Chi sono i miseri?

A volte dopo un incontro con Marco nei corsi Darsi Pace, può capitare di andare a casa con qualche domanda, delle perplessità, dei turbamenti che rimangono in noi e ci accompagnano per un certo tempo, poi tutto si rivela.
La risonanza che avevo alle sue parole “interrompere la catena del male” era forte, sentivo che mi collegavano ad una sensazione impressa nella mia carne, tornavo spesso a riflettere, a interrogarmi, quelle parole mi conducevano alla storia della mia famiglia.
Ho iniziato da un interesse vero, reale, concreto su me stessa, sui miei passi e su quelli che mi hanno preceduto, senza giudizio, con lucidità, cercando i segni negli eventi della vita, un filo conduttore mi guidava, un viaggio nella mia genetica, dove ho scoperto limiti e ricchezze.
Un percorso lungo, faticoso ma anche illuminante e liberatorio, una risalita contro corrente, cercando di rimanere sempre salda nel presente, una prova di equilibrio e di non attaccamento, vedere e procedere, sentire e fidarsi, capire e lasciare, svelare e accettare, nel procedere sentivo ogni giorno confermata la speranza che c’è un oggi di grazia e di misericordia per ognuno di noi.
In questo percorso ho incontrato le mie cellule necrotiche pesantissime, ereditate e assimilate, con quell’automatismo tipico delle genetiche familiari, questo trascinamento di cellule malate mi ha richiesto uno sforzo infinito, di cui non ero consapevole, il respiro era sempre al minimo, tutta l’economia della mia persona era rivolta al contenere questo inferno incarnato nella mia persona; il male è fatto di nulla, ma dargli corpo ogni giorno, il nostro corpo è una mortificazione continua, fino ad uno stato di impotenza insostenibile, di cui raramente siamo consapevoli.
Ogni smascheramento mi ha resa più libera, ho percepito con chiarezza quanta inconsapevolezza avevo del male che portavo dentro, tutto mi sembrava normale, ho capito che ad ogni passaggio la frattura tra noi e lo Spirito si fa più profonda ed è l’anima che ne paga il prezzo più alto, relegata dentro a codici morali che di morale non hanno nulla, dove la nostra umanità langue sotto un mare di ipocrisia, questa è la grande immoralità di cui siamo complici.
L’immoralità cela le verità nascoste, perpetua comportamenti, modi di fare e di pensare che ci hanno fatto soffrire, eppure siamo là a ripeterli in una coazione infinita, restando inermi e quindi collusi con le menzogne ereditate, dove prendiamo per buono ciò che buono non è e lo perpetuiamo quotidianamente, lasciando così che la catena continui.
Provare ad uscire da questa condizione ha richiesto che la mente, il cuore, l’animo e l’io, avessero una disponibilità maggiore alla luce della verità, ognuna di queste parti ha bisogno di una cura e un’attenzione particolare, ognuna ha la propria resistenza sovrapposta alla sua stessa essenza vitale, quindi ho accettato di metterle in gioco tutte, contemporaneamente, e ho scoperto che sono interconnesse e si vivificano reciprocamente.
E’ un atto di umiltà, è un rinunciare a quello che pensiamo di essere per vedere quello che veramente siamo, è il solo luogo da dove possiamo rinascere.
Ho sperimentato che si può riemergere a vita nuova, anche dal profondo abisso, quello dei miseri, i miseri sono la condizione più bassa della nostra umanità, è la condizione, dove il male è stato perpetuato, incarnato più e più volte, chiamato bene e presunto tale, dove ogni ricchezza è stata dissipata, svuotati di tutto, nutriti di niente, superbi e presuntuosi di un ego senza sostanza, separati dalla pietà di Dio.
Lo svelamento della nostra storia è una tela preziosa, è la ricostruzione di un mosaico importante, è un ricongiungersi, se non lo faremo ci sarà un punto mancante nell’universo, una disarmonia, una sconnessione, un vuoto.
Accogliere con calore il turbamento del nostro cuore e sperimentare cosa vuol dire amarsi in verità e fede, osando la forma di amore più vera, più coraggiosa, quella che Cristo ci propone, liberi e gioiosi, affrancati da ogni forma di male-dizioni, mal-animo, mal-dicenze, mal-essere, sapendo che ad ogni desiderio di rinascita Lui ci precede ed è già lì, nella ricapitolazione della nostra storia e nella rigenerazione piena della nostra vita.
Ho scoperto che c’è un cuore pulsante dentro di me, molto più vivo e vitale di quanto potessi immaginare, un luogo incorrotto ed è lì, nel cuore che è inscritta la storia della nostra salvezza.

Comments

  1. maria carla says:

    Cara Patrizia, ho letto con molto interesse il tuo post perchè davvero vi ho trovato parole di verità concreta, incarnata…mi spiego meglio: ho una figlia di 18 anni con una disabilità motoria ‘importante’; dopo aver tentato diversi approcci terapeutici, da circa due anni sta seguendo (anche)una cura omotossicologica che ha lo scopo di “ripulirla” da tutte quelle “cellule necrotiche” , da quel “trascinamento di cellule malate” che hanno portato alla sua condizione, come se lei fosse stata il ‘collettore’ del male nascosto in catene familiari che lo hanno perpetuato nel tempo (non per niente periodicamente ‘emergono’ in lei delle “valenze”, curabili con l’omeopatia, che non sono altro che sintomi di potenziali malattie, fisiche e psichiche, che potrebbero manifestarsi in futuro e che provengono dalla genealogia familiare). Ecco perchè quello che scrivi ha per me un riscontro realmente concreto e più che mai sono portata a pensare che le ‘vere’ guarigioni siano spirituali e fisiche a un tempo, e quando avvengono fanno davvero ‘saltare’ quella catena del male da cui è partita tutta la tua riflessione.
    Grazie e auguri per la rigenerazione della vita di tutti noi! mcarla

  2. Patrizia says:

    Grazie a te Carla, non potevo avere risonanza più vera e vitale delle tue parole.
    E’ proprio ripercorrendo la genealogia familiare che ho potuto capire e riconoscere tutta la mia difficoltà e quella dei miei figli, come “collettori” del male nascosto abbiamo trattenuto il male dello spirito, che lentamente si è insinuato nella carne e ha prodotto i suoi danni.
    Ma la guarigione è già iniziata, da me, da te e da tutti coloro che permettono e favoriscono l’emerge delle ombre familiari, fino a formare un piccolo varco, una fessura, in cui filtra la luce che illumina, sana, rianima e fa emergere le valenze nascoste e assopite delle nostre famiglie, dando inizio alla rigenerazione infinità di tutti noi.
    Nella convinzione profonda che ogni conquista di tua figlia è anche nostra, per quell’indissolubile legame di amore che ci unisce, ti faccio tanti auguri e ti saluto caramente. Patrizia

  3. Giuliana says:

    Cara Patrizia, la tua profonda condivisione testimonia quanto il lavoro interiore predisponga all’azione della Grazia così potente da spezzare la catena del male.

    Mi ha riportato le parole di Benedetto XVI citate da Marco nell’incontro comune e mi aiuta a comprenderle:

    “la verità va cercata, trovata ed espressa nell’economia della carità, ma la carità, a sua volta, va compresa, avvalorata e praticata alla luce della verità” ( Caritas in veritate)

    La ricerca della verità di noi stessi non è soltanto attività intellettuale, coinvolge tutto il nostro essere, è evento relazionale che corregge i rapporti concreti con gli altri e lo stato profondo dell’essere nelle continue relazioni.

    Grazie e un forte abbraccio.
    Giuliana

  4. Antonietta says:

    Mi sono ritrovata molto nella parole belle e intense di questo post.
    La catena delle male-dizioni, la catena del dolore, spesso non detto e per questo ancora più devastante, accomuna le storie di tante famiglie.
    Io mi sono avvicinata a questi temi un paio d’anni fa partendo da un libro sulle “costellazioni familiari”. La lettura meditata di quel libro è stata l’occasione per andare indietro nella storia della mia famiglia. Ho chiesto ai miei genitori di raccontare, e nelle loro parole e soprattutto nei loro silenzi ho ritrovato buchi neri che chiedevano riparazione, perdono, elaborazione del lutto.
    La tesi di fondo del lavoro sulle costellazioni familiari, per quello che ho sperimentato io, è che quando il naturale flusso dell’amore tra generazioni viene interrotto da eventi luttuosi o allontanamenti, o destini tragici, occorre che qualcuno si faccia carico di ripristinare questo flusso, anche se nel frattempo sono trascorse generazioni. È fondamentalmente un’operazione di accettazione, amore e perdono, un rimettere nella giusta collocazione persone e storie che avevano smarrito la loro inalienabile dignità. Proprio questo loro essere fuori posto avrebbe perpetuato errori, dolori, relazioni sbagliate.
    Anche la malattia si potrebbe collocare dentro questi flussi di amore bloccato: io non so quanto questo sia vero, sicuramente le connessioni tra corpo, anima e storia personale/collettiva sono qualcosa di molto misterioso.
    Questo viaggio a ritroso è stato anche per me illuminante e liberatorio. Ma non solo.
    Un’altra tesi di fondo di questo percorso è che anche se viene fatto da un’unica persona nella famiglia, i suoi frutti sono sempre anche collettivi, e vanno a curare le ferite di generazioni precedenti e di generazioni future. Io personalmente voglio crederci. Questo perché si lavora ad un livello, quello dell’anima, in cui il tempo assume altre dimensioni, come sperimentiamo nella meditazione e nella preghiera.
    “Lo svelamento della nostra storia è una tela preziosa, è la ricostruzione di un mosaico importante.” Anch’io ne sono convinta: è una storia di salvezza, un Esodo (come ripete spesso Marco Guzzi).
    Confido che questo attraversamento sia guidato dalla presenza amorevole del Padre, e che chi ci ha preceduto, una volta risanato dall’Amore di Dio, possa benedire il nostro viaggio.
    Antonietta

  5. Alfredo says:

    Ti Ringrazio tanto Patrizia per la profonda e preziosa riflessione e un caro abbraccio a Maria Carla, con cui condivido il viaggio del primo anno in DP. Un caro saluto Alfredo

  6. maria carla says:

    Cari compagni di viaggio, Patrizia, Alfredo, Antonietta e tutti gli altri, leggere le vostre parole è davvero un balsamo per me, perchè mi rincuorano nel profondo e mi confermano nella direzione che ho preso…anch’io, Antonietta, ho letto parecchio sulle costellazioni familiari e ne ho sperimentato due sessioni che mi hanno molto turbato (mentre si svolgevano) ma anche ‘alleggerito’! Casualmente (ma forse per niente!) in questi giorni mi è capitato tra le mani un piccolo catalogo della casa ed. C.R.T. con queste parole di Eraclito che volentieri vi passo:
    ” Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poichè lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada”
    Ciao a tutti e grazie per i vostri riscontri, mcarla

  7. Cara Patrizia, davvero un bel testo: una perfetta descrizione del processo pasquale per come opera dentro la nostra carne più concreta.

    Mi ha fatto ricordare questa poesia che scrissi in un momento cruciale della mia storia/Esodo.
    Si intitola non a caso “Fine della successione”:

    Lo faccio per i figli dei miei figli,
    Per i padri dei padri dei miei padri,
    Qui, nel centro del tempo, il 4 luglio
    Del millenovecentonovantacinque,
    Io spezzo la catena
    Del sangue, e la necessità
    Dei crimini è interrotta
    Come un’oscena
    Rappresentazione.

  8. maria carla says:

    Caro Marco, forse una curiosità un po’ invadente e impertinente…perchè proprio il 4 luglio 1995? mcarla

  9. Carissima, ero di fatto in quel giorno, nel centro di una delle fasi più difficili della mia esistenza, e vidi questa Fine della successione…. Ciao. Marco

  10. maria carla says:

    …una visione, dunque? Dove ne parli? Mi piacerebbe leggere di questa tua esperienza, grazie Marco, mcarla

  11. Patrizia says:

    Cari amici, il confronto con voi e con le vostre esperienze e sensazioni mi ha arricchito e incoraggiata, sento che questo difficile percorso, questo Esodo, diviene più leggero se condiviso e confermato nella sua profondità.
    Anche per me è il tempo della fine della successione ed è ora.
    Vi abbraccio e vi saluto con le parole di Sant’Agostino: “… le cose che non sono nell’ordine sono senza quiete, ordinate, acquistano pace.”

  12. Cara Maria Carla, ne parlo (poeticamente) nel libro di poesie “Nella mia storia Dio”, 2005, e anche ne “Il cuore a nudo”. Ciao. Marco

  13. Walter M. says:

    Grazie Patrizia, questa tua lettera è profondissima e bellissima! Grazie ancora e sempre tanti auguri.
    Walter

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