamo il Signore che l’Umanità voglia diventare uno sterminato campo di girasoli !

    con affetto
    Filomena

  8. Valentino dice:

    Grazie Filomena per questo tuo spunto che mi rimanda alle parole di Henry Corbin (Immaginazione Creatrice) proprio sul divenire eliotropo e così seguire, in uno scambio reciproco fra Creatore e creatura, l’azione d’amore incessante che, risuonando in noi, fa si che lo stesso Creatore si riconosca attraverso noi e così soddisfi il suo patos permettendo all’amore generato per noi di ritornare a Lui con piena soddisfazione di se.
    In questo momento vivo la paura che i miei figli abbiano potuto ricevere solo quel riflesso negativo generato dalle mie paure, incertezze e altro, dando di me una visione distorta dell’amore di un genitore che fa fatica a mantenere il passo deciso, fermo. La mia soddisfazione è che comunque, con l’aiuto di mia moglie, quando guardo i miei figli sento di aver avuto in dono due bellissime perle e mi commuovo davanti a tanta bellezza donatami da Dio. Grazie ancora perchè per la prima volta mi trovo a scrivere cose che altrimenti non avrei detto a nessuno e per questo sento che il mio cuore viene beneficato da questa cosa. Forse sto imparando ad aprire la mia ferita e far uscire un po di quel veleno che mi massacra.
    Ciao
    Valentino ( primo anno telematico)

  9. Caro Valentino, benvenuto nel sito e nel 1° anno di Darsi Pace!
    I nostri figli, per fortuna, succhiano anche i nostri aneliti migliori e il cammino di confessione-conversione che cerchiamo di praticare nei gruppi è sicuramente uno dei regali più belli che possiamo fargli.
    Spurgandoci dei nostri veleni, bonifichiamo il campo, i campi magnetici e generiamo effetti impensabili e insperati.
    Un saluto e un augurio di cuore!
    Paola

  10. Filomena dice:

    Caro Valentino,
    grazie per il tuo primo contributo sul sito !
    Anch’io, dal primo momento che ho visto mio figlio l’ho percepito come un dono immenso, sentendomi contemporaneamente inadeguata, non all’altezza … credo che tutti o almeno molti genitori sentano questo.

    Sono felice che ti sia unito al nostro campo di girasoli 🙂 e speriamo di risentire presto la tua voce, nella condivisione
    ciao
    Filomena

  11. maria carla dice:

    Ciao a tutti, anch’io ho una figlia adolescente che, insieme al caos interiore di tutti i suoi coetanei, si porta dietro anche una disabilità motoria! Vi assicuro che non è uno scherzo far fronte quotidianamente a domande, dubbi, difficoltà psicologiche e pratico-organizzative di vario tipo…ciò nonostante sento dentro di lei (e dentro di me) una forza che ci spinge avanti e ci fa scegliere e decidere a favore di una vita sempre più libera da parametri e modelli cosiddetti ‘normali’ per andare invece su percorsi che ci rispecchiano in modo più autentico.Certo, bisogna sapersi ascoltare e riuscire a trovare il coraggio di porre in essere ciò che si fa strada (a volte molto faticosamente) dentro di te…ma ognuno ha le sue sfide di vita e affrontarle penso sia ciò che dà senso all’esistenza di ognuno di noi! Auguri a tutti noi, mcarla

  12. Grazie, cara Maria Carla, per la tua testimonianza di coraggio e amore !
    auguri a tutti noi
    Filomena

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