L’Insurrezione di Biagio Conte: la Missione di Speranza e Carità

In un mondo senza speranza, rappresentazione drammatica di un Ego terminale incapace di gestire la complessità del nostro tempo, sorgono segni luminosi di speranza, espressione di quella Nuova Umanità capace di relazione, di prossimità, della creatività che è propria dello Spirito.

Un segno profetico del nostro tempo è Biagio Conte e la Missione di Speranza e Carità. Ho incontrato di recente fratel Biagio a Palermo alla vigilia del suo incamminarsi verso Roma: si perché l’11 aprile si è avviato verso Roma a piedi, ripercorrendo il cammino fatto 25 anni fa, quando con un bastone e l’unica compagnia di un cane che aveva chiamato ‘Libertà’ si era incamminato verso Assisi.

Ma chi è Biagio Conte? Un ragazzo come tanti, una vita agiata, spensierata, ricca di divertimenti, che gli scava però nel cuore un vuoto profondo e una forte ricerca di senso; un ragazzo con una grande sensibilità che si lascia interrogare dalle tante contraddizioni che vede intorno a sé. Quando Biagio ha 20 anni Palermo è una città precipitata in una spirale di violenza che sembra non avere fine. Le ingiustizie cui assiste ogni giorno, il vuoto esistenziale, l’assenza di valori, la mancanza di un rapporto con la natura, fanno precipitare Biagio in una profondissima crisi: passa i giorni chiuso nella sua stanza in preda ad un malessere di cui non riesce ad afferrare il senso. Il 5 maggio del 1990 lascia tutto e tutti e si ritira nelle montagne.

Racconta Biagio: Mi addentrai tra la natura, iniziando un’esperienza di eremitaggio tra montagne, laghi, fiumi, sotto il sole, la luna e le stelle. In mezzo alla natura ho trovato quello che non riuscivo a trovare in una città dove vivi pensando di avere tutto, invece scopri di essere vuoto internamente, infelice; nel silenzio e nella meditazione mi sentivo sempre più libero e pieno di pace: non avevo nulla con me, eppure era come se avessi tutto.

Per più di un anno Biagio vaga per i boschi e le montagne della Sicilia vivendo da eremita. Un giorno incontra un pastore che lo aiuta, gli affida il suo gregge e gli regala un cane. Poi si smarrisce tra le montagne in mezzo alla neve e rischia di morire assiderato; lo soccorre il pastore che lo porta in un vicino eremo francescano; qui conosce fra Paolo che gli parla di San Francesco e delle motivazioni che l’hanno portato a vivere in povertà, umiltà e preghiera. Decide così di andare a piedi fino ad Assisi.

Ma in che modo è stata sconvolta la sua vita ce lo facciamo raccontare da lui stesso in questo video che risale a qualche anno fa, quando era ancora costretto a spostarsi in un sedia a rotelle per un’ernia al disco dalla quale è stato miracolosamente guarito a Lourdes: ed ecco che si è rimesso in cammino, come abbiamo visto nel video precedente.

Tornato a Palermo Biagio sceglie di abitare con i clochard che stanziano stabilmente presso la stazione centrale di Palermo condividendo il loro disagio e la loro marginalizzazione.

La società li chiama: barboni, vagabondi, giovani sbandati, alcolisti, ex detenuti, separati, prostitute, profughi, immigrati ma, dal momento che ho sentito il coraggio di incontrarli ed abbracciarli, li ho chiamati fratelli e sorelle senza farli sentire inferiori o diversi da tutti noi. Ero felice di vivere con loro alla stazione, di aiutarli e confortarli; mi prodigavo a portare loro thermos con latte e the caldo, panini e coperte per ripararli dal freddo. Fu un’esperienza forte e cominciai a chiedere aiuto a tutti, anche alla Curia; il Cardinale Pappalardo decise di venire alla stazione per celebrare una Messa sotto i portici della stazione: è stato un momento indimenticabile che mi incoraggiò molto e soprattutto aprì gli occhi della città sui tanti fratelli poveri che vivevano per strada, considerati come se fossero scarto e rifiuto.

Si uniscono a lui alcuni volontari e inizia così la Missione di Speranza e Carità e le numerose battaglie per difendere i diritti dei poveri: azioni di protesta con lunghi digiuni, dormendo in strada come i suoi poveri, per sensibilizzare opinione pubblica e Istituzioni.

Dormire per strada, digiuno e preghiera: questi gli strumenti di lotta di Biagio nei suoi 25 anni di Missione. Grazie alla sua tenacia e alla sua incrollabile fede è riuscito così nel tempo ad ottenere vecchie strutture abbandonate, veri e propri ruderi che, grazie al lavoro dei fratelli accolti e dei tanti volontari, sono state ricostruite (una pietra dopo l’altra, come insegna San Francesco) e divenute case di accoglienza, pace e speranza.

La prima è stata un vecchio disinfettatoio comunale, abbandonato da 30 anni, che diventa la Casa di Accoglienza di Via Archirafi, poi un ex Monastero abbandonato che diventa la Casa di Accoglienza femminile di Via Garibaldi, e nel 2002 una ex caserma dell’aereonautica, in disuso da più di 40 anni che diventa La Cittadella del Povero e della Speranza” in Via Decollati, e accoglie profughi che fuggono dalle guerre e dalla fame.

La Missione oggi accoglie più di mille persone e si sostiene grazie alla generosità di tanti; distribuisce circa 2.400 pasti al giorno; offre assistenza medica e farmaceutica ai fratelli accolti e servizi docce e vestiario per i tanti poveri che ogni giorno si presentano. C’è anche la Missione Notturna con un camper che esce ogni sera per portare pasti e bevande calde a quei poveri che non trovano la forza e il coraggio di cambiare vita e vivono ancora per strada. La Missione aiuta con viveri e vestiario anche tante famiglie cadute in povertà a causa della crisi.

La Missione di Speranza e Carità non fa assistenzialismo, è una grande famiglia in cui chi è accolto assume delle responsabilità e collabora alla vita della Missione. E le cose da fare sono tante: dal restauro delle strutture alla produzione dei viveri; si perché in una vasta area ottenuta in concessione si coltivano grano, ortaggi, legumi, e si fanno il pane e la pasta necessari per i pasti.

La Missione vive grazie alla generosità di tanti ma le spese per le bollette di luce, gas, spazzatura, sono altissime!!! Più di una volta la Missione si è trovata a rischio di pignoramento e Biagio ritorna a digiunare e a dormire per strada per sensibilizzare privati e Istituzioni.

Una nuova battaglia di recente. Ancora giorni di digiuno e di dormire all’aperto per presidiare una vasta area abbandonata da decenni: i capannoni dell’ex fonderia Basile, promessa dal Comune e dalla Regione alla Missione e invece messa all’asta e comprata da due imprenditori per poco più di 160 mila euro. L’area nel piano regolatore era prevista a “destinazione urbanistica per attività formative” e promessa alla Missione per attività artigianali degli ospiti e spazio ricreativo per il quartiere.

Nove giorni di digiuno e di testimonianza incrollabile e si aprono spiragli di intesa. Gli imprenditori che hanno acquistato manifestano la volontà di rivendere i capannoni alla Missione allo stesso prezzo pagato all’asta. «Questi due imprenditori rinunciano al loro progetto faraonico per dare ai poveri. È un segno di speranza per Palermo» dice Biagio.

Ma fratel Biagio è deciso a continuare la sua protesta per ottenere ciò che la burocrazia gli ha negato:

«Non è giusto togliere la speranza ai poveri» ricorda Biagio che lancia un appello a Papa Francesco e al Presidente della Repubblica chiedendo un intervento per la risoluzione dei gravi problemi che sta attraversando la missione a causa dell’interminabile burocrazia. «Chiediamo la restituzione dell’ ex fonderia Basile. Attendiamo con speranza da 15 anni il comodato d’uso dell’ex caserma dell’aeronautica di via Decollati, senza il quale non possiamo utilizzare l’impianto foto voltaico. Inoltre la concessione dell’edifico ex Santa Caterina per l’ accoglienza femminile: un’ attesa lunga 15 anni»

Per questo è in cammino per Roma, per chiedere aiuto e solidarietà, perché i poveri non sono solo della Missione, sono di tutti e sono un dono per tutti. I poveri ci aiutano a realizzare quel passaggio di umanità necessario oggi per evitare di implodere e autodistruggerci; contribuiscono a risvegliare le coscienze, anche ecclesiali, a volte incapaci di legare insieme i valori percepiti con chiarezza a livello della dottrina con la scelta dei comportamenti corrispondenti sul piano etico.

Sento di ringraziare dal profondo del cuore tutti coloro che rendono possibile questa grande Opera con la loro preziosa collaborazione: Padre Pino Vitrano, i volontari e quanti contribuiscono in vari modi al sostegno della Missione.

Invito chi può a contribuire all’Opera donando il 5xmille nella dichiarazione dei redditi

 

Missione di Speranza e Carità   codice fiscale   97076940820

Per coloro che sentono di contribuire ai bisogni della Missione:

Conto Corrente Postale n. 17378902

Bonifico bancario: Banca Prossima IBAN: IT 15D0335901600100000009424

Causale: Fondo solidale della Speranza e della Carità

 

Comments

  1. maria carla says:

    Non conoscevo nulla di questa realtà, nè avevo mai sentito parlare di fratel Biagio Conte e della sua Missione…GRAZIE per averci fatto conoscere tutto ciò. Davvero una testimonianza vivente di Nuova Umanità!
    mcarla

  2. Mariapia says:

    Non conoscevo questa persona, che è decisamente un segno di speranza. Speriamo che il suo pellegrinaggio verso Roma dia buoni frutti e che i media nazionali si accorgano di lui! Mariapia

  3. Maria Letizia says:

    Neppure io conoscevo fratel Biagio Conte, questo testimone dei nostri tempi che io vedo molto vicino a San Francesco per la sua storia personale: anche lui giovane che vive nell’agiatezza, colpito dalle ingiustizie della nostra società malata, entra in crisi e, dopo un periodo di riflessione, decide di lasciare tutto per servire i poveri. Quello che mi ha colpito e che mi coinvolge è la sua ricerca del senso della vita, la sua sete di verità e la sua ferma e coraggiosa scelta di mettersi in gioco fino in fondo per trasformare il mondo, cominciando dalla concretezza della realtà che lo circonda.
    Questa figura è ammirevole per il suo coraggio e la sua fede che scaturiscono da un profondo travaglio interiore.
    Certamente la sua Missione è resa possibile dal coinvolgimento di tante persone, seguaci e volontari che, colpiti dal suo esempio, collaborano attivamente a quest’opera di giustizia sociale; rimane però il mistero della “chiamata” che lui ha sentito e a cui ha risposto così generosamente.
    Questa esperienza mi fa riflettere sulla mia personale ricerca di senso della vita, sull’esigenza che sento fortemente di realizzare me stessa, di scoprire il mio ruolo nella trasformazione del mondo: al di là dei miei piccoli gesti di gentilezza verso gli altri, sento l’esigenza di lavorare su me stessa per imparare veramente ad amare ed il lavoro sarà inevitabilmente lungo, ma carico di speranza. Per questo intendo proseguire il mio cammino in Darsi Pace.
    Maria Letizia

  4. Vorrei porre l’attenzione su questo passaggio per molti motivi: ” Mi addentrai tra la natura, iniziando un’esperienza di eremitaggio tra montagne, laghi, fiumi, sotto il sole, la luna e le stelle. In mezzo alla natura ho trovato quello che non riuscivo a trovare in una città dove vivi pensando di avere tutto, invece scopri di essere vuoto internamente, infelice; nel silenzio e nella meditazione mi sentivo sempre più libero e pieno di pace: non avevo nulla con me, eppure era come se avessi tutto. “

  5. Anche io non ho mai sentito parlare di questo frate.Una esperienza davvero speciale. CREDO che persone così siano davvero con parecchi talenti…ma io nel mio piccolo cosa posso fare se non delle piccolissime cose…spero che DIO mi aiuti per realizzare qualche goccia di buona umanità.

  6. Anche io non ho mai sentito parlare di questo frate.Una esperienza davver
    o speciale. CREDO che persone così siano davvero con parecchi talenti…ma io nel mio piccolo cosa posso fare se non delle piccolissuime cose…spero che DIO mi aiuti per realizzare qualche goccia di buona umanità.

  7. Che begli occhi ha Biagio. Questa è l’umanità alla quale sento profondamente appartenere, nella quale bene riconoscermi, nella quale trovare un Senso e dare un Senso a ciò che sento mi muove verso gli altri e ogni volta che vado a cozzare su muri di ego, compreso il mio, in quei momenti mi chiedo il perché … potrei farmi i fatti miei e far così felici tutti gli ego che come me m’incrociano sulla via ma c’è un perché … e si chiama libertà, quella che Biagio spiega e che una volta che si giunge ad assaporarla anche solo un pochino e per un istante sufficientemente lungo … non si torna più indietro, via dalla tristezza “24 h”, via dalla competizione, via dalla rabbia a prescindere … contro il mondo e contro se stessi e penso che, pazienza, se ad alcuni piace strenuamente coltivarla e farne bandiera … posso invece esserne Libera e se un’emozione spiacevole o dolorosa m’investe, lavorando su me stessa imparo a riconoscerla, ci provo e così mi posso spostare più in là … ho scelto, ho scelto un bel po’ di tempo fa e anche se non so ancora come si fa o cosa sia … ho scelto di Amare ed è una Promessa e a questo mi affido e confido, come Biagio ne dice di Gesù e anche nei momenti in cui sembra di andare “contro corrente”, come lui poi descrive ma, in questa fede nasce la forza di proseguire il cammino.
    La libertà di essere sé stessi, anche di vivere sulla strada e niente nelle tasche, probabilmente è potenzialmente, la prima vera ricchezza degli Uomini … Esseri Umani, ed è tale che nessuno può portarla via a nessuno, né la più accanita competizione, né la peggior rapina, perché la libertà non è fatta di ruvida e vuota materia (quella che si respira tra i muri delle, ora, morte città ) … ma attraversa la natura tutta e vola impalpabile ed invisibile ad un occhio disattento e vola leggera attraverso passaggi Interiori, il più delle volte passaggi sofferti e dolorosi da lasciarci stremati e un sapore cattivo nella bocca, ma di volta in volta quel soffio leggero quasi a nostra insaputa “spinge” spinge un po’ più in là, oltre i limiti che pensavamo avere, ogni volta di più, un po’ più in là, un po’ oltre e sospinti dalla Forza potente di quel delicato soffio, un bel giorno ci accorgiamo che il limite, che sembrava insuperabile, è stato superato! … e sempre di più vedo negli occhi di chi ho davanti un me stesso una me stessa. Nell’uguaglianza.
    Di tale ricchezza ce n’è in abbondanza per tutti, già anche solo intuirla rende il Cuore Libero un po’ di più e Biagio fratello missionario, lo passa meravigliosamente e Grazie, affettuosamente, Barbara

  8. pace e speranza risuonano meravigliosamente in bocca a quest’uomo semplice

  9. Grazie Giovanna, come chi ha commentato prima anch’io non conoscevo fratel Biagio, so solo ciò che hai scritto e quello che ho saputo dal video che hai proposto. Che cosa dire se non esprimere ammirazione per una bellissima testimonianza di fede e poi lasciarsi interrogare pensando che la luce che illumina fratel Biagio c’è per tutti …anche per i più umbratili. Un saluto. Stefania

  10. Grazie al Signore, e a chi sa ascoltarLo, se anche oggi avvengono i Suoi prodigi.

  11. Giovanna says:

    Sono contenta di avervi fatto conoscere fratello Biagio (non è un frate ma un missionario laico che indossa un saio) con una storia straordinariamente simile a quella di Francesco d’Assisi. Dio continua a mandare segni forti e a suscitare profeti, e credo che nel mondo ci siamo molti Francesco che silenziosamente compiono le grandi Opere di Dio di cui non sappiamo nulla. Tocca a noi scoprirli, farli conoscere, sostenerli, per diffondere la luce della speranza in un mondo avvolto dal buio della disperazione.

    E’ quello che ha fatto Pasquale Scimeca, il regista che ha girato il film ‘Biagio’, che racconta la storia di Biagio come una parabola iniziatica e un antidoto per i nostri tempo bui. Il film (http://www.biagiofilm.it/ ) uscito nelle sale a febbraio dell’anno scorso, ha già vinto numerosi premi (http://www.biagiofilm.it/area-stampa/premi-e-riconoscimenti/) ed è proposto come percorso didattico nelle scuole (http://www.biagiofilm.it/le-scuole/percorsi-didattici/) perché Biagio è un grande esempio di impegno civile, di denuncia forte delle ingiustizie, di lotta non violenta per la trasformazione del mondo.
    Il film è stato trasmesso il mese scorso (27 marzo, giorno di Pasqua) su RAI 3; su Internet digitando ‘Biagio Conte’ potete trovare molte altre notizie e video.

    Biagio è un segno profetico del nostro tempo. Tutto ciò che fa è un segno, anche il suo andare a piedi portando la croce sulle spalle è un segno: ci ricorda che la vita è un pellegrinaggio, che siamo chiamati a metterci in cammino, a lasciare le nostre sicurezze e rischiare il viaggio (come i tanti profughi, segno profetico anch’essi) portando la croce sulle spalle ed anche condividendola: a volte aiutando altri, a volte lasciandosi aiutare.

    Grazie Maria Carla, Mariapia, Maria Letizia, Elia, Anonima, Barbara, Vito, Stefania, Giovanni, per i vostri commenti. Un abbraccio affettuoso a tutti. Giovanna

  12. Giovanna says:

    Carissime Maria Carla, Mariapia, Maria Letizia, Elia, Anonima, Barbara, Stefania, e carissimi Vito e Giovanni, grazie per i vostri commenti. Sono contenta di avervi fatto conoscere fratello Biagio, che non è un frate ma un missionario laico con una storia straordinariamente simile a quella di Francesco d’Assisi. Credo che nel mondo ci siamo molti ‘Francesco’: tocca a noi scoprirli, farli conoscere, sostenerli, per diffondere la luce della speranza in un mondo avvolto dal buio della disperazione.

    E’ quello che ha fatto il regista Pasquale Scimeca con il film ‘Biagio’, in cui racconta la sua storia come una parabola iniziatica e un antidoto per i nostri tempi bui. Il film (http://www.biagiofilm.it/ ) uscito nelle sale a febbraio dell’anno scorso, ha già vinto numerosi premi, ottenuto vari riconoscimenti, ed è proposto come percorso didattico nelle scuole, perché Biagio è un grande esempio di impegno civile, di denuncia forte, di lotta non violenta per la trasformazione del mondo. Il film è stato trasmesso anche su RAI 3. Chi vuole approfondire trova su Internet molte altre notizie e video.

    Biagio è un segno profetico del nostro tempo. Tutto ciò che fa è un segno, anche il suo andare a piedi portando la croce sulle spalle: ci ricorda che la vita è pellegrinaggio, che siamo chiamati a metterci in cammino, a lasciare le nostre sicurezze e rischiare il viaggio (come i tanti profughi, segno profetico anch’essi) portando la croce sulle spalle ed anche condividendola: a volte aiutando altri, a volte lasciandosi aiutare.

    Un abbraccio affettuoso a tutti. Giovanna

  13. Maria Pacifico says:

    Grazie, Giovanna di aver messo in luce la figura di un profeta dei nostri giorni. Conosco già Biagio, ho partecipato ad alcune campagne di solidarietà per lui o meglio per la causa di quel fiume di persone a cui non è concesso di vivere una vita dignitosa.
    Biagio ci testimonia che solo trasformando se stessi si può contribuire alla trasformazione del mondo, a cominciare da quel piccolo pezzo di mondo in cui viviamo.
    Anche ognuno di noi sperimenta questa legge di vita! Ugualmente ognuno di noi può portare la sua goccia in quel processo di globalizzazione della solidarietà che papa Francesco si augura e propone.

  14. Grazie a te, sr Maria per il tuo impegno. Accompagniamo Biagio con la preghiera; ieri è giunto in Calabria ( http://gds.it/2016/04/26/biagio-conte-in-calabria-accolto-come-un-santo_504665/). Ti abbraccio. Giovanna

  15. Continuiamo a seguire Biagio Conte nel suo pellegrinaggio attraverso le regioni d’Italia per portare Pace e Speranza. Biagio è arrivato a Roma il 19 luglio e mercoledì 20 luglio è stato ricevuto da Papa Francesco.
    In questo link l’intervista rilasciata al Giornale di Sicilia al suo ritorno a Palermo: http://palermo.gds.it/2016/07/29/biagio-conte-la-via-della-pace-puo-salvarci-convertiamo-le-armi-in-solidarieta-video_545633/
    «Palermo e la Sicilia hanno mille problemi, ma una rete di solidarietà eccezionale. Il modello della missione va esportato in ogni paese, in ogni città, in ogni regione, dovunque ci sono strutture vuote che potrebbero diventare case di accoglienza per chi non ha nulla».
    Domani mattina fratel Biagio sarà di nuovo a Roma, parteciperà domenica alla celebrazione per la canonizzazione di Madre Teresa, lunedì avrà un incontro con Mattarella e martedì mattina riprenderà il suo pellegrinaggio a piedi verso la Sardegna.
    Accompagniamolo con la preghiera. Giovanna

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