Liberi da liberare

La ricorrenza civile di questo giorno è stimolane per chi da diversi anni si occupa di lavorare per la liberazione interiore .

Il 25 aprile in Italia è la Festa della Liberazione, l’anniversario della liberazione dal nazifascismo. In tale giorno del 1945 furono liberate Milano e Torino, l’inizio di un percorso che porterà al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica, quindi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione.
Si tornava a sperare in un futuro migliore per le generazioni future , sarebbe stato possibile anche essere di opinione diversa rispetto alle autorità di governo e manifestarlo senza temere ritorsioni o pene.
L’occupazione militare, di un certo tipo, è cessata e l’invadenza del regime ha seguito la stessa sorte ma credo che se oggi, 68 anni dopo, facessimo una domanda semplice alle persone (tipo: veramente ti senti libero ?) aiutandole a riflettere con calma e attenzione partendo dalle sensazioni che il nostro stile di vita produce, scopriremmo che in fondo c’è ancora moltissimo da liberare.

Tutti, chi più chi meno, siamo coinvolti nei ritmi forsennati del nostro tempo e spesso questo “non basta mai “, già solo ritagliarsi un piccolo spazio per fermarsi a guardare meglio ciò che ci sta accadendo interiormente sembra un grosso risultato e quando ci sediamo e chiudiamo gli occhi iniziando la meditazione grande è la fatica per liberarci dal vortice dei pensieri e non sempre ci riusciamo.

Il nostro impegno in Darsi Pace è proprio concentrato su una più reale liberazione interiore che avrà come effetto naturale la trasformazione della nostra sensibilità e del modo di essere in relazione con gli altri, lasciar andare pregiudizi, immagini, paure, vecchie abitudini e false sicurezze è il programma della nostra festa personale e speriamo di poterla vivere presto.

Buona liberazione Ale

Comments

  1. Chiara dedo says:

    Buona Liberazione a tutti voi e grazie Alessandro ,questo tuo post mi fa riflettere sul significato della Memoria con l’augurio che ogni anno di piu’ possiamo liberarci dall’invasore che è in noi e che ci domina e ci sottrae Vita.Liberazione dalle dittature della ferita infantile, della Maschera e dell’Ombra che ci agiscono .Per una vita piena nell’amore e nella relazione e nella giustizia .
    Credo che ogni volta che facciamo l’esercizio a nove punti , ogni volta che scendiamo fino al punto di scissione,facciamo quello che dovrebbe essere un vero lavoro sulla Memoria .Lavorare sulla memoria personale e storica in questo modo lontano da ogni istanza celebrativa è importantissimo per la vera liberazione

  2. irene manzoni says:

    Grazie Alessandro e Chiara per le vostre preziose riflessioni che hanno messo l’accento sulla nostra liberazione interiore…..sul nostro impegno per la liberazione. per la trasformazione del mondo
    Partecipare ai nostri gruppi di liberazione interiore…..ci aiuta , ci sostiene, ci energizza ……camminare insieme, appoggiandoci spalla a spalla ci restituisce il coraggio di percorrere passi nuovi di liberazione…grazie ancora Irene….e…..buona festa……

  3. Caro Ale e cara Chiara, mi pare molto importante quanto dite: cosa può e cosa dovrebbe significare oggi ricordare il passato, più o meno tragico? Cosa può significare per me fare memoria della mia storia di ferite e di doni? Cosa potrebbe significare, ad esempio, per i popoli europei, fare memoria della loro storia secolare di stragi, di guerre, di odi sanguinari? Tutti dovremmo ricordare per riconoscere il male fatto e subìto, ma anche per riconciliarci nel profondo, al di là di tutte le ferite della storia, in un punto natalizio, nuovo, inedito, liberato. Se la memoria non diventa uno strumento di riconciliazione, e quindi di trasformazione e di conversione, rischia di alimentare all’infinito il nostro senso di impotenza o il nostro senso di colpa. Lo vediamo nel lavoro dei Gruppi, ed è un grande pericolo di ogni psicoterapia: il vittimismo irredimibile, e la infinita ricerca delle colpe.
    Attendiamo che l’Europa possa celebrare il Giorno della Memoria di tutta la propria storia (di guerre), come Giorno della Riconciliazione e del Ricominciamento. Forse allora l’Europa potrà per davvero nascere come stato unitario…
    Marco Guzzi

  4. Alessandro C. says:

    Il giorno della Riconciliazione,
    chissà quanto tempo dovremo attendere ancora ma una cosa è certa non lo aspettiamo inattivi .
    L’esperienza che tu Marco stai diffondendo o meglio che attraverso te ci giunge è centrata verso il giusto obbiettivo il lavoro non è semplice e procede lentamente ma per me non ci sono alternative.
    Grazie a tutti voi, sentirsi in compagnia è indispensabile. Ale

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