Archivi per novembre 2015

Cosa è cambiato e cosa sta cambiando in noi dopo il secondo anno di darsi Pace?

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Come partecipanti al gruppo DP di Palazzolo S/Oglio, ci siamo posti questa domanda alla ripresa dei nostri incontri dopo la pausa estiva. Una verifica spontanea tra noi per condividere le nostre motivazioni prima di iniziare il terzo anno di cammino. Un cammino che ci ha coinvolto profondamente.

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Sulla brezza dell’alba

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Mi chiamo Giacomo, ho 26 anni, e sto iniziando a conoscere la realtà di Darsi Pace. Condivido con voi la mia risposta alla e-mail per i gruppi di creatività culturale, dove Marco chiedeva perché i gruppi Darsi Pace nascono proprio ora, ed a quale bisogno tentano di rispondere in questa fase così estrema della nostra vita, sperando che possa essere un contributo in qualche modo utile per tutti!   Se si osserva la data, è il 14 Novembre 2015. Credo che anche solo la data basti, innanzi ai fatti di Parigi successi ieri, a rispondere.

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Il potere è spirituale

“In tutte le civiltà umane il potere è esercitato essenzialmente da tre figure: il re (potere politico), il sacerdote (potere spirituale) e il profeta, o sciamano o stregone (potere carismatico, culturale, della libera creatività). Oggi, nella nostra società, il re è schiavo del mercante; il sacerdote o fa buoni affari con i potenti o è messo fuori gioco; e il profeta o si vende al migliore offerente, oppure, se non vende, e non si vende, è fatto fuori, oppure si fa fuori da solo, oppure si inventa, come speriamo, delle forme inedite di insurrezione. Potremmo anche dire che il cielo dei veri poteri spirituali, e cioè del pensiero creativo, oggi sia come vuoto, e la terra, abbandonata in mano ai predoni, sia desolata”.

Pubblichiamo il video della conferenza “Il potere è spirituale”, tenuta da Marco Guzzi a Misano Adriatico il 9 ottobre 2015.

A seguire il dibattito.

Buona visione e buon ascolto!

Un Dio da aiutare a nascere

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“Una cosa, comunque, è sicura: bisogna aiutarla a crescere, la riserva d’amore su questa terra. Ogni scheggia d’odio aggiunta a questi troppi odi rende questo mondo ancora più inospitale e più invivibile. E di amore io ne ho molto, moltissimo, così tanto che già davvero qualcosa ha contato, e non è più così poco”. (4 luglio 1942)

Condivido con voi alcuni pensieri tratti dal diario di Etty Hillesum, giovane scrittrice morta ad Auschwitz  il 30 novembre del 1943. Etty si fa nostra compagna di viaggio e, in questi tempi oscuri, maestra di vita. Invito anche voi a condividere pensieri di questa straordinaria compagna di viaggio.

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Gruppo Darsi Pace Palazzolo s/O

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Incontrai Lucia in un supermercato.

Non la vedevo da tempo e, tra i consueti aggiornamenti, le raccontai la mia esperienza in Darsi pace. Ne fu interessata ed anche entusiasta e decise di partecipare, insieme ad altre amiche, agli intensivi di Albino. In seguito mi chiese se potevamo costituire un gruppo anche nella nostra città per continuare insieme l’esperienza  e così nacque il gruppo Darsi pace Palazzolo s/O.

Lucia coinvolse oltre al marito alcune persone che si unirono a quelle già iscritte ai corsi telematici, dodici in tutto.

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Mettere a distanza: i miracoli dell’osservazione interiore

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Amici di cammino, vorrei condividere un pensiero a proposito di un nodo cruciale del processo di trasformazione interiore: la Distanza. È esperienza comune il fatto che, se teniamo qualcosa troppo vicino agli occhi non solo non riusciamo a vederla nella sua forma e dimensione autentica, ma ci occupa l’intero campo visivo occultando la presenza d’altro. Dunque, per poterla guardare, dobbiamo porla ad una certa distanza. Nel nostro intimo le cose funzionano in modo simile e per poter osservare i moti interiori è necessario porli ad una certa distanza da noi che, così, da senzienti diventiamo osservatori.

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Un’ antologia poetica dell’ascolto

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Marco Guzzi è poeta, filosofo e comunicatore, in breve direi che è un creatore di cultura – intesa come visione dell’umano. Il suo ultimo libro, L’insurrezione, riprende e amplia nove seminari su alcuni poeti significativi degli ultimi due secoli. Nel libro si trova tutto il pensiero di Marco Guzzi, cioè tutto il suo sguardo sul mondo, e l’analisi poetica è un mezzo più che un fine.

Il libro non possiede nulla di accademico, è piuttosto un’esperienza in atto, un’avventura conoscitiva e quasi fisica. E’ una mappa del tesoro che ci chiede d’avventurarci – noi con lui – entro territori oscuri e ignoti.

Ci chiede di non temere il buio e avere fiducia, fiducia nell’esistenza del tesoro. Ci chiede di sperare in un contesto (quello odierno) in cui la speranza sembra oramai un patetico anacronismo.

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Il rischio

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(…) Noi tuttavia,

ancor più che pianta o animale sia,

col rischio andiamo, lo vogliamo, e talora,

più arrischianti siamo (e non per propria sfoggia)

della vita stessa, per un soffio ancora

più arrischianti…(…)

R. M. Rilke

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Il Nascente

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Il seme di questa foto – autoscatto è stato gettato durante il quarto incontro della seconda annualità. Qui si parla di iniziazione, di morte, di passaggio; del nascente.

Ho fatto questa foto alle primi luci dell’alba. Qui la luce è meravigliosa: morbida, avvolgente e delicata.

Questa fotografia mi mette in contatto con emozioni profonde: la più grande paura ed il più intimo desiderio. [Continua a leggere…]