Dinamismo Messianico ovvero Darsi Pace non ti lascia in pace

dp

Carissimi ricercatori della verità,

durante il percorso DP ho ripetutamente sentito l’espressione “dinamismo messianico” comprendendone solo a tratti e in modo incompleto il significato profondo, come è del resto naturale che sia.

In questo tempo “quaresimale” della mia vita, ne sto comprendendo una sfaccettatura nuova riassunta dal sotto-titolo che ho scelto per questo articolo:

DP NON TI LASCIA IN PACE!

Questo slogan, apparso oggi nello scenario dei miei pensieri, mi ha suscitato una grande allegrezza, una voglia di giocare che proviene dal sentire le bollicine nell’anima, che da liscia diventa gassata! Così, in questa effervescenza, tra un minestrone e la cottura degli spinaci, ho avuto delle visioni e delle piccole illuminazioni…

Mi sono ritrovata a ripensare la mia esperienza nei gruppi DP con un sorriso interiore che mi rendeva i ricordi leggeri e divertenti…

Ecco il filo dei miei pensieri:

Durante il triennio di base, pensavo di aver trovato finalmente un luogo di riposo e di pace, un rifugio dolce e accogliente dove soffermarmi, o meglio, intuisco ora, che era il mio piccolo ego a volersi fermare e sostare il più a lungo possibile nella dimensione “sorrido e mi abbandono” e nient’altro; scivolando a tratti nella sottile alienazione spiritualistica dell’idea di un io ascetico e staccato dalle “cose del mondo”.

Anche questo piccolo e subdolo freno interiore viene presto smascherato da una sincero lavoro come quello che siamo sollecitati continuamente ad esercitare su noi stessi; infatti appena finito il triennio di base ho avvertito in maniera molto forte la necessità di non fermarmi affatto, sentivo che non avrei potuto sostare in quella dolce sensazione di essere portata per mano.

Ho obbedito così all’impulso irrefrenabile e pazzo di partecipare al corso formatori, cercando di mettere in pratica l’abbandono fiducioso (della serie non sono capace, ma mi lascio andare) di cui avevo sperimentato nella meditazione gli effetti benefici.

Inizio questa avventura con grande entusiasmo e con grande convinzione.

Ma quante lacune! Quanti buchi che tento disperatamente, ma soprattutto affannosamente di colmare! Mi sento un cavallo al galoppo, macino leggo rileggo ascolto, mi ritrovo così a confrontarmi in maniera radicale e molto più concreta con una serie di nevrotiche idee di me, che non mi lasciano in pace per niente, incalzando con i soliti comandi:

  1. tieni la situazione sempre sotto controllo, efficienza ed efficacia!
  2. non farti mai trovare impreparata, mostra il meglio di te!
  3. se sei a disagio NON LO MOSTRARE ASSOLUTAMENTE!
  4. fai finta che tutto vada bene!

i miei vecchi meccanismi di voci in contrappunto disarmonico l’una con l’altra riaffiorano proprio come il grasso del brodo di gallina della nonna di Marco! Mi assalgono, vogliono riprendere il comando…soffoco…ALT UN MOMENTO!

Respiro più in profondità, capisco la lezione, mi lascio andare e al termine del primo anno di corso formatori forse inizio a capire…

o approfondisco il mio abbandono o non ce la posso fare!! 

Sollievo… quiete…ho capito…sono abbastanza serena, le acque torbide si placano, il respiro affannoso si acquieta, ho imparato una bella lezione adesso SICURAMENTE starò un po’ in pace!!

Chi avrebbe potuto nemmeno lontanamente immaginare che cosa stesse avvenendo nel frattempo nella mente fervida di Guzzi…

certo è che questa “pace” stava andando allegramente in frantumi, comincio a sentire nell’aria che c’è ancora qualcosa di nuovo per me: RR è l’acronimo  nuovo: REFERENTE REGIONALE!

Avverto nell’aria che mi tocca, mi sa che mi tocca proprio, ma proprio adesso? Ma come faccio? Eh no! Questa volta dico no! Io non sono capace! Non sono un’organizzatrice! Non me la sento! Non ce la faccio! Troppe cose…

Sicura di aver deciso tutto, affronto spavalda la prima video conferenza dei RR e… in quel preciso istante, nella mia camera, di fronte al mio PC che proietta la facciona a tutto schermo di Guzzi che sta parlando, sento salire per la prima volta le bollicine, sento come un piccolo fremito; che mi succede, penso, mi sento come l’idrolitina!!

Ma non dovevo esternare le mie perplessità per questa idea folle? Ma non ero contraria? E allora che cos’è questo senso di benessere, questa allegria leggera, quest’aria di festa? Che mi succede?!

Non solo ascolto con interesse tutto quello che mi viene proposto, ma mi scopro, appena terminato il collegamento internet, a pensare già a che cosa avrei potuto fare, mi vengono pure delle idee a raffica, inizio a sentire una forza che non proviene da me, ma che mi anima, mi dà vita e intuisco…

che il dinamismo messianico è proprio come un frullatore ad immersione che irrompe nelle vecchie programmazioni, agitandole prima dell’uso, dilatando le molecole della sostanza dell’anima.

E’ come un cuscino che ti impedisce di cadere negli stereotipi di sempre, in quella sorta di vita non-vita, di vita pasticciata, pre-stabilita.

Il dinamismo messianico ti trasforma in panna montata, dà un grande gusto alla vita, e questo gusto consiste principalmente nel sorprendersi di sé stessi, nello smettere di farti dei programmini che sono fallimentari e aderire ad un programma più grande, già perfetto e senza fare nessuno sforzo.

E’ una calamita che estrae da te il ferro arrugginito e ti rende leggera.

È un impianto fotovoltaico che non consuma le tue energie, ma che te le fa produrre per cederle a chi ne ha bisogno…

Capisco un po’ più approfonditamente la differenza che c’è tra una conoscenza iniziatica dello stato di pace e  rappresentazione egoica dell’idea di pace che intellettualmente (e ingenuamente) pensavo di aver capito.

Mi tornano in mente le parole di Marco “non abbiamo capito un ciufolo!” E semplicemente sono contenta, grata e forse…

in pace?

 

Buon dinamismo a tutti!!

 

Comments

  1. Giuliana says:

    Quanta bellezza porta la trasformazione!
    La tua riflessione, ricca di sollecitazioni, la mostra in te, nelle parole e nelle immagini.

    Mi sono concessa di vivere il triennio di base come un piacevole e libero ritorno a scuola nel quale ho gustato e respirato a pieni polmoni la solidità e la dolcezza della guida.

    Il rischio di adagiarmi dentro una consuetudine in parte rassicurante e in parte noiosa mi ha coinvolto in nuove attività, mi ha portato dentro un movimento in cui gli schemi fissi si rompono per qualcosa che si va nuova-mente delineando, che non vedo ancora e non controllo.
    In fondo, la mia esistenza è stata un continuo movimento tra una relativa sicurezza e il tentativo di andare oltre.

    Ora comprendo che questo movimento è il dinamismo messianico, questa scoperta mi commuove e mi fa guardare con occhi nuovi la mia vita e la storia del mondo.

    Nel travaglio della mia biografia riconosco adesso una Presenza che mi apre al mistero di Dio attraverso il mistero che io sono e, come una bambina ricomincio da capo, imparo a prendere parte all’ Evento, mi lascio alleggerire dalla calamita che toglie da me il ferro arrugginito.

    Pur nella fatica e nel dolore della trasformazione, gusto la conoscenza che si fa nella mia carne e imparo a dire GRAZIE!

    Un abbraccio al gusto di panna montata.
    Giuliana

  2. Anonimo says:

    Grazie Daniela!!!
    Ciao
    Silvia

  3. Davvero divertente…l’idrolitina, sì, acqua che fa le bollicine, acqua gassata, piena d’aria, di respiro, acqua brillante, acqua che dà la vita…
    Un abbraccio. Marco

  4. Davvero un bel mix di entusiasmo e di realistica fatica, che a me piace tanto perché mi fa sentire meno sola!
    Un abbraccio con tante bollicine 🙂
    iside

  5. Patrizia B. says:

    Ho partecipato con piacere al tuo percorso che hai descritto con tanta vivacità.
    Lo stato di “idrolitina” l’ho vissuto anch’io e lo vivo dal primo momento che mi sono lasciata attrarre dal “dinamismo messianico”, la proposta, la promessa e ciò che prospetta ha un effetto talmente dirompente in me, che nei primi tempi mi produceva uno stato di scioglimento profondo fino ad arrivare a delle lente e silenziosissime lacrime.
    Ora la risonanza è divenuta entusiasmo, e così, come te, dopo poche parole di Marco e degli amici di DP, sento un fremito nel cuore e mi ritrovo in uno stato di vitale eccitazione che mi sembra assomigli a quell’ardore di cui parlano i discepoli di Emmaus.
    Un grazie frizzante. Patrizia

  6. rosella says:

    Bello Daniela!
    Sono proprio contenta di questa tua nuova turbolenta pacifica vita.
    Auguri di ogni bene in abbondanza.
    Con affetto un abbraccio
    rosella

  7. grazie Daniela per la tua testimonianza ricca di immagini, di significati …..che suscitano in me riflessioni,emozioni e mi rimandano l’immagine della samaritana che ritorna al pozzo e….quell’acqua si fa ricca, leggera salgono le prime bollicine…..e lei si sente gassata…..torna con una energia nuova……una nuova creatività…….un abbraccio frizzante Irene

  8. Grazie a tutti cari amici per le vostre risonanze, tutti i vostri nomi hanno per me un volto familiare e questo è molto bello!
    Questo post è stato scritto il 5 aprile a Roma prima dell’incontro comune e non sapevo che Marco avrebbe parlato dell’acqua che estingue la sete in eterno… 🙂
    Vi abbraccio
    Daniela

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