Poesia e iniziazione

Pubblichiamo la conferenza “Poesia e iniziazione. Parole dell’inizio e della fine” tenuta da Marco Guzzi a Roma il 2 dicembre 2010.

Marco ci introduce alla comprensione del fare poetico come cammino iniziatico e nel dialogo con il pubblico affronta, tra gli altri, i seguenti temi: morte e amore, l’opera di C.G. Jung, l’alchimia e il Cristo, l’ascolto e la creazione.

Buona visione!

Commenti

  1. Giuliana dice:

    Sono approdata in Darsi Pace dopo aver ascoltato due poesie di Marco in una trasmissione radiofonica.

    Le sue parole poetiche mi misero in movimento e dopo sette anni di laboratorio Darsi Pace comincio a comprendere perché un poeta ne sia diventato l’ideatore e la guida.

    La parola poetica inizia dalla fine.

    L’uomo vecchio deve essere morto, la disperazione accolta e attraversata, ogni illusione di autonomia e di controllo abbandonata perché la parola inaudita apra uno spiraglio di luce nell’ oscurità.

    In Darsi Pace cerco di apprendere la lingua del Nascente in questo transito in cui, purtroppo, continua a predominare il linguaggio del morente.

    Ringrazio la Redazione per il lavoro che compie e gusto la sincronia tra il video proposto e le letture della messa domenicale appena passata.

    Un abbraccio.
    Giuliana

  2. maria carla dice:

    Mi ha fatto molto piacere ‘sentirmi in buona compagnia’ a proposito del “punto cruciale” che molti di noi (magari tutti) attraversano a metà della vita, tra i 37 e i 45 anni! Io ho vissuto questa ‘svolta’ non senza fatica e sofferenza ma penso che la direzione intrapresa stia ancora indicandomi la strada da percorrere che sempre di più, ogni giorno di più, si va facendo ai miei occhi più distinta…confido nella pratica meditativa perchè questo processo ‘chiarificatore’ si intensichi ulteriormente! mcarla

  3. Carissimo Marco,
    Solo ieri ho conosciuto della tua esistenza e del prezioso lavoro che svolgi nella tua vita di ‘divulgatore di conoscenza’ .
    Sono Angela Lazzarotto e, dal 1980 ‘corro’ nel campo dello Spirito, bypassando per la materia (se non uso terminologie ‘adatte’, perdonami in anticipo, sto andando ‘a ruota libera’ come sempre, quando ‘scrivo’ o meglio, come spieghi molto bene tu, ‘manovro’.
    Le tue sono splendide ‘Poesie Ispirate’ che, si comprendono meravigliosamente in modo chiaro, per me e, quanto di approfondisci, mi sento avvolgere in un abbraccio ‘caldo e consolatore’: perché?
    Nel 1994 é ‘nata’ “Zalla” la parte di me, che scrive (che manovra, io penso). Ora so per certo che, dopo aver ‘vissuto anche molto dolorosamente e molto faticosamente’, ogni volta, medito sull’accaduto, e poi ‘Scrivo’ o ‘Manovro’ e… ‘nascono’ le me (?????) ENUNCIAZIONI (Su un ACROSTICO che ‘ funge da domanda e da approfondimento del mio vissuto personale’, rivolto al Signore, nostro Dio, attraverso Gesù, suo figlio e nostro Maestro). Tornando all’Acrostico, attraverso Esso, si ‘sviluppa un Testo, e, alla fine, ‘nasce’ IL TITOLO dell’Enunciazione. Ora, so che, anche se nessuno mi comprende, tranne chi Sa , la mia Scrittura, (che ho sempre intuito essere preziosa, almeno per me, e come dici tu, mi ha ‘salvato la Vita e mantenuto in sufficiente equilibrio psico-fisico-mentale’), potrebbe appartenere al ‘Percorso Iniziatico’ che tu spieghi così bene ed in modo esaustivo e chiaro. Io sono un’autodidatta, assetata di conoscere quanto più possibile e in linea con lo…. ‘star bene’…. in modo ‘armonico e olistico’. Mi rivolgo a te, come ad un Amico che, di ‘cose’ ne sa, in un momento in cui mi sembra di non ‘trovare rispondenza alcuna’ (riferito alla mia scrittura) che, pur avendo voglia di condividerla (perché profonda e Vera), sembra non trovare ‘Sede’ se non la mia Anima. Ora, con te, mi piacerebbe ‘definire’ questa mia ‘posizione nel mondo’. Scusami se approfitto della esperienza e bravura (so che sei stanco, perché l’hai dichiarato…. anch’io mi trovo a provare la stessa difficoltà). Ora, sono arrivata a comprendere che, con le Persone non posso parlare della mia ‘Opera’ e, molta Pace, la trovo solo… nella ‘PREGHIERA’ ma ora vorrei diventasse Meditazione (per garantirmi l’approfondimento e perfezionamento di questo ‘canale’ al Servizio – mio inizialmente – e per l’ Umanità a livello Universale, poi -). Ti devo confessare che, ogni volta che uso ‘parolone così grandi’, mi sembra che dovrei sentirmi ‘fuori posto’ (perché IO SO DI NON SAPERE e, mi sento Microspopicamente piccolissima), ma tu, con il tuo ‘Essere’, mi dai il ‘coraggio di Osare e di parlartene’…. Se ti ho importunato, perdonami, se hai voglia e ti senti di dirmi qualche cosa, ti ringrazio in anticipo. Io seguirò, comunque, telematicamente, il tuo ‘Coso di Meditazione’ (altro non mi posso permettere se non la frequentazione ‘Nuova’ che ho deciso di sperimentare presso IL CARMELO di Loano con ‘La Scuola di Preghiera’ tenuta da P. Federico – Priore del Carmelo – una Persona che mi ispira moltissima Fiducia. Quello che so (o penso di sapere) é che non credo di avere voglia di diventare ‘una Religiosa’ ma, mi sento ‘Uno Spirito Libero per poter comunicare a tuttotondo con ….. l’Universo intero…. (sei autorizzato a sorridere, a questo punto….. non te ne vorrò… anche a me, a volte sembra di essere ‘ un pò matta’ ma non così tanto e non voglio permettere a nessuno di pensarlo’. Con il Signore, mi sento già molto bene ma, se vorrai darmi un supporto Umano, ti ringrazio fin da ora. Sono sposata con Renato Coltivato – ho una figlia che ha tre figli (miei nipoti per i quali mi preoccupa, il loro futuro, date le situazioni attuali…) Ti voglio bene a Te ed a tutto il Tuo Staff (compreso la tua bellissima moglie). F.to Angela ovvero “Zalla” – 17023 -Ceriale (SV) Località PEAGNA – Vico Chiuso Superiore 7/2 – Fisso: 0182-930535 Celly 338 3835495

  4. Poesia infantile

    Guardo le montagne,
    l’acqua di un mare ancora cristallino,
    la brezza della sera,
    il sonno di un bambino,
    un fiore,
    l’ombra del giardino,
    una buona compagnia,
    i suoi passi accanto ai miei.
    La Terra è ancora un paradiso.
    Pensa l’impensabile,
    se finisse ogni guerra,
    se tutti insieme contemporaneamente
    cercassimo solo di fare qualcosa di buono
    per gli altri e per l’ambiente,
    desiderando come unica ricompensa la sera
    un po’ d’amore e la gratitudine che si fa preghiera.

    Lo “stile” è terribile e sdolcinato, ma il mio cuore ancora bambino desiderava dire la propria meraviglia. Per molto tempo ho desiderato anch’io di essere liberata da questa dimensione, ora penso che se Lui ha voluto porci in questa dimensione sia giusto vivere fino alla morte e Gli chiedo solo il discernimento per capire come sia bene che viva.
    Comunque volevo dire che Marco al piccolo popolo di Dp e di sicuro a moltissimi altri serve vivo.
    Mi scuso se non firmo, ma comprenderete che dichiararsi autore/trice di una sì pregevole lirica è un po’ imbarazzante.
    Un saluto con grande stima e simpatia

  5. Marco Guzzi dice:

    Cara Angela, grazie del tuo racconto, no, non credo che tu sia folle, non più di me, almeno… siamo solo un po’ esposti nell’ascolto di ciò che non è immediatamente visibile e percepibile, ma che al contempo ci è essenziale, è anzi l’Essenziale.
    Continuiamo ad ascoltare le altissime frequenze del pensiero e a farcene tramiti per tutti.

    Vorrei anche ringraziare l’Anonima, che però può benissimo firmarsi col suo nome, perché qui ci sentiamo tutti piccolini e speriamo anche un po’ infantili, aperti cioè alla novità, alla sorpresa, e alla meraviglia.

    Un caro saluto. Marco

  6. enricomacioci dice:

    Ho ascoltato con molta attenzione. C’è poco da fare, l’unico modo d’interpretare certe esperienze poetiche – e mi riferisco in particolar modo a Rimbaud e a Celan – è intenderle come cammini iniziatici. Le categorie letterarie non bastano, sono evidentemente inadeguate, un po’ come parlare di motore a scoppio per un’astronave aliena…
    Il problema è che l’attuale critica tende ancora a escludere (o addirittura ignorare) queste voci (penso anche al grande Hart Crane, una specie di Rimbaud americano), oppure a considerarle estreme e quindi trascurabili per eccesso di “stranezza”. Baudelaire rimane tuttora il poeta laureato per eccellenza della modernità, ma se la modernità è questo dramma che stiamo vivendo, questa terribile frantumazione dell’io, Baudelaire – pur grandissimo – è rimasto guardingo rispetto a certi temi; ha avuto il grandissimo merito di aprire la strada ma poi la strada sono stati altri a calpestarla, persino a costo della vita.
    Quanto infine alla crisi di mezza età, avendo 39 anni la vivo appieno. La cosa più singolare e angosciante è per me un intensificarsi della coscienza del trascorrere del tempo; è come se percepissi ogni singolo secondo scorrermi via dalla pelle, è come se ogni singolo secondo rappresenti un minuscolo lutto, un pezzetto di corpo che se ne va. L’impegno, credo, consiste nel trasformare il concetto egoico di perdita in qualcos’altro, per esempio arricchimento; un altro impegno potrebbe consistere nell’allenare una percezione di copresenza delle dimensioni presente/passato/futuro (cosa che anche la fisica oramai va predicando); insomma tutto dipende dalla prospettiva, e se si riuscisse a operare un rovesciamento…
    Ringrazio Marco per la consueta bellezza e luminosità delle sue parole, sia scritte che parlate.
    Un saluto a tutti.
    Enrico

  7. Marco Guzzi dice:

    Grazie a te, carissimo Enrico, in quanto sottolinei proprio il vero problema: c’è in atto una rivoluzione culturale, che modifica gli statuti di verità di tutte le nostre pratiche conoscitive, e ancora ben pochi vogliono consacrare la loro vita a questa straordinaria opportunità di crescita umana e spirituale.
    Forse però qualcosa inizia a muoversi, e in fondo la nostra piccola realtà di Gruppi di liberazione interiore, animati anche dalle energie poetiche e spirituali del 900, ne è un segno…
    Ciao. Marco

  8. Solo un giro di danza
    Lungo il bordo fiorito del prato
    Io e il mio amore
    Mai perso e mai trovato

    A Marco, con un grande grazie

  9. Marco Guzzi dice:

    … sempre presente, e sempre mancato…. ciao. Marco

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