Dio: l’idolo e la verità

Pubblichiamo la conferenza tenuta da Marco Guzzi a Misano Adriatico il 14 ottobre scorso nell’ambito della rassegna “Idolatria. I miti del nostro tempo”, curata da Gustavo Cecchini per la Biblioteca Comunale di Misano.

Vi ricordiamo inoltre che è stata pubblicata sul canale You Tube di Darsi Pace “La conoscenza di sé”: quarta pietra angolare dell’Umanità Nascente, una sintesi del percorso dei Gruppi, a cura di Daniela Rondina.

Buona visione e buona settimana!

Comments

  1. Maria Letizia says:

    Complimenti a Marco Guzzi per averci trasmesso così chiaramente l’entusiasmante novità della Rivelazione di Cristo, il quale “è venuto a portare un nuovo modo di essere umani”.
    Scegliere di credere a questo messaggio ci apre nuovi ed inediti orizzonti di libertà e creatività.
    Grazie, Marco.
    Maria Letizia

  2. silvia rambaldi says:

    Ho ascoltato con molta attenzione questa straordinaria conferenza e ne ho tratto infiniti spunti di riflessione. Ho rinforzato la mia fiducia, ravvivato il mio spirito e approfondito il mio desiderio di essere sempre più aperta all’azione creativa, libera e inaspettata, specialmente nelle difficoltà della vita. La spiegazione di Marco Guzzi sul crollo delle immagini di Dio create dall’uomo mi ha allargato il cuore: ogni persona può avvicinarsi alla realtà ultima senza timore, la sostanza dell’Essere è in me e posso contattarla nella sua verità. Posso fare affidamento sulle mie capacità intuitive, aver fiducia in me stessa e credere nella possibilità di accedere a bellezza, bontà e libertà…grazie!
    Silvia

  3. Grazie, carissime, perché avete assorbito lo Spirito, l’essenziale di questo evento… un abbraccio. Marco

  4. Un ascolto che regala grandi sensazioni di libertà, di apertura e di grandi speranze su chi è e che cosa può essere e diventare l’uomo e quindi ciascuno di noi.
    Ringrazio Marco per il suo impegno, il suo calore e le emozioni che riesce a trasmettere a me e a chi le ascolta, per la passione che posso ricevere dalle sue parole e dagli insegnamenti che cerca di comunicarci.
    Il tema è difficile però vale la fatica di affrontarlo.
    E’ un incoraggiamento che credo non sia solo personale per continuare il tuo grande lavoro e le ricerche che ci doni. Grazie.
    Un caro saluto a tutti.
    Fabio

  5. Claudio Mazzucato says:

    Vorrei esprimere qualcosa anch’io anche se sotto forma di emozioni: vertigine, stupore,respiro sempre più presente e profondo, dilatazione del cuore, sensazione di….vita nuova!
    Grazie Marco e grazie a tutti voi!
    Claudio.

  6. Carissimi Fabio e Claudio, le vostre risonanze sono per me di grandissimo conforto e sprone, la ricerca di un’esperienza più autentica del divino è davvero molto ardua, in un momento in cui le chiacchiere di tutti i generi, anche religiose, riempiono teste e testate …. Un abbraccio. Marco

  7. Antonietta says:

    Ho ascoltato ieri questa straordinaria conferenza e non posso fare a meno di esprimere anch’io il mio grazie.
    Ormai non conto più gli interventi di Marco Guzzi che ho ascoltato in questi anni, ma ancora una volta mi sento toccata nel vivo: a credere, a continuare a sperare, a mollare le immagini di me e di Dio che non reggono più. Sono immagini che stanno precipitando e fanno male e fanno rumore.
    Questo è un salto personale e collettivo, entrambi i livelli sento che premono in me in modo doloroso.
    Sento che la necessità di questo salto si avvicina, con il suo carico di ignoto ma anche di straordinaria promessa.
    Ascoltare la passione di Marco anche nelle risposte agli interventi del pubblico mi dà coraggio nel non sottrarmi alla sfida continua di questo passaggio verso la vita.
    Antonietta

  8. maria carla says:

    Buogiorno a tutti!
    Mi unisco al plauso dei commenti precedenti per la bellezza e la forza di questa conferenza di Marco, soprattutto per la parte di dialogo con il pubblico (quasi commovente la riflessione sulla preghiera in riferimento allo stato di precarietà dell’ essere umano definibile, nella sua essenza, come perpetuo ORANTE…proprio pochi mesi fa ho avuto la soddisfazione di rivedere le straordinarie incisioni rupestri della Valcamonica (Bs) dove migliaia di “pitoti” ci ricordano proprio questa condizione dell’ uomo e, non a caso, molte di queste ‘figurine’ con le mani alzate a candelabro vengono classificate dagli studiosi “ORANTI” !!!).
    Avrei piacere di avere qualche spiegazione in più riguardo alle “9 gerarchie celesti” citate da Marco (in genere mi sento un po’ ‘snobbata’ quando -a persone le più diverse- chiedo informazioni per es. sugli angeli) e sul fatto che l’universo-essendo vivo- risponda alle nostre domande (ciò ha a che fare con le “onde gravitazionali” di cui si è confermata di recente l’esistenza)?
    GRAZIE, maria carla

  9. Grazie, carissime, grazie del vostro ascolto, del vostro consonare e risonare, un’unica Vibrazione ci sta re-intonando, ci sta guarendo da antichissime dis-armonie. Credo che le gerarchie angeliche siano, in un ceto senso, i maestri dei cori, gli Accordi universali, che ci insegnano a cantare. Marco

  10. Può la mia angoscia essere trasformata in preghiera?

  11. Ho ascoltato con emozione e poi, leggendo anche le condivisioni in ognuna ho sentito le stesse cose che ho sentito dentro me. Grazie Marco.
    Trovando questa mattina ulteriori bei pensieri, veramente non riesco a non esprimere anche con mie parole, ciò che sento e sempre di più, per come ci stiamo avvicinando l’un l’altra e, anch’io sento che nei mondi che qui non vediamo, delle gerarchie celesti, c’è un gran lavorio nel guidarci e felicità e sicuramente un certo fermento! … ogni volta che riusciamo ad aprirci nel cuore e ad avvicinarci … nelle stupende parole di Marco Guzzi; in un’armonia all’unisono che ci sta guarendo!!! Che bellezza, Grazie! Barbara

  12. Cara Rita, l’angoscia è davvero un ospite molto sgradito dell’anima, e trattarla non è facile, è necessario un lavoro paziente, lungo e paziente, entro il quale la preghiera può svolgere certamente un ruolo centrale, per chi ha fede.

    Grazie, cara Barbara, è proprio questa vicinanza dei cuori, il frutto più prezioso di tutto il nostro lavoro.

    Marco Guzzi

  13. Ma la natura ci dà anche lei la vita, magari per…interposta persona…
    La peste, la lebbra, le epidemie in genere sono “colpa” della natura o di chi costringe la gente a condizioni di vita impossibili?
    I terremoti fanno vittime se noi costruiamo case e centrali nucleari nei posti sbagliati, e ormai lo sappiamo, se il vesuvia scoppia, è cattivo lui o chi fa costruire sulle sue pendici?
    Come ci comportiamo noi nei confronti dei mari, fiumi, alberi e piante, animali?
    E la consolazioneche ci dà il mare, o il nostro amico animale, o la bellezza di un monte o di un tramonto? Io difendo la natura, non mi importa del cancro e dell’aids, che poi sono quasi sempre anche loro frutto di una società organizzata male. Per me la natura non è Dio, ma di sicuro una delle sue più meravigliose manifestazioni, mi fido di lei.

    Forse non ho capito bene il pensiero di Marco, io la sento nel mio cuore e soffro molto per come la trattiamo, per come distruggiamo la sua bellezza e forza.

  14. Cara Rita, credo che la natura siamo anche noi, siamo l’universo che parla dell’universo, siamo la vita che dopo miliardi di storia arriva all’uomo, un essere che ha la coscienza e che perciò in questo tempo critico è ad un bivio: la distruzione della vita o il salto di coscienza. Sono d’accordo con te e fa male anche a me il fatto che trattiamo male la natura, perchè in fondo trattiamo male noi stessi. Il salto di coscienza consiste proprio nel sentirci parte del tutto ( un io relazionale come direbbe Marco), non un piccolo io-atomo egoico bellico separato e che proclama orgogliosamente la propria autonomia. Per poi, in piena liberà, rifugiarsi nei centri commerciali la domenica. Dario. Un saluto a tutti

  15. martino coppola says:

    Buongiorno a tutti voi, vi seguo da qualche mese tramite il blog e i video su youtube; fin dall’inizio ho sentito una profonda risonanza con le parole di Marco Guzzi ( che conoscevo radiofonicamente insieme a mia moglie dai tempi passati – ho 59 anni ). Le idee e le sensazioni trasmesse si collegano ad altre ricevute da diverse fonti e il quadro complessivo che voi presentate si compone pian piano.
    Ho deciso di portare il mio piccolo contributo segnalandovi – nel caso non vi fosse già noto – la figura di Pavel Florenskij dai cui libri ( insieme a Hetty Hillesum, Simone Weil e Dietrich Bonhoeffer ) ho scoperto tante cose.

    Grazie a tutti voi

    Martino

  16. Grazie, caro Martino, Florenskij è molto presente nel nostro lavoro, come anche altri autori dell’Ortodossia, come Clément, Berdiaev, Bulgakov etc. Auguri per tutto! Marco Guzzi

  17. Infatti, È sempre un grande piacere e un sollievo ricordare questo passo di Florenski tratto da: “Il pilastro e il fondamento della verità” che una volta Guzzi ci aveva fatto conoscere.

    “L’uomo che pensa ha già capito che non possiede nulla su questa sponda.
    Ma per imboccare il ponte che porta al di là ci vuole sforzo ed energia. E se questo dispendio fosse vano? Non è forse meglio pur torcendosi per i dolori dell’agonia restare al di qua del ponte? E se lo si imbocca, vi si dovrà forse camminare tutta la vita? Aspettando eternamente di raggiungere l’altra riva? Ma che cosa è meglio, morire perennemente e forse in vista della terra promessa gelare nel freddo del nulla assoluto oppure spendere le ultime energie forse per una chimera, un miraggio che si allontanerà man mano che si tenta di raggiungerlo? Questo è il dilemma. Io rimango qui! Eppure una tormentosa brama ed una improvvisa speranza non mi danno pace. Allora balzo in piedi e mi metto a correre, ma il freddo di una disperazione altrettanto improvvisa mi taglia le gambe, una paura senza confini si impossessa dell’anima e allora corro indietro; andare o non andare? Cercare o non cercare? Sperare o disperare? Temere di spendere le ultime energie e perciò spenderne dieci volte di più correndo avanti e indietro? Dov’è una via di uscita? Dov’è uno scampo? A chi ricorrere per un aiuto? Signore, se esisti aiuta la mia anima folle, vieni Tu stesso, Tu stesso conducimi a Te: Salvami! Che io lo voglia o non lo voglia, concedimi di vederti come Tu puoi e sai. Attirami a Te, con la forza e con il dolore in questo grido di suprema disperazione è il principio di uno stadio nuovo del filosofare, il principio della fede viva. Io non so se la verità esista o meno ma con tutto il mio essere sento che non posso farne a meno. So che se esiste per me è tutto, ragione, bene, forza, vita, felicità. Forse non esiste ma io l’amo più di tutto ciò che esiste. Mi unisco a lei come a tutto ciò che già esiste e anche se non esistesse l’amo con tutta l’anima e con tutta la mente; per lei rinuncio a tutto perfino ai miei quesiti e ai miei dubbi.”

    Grazie per il piccolo contributo.
    Fabio.

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