Visioni E Desideri

Durante questo periodo pieno di tante parole e promesse mi è spesso venuto in mente quanto avevo scritto nel post “dichiarazione di missione personale” che concludevo con la seguente frase (familiare a chi frequenta il percorso dP da qualche tempo):

“…quello in cui crediamo (teologia) produce poi una visione dell’uomo (antropologia) e delle sue relazioni (sociologia)…”

Questa sintesi è per me un efficace chiave di lettura del mio vissuto e di quello che mi succede intorno anche in questo periodo di cambiamento del paese in cui abito.

Le agende, i contratti, le promesse  rispondono in modo esplicito alla prima parte della frase? ossia alla domanda: in cosa crede l’uomo della polis che chiede la mia fiducia? in cosa crede il gruppo del quale fa parte? Prima di rivolgere questa domanda devo aprire un dialogo con me stesso: io (tu) in cosa credi? (attenzione alle risposte reattive … automatismo perverso).

Mi sembra che le discussioni partano dalle soluzioni che di solito sono di tipo economico-finanziario. Peccato però che non riesco a capire fino in fondo quali sono i reali problemi ai quali le soluzioni si riferiscono.
Il buon senso suggerisce di individuare bene il problema, poi  spiegarlo (quindi condividerlo con gli attori coinvolti) e alla fine proporre una soluzione (magari aggiungendo altri attori). Se questo processo avviene correttamente il problema scompare e non ne compaiono altri improvvisamente.

Perché questo non succede?  Mi sono fatto una fantasia e immagino che partire dalla soluzione sia più facile. Se non hai chiaro in cosa/chi credi e quindi una visione del mondo e dell’Io Umano non riesci a centrare il problema (è nebbia) e la soluzione solo un mucchio di parole che si traducono in toppe. Forse non a caso chi pensa di risolvere un problema si trova a doverne risolvere subito un altro.

Come mi piacerebbe partire politicamente da una visione e dalla sua affermazione e quindi un percorso da fare: “I have a dream….”.

Voglio aggiungere anche un’altra cosa. Sono convinto che per avere una visione, costruire qualcosa che resti e che possa fiorire dobbiamo imparare prima di tutto a “essere presenti” e quindi diventare consapevoli del movimento dentro e fuori: dentro la nostra casa (corpo, anima e mente) e fuori con gli altri in modo interdipendente. Io sento personalmente un grande grido intorno (che è anche mio) che dice “.. anche io esisto, ti prego guardami!”.

Voglio alzarmi al mattino e sognare e desiderare di far sognare … è chiedere troppo? Una vita dove poter dar voce ai miei talenti invece di abitare non luoghi (treno, metro, stazioni, attese in macchina,..) ai quali non mi voglio abituare. Sentire che io, tu, noi tutti siamo anche altro e che la nostra vita è altro … e poi rilanciare … e rinunciare …. e amare un po’ di più. Tutto questo ogni giorno un po’ di più. E’ chiedere troppo?

… Cosa chiediamo agli altri e ci chiediamo? Mi guardo, mi ascolto. Ti guardo, ti ascolto. Mi emozioni, ti emozioni. Tutto questo accade nel presente mentre avviene. Ho visto e sentito poco a riguardo, molto riferito al passato o proiettato al futuro e sempre contro qualcuno…

E’ per questo che l’esperienza evangelica mi affascina, visioni e desideri, un tutt’uno. Una proposta di integrità.

Ci sono semi dentro di noi da far crescere e altri che stanno nascendo e producendo piante nuove. Bisogna cercarli e trovati averne cura ….

Commenti

  1. Condivido pienamente! Chiusi nei nostri miopi schemi già collaudati e quindi auspicabilmente privi di imprevisti, perdiamo spesso la visione d’insieme e soprattutto il progetto che dovrebbe guidare le nostre scelte di vita. In questi giorni di affannate chiacchiere per acquistare consensi alla propria parte politica si è sentito difficilmente parlare di una visione globale dell’uomo, di un progetto d’insieme per una società che sta arrancando . Quante parole sprecate con la pretesa di dare risposte convincenti ai tanti problemi che affliggono l’uomo d’oggi nella nostra bella Italia, ma anche in tutto l’occidente e non solo…. E questo forse proprio perche non si crede più veramente in nulla e si fa fatica ad avere una visione dell’uomo condivisa, che ne consenta relazioni efficaci.
    E’ giunta l’ora di rovesciare il problema come suggerisce l’autore di questo articolo.

  2. Grazie della tua riflessione, caro Domenico, e del tuo sogno che spero tanto non resti per sempre un sogno
    in Darsi Pace lavoriamo proprio per incarnare le speranze, la Speranza

    …questo infernale e corrotto sistema politico si sta disfacendo, quando sarà completamente disfatto e polverizzato potrà nascere e fiorire il Nuovo

    un abbraccio
    Filomena

  3. Giancarlo dice:

    Caro Domenico,
    credo che il Regno di Dio sia la soluzione, non soltanto per il futuro ma da subito.
    Se realizziamo in noi la promessa di Gesù “sarò con voi sino alla fine dei tempi”riusciamo ad essere incisivi anche nella nostra realtà ed anche in termini politici partecipando creativamente alla vita.Politica non intesa come partecipazione al bieco gioco dei partiti,ma come testimonianza alla verità ed intervento nelle questioni dove essa è villipesa .Non si può rimanere zitti davanti all’abuso di potere per cui l’esercizio del mio diritto di parola si attiva in ogni sfera della vita sociale.Intervento non violento ma di ferma testimonianza.
    La semplice militanza in un partito è acqua fresca se paragonata con la forza della testimonianza dello spirito.Possiamo tutti essere liberi e degni di rendere testimonianza al Regno.
    Un Abbraccio Giancarlo Bartoli

  4. Mi sento in sintonia con ciò che scrivi tu Domenico e con i rimandi successivi.
    Talvolta mi pare di percepire una mancanza di passione per un progetto di vita, per qualcosa in cui mettere tutto se stessi, qualcosa per cui ci si decida per la vita, una passione per un sogno appunto. Mi viene in mente Enzo Bianchi che, in un suo intervento, aveva sottolineato l’importanza di una motivazione forte per cui valesse la pena, non tanto vivere, quanto morire.
    Forse il nostro lavoro è proprio quello di scoprire dentro di noi la vera passione per la vita e seguirla fino in fondo, nonostante tutte le distorsioni, le fatiche, le paure, le maschere …
    Allora buon grande sogno appassionante ed appassionato a tutti.
    iside

  5. Domenico P dice:

    .. quello che mi è più a cuore in questo momento è trovare un linguaggio nuovo per poterlo condividere e quindi realizzare (le parole definiscono mondi da abitare).
    Un sereno we a tutti

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