Cosa è cambiato e cosa sta cambiando in noi dopo il secondo anno di darsi Pace?

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Come partecipanti al gruppo DP di Palazzolo S/Oglio, ci siamo posti questa domanda alla ripresa dei nostri incontri dopo la pausa estiva. Una verifica spontanea tra noi per condividere le nostre motivazioni prima di iniziare il terzo anno di cammino. Un cammino che ci ha coinvolto profondamente.

Giusi: La prima volta che ho partecipato al gruppo Darsi Pace di Palazzolo sull’Oglio mi ha colpito l’accoglienza di Giuliana, da subito ho capito che lì stavo bene, ero me stessa senza la paura di essere giudicata. Il cammino di Darsi Pace, con la meditazione e gli esercizi di auto-conoscimento e la condivisione che mi regalano i miei compagni mi sta portando in una dimensione umana nuova, vera e spirituale non rivolta verso l’esterno, ma in relazione con me stessa. Ho imparato ad affidarmi perché sto scoprendo di far parte di qualcosa di grande!

 

Stefania: In Darsi pace ho trovato un percorso di senso, chiavi interpretative della situazione storica che viviamo che, senza questa lettura, ci fa sentire inermi, schiacciati dalla solitudine e dall’impotenza.

Ho iniziato ad esplorare i miei sentieri interiori, quelli luminosi che portano alla lode e ora sono a volte affiancati dal sollievo di parole “poetiche”, ma anche quelli bui che, pur con fatica provo a percorrere, confidando di non essere sola nell’affrontare i macigni che mettono in moto automatismi che fanno male, cercando di trovare la luce nel buio e individuare il buio nella pretesa luce.

Ho trovato la fiducia nella possibilità di un’evoluzione positiva che riparte anche dopo momenti di tristezza e il semplice conforto di sentirmi parte di un’umanità che cerca e crede che non sia tutto qui e che si possa veder meglio con gli occhi del cuore illuminati dalla Luce del Signore.

 

Beppe: In me Darsi Pace ha lasciato una parola che mi risuona sempre in testa e che mi ripeto spesso provando gioia: RI-COMINCIARE. E’ una bella parola che mi dona un senso di libertà, mi apre a nuove possibilità e questo mi fa star bene. Partecipare a questa esperienza mi fa provare una sensazione di piacevolezza che non avevo prima. Ho imparato anche a fare più attenzione a ciò che faccio, a chiedermi il perché, sono più riflessivo. Marco Guzzi mi ha dato le chiavi per accedere a me stesso.

 

Virginia: Mi accorgo di aver sviluppato una consapevolezza che non avevo di me stessa, la difficoltà sta nel metterla in pratica, non sempre mi comporto come ho compreso che dovrei fare, ma quando ora succede, so che posso ricominciare, riprovare.

 

Luisa B: Mi sono avvicinata al Gruppo Darsi pace perché ero stanca di essere forte, quasi granitica. Ero stanca di essere accondiscendente, disponibile, saggia. Avevo bisogno di trovare la “Luisa” fragile ed anche un po’ stupida. Dentro di me e dietro il sorriso qualcosa piangeva e chiedeva di uscire. Ora ho capito: erano le mie paure, le mie angosce, le mie fragilità.

Finalmente nel gruppo DP mi specchio; in ogni persona presente vedo una parte di me e scopro di non essere così sbagliata. Il gruppo mi ha aiutata ad analizzare le angosce, a toccare con mano il terrore dell’abbandono; non sto più in superficie e scendo…. scendo fino a toccare il fondo. E’ un po’ come se avessi imparato a tuffarmi nell’acqua profonda; non mi fa più paura perché so che posso risalire. I miei rispettosi compagni ascoltano e non giudicano. Ho rafforzato la mia fede in Dio. LUI c’è….. mi accompagna, mi sorregge e mi ama. Grazie splendido gruppo.

 

 

Lina: A 70 anni non mi conosco ancora bene. Darsi Pace mi ha aiutato a conoscermi, sto recuperando una maggior consapevolezza di me stessa, sono capace adesso di dire sì o anche no, prima mi pareva tutto uguale. Voglio continuare questo percorso trasformativo perché adesso ho desiderio di conoscermi meglio, di scoprire cose di me che ancora non comprendo.

 

Rosanna: Ho accolto la formazione del gruppo DP nella mia città come un dono inatteso. Ho frequentato il gruppo e proseguito nel lavoro personale fino allo scorso anno quando, a causa di problematiche familiari e lavorative, non mi è stato possibile essere presente all’appuntamento serale del giovedì. Quest’anno ho ricominciato trovando entusiasmo, accoglienza, calore, un desiderio autentico di liberazione nell’orizzonte cristiano della fede, che mi sento di condividere fino in fondo. Ritengo il gruppo fisico l’occasione per sperimentare il mio desiderio di relazione profonda, il modo per andare oltre la parola e farne carne. Penso sia anche una cassa di risonanza, una stanza degli specchi deformanti dove capisci che non sei sola, che la tua deformazione e i tuoi punti di forza non ti appartengono: così impari a prendertene cura e lasciarti fare. Nel gruppo mi sento libera di essere la vera me stessa e sorretta da una forza inusuale continuo il cammino di ricerca della mia realizzazione umana.

 

Luisa P: Nel gruppo ho imparato a distinguere le persone con cui mi relazionavo, quelle da cui posso ricevere condivisioni positive, utili, nutritive, da quelle invece che mi disorientano e mi distraggono dalla costruzione del mio Io più vero.

 

Lucia: Ritengo DP una proposta unica, completa, una guida che ti prende per
mano, ti sostiene e non ti delude mai. Inoltre DP offre uno schema di lavoro in cui ciascuno può inserire le proprie esperienze precedenti, frutto di ricerche personali avvenute negli anni, magari in modo un po’ frammentario, quasi a comporre un puzzle sempre più sistematico e fruibile.

Apprezzo le citazioni filosofiche del pensiero moderno e religioso, anche quelle straordinarie di tanti papi che mi erano rimasti sconosciuti, insieme a tutto l’apparato informativo culturale veicolato anche con video-conferenze autorevoli e convincenti. Colpisce, dalle citazioni, quanto il pensiero moderno abbia veicolato in modo non moralistico e più liberante, il messaggio evangelico di Cristo. Non sono poi così antitetiche le ragioni della Ragione con le ragioni della Fede, come oggi, con l’evento di Papa Francesco si comincia meglio a comprendere! Siamo legati tutti in comune destino che richiede un nuovo modo di pensare, non antitetico, ma relazionale.

 

Ivano: Le mie oscillazioni? Necessarie! L’oscillazione dei nostri stati d’animo rivela la notevole capacità elastica del nostro spirito, con quei suoi sbalzi di forza e di debolezza che ci fa scendere e salire ma a cerchi di spirale, ogni volta sempre a più alti livelli di desiderio, di capacità di sprofondamento nel fondo dell’abisso dal quale ci pareva essere usciti! Quante cadute, come pulcinotti, prima di imparare ad alzarci in libero e più sicuro volo … eppure il pulcinotto insiste, e impara, sempre riprovando! Avevo un pensiero spesso svalorizzante, di impotenza, rassegnato, da insoddisfatto, da arrabbiato. Mi pensavo sapiente in certe cose, ma ero solo saccente. Oggi riparto, rimetto tutto in discussione, guidato dalla cose ottime e buone che ormai sono entrate in me.

 

Rosaria: Ho apprezzato l’efficacia del modello di riferimento di Darsi Pace per la comprensione dell’anima umana: stati interiori di noi, definiti in un linguaggio essenziale, di forte impatto che d’improvviso ci mettono di fronte allo specchio in cui vederci più chiaramente: la verità profonda della ferita, le nostre maschere difensive e aggressive, la fatica e le incomprensioni relazionali, le paranoie e la rabbia dell’ombra, ma anche la luce che essa contiene, il terribile abisso dell’annientamento, dal quale però stupendamente ci si può salvare con uno spostamento salvifico, anche se pare doloroso: quello dello spostamento dalle ragioni ostinate del nostro Io egoico, che vuol fare tutto da solo, al mondo, in questo caso, più ragionevole della FEDE.

Commenti

  1. Tutto quello che ogni amico/a ha espresso è in ognuno di noi! E questo è il bello! Nella confusione o peggio, nel nulla di oggi, sapere che ci sono persone in cammino con gli stessi bisogni ed obiettivi dà gioia! Non si è soli! Mi sembra di vedere che dal buio stia sgorgando un fiume di persone che, nel cercare la Luce, La annunciano e La testimoniano al tempo stesso. Io vivo in questo periodo, per quanto possa esserne consapevole/capace, nell’affido totale. Spenta abbastanza la sete di una mia prima conoscenza, vivo nel gioco della tran-sformazione perchè sento che nessuno più di Lui può farmi diventare ciò che io stessa sono attraverso le Sue vie che sono poi quelle che io stessa desidero!
    A voi buona continuazione e grazie per la gioiosa coralità! A tutti noi, buon cammino Maria Rosaria

  2. Giuliana dice:

    Grazie a te, cara Maria Rosaria e un abbraccio.
    Giuliana

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