A Trevi sulla via del ritorno

 

In questa vallata umbra, di luce calda e spirituale che da Perugia si allunga fino a Spoleto, tra due sponde collinari di verdi boschi e di dolci oliveti che si affacciano sulla vasta piana, di vigneti e dorata di paglie dopo la mietitura, la piccola Trevi emerge sulla sommità di un colle con l’evidenza della grazia dell’antico campanile e del suo duomo. Da queste parti giunsi 47 anni fa, numero che risuona –  in sincronia – con la mia stessa data di nascita.  

Ho vissuto l’intensivo di Darsi Pace trascorso a Trevi in una serena consapevolezza del mio viaggio di ritorno.  Qui sono giunto, esattamente da dove era partito col mio spirito di allora, giovanile e   fresco, ma ancora inconsapevole, alla ricerca di me stesso, del mio più vero sé.

In questi luoghi, tra queste colline che percorsi di giorno e di notte, aggrappato alla cavezza del mio mulo, mentre imparavo i segreti iniziatici della guerra alpina, per guadagnarmi bistrattati galloni da sergente, apprendevo anche i piaceri intimi dello sguardo contemplativo, sottraendolo alla rigidità della divisa e del ruolo.

Al mio paese, tra i monti, non avevo mai visto una luna così grande e così fedele, come l’amore di una donna che di notte, lungo le nostre marce, non ti lasciava mai e che faceva parte del nostro immaginario di giovani soldati, ciascuno rapido nei propri sogni.  Si camminava in silenzio ascoltando solo il rumore degli zoccoli dei muli carichi ciascuno di parti di obice da montare, fare fuoco, simulando distruzioni e poi da rimontare, ricaricare sui muli e fuggire veloci.    Eppure tra questi assurdi disegni bellici, cercavo non appena riuscivo a rialzare lo sguardo, quella luna cosi grande, che si divertiva a sparire e ricomparire ad ogni svolta di colle o attraversamento di valle.  Qualcuno intonava leggero anche quel commosso canto della vecchia tradizione alpina: “Guarda la luna come la cammina …..e la scavalca i monti ….come noi altri alpin! “Una canzone che canto ancora con i miei nipotini!

Per arrivare qui a Trevi, in questa mia terra interiore, ci sono arrivato con tutto il corpo, la mente e l’anima, solo all’alba di lunedì, giorno del mio rientro a casa. Affacciandomi al balcone della mia stanza al terzo piano, sono sprofondato in quell’immagine mattutina che mi ha rubato ogni parola:

 

“NON HO PIU’ PAROLE !

Rondini garrule

In giocoso volo

stridono e impazzano

nell’aria fresca del mattino

a ripulire l’azzurro cielo

che si è aperto dentro me “ .

 

Poi sono partito per incontrarmi con mia figlia che ho scoperto, stranamente pacificata, anche lei in ascolto del suo cuore, a modo suo, quanto bastava per restituirmi capaci parole di padre, che non avrei mai osato.  Abbiamo viaggiato insieme, assaporando eventi di colori e in letizia, di questa terra spirituale, che sento mia, come un’umile grazia respirata anche nel colore delicato delle sue pietre.  Forse durerà ancora questa nuova relazione tra noi, oltre le nostre reciproche paure di farci del male.  Lotterò per questo, per non smarrire questa mia via del ritorno.

 

Così oggi comprendo meglio i miei vecchi passi, giunto in questo modo sorprendente, al Principio di ogni mio desiderio più profondo.

 

Come nella poesia che l’amabile Fabio ha voluto donare a tutti noi,   venerdì sera,  estraendola dai suoi ricordi di amicizia con Marco,  scopro in questa mia presenza a Trevi, anche un altro piccolo, insignificante, ma sincronico segno di benevolenza dello Spirito di vita che, quando da noi scompare, è solo per ritrovarlo in un altro luogo ad aspettarci …..del resto sapeva già che avremmo dovuto cambiare strada, avendo voluto provarci da soli !

Ora però, non ridete per questa mia banalità che qui aggiungo. Riguarda il mio consumo familiare di olio extra-vergine, prodotto proprio qui a Trevi nel frantoio che si trova a pochi minuti a piedi dall’Hotel in cui abbiamo alloggiato per l’intensivo.

Incuriosito da questa altra sincronicità, dopo quella cabalistica del mio numero, non potevo certo mancare a visitare la struttura che produce l’olio che da anni finiva sulla mia tavola, ignaro del suo ciclo produttivo.  Sapete cosa ho scoperto?  Vi ho trovato una persona che con calma e gentilezza mi ha spiegato per filo e per segno come funzionava l’intero impianto per la produzione a freddo dell’olio vergine e che per diventare così buono, mi è parso proprio doversi svolgere come un  vero percorso iniziatico, di conoscenze, di cura, di vero amore.

Voglio sperare  che in queste mie parole, nelle quali ritrovo il senso della mia personale partecipazione all’Intensivo,  si possano scoprire anche quelle del comune Spirito di vita e di verità, quello che insieme abbiamo potuto cogliere nelle meditazioni guidate da Marco,  e anche nella Messa finale, dallo spirito di don Mimmo.…..lieto, in questo caso,  di condividerle  fra tutti noi,  cercatori dello  Spirito  che –ora sappiamo –  ci attende sulla via del ritorno al nostro cuore,  una via che forse è solo da ritrovare, poiché solo smarrita,  già presente in noi fino dentro la nostra infanzia:  un tempo di umile silenzio,  dove  possiamo solo ascoltare la voce di chi ci dà la vita,  invece di raccontarcela a modo nostro, cioè distorto e disperato.

 

NEL  FRANTOIO DI TREVI

 

Siamo stati tutti lavorati

Come buone olive

Nel frantoio dello Spirito

 

Da noi si estrae l’essenziale

Che ci matura sull’albero

Della Vita.

 

Stiamo in forma di drupa

Racchiusi attorno

Al proprio duro nocciolo

 

Ognuno sta nel dolore

O nel suo scioglimento

Che matura nella accettazione

Della propria Pasqua interiore

 

Mirabilmente restiamo esposti

Alle intemperie delle stagioni

A pazientare gelo e calure

E attacchi di vermi

 

Paghi solo di ciò

Che il nostro alberello

Più misero o più ricolmo di frutti

Ci possa donare.

 

E così da generazioni

Fino al tempo

Della nostra frantumazione

Che oltre ogni separazione

Ci trasforma nell’Uno

Di un olio profumato di sapori

E con quel particolare

Retrogusto amarognolo

Che ci renderà preziosi!

 

Un carissimo abbraccio a tutti, nella speranza di un ritrovarci a un livello sempre più avanzato del nostro cammino …a ritroso: unico modo divertente, per non cadere nella fossa che ci attende camminando in avanti!

Commenti

  1. Anonimo dice:

    Ogni commento che mi viene in mente nel ricordo, e nel guardare questa foto, e nel vedervi tutti, e nel leggere le parole che ho appena letto, suonerebbe retorico e insufficiente. Io sono qui. Noi tutti siamo qui. Importante è il cammino; un cammino sempre appena iniziato, sempre insufficiente, sempre entusiasmante. L’immagine degli alpini rende bene. Le gambe fanno male e la fatica è tanta. Ma la meta, se non ci fermiamo, non ce la toglie nessuno!
    Un grazie infinito a tutti i compagni di viaggio.
    Non potevo proprio starmene zitto…

  2. Barbara P. dice:

    Ciao Ivano che bellezza, che sorsi d’aria fresca e pura!

    Non sono potuta venire a Trevi e più volte ho provato ad immaginare di esserci, tra i partecipanti e nei luoghi.
    Provando ad immaginare come fosse il paesaggio quando immerso nel suo silenzio, l’aria, i profumi, i colori e poi le forme che contengono i suoni ed il vociare delle persone … il parlottio, i sussurri e le parole importanti, gli sguardi scambiati nel desiderio di condividere, i sorrisi nell’aria frizzante di incontri gioiosi nuovi e rinnovati.

    Ed ho immaginato. Con il rammarico di non potermi sentire partecipe in un evento che fa rendere ancor più partecipi ed uniti.
    Grazie per ogni meravigliosa riga scritta.

    Ho fatto, leggendoti, un viaggio che ha toccato tutti gli angoli della mia anima in attesa, anche nel ritrovare, con tocchi di parole, le radici della famiglia e della storia, in un contesto ricco di significati.
    Un abbraccio con tutto il cuore, Barbara

  3. Paola Balestreri dice:

    Grazie Ivano, scopro questa tua anima poetica che non avevo avuto modo di apprezzare in precedenza, né tanto meno nei veloci scambi avuti a Trevi (eravamo tanti e non è possibile riuscire ad avere con tutti un tempo per approfondire la conoscenza reciproca, a parte la sintonia che si crea nei gruppi di condivisione del sabato pomeriggio).
    Tanti auguri a tutti di poter scoprire sempre sul cammino le sincronicità che ci guidano e alimentano la nostra speranza!
    Paola

  4. Grazie caro Anonimo, Si ! Siamo tutti qui, in cammino come gli alpini . E se la fatica e tanta e fanno male le gambe anche dell’anima , ci sia sempre quella voce di un compagno alpino che in marcia con te, vedendoti cedere e demotivato ti sappia gridare quel franco e rustico incoraggiamento che ti ordina
    ( specie se nel bel mezzo della battaglia della tua Insurrezione ) ” TASI …E TIRA ! ” E’ il grido alpino più efficace per sostenere chi sta per cadere ..quasi una sberla, uno scrollone di fiducia di un vero amico e compagno, come oggi non si usa più. E con quel grido, tu vai avanti anche se sei rimasto senza un perché….quello che poi scoprirai più avanti, in altro luogo, in altro tempo…, ma solo se avanzi anche senza crederci, anche solo per non restare solo. E ‘ in avanti sempre quello che cerchiamo, che desideriamo conoscere …..e quando arriviamo alla meta , ecco la sorpresa , il paradosso : ciò che cercavamo era già lì, proprio dentro di noi e ci aspettava desiderante come noi che gli andavamo incontro senza saperlo. Allora sarà la Festa di tutti , saranno sorsi de vin , se egoici, ma se più spirituali, saranno i sorsi d’aria fresca e pura , quelli che ha assaporato Barbara nel suo viaggio toccando tutti gli angoli della sua anima in attesa , grazie anche a te Barbara, per la tua risonanza gioiosa e affettuosa.
    Grazie anche a te Paola, che per tua fortuna a Trevi non ti eri accorta di avere accanto un poeta, altrimenti ti avrei subissata delle mia Poesie di un Autista che scrissi molti anni fa quando viaggiavo col mio camioncino. L’importante è accorgersi davvero anche di piccole sincronicità che , per me , sono il segno della tenerezza divina , attrazioni sottili dello Spirito che in qualche modo, deve pur trovare anche lui dei modi per aiutarci. Ed è sempre e solo nel silenzio dell’improvviso quando la tua attenzione si blocca e si fissa su di un qualsiasi particolare che , in quel momento, diventa stranamente significativo, più di ogni altra cosa che stai facendo. Allora è l’attimo di un dono che mi piglio grato e riconoscente, perché me lo dice una gioia inattesa e … insensata !
    Un carissimo abbraccio a tutti coloro che sono nel grande selfie di Trevi, ma anche a qualcuno rimasto fuori.
    Ivano

  5. Belle osservazioni caro Ivano, mentre leggevo le sentivo con la tua voce…..e poi anche il tuo viso!
    Mi fa pure piacere che parli della mia testa e Trevi per me è un ricorso di quando facevo parte della O.M.G. e lì facemmo un campo di lavoro di raccolta olive, alloggiando in un convento abbandonato……tempo con coordinate diversissime eppure…….arieccoci a Trevi!
    Grazie

  6. Non testa
    …terra!
    Non ricorso
    ,,,,,,,ricordo (e.c.)

  7. Infatti, cara Claudia arieccoci, non capivo ….ma è nostra caratteristica faticare un po’ prima di capirci al volo , fin dal primo incontro per mail ……. Percorsi giovanili diversi, ma che ci hanno portato ad incontrarci in una comune terra interiore che sa frangere anche i nostri lontani ricordi di olivi o di muli non importa, per farne un buon olio dai sapori antichi, per curare ferite e per condividere nuove e insperate gioie.
    Complimenti per la tua bella interpretazione, con la tua sorprendente voce da contralto ,una bella sorpresa che con Silvia al clavicembalo hai donato a tutti noi , per distendere i nostri cuori.

    Un caro abbraccio
    Ivano

  8. giuliana dice:

    Il ritorno a casa spegne ogni parola e fa guadagnare uno sguardo contemplativo.

    Riconosciute e lasciate andare le pretese, con il cuore a nudo che resta in ascolto ritorniamo in contatto con la fonte della ri-creazione.

    Assaporiamo il potere trasformante della Parola che ci rende più liberi e più veri, energia vivificante per la nostra vita.

    Svuotati di noi stessi lasciamo spazio all’ azione dello Spirito e scopriamo il compito a cui siamo chiamati.

    Allora caro Ivano camminiamo e lottiamo insieme per non smarrire la via del ritorno.

    Grazie in abbraccio, giuliana

  9. Già ! Cara Giuliana, non basta scoprire la via del ritorno, bisogna anche arrivarci, senza perdere la strada. Se procedo da solo è facile che mi smarrisca ……potrei fermarmi qui, dove adesso sono arrivato…ma il fatto è che dopo un po’ che mi godo la pace….riecco l’inquietudine che di nuovo mi muove …allora ricomincio ad ascoltare le mie emozioni che però non sono solo mie ….c’è un altro in noi …..così ho sempre da decidere se è un un intruso o una voce che mi incoraggia e invita alla festa del mondo . Camminando insieme, nell’ascolto dello Spirito, potremo aiutarci a scoprire ognuno, un altro pezzetto di verità, per ritrovarci di nuovo capaci di libertà, più veri e capaci di reggere il dono di una energia più vivificante.
    Grazie , un carissimo abbraccio
    ivano

  10. giancarlo salvoldi dice:

    Nelle tue parole si esprime il bambino che è ancora vivo in te desideroso di conoscere, il giovane sognatore anche tra gli obici, l’adulto disincantato e aspro come le forre e gli orridi delle tue valli native, e il poeta sorprendente che non sapevo. “Nel frantoio di Trevi” è bella e vera, dice dei tuoi percorsi come dei nostri, e dice che per Grazia si incontrano, si riconoscono, si arricchiscono per farci scorrere insieme verso l’alto e verso il profondo, indietro e in avanti: capaci di diventare, nella fede, co-creatori su questa terra.
    grazie, GianCarlo

  11. Grazie Giancarlo,
    per le tue affettuose e colorate pennellate sulla mia anima. Di tutto vorrei restasse qualche mia poesia che per grazia, ogni tanto , posso estrarre dalle aspre forre e dagli orridi della mia valle natia. E’ una valle arieggiata, verde e profonda , dal fondo della quale nascono le nuvole , esalate dalla terra umida che respira nel mattino. Spesso, dopo i temporali, le vedo ascendere verso le vette, ma i raggi gagliardi del sole se le riprende, dissolvendole tra le folte chiome dei boschi.
    Buona estate, amico.
    ivano

  12. Ciao Ivano, ci siamo conosciuti a Trevi ed anche con noi c’è stata una sincronicità: l’alpino, la poesia di Marco. Un abbraccio. Dario

  13. Caro Dario,
    mi ricordo benissimo di te, amico sincronico, è un grande piacere ritrovarti. Sento la tua presenza a distanza e ti faccio tanti auguri…ci rivedremo al prossimo momento…. sincronico.
    Un caro abbraccio.
    Ivano

  14. Grazie caro Ivano, sì è bello sentirsi vicini. Auguri anche a te. Dario

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