Un nuovo inizio, un nuovo incontro. Per darsi pace.

inizio cantiere

 

 

 

 

 

 

Anche quest’anno ha avuto inizio il lavoro dei gruppi Darsi Pace, che da 15 anni accolgono e accompagnano donne e uomini in ricerca di un più profondo senso della Vita. Uomini e donne che avvertono il bisogno di coltivare una nuova antica speranza. Speranza antica quanto l’Umanità.  Anche se …

C’è sempre chi ti dice che non c’è

Niente di là, che non c’è varco

Anzi e la salita

Culmina nel vuoto.

                                  Bivacca

Qui, ti dice, e non sognare

Che ogni stella porti un nome

Che ti riguardi, né sperare

Che ti propizi il viaggio

Qualche sorella astrale.

(Marco Guzzi, L’alpino, vv 6-15)

 

Ma noi veramente desideriamo arrenderci al vuoto, al nulla, al bivacco?
Questo arrenderci ci dà forse pace? Ci arreca felicità?

Nei gruppi Darsi Pace è possibile ascoltare e sperimentare parole che ci conducono a forme nuove di speranza, di integrità, di liberazione : parole e forme nuove perché adatte alle donne e agli uomini del nostro tempo. In questo senso i gruppi Darsi Pace si inseriscono a pieno titolo nel progetto ecclesiale della Nuova Evangelizzazione. Parole che possono essere pronunciate, cantate, da un evangelista del XXI secolo:

Sono il mite evangelista del 2000.

Non ho niente da dire. Io canto

Dimenticando

Il sermone che avevo preparato.

(M.G., L’ evangelista, vv 1-4)

Sarà possibile, lavorando con noi, trovarsi in uno spazio inusuale e gradevole, accogliente ed amichevole, perché

Non ha muri divisori la mia chiesa,

E’ un tenue abbraccio

Di raggio planetario.

(M.G., L’evangelista, vv 5-7)

Ma non facciamoci illusioni: la ricerca è lunga e laboriosa, non accade una volta per sempre. Come ci ha ricordato Gabriella nel post del 16 ottobre scorso, “le qualità fondamentali per una vita spirituale autentica sono la pazienza, la perseveranza, l’umiltà, il coraggio”. La ricerca della nostra realizzazione, della nostra felicità, procede lentamente, pazientemente, tenacemente, e dura tutta la vita; occorrono l’applicazione e lo studio del contadino, o del falegname, o dell’artista. E’ un lavoro di cesello, come quello del poeta che cerca  “la”  parola, il verso esatto :

Sono stato quindici ore su un rigo.

Per cancellarlo.

                            Così procede

L’arte scultorea della fede.

                                              Toglie il superfluo

Penetrandone per anni ogni sfumatura.

(M.G., Cesello)

E così cesellando, eliminando ogni giorno, ogni ora, ogni respiro, ciò che impareremo a riconoscere come superfluo, potremo scoprire e sentire che

L’eternità è tutta la bontà dei nostri occhi.

E’ quest’amore che ruba alla morte

Tutto ciò che conta in questa vita.

(M.G. ,Tutto ciò che conta in questa vita, vv 14-16)

Potremo scoprire e sentire che

                                                       Non è questa

L’arte da imparare: dare

Figura a Dio

In cose umane?

                               Darsi

Pace?

(M.G., Questa vita, vv 20-25)

Ricordo ai lettori che anche il secondo incontro, che avrà luogo domenica 9 novembre alle ore 10, sarà gratuito e aperto a tutti coloro che desiderano conoscere il cammino Darsi Pace prima di iscriversi eventualmente ai corsi (info sul sito www.darsipace.it, al link “Iscriviti ai Gruppi”). E anche questo secondo incontro si svolgerà presso l’Aula Zatti del Pontificio Ateneo Salesiano di Roma.

(Le poesie citate nel post si trovano nell’ultimo libro di Marco Guzzi “Parole per nascere – Poesie di un nuovo inizio” ed.Paoline, collana Crocevia, 2014)

 

E dunque buon inizio! Buon cammino!
Filomena

Comments

  1. maria carla says:

    …mi piace questo associare il nostro lavoro in DP a quello di un artigiano-artista per “dare figura a Dio in cose umane” : un corpo a corpo con la durezza di una sostanza tutta da riplasmare. Fatica, sudore, stanchezza ma anche la spossatezza priva di pensieri che dà pace e la sensazione di aver fatto la ‘cosa giusta’! mcarla

  2. A me pare provvidenziale (in senso letterale) l’incontro della mia ricerca con Darsi Pace. Leggendo ora le poesie di Marco pensavo a come fino a poco tempo fa mi sarebbe sembrato impossibile, quasi come un bellissimo sogno, che tutte le vie che nel tempo ha preso la mia sete di senso (ricerca poetica, psicologica, spirituale… fino alle tecniche di meditazione e lo yoga) potessero trovare un denominatore comune, una prospettiva di unificazione amichevole. Prima vivevano come istanze separate dentro di me, e ognuna con la sua evidenza di verità sembrava cozzare con l’altra. E dunque – alla fine della fiera – il rischio era che aumentasse solo la confusione…

    Invece, questa prospettiva unificante è una bellissima sorpresa, e mi sembra il tratto specifico assolutamente originale, che si faticherebbe molto a trovare fuori da DP. Anche per questo sono contento di partecipare a questo cammino!

    Credo come Maria Carla di aver fatto la ‘cosa giusta’, e rimane la meraviglia di come – per quanto sia appunto un cammino che appena inizia e presuppone fatica, lotta, cadute e voglia di riprendere – la mia ricerca abbia come trovato un terreno fecondo per germogliare. Nel cruccio per la mia condizione, il grande lavoro da fare su di me, mi viene (inevitabile, ineludibile) un barlume di brillante letizia per questo cammino….

    Mi viene in mente “Chiedete e vi sarà dato” … io stavo appunto chiedendo…

  3. Grazie Filomena per questa “raccolta” prestigiosa! Finalmente un “copia-e-incolla” che vale la pena 🙂
    iside

  4. Filomena Bernocco says:

    Cari Maria Carla, Marco, Iside,
    grazie per il vostro contributo e per la vostra vicinanza 🙂

    Buon inizio, buon cammino !
    Filomena

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