La scelta

Commenti

  1. Caro Alessandro… che bello risentirti, o meglio rileggerti!

    Devo dire che hai la capacità di arrivare al punto in estrema sintesi, e questo mi piace. Ed il punto è molto bello e molto poco “discusso”. Si parla molto, infatti, della morale cristiana, delle prescrizioni, di cosa pensa la Chiesa su questo e quello, e così via. Non si parla mai, forse per non avere la scomodità di guardarsi dentro, delle “resistenze” che abbiamo verso Gesù (e la sua “pretesa” totalizzante per dirla con Giussani), sia che crediamo o no.

    “Ognuno di noi ha varie motivazioni che provocano resistenze a Gesù e potrebbe essere utile rifletterci serenamente , propongo di provarci ad iniziare da qui ora, luogo pubblico seguito da molti con un serio intento di non restare in superficie”

    E’ molto bella ed utile questa proposta. Anche io, anche adesso che sono in cammino da anni, ho delle resistenze, anche “gagliarde” e forti (magari ci torniamo, ma ora non voglio riempire il campo ma lasciarlo a disposizione d’altri). Ne abbiamo parlato e tu mi hai aiutato a capire, a mettere a fuoco (e non sai quanto te ne sono grato, come pure a Gabriella).

    Rispetto a quando arrivai in DP, dunque, qualcosa è cambiato. Ora finalmente le vedo per quello che sono, non obiezioni teoriche, ma appunto resistenze. E non mi pare una piccola cosa, perché il lavoro è rivolto finalmente nella direzione corretta, ovvero verso me stesso.

    E a volte iniziano a sciogliersi, almeno per qualche momento. Ed è come un vetro appannato che si pulisce… e dietro vedi un sacco di luce, almeno per un po’. Ma basta per continuare a camminare!

    Hai ragione sai? Le cose cambiano. Lentamente, sì, ma cambiano.

    Un abbraccio!

  2. Maria Letizia Santi dice

    Per me, cattolica praticante da sempre, la figura di Gesù di Nazareth ha costantemente esercitato un grande fascino ed una speciale attrattiva, alimentati dalla forte ricerca di senso nella mia vita; a tale proposito mi vengono in mente le parole di Pietro nel Vangelo di Giovanni : “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna” (Gv 6,68). D’altra parte, però, molte sono le resistenze che spesso mi bloccano, prima fra tutte la dimenticanza, quella mancanza di “concentrazione” che mi allontana dall’essenziale: le mille cose da fare di ogni giorno, le piccole o grandi preoccupazioni, i pensieri automatici che occupano spesso la mia interiorità, mi distolgono dal presente. A tale proposito mi aiuta molto la pratica meditativa che ho imparato nei gruppi Darsi pace che mi riporta sempre all’adesso, al momento presente, l’unico tempo in cui io posso essere me stessa, senza vagare inutilmente con la mente al passato o al futuro. Inoltre la pratica contemplativa mi riconduce ogni giorno alla scelta di fede che altro non è se non lasciarsi trasformare dal Signore Gesù. Grazie a Darsi pace.
    Maria Letizia

  3. Giampaolo Poli dice

    “Un vero inizio parte dalla fine di ciò che lo precede”—–“Guardiamo a fondo ciò che precede una decisione seria perchè poi le cose cambieranno,………” . Buongiorno Alessandro, mi chiamo Giampaolo e sono al primo anno. Mi trovo d’accordo con queste tue frasi che ho riportato. La prima mi riguarda nell’immediato, perchè sto uscendo da un periodo difficile e da una “traversata nel deserto” molto dolorosa (separazione con conseguente solitudine). Hai ragione: un inizio, per essere “vero”, deve succedere ad una “fine” di qualcosa, e questo qualcosa deve proprio crollare, come ad esempio tutto un sistema di convinzioni che fino ad oggi è stata la mappa di un certo stile di vita. La seconda frase di tranquillizza rispetto alla “scelta”. Io, quando sento parlare di scelta di fede, abbracciare il Vangelo, ecc., ho ancora una reazione di fuga, come davanti un ferro incandescente. Mi hanno sempre fatto paura queste scelte perchè le ho sentite come estremamente totalizzanti, eroiche, in un certo senso la privazione della libertà. Mi tranquillizzo perchè confido che il lavoro che ho (abbiamo) iniziato produca come risultato la nascita del vero me stesso, che potrà, se vorrà, fare scelte veramente consapevoli, compresa la scelta di fede. Grazie.

  4. Ciao Marco, ciao Maria Letizia, ciao Giampaolo,
    la vostra partecipazione alla riflessione sulla scelta ci aiuta a mettere assieme esperienze diverse per crescere meglio in questa relazione tutta da scoprire.
    Già, luce dietro un vetro appannato; voce nel frastuono del quotidiano ; regole da seguire passivamente e tante altre sono le esperienze di privazione che sperimentiamo rispetto ad una semplice e vera relazione con la nostra più profonda interiorità.
    Ci ritroviamo in questo mondo e iniziamo da subito a gridare forte il nostro disagio, se siamo fortunati sperimentiamo una vita familiare che comunque lascerà segni profondi nel nostro sviluppo e può capitarci di incontrare qualcuno che ha fatto esperienza della fede ma quale ?
    Sembrerebbe proprio che la fede sia un’arruolamento e la verità il tempo tra una scoperta e la successiva ma lavorandoci su senza pregiudizi con umiltà e perseveranza si aprono scenari sempre nuovi e liberanti.
    Si può essere veramente liberi senza la conoscenza, senza prima aver conosciuto ciò che spesso rifiutiamo a priori ?
    A me sembra che la grande forza del metodo che DarsiPace propone stia nella sua pedagogia di accompagnamento dalla sofferenza inconscia alla consapevolezza e quindi conoscenza della realtà che la genera.
    Ricominciare dall’apprezzare il dono di un inspiro è una vera rinascita e può farci sperimentare che tutto è possibile anche ciò che fino a prima era solo un desiderio, non parlo di magia ma di concreta azione dello Spirito di Vita che agisce Per noi Con noi e In noi.
    Sento di essere con tutti voi sul sentiero giusto, dove non mancano i pericoli ne tantomeno mancheranno le cadute ma se ci teniamo vicini potremo aiutarci vicendevolmente e gustarci scenari e relazioni straordinari.
    Un sorriso Ale

  5. “Guardiamo a fondo ciò che precede una decisione seria perché poi le cose cambieranno, lentamente ma cambieranno.”

    Non ho capito cosa si voleva dire…..

  6. Alessandro C. dice

    Ciao Fabrizio, come sicuramente avrai capito la decisione di cui parlo è quella a cui siamo chiamati ad un certo punto del nostro itinerario ma anche nella vita in generale, quando cioè siamo posti di fronte ai nostri limiti.
    La sofferenza fisica o psichica, il fallimento, la solitudine fanno parte del nostro quotidiano e spesso noi cerchiamo di fuggire via in vari modi senza guardare a fondo le cause originarie che ci hanno portati fin li, pensando che si può ricominciare facendo finta di niente.
    Purtroppo però non è così.
    E’ duro ammetterlo ma la vita ci insegna che spesso siamo noi stessi causa dei nostri mali, a livello personale o sociale ma comunque se non ci impegniamo per capire quello che ci accade come potremo fare per migliorare la situazione?
    Già solo l’impegno per guardare a fondo cioè seriamente, senza nascondimenti e con umiltà la nostra condizione attuale potrebbe favorire la decisione per un cambiamento che così facendo è in realtà iniziato.
    Lavoro lungo cambiare, faticoso e a volte doloroso ma indispensabile per ritrovare senso, direzione, orientamento verso il meglio.
    Ti saluto nella speranza di essere riuscito a spiegarmi. Ale

  7. Durante il secondo anno di corso ho affrontato abbastanza serenamente la scelta della fede cristiana, già fatta , più o meno consapevolmente, da anni. Però, però, anche se sono al settimo anno, questo post mi ha portato a riflettere su questo:
    Le critiche, anche amichevoli, alla mia esplicitazione di fede cristiana mi fanno tuttora soffrire, forse anche troppo, e suscitano dentro di me delle domande, eccone alcune:
    La mia fede è semplice superstizione, credenza rassicurante?
    Non ho ancora approfondito bene il problema, sono ingenua? Passatista?
    Non ho masticato abbastanza la cultura scientifica? Sono ignorante?
    Sono immatura, infantile?
    Sono plagiata, non sono abbastanza libera e rispettosa della libertà altrui?
    Non conosco abbastanza le sapienze orientali, le religioni più nuove , più di moda?
    Dietro a questi interrogativi, riconosco alcune paure “ infantili”, c’è la scarsa fiducia in me stessa, il ruolo adottato in famiglia, dell’essere la più piccola, l’ingiunzione adulta: stai zitta! Non puoi capire! Ubbidisci e basta, tu sei indegna di dire la tua!
    Ma se ritorno serena alla mia “ adultità” scelgo di nuovo il cristianesimo. E in questo penso che sarò fortemente sostenuta dallo studio del nuovo, fiammante libro di Marco Guzzi, Fede e rivoluzione.
    Mariapia

  8. Riflettendo sulla scelta … se ho una scelta da fare, l’ho già fatta. L’ho fatta da bambina, l’ho rinnovata da adulta e la rinnovo ancora e ancora. E’ una scelta di cuore, non ragionata ed irresistibile. Come se l’essenza di tale scelta sia in qualche modo io stessa, la mia stessa essenza spirituale cioè sia essa stessa parte dell’oggetto della scelta. Come posso scegliere qualcosa di diverso da questo?
    Non mi sento appartenere ad alcuna chiesa e da bambina e fino a non molto tempo fa, in un modo che sentivo contraddittorio per il motivo che segue, ero arrabbiata e molto con la chiesa cattolica, questo dolore non ha però mai intaccato l’amore senza riserve che sentivo e sento per Gesù e le sue parole, e alcune di queste, come fossero stampate a fuoco in me, mi accompagnano costantemente nella vita. Una traccia per non perdermi troppo, per ritrovare e riconoscere la Via.
    La mia fede è riposta nella parola di Gesù, nei suoi insegnamenti, nel suo messaggio di Vita.
    … e questo ho ritrovato qui in Darsi pace.
    Attraverso la ricerca interiore poi e nell’ascolto dei disagi fin nelle profondità di me che mai avrei immaginato poter comprendere in questo modo e mano a mano lavorando, riuscire ad assaggiare anche un po’ di leggerezza e sentire finalmente un po’di ristoro.
    Nella fiducia che insieme si può!
    Si può riuscire ad attraversare questa terra arida e spaccata in cui ci troviamo e superare ostacoli che sembravano ormai insuperabili! Grazie, con affetto Barbara

  9. Che belle parole Barbara, chissa cosa succede veramente nella realta’……

  10. … nella realtà succede quello che sta succedendo … che abbiamo paura, io ho paura tu hai paura, in tanti e tanti abbiamo paura. Ed è giusto portarla fuori la paura, alla luce, così perde forza e possiamo vivere più leggeri e di volta in volta sempre di più a renderci liberi. E speriamo bene.
    Insegnano che nella rabbia si nasconde sempre la paura e penso che quest’ultima sia una delle zavorre più pesanti che ci troviamo addosso ed alla quale diamo grande potenza, assecondandola.
    E nella realtà allora affronto la paura affidandomi a Chi è superiore a me, gli occhi al cielo a quel divino che vede più in là dei miei piccoli occhi e del mio cuore striminzito … tipicamente umano … ed è per questo che sento che scegliere la Fede ogni giorno, affidandomi, mi aiuta anche a mollare un po’ di pesi, mi aiuta a vedere che siamo tutti sullo stesso piano e in difficoltà a vari livelli e che “guardando basso” non abbiamo strumenti … se non mettere in atto quello che abbiamo sempre fatto, tutti o quasi; … la reattività, in un circolo vizioso senza fine.
    Ciao, un caro saluto, Barbara

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