Preghiera. Nei giorni di un terremoto

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Erano giorni e giorni da che mi sentivo un gran male. Male dentro. Una tristezza come senza risoluzione. Un qualcosa di profondo e doloroso, apparentemente inspiegabile. Accade spesso. … poi un terremoto. La terra trema.  Ma, mi pare pensare, non è per il terremoto in sé. E’ per il dolore che lascia, quando si porta via vite umane. Quando si inghiotte in un attimo le persone e le loro storie.

Persone che muoiono … in gruppo … catastrofi, guerre, stragi … cosa accomuna gruppi di persone che salutano in modo drammatico questa vita sulla terra, nello stesso istante? Insieme … 

Come … perché, … nel caso di ogni catastrofe naturale o meno, al suo accadere,  mi chiedo se sia un destino per chi si trova o meno nei paraggi … in quel preciso luogo, in quegli attimi … cosa muove i fili delle nostre vite? Qual è il senso?

Morire e Nascere. Cosa accomuna gruppi di persone che nascono in luoghi della terra strapazzati da guerre messe in atto dalla stessa mano umana. Luoghi devastati da profonde ingiustizie, ormai estese a tutto il globo. Quando anche nascere e tentare di crescere, in tanto dolore, appare terribilmente difficile ed ingiusto, assurdo, paradossale, quando penso che sono nata nell’agio, nell’accoglienza e già per questo mi sono sempre sentita grata e fortunata. ……..…

Il pensiero corre così all’accadere anche delle cose belle. Per quegli incontri, per esempio, che sembrano baciati da una particolare magia, in Bene. La magia della Vita. Della capacità di Vivere intensamente, coltivando quella ricchezza interiore che ci fa apprezzare anche le piccole cose, che poi sono invece grandi, il rispettarci reciprocamente ed il saper condividere. Di un viaggio, la Vita, che quando vissuto nel bene, è ricco di sorprese belle e sorprendenti.

L’alternanza nella vita, tra aperture e chiusure. Bello/brutto. Buono/cattivo. Bene/male … Però se è così, cioè se quest’alternanza è parte integrante della vita … allora perché per la parte riguardante i – dolori – siamo tanto recalcitranti … ?

Accettare, integrare  il dolore, la sofferenza in quanto parte di questo mondo terreno.

Sento però la necessità di ripetermi la domanda: … è la sofferenza, per come la conosciamo, parte integrante della vita stessa in sé… ?!?

Cioè, la Vita, nella sua Essenza, è – veramente – questo mix di gioie e dolori … ?!? … … ….

Sto vedendo le persone che mi circondano nel quotidiano. In alcuni momenti, le guardo come le vedessi per la prima volta. Trasudano una … sensazione che mi fa pensare all’anima. Non che io abbia capito cos’è l’Anima … ho solo una sensazione, forse un intuire, un – cogliere – un qualcosa …

Se la sensazione è quella giusta, ciò che intuisco, è come un lampo che trapela da uno sguardo … è però un’anima il più delle volte, atterrita.

Potrebbe esser ospitata da un cestello per il ghiaccio!! Anche la sua forma assomiglia ad un cubetto!!!

Come paralizzata. Un bel cubetto compatto … che sia veramente così? Oppure è solo una mia fantasia?

Persone dall’aria triste o persone dall’aria apparentemente serena … o serena veramente …? Persone in atteggiamento indaffarato o quando, professionale o quando ancora trascinanti, faticosamente, nel tentativo di “possedere una vita” che ancora non riusciamo ad ottenere.

I più sono presi seriamente, molto seriamente da un ruolo, un Titolo, un Nome, una Professione: una parte! … una recita, come a teatro.

Sento odore di cose finte. Una grande farsa. Una farsa umana di portata mondiale. Una colossale presa in giro!!!

E magari capita … che silenziosamente stiamo inghiottendo bocconi amari ma, stiamo pure prestandoci altrettanto silenziosamente e ancora, e ancora, a questo falso gioco. Facendo finta che sia tutto in ordine o  quando: … non c’è soluzione! Nulla da fare ormai!

Falso gioco, perché si nasconde dietro “opportune” formalità e falsi convenevoli. Una finta “educazione”. Un finto “comportarsi bene” a volte un finto “fare i cattivi”.  False apparenze tirate fino allo stremo per tentare di mantenerle ancora in vita. Le nostre “facciate”, le nostre maschere.

Giochi di potere, imposti o subiti. Tristi. Penosi. Patetici ormai, perché li stiamo scoprendo. Lo senti quello strappo nella pancia. A volte è così forte da farci piegare in due.

Essi stessi, cioè i giochi di potere, come avessero vita propria, come sapessero che ormai siamo alla fine, si stanno così sempre più rivelando, l’ultima disperata mossa che li spinge allo scoperto, fino alla luce. Alla fine delle falsità, dell’ipocrisia, della pochezza.

… guardo anche gli occhi di quelle persone che sembrano avere lo sguardo vuoto. Spalle alte e petti gonfi ed atteggiamenti da: “pronti all’attacco”. Alcune persone appena conosciute si sono presentate così e stringendoci la mano guardavano “oltre” ma un – oltre – freddo. Sento un sapore in bocca spiacevolmente metallico. Ego.

Cerco nei loro occhi e … cado in un burrone senza fine. Non c’è luce, non c’è paura, non c’è neppure alcuna speranza, sembrano occhi che non vedono niente, mi guardano e sembra che mi trapassino.

… … Forse questa riflessione ha un senso nell’osservare come nei momenti di peggior difficoltà gli esseri umani, in gran parte, riescono ad aprire il Cuore senza aver il tempo di star lì a barricarsi dietro giudizi e ruoli … forse.

Oppure, noi umani, forse siamo semplicemente ognuno diverso dall’altro, ognuno nato e nata qui sulla terra ma provenienti da altri pianeti. Ultimamente questa mi pare essere una verità possibile, concreta.

Dal terremoto, da quel tipo di dolore che in quei giorni sentivo dentro e nel cuore, nel pensare alle persone immerse nella sofferenza lacerante di una perdita improvvisa e nella volontà di unirmi a quei Cuori in una Preghiera, l’unico modo che al momento conosco e di cui mi pare rendermi conto, che possa permettere di farmi sentire vicina a persone distanti da me in km terrestri ma, attraverso la Preghiera vicina a loro, e a chiunque soffra, vicina in un istante … neanche il tempo di un comune pensiero umano! Prego. E’ questo un Inizio.

Comments

  1. Valerio Tomassini says:

    Pensieri liberi di un’anima sensibile che vede al di là delle maschere e al di là della Grande Maschera il gran gioco cosmico delle azioni e delle reazioni cercando di capire i perchè degli accadimenti. Certo colpisce l’aspetto “negativo” legato a sconvolgimenti tellurici, alle guerre, alle sofferenze ed alle morti degli umani, ma tutto rientra in un quadro universale, cosmico, nel quale stentiamo a riconoscere il “disegno”.
    Forse è proprio questa qualità che ci manca: il rimettersi alla Provvidenza divina che nel passato ha fatto superare all’umanità momenti ben peggiori di questo. Provvidenza che è consapevolezza che dietro le quinte di ciò che succede nel mondo ci sono forze spirituali che sono i veri attori del palcoscenico.
    E la via per equilibrarsi è nella consapevolezza, nella preghiera e nel silenzio per comprendere i messaggi che ci arrivano dai piani più alti dell’esistenza….

  2. giuseppina says:

    Grazie, cara Barbara, di questa tua profonda riflessione e condivisione.
    Si, anch’io davanti alla sofferenza di vedere e sentire i continui terremoti non solo tellurici che rischiano di farci sentire totalmente impotenti e di rubarci la speranza, non so da dove ricominciare se non dalla preghiera e dalla meditazione.
    Davanti alla visione in diretta della piazza del Duomo di Norcia con religiosi, laici, giovani ed anziani in ginocchio a pregare, la fortissima commozione mi ha confermato che la prima possibilità e passione che ci dona l’impotenza è quella di piegare le ginocchia per pregare e da li’ rialzarci, ricominciare, ripartire insieme e singolarmente anche e sopratutto per vivere la comunione con tutti i Santi, con tutti i morti, con coloro che sono prostrati e con tutti gli esseri viventi.
    Solo guardando il Cristo, morto e risorto possiamo ritrovare la forza dell’Amore per il nostro definitivo “SI” alla Vita e sperimentare che il nostro Dio non è il DIO dei morti ma è il Vivente.
    Kyrie, Amen, Alleluia

  3. Ciao Giuseppina e Valerio, Grazie dei vostri pensieri a condivisione, entrambe leggendovi mi avete emozionato, attraverso voi ho visto, messo a fuoco delle cose che da sola non riuscivo a cogliere e mettere in ordine.
    Nelle parole tue Valerio, le riporto qui “… il rimettersi alla Provvidenza divina … Provvidenza che è consapevolezza che dietro le quinte di ciò che succede nel mondo ci sono forze spirituali che sono i veri attori del palcoscenico.
    E la via per equilibrarsi è nella consapevolezza, nella preghiera e nel silenzio per comprendere i messaggi che ci arrivano dai piani più alti dell’esistenza …. “
    E nelle tue parole Giuseppina “… davanti alla sofferenza di vedere e sentire i continui terremoti non solo tellurici che rischiano di farci sentire totalmente impotenti e di rubarci la speranza, non so da dove ricominciare se non dalla preghiera e dalla meditazione. … giovani ed anziani in ginocchio a pregare, la fortissima commozione mi ha confermato che la prima possibilità e passione che ci dona l’impotenza è quella di piegare le ginocchia per pregare e da li’ rialzarci, ricominciare, ripartire insieme e singolarmente … “
    … C’è stato un periodo della mia vita in cui mi sono sentita rinata, un periodo “splendente” molto molto bello e creativo, in cui ad un certo punto ho sentito un forte richiamo, un desiderio che quasi mi toglieva il respiro; visitare uno di quei luoghi che noi esseri umani definiamo sacri, indifferentemente quale.
    Non sapendo quale scegliere, alla fine la scelta è stata visitare il luogo Sacro interiore … e ciò che mi dava quella spinta era proprio una … fortissima commozione e gratitudine che mi gettava interiormente a terra, inginocchiata e a volte completamente stesa e con il cuore colmo di gioia.
    Gratitudine, tra sorrisi e lacrime di gioia, verso quella forza Divina dalla quale, sentivo, mi ero lasciata guidare in silenzioso raccoglimento, nel momento massimo di buio e profondo dolore che aveva preceduto quella rinascita. Con volontà, seguendo quel filo di luce che vedevo in lontananza trapelare da un piccolissimo spiraglio. Così è ora!
    Grazie Grazie di cuore, Barbara 🙂

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