Le nostre voci

voci

 

 

 

 

 

Dopo aver seguito per 5 anni il percorso dei gruppi Darsi Pace, mentre ho iniziato a seguire  il secondo biennio di approfondimento e mentre sto da tempo collaborando al lavoro di redazione, ho preso la decisione di partecipare anche al gruppo formatori.

Mi sembra cioè di essere entrata nello spirito del lavoro proposto da Marco Guzzi abbastanza da poterlo un giorno comunicare ad altri che possano apprezzarlo e trarne giovamento.  Potrei anche essere agevolata in questo dalla mia professione di insegnante.

Dopo aver seguito qualche incontro preparatorio, un pomeriggio è il mio turno: dovrò guidare, insieme ad altri tre amici aspiranti formatori, il sesto incontro del primo anno del corso Darsi pace, alla presenza degli altri formatori, alcuni più ‘anziani’ (hanno iniziato tre anni fa la loro preparazione), altri ‘novellini’, come me.

Entro, già in affanno controllato (in ritardo a causa di una corrente di traffico inaspettato e inopportuno),  insieme alla mia amica G nella stanza accogliente,  soffusamente illuminata : i presenti sono immersi nella meditazione che C sta guidando con voce sicura e cristallina.  Sul grande video i volti dei formatori che partecipano per via telematica.

Durante la meditazione non riesco a concentrarmi fino in fondo, la mente troppo presa dalla preoccupazione : tra un po’ dovrò parlare io …

Per fortuna mi resta ancora un po’ di tempo : ora parla, dallo schermo, il nostro amico D, introduce lui l’argomento centrale dell’ incontro, l’io in conversione.  Sento la sua voce, mi sembra decisa,  ma non riesco a seguire serenamente lo svolgersi del suo pensiero, la preoccupazione mi sta vincendo.

Ora tocca a me: cerco di concentrarmi, avevo preparato a grandi linee un mio discorso, ma ne mancano i presupposti, allora cerco di riallacciare i fili, torno indietro invece di andare avanti … dove mi trovo? ancora nella parte introduttiva o già in quella che presenta l’esercizio di auto-conoscimento? La bocca e la gola sono completamente asciutte, la tachicardia si accentua, il respiro si accorcia : è l’ansia. Intanto però vado avanti, spero di dire frasi sensate.

Ma che voce ho?!  Mi accorgo che sto parlando con una voce che non è la mia solita voce, la sento tenue e flebile, un soffio appena … Quando a scuola spiego la mia voce è ferma e intraprendente!

E poi la parola passa a L : accolgo con parziale sollievo il suo tono gioioso e disinvolto, posso riprendere fiato.

E’, questo dei formatori, un luogo delicatissimo e potentissimo, dove l’ego tenta di affermarsi con grande prepotenza, violentemente. Percepisco la voce del mio ego che, con pungente cattiveria, mi affligge con pensieri di confronto (“vedi? gli altri sono più bravi di te ! “) oppure di superiorità ( ” io, a questo punto, avrei detto questo e quest’altro. Quindi sono più brava io! “) oppure di auto-giustificazione ( ” come posso continuare con coerenza un discorso iniziato da altri? ” ) e intanto mi sento ingabbiata, regredisco indietro e ancora indietro, approssimativamente fino allo stadio di un brutto anatroccolo appena concepito, avvolto nella membrana.  Soltanto Marco – penso – è in grado di portare avanti incontri così impegnativi.  Scattano gli automatismi difensivi (proprio quelli che intanto stiamo analizzando nell’esercizio di auto-conoscimento) : mi arrocco nella mia torre d’avorio, dove la ‘realtà’ va proprio come io pretendo che vada.

Le voci dei formatori ‘anziani’, dopo aver rilevato i limiti e i pregi della nostra esposizione,  ci consolano : anche per loro i primi tentativi sono stati destabilizzanti (e ancora, suscettibile e petulante,  il mio ego “Ma perché, se voi avete sofferto, dobbiamo per forza soffrire anche noi?”), tanto che alcuni si sono ritratti, ma chi è rimasto può testimoniare della propria crescita e del proprio rafforzamento. 

Poi, provvidenzialmente, ecco  la voce di Marco, calda e rassicurante, ormai molto familiare : il suo parere sulla nostra performance è globalmente positivo.

Posso fare capolino dalla cima della torre:  certo sono piuttosto malridotta, come un ramo verde scortecciato, come un’ abrasione troppo esposta …

E ora?

Ora, come sempre accade per le situazioni cruciali, bisogna decidere, ascoltando la voce dell’io : ” vuoi restare nella tua zona di comfort, nelle tue trite e ritrite e illusorie  ‘sicurezze’ oppure sperimentare questa incredibile occasione che la vita ti offre? Occasione di maturazione personale e spirituale, di condivisione profonda  e senza veli con amici ed amiche che ti hanno già aperto la strada e con altri che iniziano con te …”

La domanda deve poi arrivare ancora più nell’intimo: ” hai davvero fiducia in ciò che da quasi sei anni stai sperimentando?

E ancora oltre: “credi tu? hai Fede? hai la Fede? “

Rispondo sì.

La ragione mi suggerisce che da sola non ce la farei mai, ma con una giusta quantità di sana follia e con l’aiuto del Signore e dei miei amici ed amiche, resto in campo e mi offro alla trasformazione.

 Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.

Sono certa di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.

” Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore”

(dal Salmo26)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti

  1. Grazie Filomena per questa bellissima testimonianza di coraggio nell’esporti e di perseveranza di là da ogni tentazione egoica. Molto rassicurante e di grande incoraggiamento: già un bell’obiettivo di formazione raggiunto!
    Buon proseguimento di cammino per tutti i formatori.
    iside

  2. Carissima Filomena,
    grazie, grazie e ancora grazie per la tua condivisione.
    Io ho provato tutto quello che hai provato tu, ho sentito le stesse voci che hai sentito tu; la sera della domenica, alla fine del mio turno ero sfinita. Per fortuna la vicinanza di Vanna mi ha aiutato a ri-centrarmi e a rilanciare la postura.

    Questa sera incontrerò il gruppo dP di Palazzolo.
    Anche a me la ragione suggerisce che da sola non ce la farei mai, ma con una giusta quantità di sana follia e con l’aiuto del Signore e dei miei amici ed amiche, resto in campo e mi offro alla trasformazione.

    Questo tempo propizio ed estremo ci chiama tutti “a decidere da quale parte stare, da quale parte di noi stessi e delle forze in campo nel mondo schierarci: se con ciò che sta morendo, e che sembra trionfare nel suo lunghissimo tracollo, oppure con il piccolo germoglio, che però custodisce dentro di sè tutte le promesse, tutto il futuro dell’umanità”. (a cura di M.Guzzi, Lo spartiacque, pag.10)

    Anch’io decido di stare dalla parte del Nascente.
    Un abbraccio forte come te.
    Giuliana

  3. Stefano C. dice:

    Preziosissima testimonianza di cui ti ringrazio, Filomena.
    Mettendo a nudo il tuo cuore… tracci la rotta (per tutti noi formatori) utile al raggiungimento del necessario abbandono….

    un abbraccio

  4. Bravissima Filomena!!!!Come ti capisco!!!! Io, un faccione nel monitor, con fatica cerco di partecipare attivamente e devo lottare ogni volta con la tecnica, c’è sempre qualcosa che non funziona e pensa un po’? E’ sempre lui! L’ego che vuole decidere lui i tempi e i modi non vuole sottostare, non si sente a suo agio, OK NON TI ASCOLTO! Continuo è da pazzi è vero, ma pazzi felici e non pazzi alienati; pazzi di felicità.
    Sperimentiamo fino in fondo il disagio quando siamo fuori di noi, fuori da quella rettitudine, fuori dall’integrità, ma questo disagio ora a tratti se ne va, con l’espiro.
    Ricordo quando il disagio non mi abbandonava mai le mie illusorie sicurezze erano cadute da tempo mostrandomi la loro colossale inefficacia! Lasciandomi nella disperazione del vuoto e dell’insensato, sentivo in me tutto il peso dell’umanità agonizzante.
    Ora le mie voci sono come ragazzini con cui giocare, paura? Che sarà mai! Chi c’è dietro? Tana libera tutti! Il gioco infinito, mi faccio più leggera e vuota e punto dritta verso il centro! Sono libera, leggera, felice e poi…ricomincio tutto da capo, di nuovo e poi ancora di nuovo. Non oso voltarmi indietro, “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”.Luca 9,51-62.
    Daniela

  5. Cara Philo,
    grazie per aver sintetizzato così bene le dinamiche emotive del corso formatori.
    E per aver trovato fin da subito la via, la stradina umile, terrena e al contempo celeste, per uscire dal tunnel.
    Un abbraccio. Paola

  6. Giovanna dice:

    Carissima Filomena grazie, hai reso benissimo il mio vissuto, ma credo il vissuto di tutti noi lanciati nella sfida del corso formatori: le ‘voci di dentro’ si fanno più forti, tentano di soffocare la ‘Voce’ che incoraggia a restare in campo ed offrirsi alla trasformazione, come hai detto bene tu.
    Quest’anno alcuni di noi dovranno esporsi in prima persona tenendo alcuni incontri delle tre annualità: paure, dubbi, senso di inadeguatezza….. Chi può mai dare quello che da Marco negli incontri? il paragone sarà inevitabile e le resistenze/voci di dentro si fanno più forti. Eppure è un passaggio di crescita inevitabile non solo per i formatori che terranno gli incontri ma anche per i partecipanti ai gruppi. Anche questo fa parte del percorso trans-formativo di darsi pace, e ognuno dovrà fare i conti con le proprie resistenze/voci di dentro e questo sarà materia di lavoro. Per noi formatori di verifica sulla fede, come hai ben messo in evidenza: ho fede? Credo che lo Spirito Santo mi darà le parole?
    Grazie ancora per la tua condivisione. Un abbraccio. giovanna

  7. Antonietta dice:

    Grazie Filomena per questa condivisione così coraggiosa.
    Hai smascherato benissimo le paure e difese automatiche che si vivono in una situazione di stress. Leggendo le tue parole mi sono rivista in situazioni in cui dovevo produrre una “performance” a cui tenevo molto. Le stesse dinamiche interne di confronto, superiorità, auto-giustificazione e le stesse reazioni fisiche.
    L’ego impazzava in tutto il suo repertorio proprio nel momento in cui volevo semplicemente dare il meglio di me. Ma all’epoca non sapevo ancora cos’era l’ego….
    Non è che adesso le mie reazioni automatiche siano molto diverse, ma almeno ho imparato a dare un nome a tutto questo.
    La strada per andare oltre è impervia, ma esiste, come tu ci mostri.
    Ancora grazie a te e a tutti gli aspiranti formatori.
    Faccio il tifo per voi!
    Antonietta

  8. maria carla dice:

    …è proprio un “corpo a corpo” con se stessi e con il mondo! complimenti, andate avanti e AUGURI, mcarla

  9. Cara Filomena, la tua testimonianza è proprio sincera e perciò profonda. Può essere utile a tutti noi per affrontare in modo ” creativo” situazioni difficili di altro tipo: Grazie! Mariapia

  10. Filomena dice:

    Carissimi amici (tutte donne in realtà, ad eccezione di Stefano),
    vi ringrazio di cuore e sono felice perché avete raccolto e accolto lo spirito del mio post !
    Spero che la mia esperienza tra i formatori mi conduca al punto di scriverne uno più sereno e meno ansioso …

    Vi abbraccio affettuosa-mente
    Filomena

  11. Cara Filomena leggendo il tuo post mi sono riconosciuta interamente nella descrizione delle tue emozioni.Sono una pivellina dei corsi Dp(2° anno),insegnante di scuola media in pensione che con gli alunni si è sentita disinvolta solo nell’insegnamento della disciplina.Dubbi,paure senso di inadeguatezza nella gestione della relazione con loro mi hanno sempre accompagnato e mi accompagnano anche adesso che ,per la Caritas del mio quartiere,mi occupo di attività formative per gli assistiti.Il tuo post mi fa finalmente sentire normale!Mi aiuta ricordarmi che “siamo servi inutili”. Grazie e buon cammino da formatrice.Letizia

  12. DParlavecchio dice:

    Cara Filomena, hai messo dentro tutto.. una grande consapevolezza del corpo, dei pensieri, dell’ansia (ben contenuta e simpaticamente descritta), tutta la tua passione e il tuo entusiasmo. Grazie per il rilancio finale sulla fede da rinnovare sempre come scelta nel decidere. A te e a tutti i formatori in cammino un abbraccio di cuore. Domenico

  13. Cara Letizia, caro Domenico,
    grazie delle vostre entusiastiche e confortanti risposte !
    E’ bello scoperchiare i nostri abissi (pensavo stamattina: il diavolo fa le pentole e non i coperchi … allora non ce li mettiamo noi i coperchi 🙂 ) e scoprire che i nostri pensieri più egoici sono condivisi da tanti altri, non certo per poter dire “mal comune mezzo gaudio”, quanto per sentirsi uomo-donna tra gli altri uomini-donne e per poter purificare i nostri istinti, raffinarli e trans-formarsi ogni giorno di più da carbone in diamante.

    Vi abbraccio, augurandovi una serena settimana
    Filomena

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  1. […] della conduzione è stata una prova forte, emozioni varie ( leggi Post di Filomena http://www.darsipace.it/2013/11/07/le-nostre-voci/#more-5160 ) sono state inglobate dal desiderio di essere in qualche modo di aiuto agli altri ed alla fine la […]

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