Trittico Mariano

Ogni anima porta in sé il Cristo come in un grembo materno”
( Giovanni Crisostomo)

Può sembrare strano che queste tre brevi poesie abbiano a che fare con Maria, la Madre di Cristo.

Parlano di “una clandestina nella stiva”, di una “mondina che pianta nel fango il riso”.

Si rivolgono ad una donna “piena d’animali”, chiamata anche “cappella dei pazzi”, “sepolcro vuoto”.

Immagini che evocano situazioni criptiche, incomprensibili per la nostra mente ordinaria.

Bisogna attivare facoltà intuitive sottili, e non cedere subito alla richiesta di spiegazioni ‘razionali’. Bisogna ruminare le parole e avere fede nel loro potere rivelativo.

Provo a sintonizzarmi perciò su un registro più interiore, a sentire questa clandestina come la mia anima, straniera in questo mondo, che vive nascosta in dimensioni profonde, dove non sempre ho il coraggio di guardare.

La mia anima-Maria sta aprendo “una gran falla” nella stiva della nave ormai allagata, sta preparando l’evasione dalle gabbie del mio io egocentrato.

Quando nel cammino di conversione imparo a silenziare la mente, inizio progressivamente ad ascoltare il Principio che mi abita e a dialogare con questa voce che, rivolgendosi a me (o a qualche altra parte di me che ancora non conosco?) mi invita a non temere, e a rallegrarmi per il rinnovarsi di una salvezza rivolta agli uomini di buona volontà.

Maria, la sovversiva, è la mia donna più interiore: di generazione in generazione sgorga dalla cavità ombrosa del suo sorriso, dalla pura ricezione dello Spirito, una grazia materna che sazia e feconda.

Una nascita sta accadendo “fuori le mura”, in una corte dei miracoli, nella “cappella dei pazzi”: è il mistero di un corpo universale che racchiude in una perfezione armonica il seme della nuova umanità, della donna che desidero diventare, libera e sovrana.

Arca dell’alleanza, rosa mistica, stella del mattino: antiche immagini parlano nuovamente al cuore, sollevandolo a dimensioni imprevedibili di stupore e di gioia.

La clandestina

C’è una clandestina nella stiva.

Ha aperto nel fondo una gran falla.

E sto affogando.

Disabita la nave

Straniera alla cabina.

È la mondina

Che pianta nel fango

Il riso.

E il riso è il viso, è il Cristo

Colato nella minuta

Forma vascolare di Maria.

Alla luce della gravidanza

La chiarità del grembo ti appalesa

Come un’estonia

Rupe sporge sui ghiacci.

Sei la cappella dei pazzi, fuori le mura.

Il mio sepolcro vuoto.

Oh Donna!

Piena d’animali.

Fermento viola d’ossa e di bambini.

Così

Mi piaci.

Marco Guzzi, Figure dell’ira e dell’indulgenza, 1997

L’incoronazione

Sulla corda del pensiero più vibrato

Qualcuno mi parlava

O a qualcun’altra:

Rallègrati !

Oh piena di grazia.

Il Signore per sempre è con te.

Ti fa monarca.

Perché un re

Soltanto dà la pace

Essendone il principio.

Tu sei l’arca

Della mia alleanza.

E questa gabbia

Per te

Non c’è mai stata”.

Marco Guzzi, Nella mia storia Dio, 2005

Comments

  1. Non ho ancora incontrato Maria nel Suo Significato più specifico/personale, anche se da qualche giorno si affaccia in me come per segnalarmi la Sua Presenza/Significatività. Ora,E’ un femminile profondo e vasto nel quale mi perdo! La riconosco attraverso l’Amore del Figlio, quando mi nutre il cuore. E’ un amore completo, in cui c’è tutto, proprio come l’amore di una madre.
    La mia anima trinitaria ( corpo,psiche,Spirito), oggi, si muove, compatta e ricomposta, in un impalpabile, infinita aere.
    Vaga però, pur portando in sè, l’embrionale certezza di un approdo, di un grembo, caldo e pieno d’amore, che l’accoglierà, percepito quasi come ultimo punto d’arrivo!.
    Sei Tu Maria, Santa Madre di Dio, Futura Sede e Dimora del mio essere?
    Sei Tu Quel Seno caldo in cui vorrò adagiarmi perchè “quel femminile profondo e vasto”, prenda il corpo di una Donna , nella sua completezza?

    Paola, grazie, grazie! Quanta grazia, leggerezza, ricchezza, profondità! Ti abbraccio insieme a Marco, perchè, pur in momenti difficili come questo, riuscite a far vivere “Meraviglie”! Ciao a tutti Maria Rosaria

  2. Trittico mariano:mi ha fatto ri-tornare a ri-ascoltare , ri-vedere-, ri-leggere “sulla corda di un pensiero più vibrato”la mia relazione con Maria. RALLEGRATI e il cuore si dilata, mi rilasso in un sorriso di pace…e così mi predispongo a continuare la meditazione…..Maria rendimi capace di ascolto….accompagnami in questo cammino versol’incontro con il Divino.
    In cammino con Maria consapevoli di avere la vita vera dentro la nostra vita………..saluto tutti i DP……IRENILDE

  3. Una boccata d’aria fresca, “mariana” e perciò “cristiana”

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