Il retrovoto


Fare o no questo post è stato un pensiero che si è alternato in me per diverso tempo ma alla fine la decisione di dare voce alle riflessioni su questo particolare attimo della storia in Italia ha avuto la meglio ed ha messo da parte tutte le mie insicurezze per aprire, spero, una condivisione che permetta di scambiarci stati d’animo diversi in modo utile per tutti.

La foto del momento è un’Italia senza governo ed in una profonda crisi economica, istituzionale ed identitaria che arranca esposta pericolosamente agli attacchi dei predatori finanziari.

La deformazione della politica ( partitica ) ha mostrato tutta la sua inefficacia nel governare saggiamente e ci ritroviamo infettati dal “ furbettinismo “ che anche per una genetica predisposizione si è diffuso massivamente fino a raggiungere un pericoloso livello di guardia.

La recessione miete quotidianamente vittime tra operai, imprenditori, impiegati, liberi professionisti ed artigiani figuriamoci tra coloro che vivono la soglia della povertà.

In questo caos il grido di Beppe Grillo ha trovato echi sino al punto di trasformarsi nel coro più numeroso e deciso tra i vari schierati per ricevere consensi ed è stato premiato anche se composto da sconosciuti giovani non avvezzi al governare

La mia esperienza da elettore è che non mi sono mai sentito rappresentato ed ho visto sbriciolarsi tutte le ipotesi costruite di volta in volta che sceglievo il male minore.
Questa volta , confesso, sono entrato al seggio con una carica nuova, il sorriso sul volto e la convinzione di partecipare a una reale “ rivoluzione gentile “.

Beppe Grillo lo seguo da sempre, uomo intelligente e preparato con una grande curiosità e coerenza di fondo, di professione comico disposto a rischiare, ha da sempre utilizzato temi politici per i suoi spettacoli accompagnando gli spettatori verso una riflessione più profonda su fatti concretamente avvenuti o in arrivo, con uno stile unico “ l’ironia arrabbiata “.
Ora che siamo tutti arrabbiati con i politicanti di questa pseudo seconda repubblica miseramente fallimentare ecco aprirsi per il movimento 5 stelle la possibilità di mostrarci che cambiare è possibile.
Oggi entreranno per la prima volta in parlamento ed inizieranno a vedere da dentro il funzionamento del governo.
Il programma politico del M5S in alcuni punti sembra irrealizzabile ma come sempre questo resta tale finchè sono in pochi a crederlo possibile quindi bisognerà mediare ed iniziare un cammino di risensibilizzazione delle persone alla partecipazione attiva.

Nel frattempo anche spiritualmente ecco verificasi l’inedito e con la rinuncia di Benedetto XVI anche per la guida della chiesa si dovrà scegliere il successore , ma in questo noi possiamo partecipare solo con la preghiera per una migliore capacità di ascolto dei cardinali ed un maggiore coraggio nell’affrontare questo particolarmente forte tempo di purificazione della chiesa.

Nel rispetto delle enormi sofferenze del momento sento di vivere in un tempo di grandi potenzialità di cambiamento, pericoloso, doloroso ma anche affascinante. E voi ?

Comments

  1. Sono pienamente d’accordo con ciò che scrivi . Anch’io ascolto con attenzione da tempo quello che dice Beppe Grillo e in base a molti suoi ragionamenti lo trovo in questo momento l’unica “zeppa” ad un sistema ormai logoro, consunto e corrotto. Certo ci sarà del travaglio ma se questo travaglio porta a un cambiamento e quindi a un miglioramento del vivere sociale ben venga il travaglio! Vedere delle persone giovani che con entusiasmo, con sguardo pulito e senza essere ancora intrappolati dal gioco malizioso di potere degli ormai “espertissimi” parlamentari di vecchio rango, mi dà l’idea di iniziare a respirare ossigeno e aria nuova! Anch’io ho votato M5S e vivo nella speranza di una primavera politica dove tutti partecipiamo al cambiamento. Chiara

  2. Paolo Galli says:

    Condivido. Ma mi chiedo anche: è giusto per noi dei gruppi darsi pace fermarci al nostro lavoro interiore e portare anche solo quel grammo del nostro lavoro là dove già viviamo o è il segno di un tempo che inevitabilmente chiede anche a noi un impegno civile e politico strutturato? Come sempre cerco la risposta nel vangelo e questo ci insegna che i rischi sono alti: “Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, tutto solo.” Paolo.

  3. Stefano C. says:

    Bravo Ale, bel post coraggioso…. e soprattutto intelligente.
    Anche io ho molto entusiasmo in questa fase politica convulsa, che tuttavia mai come ora rappresenta me ed il lavoro di trasformazione che sto compiendo. I parallelismi possono esser molti… un nuovo ’68 che dentro e fuori di me sta cercando di compiersi, e che si sta compiendo per altre centinaia di migliaia di persone che, come me, hanno l’ESIGENZA di costruire luoghi compatibili con i nuovi esseri che stanno diventando (più o meno consapevolmente).
    DarsiPace ci insegna però che la trasformazione esterna deve seguire quella interiore, e questo forse potrà essere il nostro contributo nel processo di cambiamento che nel paese si sta compiendo.

  4. renato c. says:

    Mah, non conosco la persona di Grillo, ma mi avverto dubbioso. Dice Stefano: “la trasformazione esterna deve seguire quella interiore. Proprio così! Un leader deve saper camminare sempre su questa difficilissima via, via – tra l’altro – relazionale e non solitaria o elitaria. Non so se Grillo sia sceso nel suo proprio inferno e ne sia risalito, o vi si immerga e riemerga secondo i ritmi della Relazione vitale. C’è nelle sue parole eccessiva sicurezza e forse anche una forte chiusura/resistenza. Siamo, mi pare, sulla soglia difficile in cui “figurazione e controfigurazione” del nascente devono essere analizzate con grande attenzione.
    Un caro saluto, Renato

  5. Alessandro da TS says:

    Il programma elettorale del movimnto 5 stelle è condivisibile, ed è encomiabile l’enfasi posta sull’etica dei politici e sulla partecipazione attiva della cittadinanza nelle scelte politiche. Detto questo, rimane un dubbio di fondo, ovvero il dubbio di Renato. Avendolo lui già espresso così bene, non mi soffermerò su questo.
    Vorrei sollevare un dubbio più superficiale che però potrebbe avere delle conseguenze più immediate; a quale politica estera pensa Grillo? Nel suo programma non se ne parla, e anche nel suo sito non se ne parla molto, ma a me sembra la sfida più importante del Movimento 5 stelle, quello che validerà o meno la sua coerenza. Finmeccanica continuerà a vendere armi nel mondo? Continueremo ad appoggiare Governi dittatoriali solo perchè ci danno petrolio, gas o protezione militare? e dei nostri militari in giro per il mondo, che ne facciamo? Grillo e l’Italia con lui sono pronti ad inimicarsi i potenti di questo mondo in nome della giustizia tra i popoli?
    Penso che, se Grillo fosse un nuovo Gandi, l’Italia farebbe bene a seguirlo, qualunque fosse il prezzo da pagare, anche il martirio, perchè darebbe un esempio illuminante a tutti i popoli; sarei veramente orgoglioso di essere italiano! La mia preoccupazione è piuttosto che Grillo possa inimicarsi i potenti di questo mondo per pura autoesaltazione del suo ego; cio porterebbe l’Italia alla rovina senza essere di esempio a nessuno!
    Alessandro

  6. Ho ascoltato commosso il discorso del presidente Mujica.
    Felice popolo quello dell’Uruguay che ha un illuminato come presidente.
    E’ un segno, da vedere assieme alle dimissioni del Papa, all’affermazione del Movimento 5 stelle e a tanti altri avvenimenti.
    L’interpretazione che nei gruppi Darsi Pace viene data mi sembra chiarificatrice: sta nascendo, in mezzo a difficoltà e contraddizioni, una Umanità Nuova.
    Un caro saluto

  7. Paola Balestreri says:

    Grazie, caro Ale, di questa bella riflessione.
    Concordo con le preoccupazioni di Alessandro da Trieste, anche se , forse, dovremmo imparare sempre di più a rovesciare il discorso: non si tratta tanto di seguire Grillo, ma, come anche chiede il M5S ai suoi aderenti, di contribuire ‘responsabilmente’ a costruire e anche ad orientare la fase di cambiamento. Sta insomma a noi, e qui anche il Movimento Darsi Pace potrebbe dare il suo importante contributo, fare in modo che il combattimento, la lotta contro i potenti di questo mondo sia depurata da ogni forma di autoesaltazione egoica e sia unicamente al servizio della nuova umanità.
    I maestri non ci mancano, la nuova umanità non può nascere contro il suo archetipo, le controfigurazioni, anche se ambigue, possono essere smascherate.
    Buon lavoro a tutti per favorire la nascita!

  8. Alessandro Drago says:

    grazie Alessandro per la chiarezza e schiettezza del tuo pensiero.
    La cosa che indica, con più evidenza, il cambiamento dell’attuale fase politica e sociale, forse spirituale, è la schiettezza con cui si dichiarano le proprie scelte politiche.
    Anch’io ho condiviso le tue stesse emozioni e aspirazioni e, se non fossi stato costretto a letto da una fortissima influenza, sarei andato a votare m5s.
    Ora la situazione è incerta, ma ciò che è accaduto era necessario per liberarci dall’idea di ineluttabilità dei vecchi schieramenti politici e di un modo di pensare per blocchi contrapposti ormai logoro, per non parlare del senso di oppressione che albergava in molti di noi al pensiero di dover sempre soggiacere alle leggi del mercato e a un’idea distorta di Europa.
    Temo, però, che il cambiamento non sarà indolore e quello che potrebbe prospettarsi è un nuovo conflitto, più acceso, fra diversi modi di pensare lo sviluppo dell’umanità, esteso anche oltre i confini dell’Italia.
    Sono anch’io affascinato dal pensiero di Grillo, e continuo a concordare col pensiero del Presidente uruguayano, ma, condividendo i dubbi degli interventi precedenti, ora che comincio a percepire le enormi forze che sono in campo a combattersi, rimango sgomento e turbato.
    Un abbraccio
    Alessandro

  9. Salvatore says:

    Io direi di attendere e di essere cauti nel formulare giudizi entusiastici sul M5S…Del resto, io trovo che il linguaggio sia esplicativo della personalità del soggetto. Uno che ha definito “vecchia puttana” la Montalcini, non credo sia da additare ad esempio. Uno che utilizza un linguaggio feroce, violento, non mi appassiona, anzi mi preoccupa. Mansuetudine e rispetto, queste sono le coordinate del politico cattolico. E rimpiango Moro per la sua umiltà e per il rispetto che portava verso tutti, soprattutto verso chi non la pensava come lui. Senza dialogo e confronto, che governo si vuol dare al Paese? Quale politica può darsi? Quella urlata? Quella che non fa prigionieri? Il rinnovamento è di là da venire. Quello vero.

  10. Alessandro C. says:

    Bello leggere la vostra partecipazione,
    certo che sarà faticoso e doloroso il cambiamento non può essere altrimenti se è vero.
    Da troppo tempo eravamo ostaggi impotenti come ipnotizzati e l’urlo era necessario per svegliare, spero, le coscienze e muovere a partecipazione attiva anche i tepidi.
    Ora rimbocchiamoci le maniche perchè dipende anche da noi il cammino futuro e se riusciremo a lavorare bene interiormente il risultato sarà sicuramente buono.

  11. Alfredo says:

    Cari amici, ringrazio tutti per le riflessioni. Vorrei semplicemente esprimire la mia risonanza con le parole di Salvatore, che condivido pienamente. Certo, l’italia che abbiamo avuto o meglio che siamo stati non poteva andar avanti ancora a lungo. Ben venga quindi questa “rivelazione apocalittica politica partitica”, che il castello di menzogne crolli, una volta e si spera per tutte. Ma su queste macerie si e’ gia’ manifestato il vero nuovo, liberante e sano? Io non lo so, anzi, lo dubito. Mi vengono in mente poche parole di una celebre canzone di Battiato….”e il mio maestro mi insegno’ come e’ difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire’. Un caro saluto a tutti. Alfredo

  12. Andrea Vitolo says:

    Caro Ale, grazie per questo post!
    Il movimento di Grillo da voce alla rabbia e alla nausea che gli italiani hanno di una figura storica ormai moribonda, la nostra classe politica. Non a caso Grillo parla giustamente di zombi per indicare gli attuali politici.
    Riportato al nostro lavoro M5s rappresenta “l’ombra” e come tale ha una vitalità e una aderenza alla realtà molto maggiori della “maschera” dell’attuale classe politica. L’ombra nasce, esiste, perché esiste la maschera e il suo scopo è distruggerla. Il suo principio fa quindi parte del “vecchio mondo” e come tale rischia di controfigurare pericolosamente, come abbiamo gia visto nel XX secolo, il “Nuovo mondo”.
    Detto questo, anche io ho votato per Grillo 😉 nella speranza di far crollare un po’ di mummie, ma come è possibile orientare questa rivoluzione secondo quel “Principio” che noi nei nostri Gruppi stiamo imparando a sperimentare?

  13. Stefano C. says:

    Con la preghiera e la contaminazione caro Andrea, con la preghiera e la contaminazione….
    auguri per la Bimba!!!!

  14. Alessandro Drago says:

    grazie Andrea e Stefano per il vostro prezioso contributo…

  15. rosella says:

    Caro Ale,
    complimenti per la scelta coraggiosa d’inserire questo post.

    Sostanzialmente la penso come Andrea, ma io non ce l’ho fatta a votare il movimento 5 stelle, stante l’insistenza di alcuni membri della famiglia.

    Spero che la difficoltà attuale a poter governare, si riveli essa stessa messianica in senso evolutivo nella storia, più che questo o quel partito, o movimento.

    Buona continuazione, seguo con interesse.
    Rosella

  16. Mariapia says:

    Apprezzo la metafora a cui è ricorso Andrea ( neo papà: complimenti!) indicando il M5s come l’ombra e i partiti tradizionali come la maschera.
    Io, pur essendo concittadina di Grillo e apprezzando la sua genialità di comico, non ho votato il suo movimento. Forse perché , in genere, mi sento più sicura quando indosso una maschera, piuttosto che quando viene fuori la mia ombra. Ora penso con turbamento al futuro e mi auguro che prevalga la ragionevolezza e sia rispettato il diritto dei cittadini a un governo che operi per il bene comune. Abbiamo eletto i parlamentari per questo!
    Ho apprezzato anche le sagge parole del presidente dell’Uruguay: cambiare decisamente stile di sviluppo e di vita è un’utopia o una necessità impellente? Pensiamoci soprattutto per i piccoli come Elisa!
    Mariapia

  17. Anonimo says:

    Grazie carissimi, anche io mi sento spaventato e confuso da quello che sta capitando. Mitezza, sobrietà, meditazione, preghiera, “mansuetudine e rispetto”, come dice bene Salvatore, il lavoro cioè che abbiamo intrapreso credo sia indispensabile per mantenere la Speranza di una nuova alba. Sono commosso dal video, concordo con i commenti, e ben chiarificato dalla giusta spiegazione di Andrea Vitolo al quale mando un grande augurio esteso a tutta la sua famiglia. Stuzzicato poi dalle parole di Alfredo sono andato a ricercare subito: http://www.youtube.com/watch?v=OHqpmtQDy5Q
    Un saluto affettuoso a tutti, Fabio F.

  18. PIERO MACELLARI says:

    Caro Alessandro,
    credo che lo stesso sentimento sia quello che hanno provato “milioni” di persone che hanno votato il Movimento 5 stelle o meglio “Beppe Grillo”.
    Non voglio entrare nel merito del Movimento, del programma, dei candidati, della loro visione culturale, politica ed economica del mondo.
    Troppo ci sarebbe da dire e sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.
    Voglio solo invitare tutti a riflettere attentamente sulle modalità di questa “rivoluzione gentile” (???), sulle dichiarazioni di Grillo, Dario Fo, Casaleggio … e di molti grillini di base.
    Non riesco ancora a capire come ci si possa riferire ad un movimento di libertà quello in cui gli aderenti sottoscrivono un documento in cui accettano imposizioni vessazioni e divieti … in nome di chi … di cosa ?
    Della rivoluzione ???
    Basterebbe una semplice riflessione su questo a far cadere tutto il movimento anche se avesse le più giuste e sagge intenzioni.
    Il mondo è diventato veramente strano e incomprensibile. Questo è il vero cambiamento.
    Ma non credo che assecondare le modalità espressive di un mondo in degrado possa aiutare a cambiare.
    Perchè è questo che hanno fatto gli elettori di Grillo.
    Hanno assecondato un movimento “politico” che non fa che confermare il sistema esistente basato sulla incapacità ed insipienza dei propri rappresentanti.
    Io credo che se ogni eletto del Movimento 5 stelle facesse un serio esame di coscienza sulle proprie capacità personali rinuncerebbe da subito all’incarico ricevuto e lo stesso dicasi per i saccenti dirigenti o presunti tali.
    Ma la coscienza, sappiamo, è meglio, in questi casi, metterla nel cassetto, molto più conta l’apparenza del rivoluzionario.
    Cordiali saluti a tutti.
    Piero

  19. Il commento di Salvatore mi ha fatto tornare in mente uno scritto di Aldo Moro, del 1945. L’ho ripescato e lo propongo, anche se è un po’ lungo. E’ intitolato “Il nostro tempo” [Studium, marzo-aprile 1945, n.10, pp.269-270]:

    «Possiamo guardare con fiducia all’avvenire? E possiamo attendere con serenità al nostro lavoro, ad ogni nostro lavoro, nella certezza che esso serve pure a qualche cosa, che la vita non è vana, che è anzi degna e buona? Certamente il guardare lontano ed anche intorno a noi, non è esperienza tale da rassicurarci: rovine, miserie, insincerità, decadenza e stanchezza in tutto ed in tutti. Ma forse guardare in noi può darci un senso maggiore di pace e di fiducia?

    Purtroppo no. Se siamo anzi sinceri con noi stessi, dobbiamo riconoscere che la radice vera di questa diffusa inquietudine che pesa su di noi e toglie respiro alla vita, è proprio nella nostra anima. Siamo noi inquieti, impazienti, esasperati, preoccupati, sempre in posizione di difesa e di offesa, senza comprensione né pace. Non possiamo gettare tutta sugli altri la responsabilità di questo stato di cose e sentirci nemici in un mondo nemico, se noi per primi non sappiamo capire, compatire, amare; se non sappiamo sciogliere nel nostro spirito, che batta per primo la difficile strada, questo gelo di sfiducia e di stanchezza che impedisce ogni movimento, che frena in noi ogni generosità, che ci fa morti in un mondo di morti.

    Non possiamo dolerci del nostro tempo, finché non abbiamo fatto la prova della comprensione e dell’amore, finché ciascuno di noi non ha lavorato, proprio in mezzo alla tempesta, per farsi diverso e migliore, finché non si è tentato di placare l’ansia e l’impazienza, per vedere, finché è possibile, cose serene e normali, i profondi motivi umani e costruttivi di questa tragedia, affioranti dall’abisso in cui siamo caduti.

    Come siamo facili tutti alla condanna! Come ci piace estraniarci dal nostro tempo, per scuotere da noi pesanti e fastidiose responsabilità! Non amiamo il nostro tempo, perché non vogliamo fare la fatica di capirlo nel suo vero significato, in questo emergere impetuoso di nuove ragioni di vita, in questa fresca misteriosa giovinezza del mondo. Niente è finito per fortuna, niente è irrimediabilmente perduto, malgrado lo sperpero che si è fatto della bontà e della pace, malgrado l’oscurità sconcertante di questa che pur sappiamo esser un’aurora. Le forme, sì, possono far male; può spaventare il peso di irrazionalità, di eccesso, di violenza che accompagna il nascere faticoso di un altro mondo, il nostro, lo svolgersi significante di un tempo nuovo, il nostro, quello nel quale siamo stati chiamati a vivere.

    Ma appunto per questo il nostro dovere è di non essere né impazienti né superficiali, di saper vedere ed aspettare, di accettare la mortificazione di non poter vedere con soddisfacente chiarezza l’ordine che questo disordine prepara, l’umanità nuova che questa disumana vicenda stranamente annuncia. E come è male essere frettolosi e disattenti osservatori e nutrire nel cuore una inutile e cattiva disperazione, così è male essere superficiali e frettolosi nei rimedi che vorremmo proporre per una rapida e completa sanazione di tutti i mali.

    E’ come se oggi soltanto ci accorgessimo del male che è nel mondo, oggi che si è tutto spiegato e non c’è occhio che possa chiudersi ancora neghittosamente alla vista. Non pensiamo che questo tempo nasce da quello di ieri, nel quale abbiamo vissuto chiusi in noi stessi e colpevolmente ignari del domani che si preparava appunto in quella quiete apparente.

    E’ come se occorresse far presto, impadronirsi delle leve di comando, disporre del mondo, dominarlo, conformarlo a nostro gusto. E non pensiamo che è terribilmente difficile dominare veramente la storia e che passare accanto, ignorandola, alla libertà incoercibile dello spirito, è come rinunziare per sempre a raggiungere la mèta, anche se si abbia l’impressione di fare più presto e meglio. Il problema è di saper rinunziare ad un successo immediato per uno lontano, ad un successo provvisorio e parziale per uno stabile e compiuto. Per questo bisogna ignorare l’inquietudine e la fretta, abbandonare lo stato di perpetuo allarme nel quale in fondo ci compiaciamo di vivere, per sentirci vittime di qualche cosa e protagonisti di una vicenda interessante.

    Il nostro cammino è più lento e difficile. Una rinunzia momentanea può essere una grande tattica di combattimento; la pazienza, la misura, la serenità, la buona fede, la povertà dello spirito, il lavorare in profondità con lo sguardo rivolto lontano, sono le risorse dell’uomo spirituale, il quale crede nella vita e la ama. Di questa fede e di questo amore sopratutto noi abbiamo bisogno, un bisogno urgente. Siamo terribilmente stanchi di sentirci nemici fidati soltanto ad una buona arma; siamo stanchi di combattere sempre e a vuoto. Vogliamo illuminare l’oscuro avvenire ed amare il nostro tempo; non di un fiacco amore di convenienza e di supina accettazione, ma di uno operoso e pieno di fede, il quale sappia trasformare in silenzio ed in pace, poco a poco, ma sul serio, in profondità, per sempre».

  20. Alessandro C. says:

    Speravo in un confronto utile e mi sembra che lo sia molto e per tutti, bene.
    Grazie Corrado , Andrea e Tutti Voi amici cari e compagni di viaggio.
    Piero, sai quale era la mia sensazione pre elettorale ?
    Mi sentivo in un vicolo cieco, impegnato pesantemente per sopravvivere inserito in un progetto che non condividevo di una costruzione che vedevo traballare pericolosamente ma con una schiera di ingegneri impegnati ( e ben ma molto ben retribuiti ) per mettere rinforzi e toppe in modo da tenerla ancora su senza vedere la dura realtà e cioè che è destinata alla distruzione totale.
    Non poteva durare oltre, la bella notizia è che finalmente ce ne siamo accorti in parecchi e il M5S se non altro è servito a sbloccare lo stallo nel quale eravamo.
    Ora tocca a noi rendere NUOVA-MENTE la politica un servizio all’umanità e quindi non ci resta che dare il buon esempio con una partecipazione attiva e coraggiosa .

  21. Anche a me è piaciuta la lettura di Andrea in termini di ombra e di maschera. Concordo con Mariapia che il setaccio sarà in che considerazione i nuovi parlamentari sapranno tenere il bene comune. È richiesta molta forza interiore per uscire da sé, dalle proprie egocentrature, per andare verso un obiettivo di governabilità “nella giustizia”, cosa per cui, a mio parere, occorre travalicare ogni rigidità ideologica per rendere possibile concretamente la messa in opera di politiche a favore delle persone.
    Certo che quando i nuovi vedranno fluire sul loro conto corrente, senza troppa fatica, migliaia di euro oltre ai vari privilegi accordati al ruolo, mi chiedo se avranno veramente la forza d’animo di dire “no grazie”.
    Vedremo…
    iside

  22. Alessandro Drago says:

    naturalmente concordo con Ciarella e Andrea.
    Aggiungo che, certo, il movimento di Grillo ha raccolto anche le nostre rabbie. Mai mi sono così appassionato a una campagna politica e per primo ne ero turbato, soprattutto perché osservavo montare un conflitto fra un intero sistema politico-giornalistico che tentava, con tutti i mezzi, di oscurare Grillo, o diffondere solo notizie che lo potessero screditare, dall’altra parte i toni accesi di chi si sente escluso e inascoltato.

    Le sollecitazioni dell’ombra sono selvagge, non possono essere prese come modello di riferimento in contesti relazionali sani e civili, ma sono anche la cartina di tornasole che qualcosa non va.
    La rabbia e tutte le manifestazioni dell’ombra, come stiamo imparando nei nostri gruppi, vanno fatte emergere, vanno comprese e riconosciute, non le si può rimuovere, perché di fronte all’arroganza e supponenza della maschera, non possono che accrescersi, aumentando la conflittualità.

    La maschera, d’altra parte, può essere una contro figurazione della nostra vocazione più profonda, ma finché si esprime come forzatura, finché non riconosce di essere appunto maschera, non può essere accettata come modello di comportamento.
    La mansuetudine, per rispondere a Salvatore, di cui condivido assolutamente lo spirito, è una qualità spirituale, ma di fronte a Dio, non di fronte alla menzogna.
    Cosa albergava nell’animo di Moro, nella sua mente e nel suo cuore, durante la prigionia imposta dalle Brigate rosse, di fronte alla prevalere della ragion di Stato? Forse avrebbe voluto liberarsi della sua mansuetudine (maschera?) e gridare all’ingiustizia?
    Proprio poco fa, ascoltavo alla Radio il commento di Enzo Bianchi, riguardo all’elezione del nuovo Papa.
    Parlava anche lui della “Rivoluzione antropologica” in atto nel mondo, dell’emersione di istanze che, se non ascoltate potrebbero relegare il messaggio della Chiesa a, cito testualmente, “cultura periferica, se non subcultura”. Parole, per me, fortissime.

    Grazie a tutti voi
    Alessandro

  23. asfidanken says:

    Buonasera a tutti,

    E’ da qualche mese che seguo il sito, colpito da uno dei tanti video di Marco Guzzi e dalle sue parole su alcuni filosofi e poeti del novecento. Sono sempre stato un modesto lettore (nel senso che non ho letto molto) e per lo più disordinato, autodidatta e poco incline ai metodi e le metodologie (non me ne faccio vanto, è solo una constatazione), eppure durante le mie letture (a metà) sconclusionate ho spesso intuito che, a partire dall’inizio del ‘900, determinati pensieri, idee, sentimenti andavano convergendo verso qualcosa di comune che oso sintetizzare come lo sgretolamento di ogni autorità e mi sono spesso chiesto: ma se tutto si sgretola e viene a mancare ogni autorità/senso come è possibile che anche altre idee derivanti dal concetto di autorità/senso come, ad esempio le nazioni siano ancora in vita? Di conseguenza come è possibile che la politica intesa come organizzazione/gestione di queste nazioni sensa senso abbia un senso? Non metto in dubbio la buona fede di nessuno, ma a me pare che ogni discussione all’interno di un determinato contesto ci faccia correre il rischio di essere sviati o peggio ricacciati per strade già percorse e con questo non mi riferisco a nessun spauracchio fascista, democristiano o berlusconiano, ma mi riferisco soltanto a qualcosa che qualcuno ha chiamato “egoico” (ma forse ho capito male, non so). Se le nazione come concetto non ha più molto senso perchè ci ostiniamo a volerle tenere in piedi? Perchè ci impelaghiamo in questioni che ci distraggono e che ci riportano al nostro ego, ad un modo di vedere l’umanità come tanti ego separati l’uno dall’altro? L’Italia, l’Uruguay, la Cina? Ma di che stiamo parlando? ma cosa significano oggi queste comunità se a stento riusciamo a dare un senso alle piccole comunità che viviamo quotidianamente e che chiamiamo famiglie?

    Alcune parole come : “La foto del momento è un’Italia senza governo ed in una profonda crisi economica, istituzionale ed identitaria che arranca esposta pericolosamente agli attacchi dei predatori finanziari” mi inquietano non poco, e non perchè l’italia sia senza governo e tantomeno per la crisi economica…men che meno per la profonda crisi istituzionale ed identitaria…anzi non vedo l’ora che che queste ultime possano finalmente compiersi completamente in modo tale che si possa ricominciare liberi da fardelli inutili…mi viene da pensare a tante cose scritte in pochi minuti su di un uomo al quale stiamo chiedendo che faccia qualcosa per noi…un uomo che faccia qualcosa per noi? ma di che stiamo parlando? (scusatemi farnetico, mi riferisco a Francesco I)…e mi sembra di ri-ascoltare tante parole spese per Obama…o per Grillo…chiedo scusa in anticipo se ho fattò pipì fuori dal vaso o se ho fatto pipì nel vaso di qualcun altro…ma qui mi pare di capire che non stiamo più parlando del fatto che a me piace pane e mortadella e a te trippa col parmigiano…mi sembrava di aver capito principalmente dalle parole di Marco Guzzi che qui (nei gruppi) si cercasse di intraprendere un percorso di trasformazione…qui invece mi pare di capire che stiamo ancora cercando dei cadaveri tra le macerie…buonanotte!

  24. renato c. says:

    Carissimo Asfidanken,
    Io non appartengo al Gruppo, ma sono un semplice ascoltatore/frequentatore del gruppo e di Marco. Quel che dici mi pare interessante e in qualche modo ‘vero’. Io credo di aver compreso che tutto l’armamentario del vecchio mondo/ego stia effettivamente crollando, e questo che lo si voglia oppure no. Ora non si tratta di cercare cadaveri sotto le macerie, ma i vivi, i nostri personalissimi sé, da tempo sepolti e chiamanti nell’ombra e nella polvere. Tutto finirà, tutto passerà… Tranne l’amore (S. Paolo, se non erro). Le nazioni finiranno ma solo grazie ad una rivoluzione personale/collettiva (relazionale) che si alimenta alla fonte della nonegoicita’, che è Cristo. Il crollo di ciò che tu nomini è un semplice effetto/segno di quella trasformazione e procede da quella e non al contrario…
    Non so se sono riuscito a poemi in sintonia col tuo dire, ma questo è quel che oggi comprendo. Un caro saluto e auguri.

    Renato

  25. Alessandro C. says:

    Ciao asfidanken,
    curioso che tu utilizzi un nomignolo che ricorda un personaggio di una delle prime trasmissioni che aprirono contemporaneamente il successo al rampante Berlusconi e il declino del servizio televisivo in Italia.
    Sarebbe bello sapere almeno il nome dell’interlocutore al quale ci si rivolge ma se tu non vuoi va bene lo stesso.
    Ti confesso che non sono riuscito a capire bene il tuo pensiero, il lavoro che si fa nei gruppi è si rivoluzionario ma non distruttivo. Il senso della rivoluzione è evolutivo verso una piena liberazione dallo stato egoico che domina il mondo ma questo non confligge con le peculiarità di ogni gruppo umano con le proprie tradizioni e culture che arricchiscono la collettività terrestre.
    Ale

  26. ASFIDANKEN says:

    @ RENATO C. : si, penso di si, penso che sei riuscito a metterti, in parte, in sontonia con il mio dire. grazie

    @ ALESSANDRO C.: le parole di Renato mi vengono in soccorso, in parte. Al proposito vorrei fare una premessa: sto cercando di capire se un’ esperienza/percorso del tipo di quella che state voi facendo con i gruppi Darsi Pace possa essere una risposta alle mie “esigenze” di spiritualità…e da qualche tempo seguo il sito per cercare di capire meglio cosa fate. Mi sono permesso di intervenire e commentare il tuo post, perchè, forse sbagliando, ho sentito che non era in sintonia con molto di quello che mi pareva di capire dalle parole di Marco Guzzi o forse, solo semplicemente perchè non è in sintonia con il mio modo di vedere/sentire, sia ben chiaro però, non perchè non condivido Grillo o il M5S, semplicemente perchè penso che Grillo, il M5S, il PD, il PDL e così tutto l’armamentario politico-amministrativo di tutte le comunità che noi oggi chiamiamo nazioni (quindi non solo l’Italia) siano il prolungamento su scala comunitaria (non inteso come comunità europea, ma come comunità, lo stare assieme degli esseri umani) di quello che Marco Guzzi chiama lo stato egoico.

    Ripeto, forse non ho capito bene cosa Marco intenda per stato egoico, al proposito sarebbe interessante se tu o qualcun altro potesse darmi un chiarimento al riguardo. Grazie. Asfidanken

    PS
    A proposito del nome, consentimi un “rimprovero” in simpatia, ovviamente Asfidanken non è il mio nome di battesimo, ma prima di me ho notato commenti da parte di un paio di Anonymous, un Iside e un Corrado, non capisco perchè chiedi solo a me il documento di identità!? 😉

  27. Alessandro C. says:

    Caro asfidanken,
    non ti chiedo un documento ma sinceramente ti sei scelto proprio un nome che mi ricorda il peggio, ne preferirei uno magari strano ma prorio .

    Se vuoi posso dartelo io, anzi scusa ma io preferisco chiamarti Alfredo.

    Caro Alfredo il tuo intervento non aveva certo bisogno di permesso anzi è ben accetto e apprezzato però se guardi bene tutti si firmano anche gli anonymus e quindi te tocca !!!

    Sono felice di sapere che sei in ricerca e credo che potrai trovare validi spunti di crescita nel percorso DP.
    Il lavoro che facciamo mira proprio in profondità per permettere ai praticanti una migliore conoscenza della realtà interiore esterna e storica partendo dall’osservazione precisa e attenta del nostro ego e di come questo abbia deformato il nostro modo di essere e la storia nostra e dell’umanità; da questo inizia un percorso di crescita culturale-psicologica-spirituale che accompagnerà per tutta la vita chi lo desidera vera-mente.
    In questo tutti noi siamo sempre principianti poichè ogni giorno più volte al giorno capita di accorgersi che quell’ego che pensavamo di aver abbandonato è invece più che presente ed attivo in noi. La lotta è continua ma permette momenti di vera libertà che valgono la fatica e l’impegno profuso.
    La pratica ( partecipazione attiva e costante nel tempo ) come sempre viene in aiuto ma senza la pazienza la perseveranza e l’umiltà necessarie si rischia di perdere tempo.

    Non so quanto possa essere stato utile questo mio tentativo di spiegare una vera e propria rinascita dallo Spirito ma se guardi bene nel sito ci sono tutte le indicazioni utili per capire bene DarsiPace.

    A presto Ale

  28. Asfidanken says:

    scusami Ale, ma queste tue parole, così come quelle del tuo post iniziale toccano delle corde in me che non mi danno pace, anzi. Vorrei solo chiudere questa discussione (da parte di entrambi piena di ego) ripetendo alcune tue (tue di chi?) parole:… ogni giorno più volte al giorno capita di accorgersi che quell’ego che pensavamo di aver abbandonato è invece più che presente ed attivo in noi…

    Ale (ebbene si)

  29. Stefano C. says:

    Caro Asfidanken,
    vorrei consigliarti di leggere (o rileggere) il commento di Andrea Vitolo a questo post, in cui descrive perfettamente la collocazione degli oggetti politici, in chiave psicologica.
    Hai ragione te probabilmente quando dici che tutti costoro rappresentano l’uomo vecchio (egoico) poichè incarnano la lotta tra l’ombra e la maschera che altro non è che la distorsione di noi stessi e del mondo.
    Ale ci chiede un parere riguardo questa fase che, attraverso la manifestazione dell’ombra Grillo, potrebbe portare alla caduta della maschera (ordine costituito di cui parli) e credo che ognuno dei partecipanti (te incluso) abbia risposto validamente al suo appello.
    Il lavoro dei gruppi, se può interessarti saperlo, mira alla trasformazione dell’individuo attraverso la comprensione esperienziale della nostra distorsione, con relativo superamento dello stesso che tuttavia è un lavoro che dura per tutta la vita. Per capire effettivamente se può o meno rispondere alle tue personali esigenze credo che non ci sia altra strada che iniziare il cammino e correre il rischio….

    un abbraccio

  30. Asfidanken says:

    Caro Stefano C,

    Grazie per il tuo commento, a me pare chiaro sia quello che ha scritto Ale nel post iniziale, così come ciò scritto da Andrea Vitolo (mi sono anche riletto più volte tutto il thread). Mi pare anche che quello che ho scritto io fosse chiaro, infatti mi pare che tu abbia ben compreso ciò che volevo dire, così come lo aveva fatto anche Renato. La mia intenzione non era e non è quella di generare una polemica su chi ha ragione o meno perchè in questo contesto non mi interessa, cerco solo di capire cosa è Darsi Pace (e qualcosa lo sto capendo o così mi pare).

    Il mio parere su questa fase è che non è diversa da quella di venti anni fa, sessanta anni fa o cento anni fa, allo stesso modo non ci vorranno venti anni, sessanta o cento per il compimento di questa rivoluzione antrpologica e che se Grillo fa parte di questa rivoluzione come lo facciamo parte tutti noi, sia ben chiaro che ne fa parte anche Berlusconi, così come ne hanno fatto parte Andreotti, Craxi, Mussolini e Vittorio Emanuele III.

    Un abbarccio
    Asfidanken

  31. Alessandro C. says:

    Ciao caro Ale,
    sono proprio d’accordo con te, siamo tutti parte di questa rivoluzione antropologica che viene da molto lontano ma che negli ultimi decenni ha subito un’ accelerazione inaudita nella quale ci sono state fornite anche delle chiavi di lettura fino ad oggi non utilizzate.

    Considera però che oggi come non mai l’umanità sta correndo un rischio di autodistruzione come denunciato pubblicamente anche dal beato Giovanni Paolo II all’inizio del terzo millennio..

    Hai ragione ci vorrà molto tempo per il compimento della rivoluzione ma siccome dipende anche da noi io ho deciso di iniziare a lavorare in questo senso, ho solo iniziato quindi se il mio ego ti ha in qualche modo disturbato chiedo umilmente scusa evidentemente ancora non riesco a liberarmi del suo influsso, ma ti abbraccio fraternamente sperando di essere ricambiato.
    Ale

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