Terza Meditazione: Chi sono io nel perfetto perdono

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Assumiamo una posizione comoda, eretta, e rilassata, e lasciamo che la serena attenzione al respiro plachi progressivamente il rumoreggiare dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Accompagniamo, come di consueto, l’inspiro con l’attitudine interiore del sorriso, e l’espiro con quella dell’abbandonarci: sorrido/ mi abbandono. Non lasciamo che queste restino semplici parole automaticamente ripetute, bensì rilanciamo ad ogni inspiro la nostra disposizione al sorriso accogliente, alla dilatazione interiore, e ad ogni espiro abbandoniamoci un po’ di più nel nostro abbandonarci, nel nostro non trattenere, nel nostro lasciar andare, lasciar scorrere via.

 

 Procediamo serenamente per alcuni minuti, gustandoci il senso di pace, di stabilità, e di discesa nel presente, che andrà crescendo dentro di noi. Sorrido/mi abbandono: questo è un momento meraviglioso. Più mi abbandonerò, cedendo nelle mie resistenze, nella mia volontà di controllo, e più la percezione del presente diventerà concreta e gioiosa, ed io sperimenterò la bellezza della mia intrinseca infinità. Questo momento, che mi apre al mistero del presente non più condizionato, è cioè davvero meraviglioso in quanto in esso io esperimento la mia infinità, la mia apertura all’infinito, e quindi la mia autentica libertà: io sono felice qui, in questo stato, perché sono aperto all’infinito, e perciò sono libero, non più chiuso, non più de-finito dal mio passato, sono felice perché sono uscito dalla prigione del mio io ego-centrato, fatto di forzature, mascheramenti, e paure e rabbie e odio.

Gustiamoci appieno la nostra libertà, il mistero del nostro essere soggetti incondizionati, e apriamoci alla comprensione che questo significa, che nel profondo del nostro essere abita la fonte stessa della nostra infinità: Dio cioè dimora in me, è con noi: Immanu’El, ed è in noi come Fonte dell’eterna ri-creazione.

In questo momento Dio effonde in me la sua Potenza creatrice, la sua Parola, che assume la mia umanità con tutte le sue distorsioni, e la trans-figura.

In questo momento meraviglioso Dio pro-crea in me, se io lo desidero e ci credo, il mio Salvatore: Gesù.

 Lasciamo che questi stati interiori fioriscano dentro di noi, si consolidino, e diventino esperienza: il senso della libertà, l’apertura all’infinito, la percezione dell’infinità di Dio presente dentro di noi, la creazione in atto della mia nuova umanità come generazione di Gesù, e rivolgiamoci poi direttamente a questo Dio-Uomo che ci salva, chiedendogli ciò che in quel momento sentiremo come più necessario al nostro progresso spirituale: “Signore Gesù, principio vivente della mia umanità trasfigurata, tu sei la luce del mio pensiero, illuminami fino in fondo.”

 Quando la comunione con lo Spirito del Cristo Vivente sarà sufficientemente rinforzata, gli chiederemo di scendere con noi nelle nostre aree più oscure per illuminarle e integrarle nella nostra nuova identità: “Con la luce della tua luce, Signore, guarda tutto ciò che in me ancora resiste alla tua grazia, al tuo perdono. Illumina e fammi vedere tutto ciò che in me è ancora vincolato alle catene di questo mondo”.

E con l’aiuto dello Spirito di Gesù, Vero Dio e Vero Uomo, ogni giorno potremo osservare sempre meglio tutti i nostri mascheramenti, tutte le nostre paure, tutti i nostri rancori, tutto ciò cioè che ancora non è pienamente umano, fino a percepire quel punto di scissione, quella ferita arcaica che ognuno ha nel più profondo abisso del cuore, come segno del mistero della separazione originaria dalla fonte stessa della vita, e fonte di tutti i nostri mali.

 E proprio da lì, da quello stato di impotenza e di abbandono, invocheremo con più forza la grazia della salvezza: “Colma, Signore Gesù, con la potenza della tua umanità anche questo baratro di morte e di disperazione. Tu sei il perdono. Tu sei la remissione di tutti i peccati del mondo. Tu sei la frantumazione del peccato, dell’antica scissione che ancora ci ferisce e ci dis-integra.

In comunione con te, Signore, io sono del tutto perdonato, ricreato. Io sono santo. Io sono Uno, in comunione con tutti. Lascia che io goda senza fine questa inaudita integrità. Lascia che io comprenda il miracolo della mia eternità. Lascia che io esperimenti con tutto il mio essere il mistero del perdono come liberazione dalle catene della morte e come vera pace: vita che si rinnova in me: creazione che pro-creo con Dio.”

Gustiamo senza fretta alcuna la nostra santità, il nostro essere figli di Dio, generati proprio adesso dal nostro vero Genitore, e sentiamo che in questo stato siamo davvero noi stessi: “Signore solo in te io sono me stesso: Io in Te e Tu in me, per sempre. Questa è la vita eterna, la mia eterna gioia.”

E proviamo magari a vederci in questa nostra identità divinizzata e compiuta. Proviamo a vedere chi siamo in questa comunione con Dio. Che cosa siamo chiamati a fare, a donare, ad offrire ai nostri fratelli. Proviamo a chiedere allo Spirito che ci illumini sulla nostra specifica missione su questa terra.

Anche in questa pratica di preghiera è importante che i singoli passaggi vengano realizzati, lasciando che lo Spirito ci aiuti a capire dove soffermarci di più. Per maggiore chiarezza riportiamo i passaggi già delineati precedentemente ed aggiungiamo quelli che completano la pratica:

1. sorrido (inspiro): apertura, dilatazione interiore, accoglienza/ mi abbandono (espiro): non trattengo, lascio andare;

2. sorrido/accolgo con simpatia e poi abbandono ogni specifico oggetto di pensiero o emozione che sorga dentro di me;

3. così scendo sempre più intensamente nel presente: questo è un momento meraviglioso;

4. nesso tra abbandono interiore e pacificazione; e nesso tra abbandono ed esperienza del presente (realizzo quali resistenze o pensieri automatici mi trattengano dall’abbandonarmi un po’ di più);

5. questo è un momento meraviglioso perché qui, in esso, io sono libero; e sono libero in quanto io sono aperto all’infinito;

6. io sono in tal senso un essere spirituale (che trascende i limiti di questo mondo) in un mondo dello Spirito: nesso tra essere uno spirito ed essere libero;

7. la fonte dell’infinito è in me e adesso si fa umanità in me e mi trans-figura, mi salva: Signore Gesù! Entro in relazione con il Principio vivente della nuova ed eterna Alleanza;

8. mi rivolgo con tutto il cuore al Signore chiedendogli luce (e tutto ciò di cui in quel momento sento il maggior bisogno), e rafforzando nel dialogo con lui la comunione con il suo Spirito;

9. in comunione con il Signore della Luce scenderò poi a vedere meglio tutto ciò che in me resiste ad abbandonarsi del tutto alla potenza del ricominciamento: osserverò i mascheramenti, le falsità, l’odio, e le paure che mi abitano;

10. giunto nel punto della mia profondissima scissione, nel baratro della mia disperazione e impotenza, invocherò con tutto il cuore l’aiuto e la salvezza;

11. in quell’abisso accoglierò la grazia del perfetto perdono, godendo della mia integrazione: in te, Signore, io sono Uno, Uno in comunione con tutti;

in te, Signore, io sono me stesso: Io in Te, e Tu in me: questa è la vita eterna: mi vedo, Signore, in questa luce, vedo chi sono io nella mia perfetta integrazione: lo Spirito illumina i tratti della mia missione.

 

Comments

  1. Silvia Rambaldi says:

    Mezz’ora fa, dopo aver visto che il post era la terza meditazione, ho deciso di ripercorrerla, leggendo il testo e seguendo la meditazione. Sono affiorati alcuni pensieri, che ho scrupolosamente, uno per uno, lasciati andare come barchette di carta nel torrente della vita, ma qualcuno vorrei condividerlo adesso con voi.
    Ho pensato che mi sentivo come la mia gattina, quando viene in braccio e fa le fusa, completamente, innocentemente fiduciosa: nella meditazione sono totalmente ‘in braccio alla fonte dell’essere’, serena e fiduciosa.
    Ho poi osservato alcuni dolori che attraversano la mia vita, e, vederli, ripercorrerli, affidarli e lasciarli andare è stato molto pacificante.
    Ancora: ho pensato che questa meditazione, che tre anni fa mi sembrava tanto lunga, adesso mi sembra così breve, poiché è il momento più bello della giornata, quello in cui sono libera e finalmente umana.
    Buona giornata a tutti!
    Silvia

  2. Marco Guzzi says:

    Cara Silvia, grazie di queste parole, molto vere.
    E’ bello percepire la dilatazione del tempo nella meditazione. Entriamo davvero in uno spazio arioso, libero dal nostro attaccamento al passare dei minuti, a quella fame che ci divora negli stati meno areati della mente.
    Un abbraccio. Marco

  3. La luce illumina il buio, il baratro, l’abisso. Ma quanto ci costa il grido: Signore, salvami! Sembra più facile scivolare nell’abisso, perdersi… Eppure Lui sempre ci viene a cercare, a tenderci la mano, a prenderci in braccio, a sollevarci… Non si può non riconoscere la sua dolcezza, la sua tenerezza, la sua potenza, ed è così che si corre incontro e ci si scioglie nell’abbraccio! Lui era sempre lì, ad aspettarci…

  4. Ascolto e mi lascio guidare nella 3 meditazione dalla voce di Marco….
    Leggo e rileggo le pagine di perdonarsi dove colgo ed evidenzio parole che ora acquistano un significato diverso…una luce diversa …
    E ora volentieri condivido…..
    Sento più forte il bisogno quotidiano della meditazione
    e riscopro la straordinaria potenza del nutrimento come pane quotidiano fragrante…fresco nutriente e vitale per il mio nuovo io,per la mia nuova umanità….
    Ogni giorno è un miracolo l’abbondanza dei doni che ricevo
    e mi sento “invasa da stupore “ Lc 5-1-11
    Lo stupore continua nel vedere ( finalmente) o meglio nell’aver provato, sperimentato l’integrazione dei livelli meditativi e psicologico….
    Vedere le mie distorsioni, le mie travi nell’occhio,che lasciate là, riemergono più mi abbandono
    e sento l’urgenza di sanarle…..con l’energia e il suo sostegno e con il mio impegno nello svolgere gli esercizi di autoconoscimento e di condividerli con chi è in cammino…amicizie spirituali
    Ma lo stupore continua nel vedere come, dopo la meditazione, la Parola della lettura del giorno ….mi offre parole attuali, adatte alla situazione emotiva…..che mi parlano fresche fresche risuonano in me mi danno conforto e consiglio e….mi accompagnano nella giornata…” gli stati mentali della nostra pace e sono sempre presenti in noi, sempre pronti a donarci la loro pienezza, se solo ci rivolgiamo nella loro direzione. scoprire che essi sono la nostra più intima verità,….stupendo!!!
    Vi abbraccio Irenilde

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