Prima lettera per Andrea

Caro neo-nato, Uomo Nuovo, ti scrivo questa prima lettera, in un particolare momento dell’anno. Subito dopo il solstizio d’inverno la luce del giorno ricomincia a crescere e la natura inizia un nuovo ciclo vitale annunciato dalle gemme che già si preparano sugli alberi. In queste sante notti lo sguardo dell’uomo si volge spontaneamente al cielo dal quale attende una nascita.

Ogni uomo che viene al mondo come te introduce una novità stupefacente nelle nostre esistenze frenetiche e organizzatissime. Tu sei il Nuovo che scardina le certezze e le consuetudini. La forza, l’entusiasmo e l’impegno che poni in ogni tuo gioco è coinvolgente e apprendo ogni giorno da te con meraviglia la freschezza e la gioia di vivere che fanno da forte contrappeso alla mia matura età.

Un Uomo Nuovo nasce dopo un difficile travaglio, è un prode disposto a rischiare la morte pur di venire al mondo. In te, coraggioso Andrea, può identificarsi ogni uomo che in qualsiasi momento della sua vita decida di ri-nascere, di lasciarsi trasformare dal Signore che vive in lui. Gradualmente il suo Vero-Io potrà scolpire la sua sostanza spirituale delineando la vera forma di Umanità, configurando un nuovo Regno sulla Terra, instaurando un nuovo ordine che diventerà una realtà evidente sia nell’aspetto dell’uomo futuro che nella struttura del mondo.

Ti scrivo dunque, carissimo, perché spero in te, so che sarai capace di far crescere quel seme che vive in te. Questo germe attende che tu lo faccia crescere fino a piena maturità.

Ma sei ancora così piccolo e bisognoso di cure, perciò ho pensato di donarti le mie conoscenze e la mia esperienza, e spero quella di molti altri amici che vorranno collaborare a questa idea, per aiutare te e tanti altri Uomini Nuovi a vivere in modo sano, a DarsiSalute.

Questa è stata la passione della mia vita: cercare un modo sano di vivere, che non ostacoli la realizzazione delle nostre potenzialità più profonde, che non danneggi la nostra intima struttura organizzativa, l’ordine del nostro essere, che ci aiuti a vivere meglio, a soffrire meno. Ma prima dobbiamo capire se questo sia veramente possibile.

Dunque ho dedicato molte forze e tempo nello studio e nella mia professione sanitaria per conoscere qualcosa dell’uomo che lo possa aiutare nel suo arduo e sofferto passaggio terreno, nel suo corpo, in questo suo spazio-tempo in cui cerca il proprio senso e tenta di realizzarlo.

Tuttavia non ho la pretesa di passarti le mie competenze come qualcosa di già pronto da consumare, da applicare nella tua vita senza critica, vorrei solo offrirti la possibilità di riflettere su temi importanti per la nostra esistenza, in modo che tu possa trovare il tuo orizzonte, prendere forza e determinazione per i momenti più difficili, conquistare nella libertà maggiore consapevolezza e responsabilità per fare le tue scelte. Nello stesso tempo questa potrebbe essere per me un’opportunità per accogliere nuove conoscenze e  impulsi all’attività con la freschezza che tu mi insegni.

Senza preferire nessuna teoria, proposta o evento particolare, potremo sforzarci di accogliere ogni cosa con occhi nuovi, senza pre-convinzioni. Sarà nostra cura verificare, per quanto possibile, l’attendibilità e la praticabilità, di ogni proposta, cercheremo di evitare facili interpretazioni e soluzioni comode.

Allora prima di iniziare il nostro percorso ci possiamo chiedere: cosa è sano? Chi è sano?

Possiamo verificare che ciò che è sano non coincide con la normalità; ciò che si fa abitualmente, o come si è solitamente, non è necessariamente sano. Per esempio può essere abbastanza normale che un uomo abbia qualche dente cariato ma questo non è certamente sano, è intuitivo! L’ampia diffusione di un’abitudine, di un modo di essere, quindi non garantisce  che ciò sia sano. Un difetto può essere normale, anzi pare che proprio il difetto sia normale per la condizione umana. Chi nasce senza un difetto? Senza una predisposizione costituzionale a qualche malattia?

Nemmeno possiamo identificare ciò che è sano con ciò che è antico, una medicina antica non è detto che garantisca più salute di una più vicina a noi, e una medicina futura non sarà sicuramente migliore di quella attuale. Dobbiamo considerare che col passare dei millenni anche la struttura organizzativa dell’uomo si modifica, perciò medicine efficaci nell’antichità potrebbero non essere più adatte all’uomo contemporaneo.

Certo un modo di curarsi è espressione della cultura del tempo, del modo in cui ci spieghiamo la realtà dell’uomo e del mondo. Ma se la nostra scienza non considera le specificità dell’uomo (pensiero, creatività, libertà, autocoscienza, responsabilità e tutto che ciò che distingue un uomo dagli altri esseri di natura) come può questa scienza essere salutare per l’uomo?

Se ci proponiamo di imparare a discernere ciò che è sano, dovremo anche chiederci cosa possiamo confermare della tradizione che ci viene proposta, dello stile di vita che la generazione precedente ci offre. Cosa di tutto ciò non ci porta sofferenza, non ci fa star male, non ostacola una gradevole esperienza terrena? Ormai abbiamo consapevolezza dei danni che un certo modo di vivere può arrecare all’ambiente e quindi all’uomo che in quell’ambiente vive. Tutto ciò non è gradevole.

Ma certo, mi dirai che neanche tutto ciò che è piacevole è sano! E questo è facilmente verificabile. Alcool e sigarette sono  vizi diffusi che piacciono ma sperimentiamo che non ci fanno bene.

Una vita lunga non sempre trascorre in modo sano, dobbiamo tendere ad una vita lunga oppure ad una vita sana? Non vi è corrispondenza neppure tra queste  due cose.

Come è difficile definire ciò che è sano, ciò che ci fa bene! Ma in noi questo concetto esiste e possiamo dare a questa parola diversi significati. Quando però possiamo dire di essere veramente sani? Non è forse questa una condizione a cui tendere, da conquistare come la felicità?

Perciò propongo di chiamare il nostro progetto DarsiSalute. Spero che tu lo voglia accogliere così come diventerà.

Ora ti saluto con affetto

Comments

  1. giancarlo salvoldi says:

    La prima lettera per Andrea è un inno alla vita.
    Vita nascente “adesso”, in questo tempo tanto terminale da far invocare il passaggio antropologico verso un nuovo inizio.
    Alida vede in Andrea la vitalità e la potenza della rinascita e della ricreazione che noi stiamo cercando e sperimentando. Noi che guardiamo il cielo come facevano i Magi “consumandosi gli occhi del cuore” ( Turoldo) fino a quando trovarono la cometa che li condusse proprio ad un Bambino, quello che nella preghiera dei figli di Dio invochiamo:”Signore Gesù tu sei la mia nuova umanità”.
    Alida non può che essere già una donna nuova per guardare il neonato Andrea con stupore, fiducia, entusiasmo, amore.
    Con gioia mi metto in preghiera per sostenere i primi passi di Andrea e di Alida sulla via di “Darsisalute”, perchè vedo che sono nella determinazione, nello studio, nella Speranza di contribuire a disegnare i lineamenti dell’uomo nuovo.
    Buon lavoro, Giancarlo

  2. Cara Alida, molto bella questa lettera, che è anche un programma per l’intero movimento Darsi pace, che è da sempre e intrinsecamente un Darsi salute. Ma è indispensabile scendere nel concreto e nel particolare, e affrontare i temi della malattia e delle cure dal punto di vista di un processo integrato di guarigione dell’uomo nel suo complesso. In fondo il nostro sottotitolo: liberazione interiore—–> trasformazione del mondo, può anche declinarsi come trasformazione/guarigione del corpo.
    Tanti affettuosi auguri, e proseguiamo in questo primo lavoro di divulgazione e di introduzione alle ampie problematiche del Darsi salute. Marco

  3. Cara Alida,

    sono particolarmente felice per questo nuovo innesto in ambito scientifico, che si viene ad accompagnare al tentativo di AltraScienza e ne estende concretamente le ramificazioni in un campo molto concreto e attuale. Un miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo è la fatica di ogni giorno, e dobbiamo cercare in tutti i modi di “faticare bene”, almeno… e in questa fatica rientra a pieno titolo, credo, una nuova percezione del cosmo come del corpo.

    Come scrivono Boff e Hathaway nel Tao della liberazione, “Allorchè ci si rende conto dell’interconnessione tra noi e il cosmo, la trasformazione comincia ad essere inquadrata in una nuova cornice che sradica i presupposti dai quali partiamo: la causalità lineare e la cieca casualità. L’importanza dell’intuito, della spiritualità e delle sapienze antiche si fa più evidente. Invece che consumatori o spettatori passivi in una partita del puro caso, cominciamo a percepirci come partecipanti attivi nel sottile mistero della finalità cosmica in divenire”.

    Comprendo dunque che tutto è strettamente integrato, e tra il cosmo e il corpo danzano una serie continua di rimandi ed interconnessioni. Detto questo, ho tutto da imparare in questa avventura, e cerco di mettermi in umile ascolto. Come sai, i mezzi di AltraScienza sono a completa disposizione del progetto, per il quale ti faccio i migliori auguri.

    Marco

  4. Cara Alida e carissimo piccolo Andrea benvenuti .
    Che domanda straordinaria e importante per tutti noi .
    Accolgo con gioia la tua proposta ce ne è un gran bisogno.
    Per sopravvivere alla professione medica e sopravvivere negli Ospedali sono diciasette anni che faccio Darsi Pace, perche’ credo veramente che solo lasciando emergere l’Uomo Nuovo possiamo ogni giorno umilmente trovare un po’ di Salute / Salvezza.
    Almeno questa è la mia personale esperienza come praticante e come medico , come formatore di Darsi Pace e come formatrice di Medici .
    Niente è piu’ bello di uno Sguardo Guarito .La libertà dalla malattia ( che non sempre corrisponde dalla guarigione clinica) e dalle dolorose coazioni dell’ Ego alienato è la mia ragione di Vita .Sono molto felice della nascita di questo Gruppo e del piccolo Andrea piena di di speranze . TI abbraccio forte Chiara De Do

  5. Anch’io come Giancarlo ascolto in questa prima lettera per Andrea il canto, l’ inno alla vita.
    Vita desiderata, attesa, rigenerata, rinnovata.

    Nel prode Andrea c’è il Nuovo che scardina le certezze e le consuetudini.
    La forza, l’entusiasmo, l’impegno, il gioco, la meraviglia, la freschezza, la gioia del neo-nato sono doni per chi vive la matura età e a sua volta offre una conoscenza impregnata di esperienza e di passione, la ricerca di una vita.

    Scambio di doni quindi nel quale continuare a cercare, a pensare, a dialogare, a rinnovare lo sguardo per discernere e non accontentarsi di facili definizioni.

    E’ pieno di freschezza e di bellezza questo inizio, già dono salutare nel suo primo atto creativo.

    Grazie Alida!
    Ti abbraccio, giuliana

  6. Maria Carla says:

    Leggendo (e rileggendo) questa “Prima lettera” mi sono ricordata di un’ affermazione di Marco Guzzi durante lo scorso intensivo dell’ Approfondimento 1 :” Io voglio morire sano!”
    Devo dire che tale affermazione mi aveva particolarmente colpito per la sua ‘apparente’ incongruenza…in realtà era del tutto consequenziale al discorso sulla “cristificazione ” di ognuno di noi all’interno del mistero del perdono!
    Cristificazione, cioè cammino verso un’ integrità dell’ essere umano sempre più compiuta…alla fine, SALUTE!
    A questo punto si può morire anche sani (e non ci sarà contraddizione alcuna) !
    Carissima Alida, grazie, ti seguirò con molto interesse…
    mcarla

  7. Un caro ricordo di Nellio , archivista e organista che per tutta la vita ha detto”voglio morire sano” ed è morto dopo due mesi di malattia tumorale, l’anno scorso.

  8. “Come è difficile definire ciò che è sano, ciò che ci fa bene”
    Io, istintivamente, terminata la lettura del post rispondo: è sano e mi fa bene frequentare questo luogo, le persone che lo abitano e mi fanno dono del loro intimo sentire e delle loro conoscenze.
    Quale nonna di sette nipoti, mi è parso di cogliere nel tuo scritto la passione ,la tenerezza, la spinta ad andare oltre che i bimbi ci regalano.
    Grazie di cuore Alida, un abbraccio.
    Mi informerò sulla possibilità di seguire , come semplice uditore, il cammino di Darsi salute.
    Rosaria

  9. Grazie a tutti per il vostro calore che sembra avvolgere questo tenero, piccolo organismo che vuole crescere.
    Alida

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