Responsabili della creazione


La creazione non è un atto di espansione, ma di rinuncia
(Simone Weil)

Pubblichiamo il video della conferenza: “Un tempo e un luogo per vivere l’armonia e lo splendore del creato e delle creature”, tenuta lo scorso dicembre dal biblista Pietro Bovati e da Marco Guzzi alla Chiesa del Gesù a Roma. Moderatore dell’incontro il Prof. Rosario Salamone.

In questa fase di vertiginosa accelerazione, che anche Benedetto XVI ha contribuito ad imprimere alla storia con il suo gesto profetico, possiamo percepire con sempre maggiore forza il ruolo procreativo che è stato assegnato all’uomo nell’Universo, e che viene sottolineato dai relatori nel commento ai primi capitoli del libro della Genesi.
Forse è proprio in questa libertà creativa dell’uomo, dell’IO dell’uomo, che si sviluppa e si corrobora la fede, la virtù teologale che il Papa, dopo aver approfondito le virtù della carità e della speranza, ci sollecita a rafforzare in questo anno.

Se la creazione non è solo un infinito atto di amore da parte di Dio, ma è l’esperienza di un amore che per sua natura limita se stesso per permettere ad altro di svilupparsi e di crescere fino alla sua propria pienezza, allora si può affermare con Simone Weil che ogni forma o interpretazione religiosa in cui si esalti unilateralmente il dominio non può che essere falsa, in quanto non conforme all’attitudine che sta all’origine dell’atto di creazione.

“La generosità divina che contempliamo nell’opera della creazione è la stessa compassione che si rivelerà nella passione e nella croce. Per questo ogni tradizione va riletta e purificata nella duplice aspersione – non certo rituale, ma profondamente esistenziale – della generosità e della compassione” (fratel MichaelDavide, Messa Quotidiana, 12.2.2013).

Buona visione e buon ascolto!

Comments

  1. Mi colpisce molto la sincronicità tra questo post già calendariato da tempo e la rinuncia di Benedetto XVI: due atti perfetta-mente sincronici.
    Ho partecipato con commozione all’ultima Messa pubblica di Papa Benedetto ed ho compreso quanto questo suo gesto sia creativo, ci traghetti in un nuovo mondo, ci dia un esempio di come divenire co-creatori: attraverso la rinuncia, lo spogliamento, la kenosi, un ritirarsi per divenire preghiera, relazione continua col Padre e con il Tutto.

  2. Rispetto al titolo di questo post, mi piace soffermarmi sulla parola “responsabilità”.
    Come dice Bovati l’armonia non è già data, ma è da costruire, come spesso ci ricorda anche Marco citando René Char “il ritorno è in avanti”. Per noi esseri umani si tratta di deciderci, cioè di mettere tutto noi stessi, nel tentativo non garantito, non anticipato, ma sempre sostenuto dall’amore del Padre, di “co-creare” giorno dopo giorno la nostra vera identità agapica, rispondendo all’appello che ci chiama per orientare la nostra vita fino a farla combaciare con l’intenzione salvifica dell’Abbà.
    La cosa disarmante, almeno per me, ma contemporaneamente anche intrigante, è l’apertura fuori trama delle nostre vite, è la gestione del nostro essere liberi mentre la nostra libertà si va facendo. Mi conforta comunque la fiducia nella misericordia di Dio, nella sua completa disponibilità ad amarmi nonostante tutto, di un amore che è immensamente più grande di tutte le mie colpe.
    Dunque, buon lavoro a tutti!
    iside

  3. Alessandro C. says:

    LA GLORIA DI DIO E’ L’UOMO VIVENTE.
    Grazie Marco per questa ulteriore riflessione che apre orizzonti, illumina il quotidiano e trasmette la giusta carica per affrontare il grande compito assegnatoci in origine.
    In questa luce pensare al termine ” consumismo ” è chiaramente la denuncia del nostro essere finiti fuori rotta.
    Il lavoro che Darsi Pace si prefigge diviene ogni giorno più utile nel ritrovare il giusto rapporto con la creazione
    e non solo . . . . . . .
    Buon Lavoro Ale

  4. Cara Paola,
    ho riascoltato più volte il video (molto interessata alla parte tenuta dal prof. Bovati che ringrazio per aver colmato molte mie lacune, senza nulla togliere al pensiero di Guzzi il poeta… che conosco meglio), ma, “ c’è troppa carne al fuoco” ed ancora non ho sedimentato abbastanza, per cui condivido la risonanza in parte inconscia dell’insieme, concentrandomi sulla prima riga che hai postato

    “La creazione non è un atto di espansione, ma di rinuncia” (Simone Weil)

    Non ho alcuna pretesa di sapere da che punto di vista l’abbia pronunciata Simone, ma mi pare che possa essere inteso in molti modi, mentre, anch’io come Giovanna ho colto l’assonanza profetica con il gesto di Benedetto XVI.

    Secondo me che consente una retta audizione delle parole di un altro, così come della Parola, è la libertà del cuore in cui cadono.
    I nostri due ultimi pontefici mi pare incarnino proprio l’apice più alto della libertà personale, nella quale questo ed il contrario di questo acquista perfezione unicamente nell’umiltà di relazionarsi CONFIDANDO NELLO SPIRITO di Vita, nel loro presente storico, così com’è per ognuno di noi.

    Proprio come storico e personale è l’incarnarsi di Gesù vero uomo e vero Dio.

    Allora mi pare di poter dire che “la creazione si espande RINUNCIANDO DA SE’ STESSA alla propria “PRETESA ESPANSIONISTICA”, ma, FACENDOSI SPAZIO ACCOGLIENTE l’uno dell’ALTRO DA SE’… (dell’ eternamente infinito Altro da sé- così come di colui che ti sta davanti), come fosse l’ “io sono tu che mi fai” nel quale procede il genere umano.

    Profetico è il permanere fisicamente impotente nella Fiducia della “forza onnipotente dello Spirito” di Cristo, testimoniataci da Giovanni Paolo II, così come il lasciare di Benedetto XVI che confidando nell’ “onnipotenza contemplativa della preghiera” in cui LO SPIRITO PREGA IN NOI, lascia al suo Soffio di risorgere con rinnovato vigore il corpo mistico della chiesa PER DONO (… chiedendoci perdono…: che statura d’uomo!!!).

    Ringrazio la Chiesa (forse questa è la prima volta) “di cuore”, per essere testimone di come sia possibile amare SOLO NELLA LIBERTA’ e in comunione orante chiedo che lo Spirito del Risorto faccia spazio in me, insegnandomi ad amare la vita che vive nel creato tutto, io nei miei automatismi son piuttosto “micragnosa”.

    Grazie e ciao.

    Rosella

  5. La mia difficoltà è accettare e vivere la responsabilità di essere co-creatori e nello stesso tempo constatare di essere deboli e fallaci. Mi sembra un paradosso talora inquietante. Fino a che punto debbo impegnarmi nell’azione, nella trasformazione e quando è invece il momento di lasciar fare a Dio, di abbandonarmi a Lui? Abbiamo un compito immane e perciò abbiamo veramente bisogno di sostenerci tutti . Auguri! Come sempre conclude Marco! Mariapia

  6. Le parole di Marco mi aiutano a dare un senso al vivere quotidiano inserendolo in una storia lunghissima.
    Un senso che perdo facilmente nella confusione degli avvenimenti.
    Capisco che il gesto del Papa non è una resa, ma testimonia la nascita di una nuova Chiesa non più fondata sull’avere, sul potere e sull’apparire.
    Un caro saluto

  7. Care amiche e cari amici,
    grazie delle vostre preziose risonanze alla conferenza.
    Cara Rosella, anche io ho la sensazione di comprendere sempre meglio il mistero della Chiesa, Mater et Magistra, Santa e Peccatrice, sempre da riformare. Il mistero di questo Corpo, dell’unità del genere umano sul pianeta, che rimanda sempre alla nostra personale conversione.
    Un abbraccio
    Paola

  8. Copio, per gli amici che non frequentano Facebook, queste parole di Ratzinger (era il lontano 1969) che Filomena ha postato ieri sulla pagina Darsi Pace di Facebook: “Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la Fede al centro dell’esperienza. Sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la Sinistra e ora con la Destra. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti. Allora la gente vedrà quel piccolo gregge di credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto.” (Joseph Ratzinger, 1969).
    Auguri a tutti noi di entrare in questo segreto, ma sempre più rivelato, movimento pro-creativo!

  9. Lode a Dio per l’intelligenza luminosa e percussiva che Marco ha espresso in questa conferenza. Che bellissima ed efficacissima sintesi, che chiarezza di contenuti, e che tono ispirato!
    C’è bisogno di ascoltare parole così vive ed incisive, io ne sento proprio un bisogno vitale…
    Infiniti complimenti Marco, e grazie!

    Grazie a Filomena che ha recuperato questi pensieri di Joseph Ratzinger che trovo molto belli, molto veri, e particolarmente significativi in rapporto all’attualità.

    Ciao
    Walter

  10. Ciao, Walter, la tua vicinanza, la tua amicizia, e il tuo ascolto sai quanto siano per me importanti.
    Un abbraccio. Marco

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