Archivi per giugno 2013

Sciogliamo il nodo ombelicale . . .

Le nostre giornate sono molto spesso affollate di parole e quindi di pensieri e quindi di stati d’animo ed emozioni che agiscono in noi ed attorno a noi stabilendo a volte ( purtroppo ) dei livelli di insicurezza tali da provocare, alimentare o esasperare i già presenti o latenti disturbi depressivi. [Continua a leggere…]

Politica e cultura: Rutelli e Guzzi in dialogo


Un importante confronto sul rapporto tra politica e cultura in un periodo in cui emergono con sempre maggiore frequenza sul sito Darsi Pace i temi dell’impegno politico e di una presenza attiva nel dibattito pubblico.
Francesco Rutelli e Marco Guzzi hanno dialogato con i giovani universitari delle ACLI, impegnati in un percorso di approfondimento che ha toccato anche i legami tra politica e fede, politica e filosofia, politica e ambiente, politica ed economia.
L’incontro si è svolto a Roma il 23 maggio 2013.
Buona visione!

“Buone notizie” – Il nuovo libro di Marco Guzzi

Pubblichiamo l’intervista radiofonica fatta a Marco Guzzi su “START” del 17 Giugno 2013 (Rai Radio1)


Per chi volesse scaricare il podcast può cliccare qui

Al seguente link trovate una recensione del libro.

Sui fondamentali della democrazia: “Inciucio”: il compromesso è dovere o tradimento?

Ho vissuto l’ultima campagna elettorale in Calabria, da non candidato, come relatore in diversi incontri: indimenticabile quello in un monastero di clausura del crotonese, con le Carmelitane scalze, giovani suore dagli occhi pieni di luce, tanto da riempire i miei di lacrime di commozione. [Continua a leggere…]

Salvami! Quale fede ci salva? Nichilismo – Oriente – Cristo

Si svolgerà dal 5 al 7 luglio, presso il Convento Padri Barnabiti a Campello sul Clitunno, il consueto Corso intensivo estivo di formazione integrata dei Gruppi Darsi Pace, aperto a chiunque desideri approfondire il metodo proposto da Marco Guzzi per un rilancio dell’esperienza della fede.

In un tempo in cui ogni aspetto della vita attraversa una crisi senza precedenti, l’essere umano è chiamato a decidere in che cosa credere, sapendo che è ciò cui diamo credito che poi dà forma e contenuti alla nostra esistenza. [Continua a leggere…]

Il francescano: una poesia per Sant’Antonio


Con l’umiltà che lo pone a scuola da Francesco, alla comune sequela di Cristo, Antonio da Padova, il “dottore evangelico”, il santo dei miracoli, testimonia la bellezza della devozione del discepolato.
Solo un discepolo può diventare un vero maestro, solo chi abdica al falso sé che governa l’ordine dell’Ego, sperimenta la libertà reale che nasce da un amore ardente, dalla venerazione per la Sapienza e per tutto ciò che chiama l’uomo al superamento di sé. [Continua a leggere…]

Il percorso di Renzo nei “Promessi sposi” (2) : un cammino iniziatico

 

Nel post precedente ( del 29/4/2013), avevamo lasciato il nostro amico Renzo nel bel mezzo di un ambiente buio e selvatico: continuiamo a seguirlo, consapevoli che il suo accidentato percorso è metafora poetica del suo ( e del nostro) cammino di conversione del cuore.

Renzo sta cercando l’Adda, che è per lui sinonimo di libertà: superato il fiume entrerebbe nel territorio di Bergamo, allora compreso nella Repubblica di Venezia, dove la polizia del Ducato di Milano non potrebbe più arrestarlo per aver preso parte alla rivolta del pane.

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Lampi – Le Belle Notizie stanno nel senso più segreto delle Brutte


Se dovessi indicare uno dei sentimenti più profondi che connota l’essenza emotiva dei nostri tempi direi che è la noia.
Non facciamoci ingannare da tutta questa euforia telematica, da questa valanga di parole, di immagini, e di suoni che invade i nostri video e i nostri cervelli. E’ solo un falso movimento, come scriveva lo scrittore austriaco Peter Handke.
Se ascoltiamo meglio, se proviamo a percepire lo stato direi fisico della sostanza dell’anima universale, allora sentiamo certamente un blocco, percepiamo uno spesso e vastissimo strato di ghiaccio, e tanto cemento armato, molto, ma molto armato. [Continua a leggere…]

Tradire con le parole

Giovanna Di Vita, in un commento su questo blog, ha scritto: “Bisogna, a mio avviso, stanare questa cultura [di separazione] nel linguaggio che adoperiamo, perché il lavoro di integrazione che cerchiamo di realizzare deve portare all’abbandono di termini che riproducono e perpetuano la cultura di separazione. [ …] [Continua a leggere…]