Curare l’uomo nell’unità corpo-spirito

Pubblichiamo il video della conferenza tenuta da Marco Guzzi a Siena l’8 ottobre 2014, nell’ambito del convegno “Le cure palliative nell’anziano”, organizzato da Quavio, associazione di volontariato per l’assistenza domiciliare gratuita in oncologia.

Vi ricordiamo che sul canale You Tube di Darsi Pace è stato pubblicato il 3° video delle 36 PIETRE ANGOLARI DELL’UMANITA’ NASCENTE.

Il titolo di questo 3° incontro del percorso è “Il corpo”

Buona visione, prendendoci cura dei nostri corpi!

Commenti

  1. Maria Letizia dice:

    Il contatto con colui che soffre ci richiama all’ascolto, all’accoglienza delle emozioni, dei sentimenti dell’altro e di noi stessi e tutti ci provoca e ci accomuna nella ricerca del senso della vita. Veramente interessante e, credo, molto valida la proposta di inserire la pratica meditativa nell’insieme degli interventi terapeutici. Grazie, Marco!
    Maria Letizia

  2. Penso che si sia in molti a poter testimoniare, in qualità di pazienti o familiari di pazienti, la verità di quanto evidenziato in questa conferenza e cioè come il paziente da persona diventi oggetto, oggetto di trattamenti, senza voler togliere il merito a molti medici e infermieri che mettono grande impegno nella cura dei malati, questo modo di trattare i pazienti si riscontrata spesso. Fra i vari episodi mi pare attinente al tema ricordare quando ho dovuto discutere, a mezzanotte, con la dottoressa in servizio presso il reparto di maternità per convincerla che ciò che sentivo, anche se mancavano una ventina di giorni al termine fissato, erano i sintomi dell’imminenza del parto. Lei aveva fatto tutti gli accertamenti del caso e insisteva nel dire che non c’era alcuna evidenza che confermasse quello che dicevo, cioè il messaggio sottinteso era che ciò che sentivo dentro di me non era rilevante, perché dai vari esami non risultava. Mi consigliava di tornare a casa e farmi un bagno caldo perché non intendeva procedere al ricovero. Eravamo l’una di fronte all’ altra, lei difendeva il suo ruolo, io però dovevo difendere qualcosa di più importante, quindi ero irremovibile e ha dovuto cedere, non senza avermi fatto comprendere che mi considerava una rompiscatole e che mi ricoverava solo su mia insistenza, ma ovviamente non in sala travaglio, tanto meno in sala parto, ma nel reparto. Distesa nel letto, ero stata assalita dal dubbio che potesse aver ragione e ho avuto un momento di sconforto, non rimaneva che pregare. La situazione si è andata rapidamente evolvendo e dal reparto hanno dovuto trasportarmi di corsa in sala parto, all’ una e un quarto, la mia bimba è nata, con mia grande gioia. Molti medici e infermieri sembrano presumere di essere autorizzati dal loro ruolo a trattare con con sufficienza i pazienti e che non sia molto importante ascoltarli perché ritengono che comprenderanno tutto solo attraverso prove oggettive. Certamente servirebbero itinerari formativi che li formino sotto questo aspetto. Grazie, un saluto. Stefania

  3. Grazie, carissime, delle vostre considerazioni, la formazione del medico, come di ogni altra persona, specialmente di chi si prenda cura dell’educazione o della salute degli altri, andrà completamente ripensata, al di là delle specifiche competenze tecniche … Ciao. Marco

  4. Non pensavo di replicare ma semplicemente perché sono perfettamente d’accordo. Sarebbe davvero importante e significativo. Buona giornata. Stefania

  5. Walter Mutton dice:

    Bellissima conferenza! Grazie sempre Marco per la tua incisiva chiarezza e anche per i tuoi contributi personali estremamente convincenti.

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