Il decalogo della quotidianità


Quante volte non iniziamo le buone abitudini, pur consapevoli del loro beneficio , solo perché convinti di non poterle mantenere nel tempo!
Penso in particolare alla pratica meditativa e contemplativa che sperimentiamo nei nostri gruppi, ma anche ad alcune considerazioni che spesso facciamo quando siamo stanchi o rattristati ed esclamiamo…”basta da domani si cambia!” ed in cuor nostro sappiamo quanto sia difficile.
Spesso non ci apriamo alla “vita”, non ci diamo ad essa per timori ed attaccamenti che ci ottenebrano e ci bloccano e rimaniamo in uno stato di cupa disperazione. E in questo stato ci sembra anche di stare bene….o meglio questo modo di vivere ci sembra l’unico possibile.
Per esperienza personale ho compreso quanto sia importante comunque iniziare e perseverare anche a piccoli passi. A tale proposito sono rimasta colpita nel leggere, in un breve periodo di relax, alcune citazioni in un libro caratterizzate da questa frase iniziale:
“Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita”.
Alla fine del libro la nota rimandava al “Decalogo della quotidianità” di papa Giovanni XXIII.
Per me è stata una piccola scoperta, in particolare ho rivisto gli ostacoli da me incontrati all’inizio del nostro percorso di Darsi pace: la difficoltà a staccarmi dal passato, la paura di non essere adeguata, di non riuscire a mantenere un sano proposito, la pigrizia che spesso paralizza e impedisce di rinascere.
Vi lascio, cari amici, a queste sagge parole e vi auguro una buona e serena estate, che sia foriera di sani e duraturi propositi. Gabriella

Decalogo della quotidianità di Papa Giovanni XXIII

  1. Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata, senza voler risolvere il problema della mia vita tutto in una volta.
  2. Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà; non alzerò la voce; sarò cortese nei modi; non criticherò nessuno; non pretenderò di migliorare o di disciplinare nessuno tranne me stesso.
  3. Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
  4. Solo per oggi mi adatterò alle circostanze senza pretendere che le circostanze si adattino tutte ai miei desideri.
  5. Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche lettura buona, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell’anima.
  6. Solo per oggi compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
  7. Solo per oggi farò almeno una cosa che non desidero fare e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti, farò in modo che nessuno se ne accorga.
  8. Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò a puntino, ma lo farò. E mi guarderò da due malanni: la fretta e l’indecisione.
  9. Solo per oggi crederò fermamente, nonostante le apparenze contrarie, che la buona Provvidenza di Dio si occupa di me come se nessun altro esistesse al mondo.
  10. Solo per oggi non avrò timori.

In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà.
Posso ben fare, per dodici ore, ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.

“Basta a ciascun giorno il suo affanno”
(Mt. 6,34)

Commenti

  1. Chiara dedo dice:

    Bellissimo !!!!!

  2. Alessandro da TS dice:

    Grazie Gabriella per questo post, così vero. Vorrei fare un commento/domanda personale. Per quanto riguarda le relazioni, mi sembra che questo “non iniziare a cambiare” sia dovuto dal forte condizionamento che percepisco dagli altri. Gli altri mi conoscono in un certo modo ed è estremamente difficile per me mostrarmi diverso. In particolare percepisco la paura di non essere coerente, quindi mi chiedo: come posso cambiare oggi avendo paura che domani possa tornare uguale a prima?
    Un caro saluto a tutti

  3. Marco F. dice:

    … colpito e “affondato” …
    Non potevi scegliere meglio!
    In fondo Le Buone Notizie ci sono sempre, basta volerle andare a trovare.
    Grazie di cuore per questo veramente ottimo insight!
    Auguri a tutti.
    Marco F.

  4. daniela boni dice:

    Cara Gabriella mi è talmente piaciuto il decalogo che voglio averlo in visione sulla mia scrivania per ricordarmene … è vero anch’io non mi apro completamente alla vita per paura di soffrire di nuovo o per mancanza di fiducia negli altri (in me stessa) …e leggendo il post di Alessandro …forse fermandoti ad oggi …attimo per attimo.. piccoli cambiamenti e considerando che il domani non esiste (e lo dico anche a me stessa).
    Un abbraccio

    dani

  5. maria carla dice:

    Mi verrebbe da dire:” Piccolo è bello!”…che poi, lo sappiamo tutti, nel cosiddetto “piccolo” c’è il “grande” (e viceversa). Quindi, e lo dico soprattutto a me stessa, decidiamoci davvero ad apprezzare tutti i piccoli passi che riusciamo a fare quotidianamente pensando che se riusciamo a farli una volta li possiamo ripetere 1, 2, 3 volte…finchè non diventano abitudini consolidate e quindi parte integrante della nostra vita! Grazie del pro-memoria, ciao a tutti, mcarla

  6. Mariapia dice:

    Grazie, Gabriella, per questo prezioso decalogo. Mi permetto di aggiungere un altro consiglio di Papa Giovanni, grande maestro di vita e di spiritualità:
    “ Essere specchio di coscienza pura, ove non entri la doppiezza, il calcolo, la durezza del cuore.” Giovanni XXIII
    Mariapia

  7. Corrado dice:

    Mi pare una bella coincidenza, cara Gabriella, il tuo ricordo di Giovanni XXIII in questi giorni! L’ho letto ieri sera e … stamane la notizia che Papa Francesco ha deciso di procedere alla canonizzazione di Papa Giovanni. Il suo motto episcopale e papale era “obbedienza e pace”.
    La pratica quotidiana del decalogo giovanneo porta lontano, al largo…

  8. Gabriella dice:

    Caro Corrado il mio legame affettivo con Papa Giovanni è dovuto anche ai miei ricordi di bambina in quanto nata e vissuta a Milano per 15 anni.
    Dopo la sua morte i miei genitori mi portarono a visitare dove aveva vissuto il Papa “buono” a Sotto il Monte in provincia di Bergamo e ricordo nitidamente la sua casa natale, così semplice, così povera. Io capivo ben poco data l’età, ma sentivo che avevamo perso una grande persona!

    Vi ringrazio cari amici dei commenti, scrivo volentieri quando posso trasmettere un’emozione e gioisco molto quando è condivisa.

    Caro Alessandro è proprio la paura di cui parli che dobbiamo accogliere ed integrare per poi liberarcene; è quella che paralizza e che non permette alcun cambiamento, né rinascita. Il condizionamento dagli altri è stato un grosso problema anche per me, con il nostro lavoro ho imparato un po’ a mollare la presa per avere poi dei riconoscimenti inaspettati. E’ da tenere bene a mente che il nostro cambiamento ci libera dagli altri per poi riavvicinarci a loro ma in altro modo.

    Naturalmente lavoreremo per la coerenza e per essere “specchio di coscienza pura”, altro insegnamento di Papa Giovanni che Maria Pia gentilmente ci ha ricordato.

    Daniela ha nominato la “fiducia” ma possiamo dire anche “fede”, è questo che spesso ci manca e che dobbiamo ritrovare, fiducia non solo negli altri ma soprattutto in noi stessi.

    Grazie a Maria Carla che ci invita nuovamente ad apprezzare i piccoli passi; il piccolo passo è come un mattone che unito a tanti altri può portare alla costruzione di una splendida dimora!

    E infine ringrazio anche a Marco F., mio consorte, lusingata per averti “affondato” (una volta tanto!!)

  9. Mi ero imbattuta in questo testo lo scorso inverno e mi aveva colpito l’attenzione posta sulle cose belle e buone che ci permettono di gustare gioiosamente la vita. Da un papa mi sarei aspettata una lezione moralistica con esortazione a fare la brava bambina obbediente. Invece ho trovato parole incoraggianti di esortazione ad apprezzare ciò che costruisce l’identità di ogni uomo.
    Grazie Gabriella per aver scelto questo testo!
    iside

  10. Grazie, carissima, molto bello, e molto utile, un passo per volta, senza pretese, con serena precisione, e quieta fiducia. Un abbraccio. Marco

  11. giancarlo salvoldi dice:

    L’anno scorso Carla aveva appeso in casa questo decalogo giovanneo, e l’avevo apprezzato. Oggi nella comune condivisione lo apprezzo ancora di più. E per la verità, cara Gabriella, a me basterebbe praticare la prima massima: perchè io sono proprio quello che vorrebbe prima risolvere tutto e poi vivere. Al primo punto papa Giovanni, con parole semplici, generiche e un po’ vecchie, chiama “vivere alla giornata” quello che noi chiamiamo “il presente” o ” l’adesso”. Pover’uomo (si fa per dire), non aveva la fortuna di disporre della collana “Crocevia”, perchè in quel tempo Marco ( non il tuo, quello che hai affondato) era ancora “in mente Domini”. Ma evidentemente il ” fidei lumen” era acceso.

  12. Gabriella dice:

    Parole sagge caro Giancarlo….ti abbraccio affettuosamente!

    Cara Iside i papi stanno cambiando, anche loro a piccoli passi naturalmente; ma ciò che è successo in questi ultimi mesi ha dell’incredibile…sono fiduciosa, come dice sempre Marco, i tempi sono propizi! Un caro saluto

  13. Francesca dice:

    Anche io sono quella che vorrebbe risolvere tutto e poi vivere! Leggero tutte le mattine questo decalogo, e sopratutto cercherò di metterlo in pratica……
    Papà Giovanni oltre che buono era saggio !
    Grazie Gabriella e tutti gli altri Francesca

  14. Gabriella dice:

    Grazie a te, Francesca per aver condiviso la comune fatica di risolvere tutto subito! In effetti già da tempo cerco di vivere alla giornata godendo del presente, ma anche risolvendo l’immediato senza pensare al domani (“Basta a ciascun giorno il suo affanno” ammoniva Gesù). Non è facile, ma non perdo di vista questo piccolo segreto per essere un pò più sereni.
    Ad aiutarmi è anche un’altra lettura che ho sempre con me: “Ogni momento è un dono” di Chiara Lubich. A tale proposito ella dice: “Adattandoci noi a pensare solo alle cure di oggi, succederà che le preoccupazioni, che pensavamo di trovare domani, spesso non esisteranno più”.
    Quanto è vero!
    Un caro saluto Gabriella

  15. Franco Di Tullio dice:

    Ho messo in pratica il decalogo di Papa Giovanni XXIII ed ho ottenuto molto conforto.
    Vorrei sapere se è possibile praticarlo più giorni o solo un giorno nella vita.
    Grazie. Franco da Genova.

  16. Caro Franco, credo che questo decalogo voglia essere una sorta di vademecum quotidiano, praticabile cioè ogni giorno.
    Ciao, e auguri! Marco Guzzi

  17. Che bello, quanto mi aiuta a comprendere che vivere “nel presente” è pienamente dentro la nostra cultura cristiana.
    Ma soprattutto, quanto libera la mente, quanto spazza via tanti pensieri inutili, questo bel decalogo della quotidianità!

    Grazie,

    Marco

  18. Gabriella dice:

    Sono felice che questo post di qualche anno fa risuoni di nuovo in questo luogo di ricerca. Caro Franco da Genova i propositi dettati da Papa Giovanni iniziano con “solo per oggi”…..ma l’oggi può essere tutti i giorni! Ti saluto con affetto Gabriella

  19. Franco Di Tullio dice:

    Grazie Gabriella, lo applicherò tutti i giorni il decalogo. E’ molto interessante… Ti saluto con affetto anche io. Franco da Genova.

  20. giovanna dice:

    Grazie! Lo avevo già letto ma rileggerlo mi aiuta a capire che siamo in tanti a vivere di corsa e quindi …. a non vivere. L’angoscia del futuro produce in me un grande senso di impotenza e nollo stesso tempo un senso di colpa verso il Signore perché quando mi affanno so di non confidare abbastanza in Lui!

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